Sunday, May 11, 2008

Comprendere è quasi giustificare



Sono stufa delle notizie che arrivano dall'Italia. Sono ancora più stufa dell'amnesia storica collettiva che ha colpito più della metà dei miei connazionali. Stufa dell'indifferenza alle notizie di naziskin che si aggirano indisturbati a massacrare ragazzi di provincia. Stufa ed incazzata con chi dà più valore ad un pezzo di stoffa colorata che ad una vita.
Si è dimenticato troppo in fretta. Primo Levi, nella sua introduzione all'edizione del 1976 di Se questo è un uomo, ci aveva avvertito. Ne copio qui pari pari il passo più rilevante, parole che andrebbero incise a fuoco nei muri di ogni classe scolastica italiana, che andrebbero imparate a memoria, recitate, pretese ad ogni colloquio di lavoro, giuramento militare, esame di maturità.
Nessuno deve scordarsi di ciò che purtroppo sta tornando in maniera strisciante in quest'Europa post-bellica che noi, poveri illusi residenti all'estero, consideravamo ormai immune a certi relapse.
Vi prego di leggere e di pubblicare queste parole sui vostri blog.
Non dimentichiamo. Non possiamo permettercelo.


Forse, quanto è avvenuto non si può comprendere, anzi, non si deve comprendere, perché comprendere è quasi giustificare. Mi spiego: «comprendere» un proponimento o un comportamento umano significa (anche etimologicamente) contenerlo, contenerne l’autore, mettersi al suo posto, identificarsi con lui. Ora, nessun uomo normale potrà mai identificarsi con Hitler, Himmler, Goebbels, Eichmann e infiniti altri. Questo ci sgomenta, ed insieme ci porta sollievo: perché forse è desiderabile che le loro parole (ed anche, purtroppo, le loro opere) non ci riescano piú comprensibili.
Sono parole ed opere non umane, anzi, contro-umane, senza precedenti storici, a stento paragonabili alle vicende piú crudeli della lotta biologica per l’esistenza. A questa lotta può essere ricondotta la guerra: ma Auschwitz non ha nulla a che vedere con la guerra, non ne è un episodio, non ne è una forma estrema. La guerra è un terribile fatto di sempre: è deprecabile ma è in noi, ha una sua razionalità, la «comprendiamo».
Ma nell’odio nazista non c’è razionalità: è un odio che non è in noi, è fuori dell’uomo, è un frutto velenoso nato dal tronco funesto del fascismo, ma è fuori ed oltre il fascismo stesso. Non possiamo capirlo; ma possiamo e dobbiamo capire di dove nasce, e stare in guardia. Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.
Per questo, meditare su quanto è avvenuto è un dovere di tutti. Tutti devono sapere, o ricordare, che Hitler e Mussolini, quando parlavano pubblicamente, venivano creduti, applauditi, ammirati, adorati come dèi. Erano «capi carismatici», possedevano un segreto potere di seduzione che non procedeva dalla credibiità o dalla giustezza delle cose che dicevano, ma dal modo suggestivo con cui le dicevano, dalla loro eloquenza, dalla loro arte istrionica, forse istintiva, forse pazientemente esercitata e appresa. Le idee che proclamavano non erano sempre le stesse, e in generale erano aberranti, o sciocche, o crudeli; eppure vennero osannati, e seguiti fino alla loro morte da milioni di fedeli. Bisogna ricordare che questi fedeli, e fra questi anche i diligenti esecutori di ordini disumani, non erano aguzzini nati, non erano (salve poche eccezioni) dei mostri: erano uomini qualunque. I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere veramente pericolosi; sono piú pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere e ad obbedire senza discutere, come Eichmann, come Höss, comandante di Auschwitz, come Stangí, comandante di Treblinka, come i militari francesi di vent’anni dopo, massacratori in Algeria, come i militari americani di trent’anni dopo, massacratori in Vietnam.
Occorre dunque essere diffidenti con chi cerca di convincerci con strumenti diversi dalla ragione, ossia con i capi carismatici: dobbiamo essere cauti nel delegare ad altri il nostro giudizio e la nostra volontà. Poiché è difficile distinguere i profeti veri dai falsi, è bene avere in sospetto tutti i profeti; è meglio rinunciare alle verità rivelate, anche se ci esaltano per la loro semplicità e il loro splendore, anche se le troviamo comode perché si acquistano gratis. E meglio accontentarsi di altre verità piú modeste e meno entusiasmanti, quelle che si conquistano faticosamente, a poco a poco e senza scorciatoie, con lo studio, la discussione e il ragionamento, e che possono essere verificate e dimostrate.
È chiaro che questa ricetta è troppo semplice per bastare in tutti i casi: un nuovo fascismo, col suo strascico di intolleranza, di sopraffazione e di servitú, può nascere fuori del nostro paese ed esservi importato, magari in punta di piedi e facendosi chiamare con altri nomi; oppure può scatenarsi dall’interno con una violenza tale da sbaragliare tutti i ripari. Allora i consigli di saggezza non servono piú, e bisogna trovare la forza di resistere: anche in questo, la memoria di quanto è avvenuto nel cuore dell’Europa, e non molto tempo addietro, può essere di sostegno e di ammonimento.

Primo Levi

16 comments:

Audrey said...

Martina,
tu sei stanca della scarsa memoria storica dei tuoi connazionali e stai e vivi la tua vita quotidiana a migliaia di km di distnza... Pensa a coloro (come la sottoscritta) che si trovano "immersi" tutti i giorni in certi rigurgiti e si ritrovano a combatterli quotidianamente.
Io la vedo buia...

Audrey said...

Scusa l'aggiunta.Volevo solo scrivere che ho aderito sul mio blog al tuo invito e ho riportato le parole di Primo Levi, sperando che molti altri lo facciano.
Good night, Audrey :-)

riccardo gavioso said...

bellissime parole: le tue e quelle del mio illustre concittadino. Come spesso accade, i grandi scrittori finiscono per anticipare la storia o ci salvano dal fatto che certe cose possano di nuovo accadere.
Proverò ad inserire questo post su OKNOtizie, per dargli la massima visibilità possibile.

una buona settimana

riccardo gavioso said...

ti lascio il link a OKNOtizie, in modo che ti sia possibile seguire i commenti. La notizia è riuscita ad arrivare in prima pagina, e la cosa dovrebbe assicurare un discreto numero di letture.

http://oknotizie.alice.it/info/58910a400fcb92c6/_comprendere_e_quasi_giustificare_-_bellisime_parole_che_partite_dalla_mia_citta_sono_approdate_nella_splendida_terra_d_irlanda_e_ci_danno_la_misura_di_come_vengano_ben_percepiti_i_fatti_italiani.html

Martina Buckley said...

Grazie riccardo ed Audrey per aver diffuso il pensiero di Primo Levi. Le sue parole fanno rabbrividire, perché sono così attuali. Ho letto che qualcuno ha appeso questo scritto sul luogo del delitto a Veroa, è per questo che mi è venuta questa idea di propagarlo in rete.
Ai "miei tempi" (dio mio che tristezza) la lettura di Primo Levi era obbligatoria a scuola. Ho come il presentimento che non lo sia più... :(

Fard Times said...

A proposito della scarsa memoria dei nostri connazionali...

http://fardtimes.splinder.com/post/17066494/Le+scelte+di+Priebke

Ciao.

Nilde said...

Cara Martina, il tuo presentimento è più che fondato.Non si legge più." Ai miei tempi" faceva parte integrante del programma di "Lettere".Bellissimo il tuo post.Lo riporto sul mio blog.
Grazie.

Nilde said...

Ho segnalato il tuo post qui:
http://www.kligg.org/upcoming.php

Martina Buckley said...

Grazie Nilde e Fard per l'appoggio. Spero che le parole di Primo Levi si diffondano in fretta sulla blogosfera come un virus...

MadDog said...

Grazie infinite per aver ricordato le bellissime parole di Primo Levi.
Mi sono permessa di riportarle nel mio blog. Per non dimenticare.
Thanks! MadDog

Martina Buckley said...

Grazie MadDog. Con calma leggerò anche il tuo blog, che ad un primo colpo d'occhio mi sembra interessante. ;)

Massim. said...

Stufo ed incazzato anch'io che in Italia ci vivo.
Pessime notizie qui dal "fronte", Martina. Pessime davvero.
Un saluto.

viviana said...

grazie di avermi/averci ricordato queste parole, belllissime. Aderisco al tuo invito e le inserisco subito nel mio blog. Ogni piccolo granello di sabbia di buon senso e dignità adesso è prezioso.

Martina Buckley said...

Ciao Viviana, e grazie per aver aderito. Ho messo il tuo bel blog tra i siti amici, mi riprometto di leggerlo con più calma nei prossimi giorni, dato che il contenuto mi interessa molto ;)
Alla prossima

viviana said...

sarai la benvenuta ^__^
è quello che ho fatto anch'io... chi si assomiglia si piglia, diceva la mia mamma! ;->

Anonymous said...

Si, probabilmente lo e