November, sweet November

Ritorno, con un sospiro. Mi ha ispirato Valentina, con il suo post sui desideri e sui sogni. Non è una cosa *solo* femminile, mi ha risposto. Tutti abbiamo desideri e sogni. Ma sento di continuare questo dibattito rispondendo che siamo noi donne più spesso, troppo spesso, quelle lasciate ai blocchi di partenza. A raccogliere i cocci.
Quanti lettori di sesso maschile storceranno il naso a questa affermazione? Non posso farci nulla.
Nelle ultime settimane ho rivissuto dolorosamente i miei ultimi 15 anni. Ho spacciato e scambiato clandestinamente desideri nascosti con altre donne di vissuti simili. Ho rimischiato il mazzo di carte ancora ed ancora ed ancora in caso mi fossi sbagliata. Ho analizzato e rianalizzato i ricordi ancora ed ancora ed ancora in caso si fossero fusi e distorti a causa di neurodinamiche cognitive di misteriosa definizione. E sempre lì mi sono ritrovata: ai blocchi di partenza. In quella posizione che ha consentito ad altre persone di fare carriera, andare avanti, discriminare, vivere, guadagnare, sprecare. A discapito di chi, come me, è stata ad aspettare, abbindolata dalle promesse di un futuro migliore. Mi sono ritrovata dove temevo. Ancorata a quel passato che mi ha tarpato le ali proprio a causa della mia femminilità negata e sacrificata. In virtù delle regole scritte-non scritte da una società prevalentemente maschile.
Ho tagliato le catene dell'ancora, con la fiamma ossidrica della determinazione di chi non percepisce il passare del tempo. Con la coggiutaggine di chi ancora si aggrappa a quei desideri ed ai quei sogni che molti relegano all'adolescenza. Di chi ancora crede ai principi azzurri delle favole e agli uomini non dico perfetti ma good enough perché no. Degli uomini che vivono le proprie passioni e le condividono con le donne, senza chiedere l'annullamento della propria personalità. Con l'ostinazione di chi spera che i propri figli abbiano ancora una remota possibilità di diventare degli adulti completi, un giorno.
L'ostinazione di chi spera.
Novembre nel frattempo mi si è abbattuto addosso con le sue notti troppo lunghe e troppo scure. Le mie giornate cominciano e finiscono nell'oscurità, in piedi alle sette o anche prima ed ancora non c'è tregua prima della mezzanotte. Lavoro incessante, sottopagato. Ritmi frenetici di una single parent senza alcun network di supporto. Amici troppo lontani. Nessun familiare.
Qualcuno sussura get a social life. Apriti al mondo, lascia che il mondo entri nella tua vita. Suggeriscono le voci amiche.
Come fare capire che è difficile avere una vita sociale quando non si ha un minuto libero per diciotto ore di fila. Tutti i giorni. Inclusi i weekend. Quando si contano gli spiccioli in tasca e si saltano i pasti per comprare un regalino ai figli. Come fare capire che, alla base di tutto, questa è una scelta mia? Che non tornerei indietro di un passo e che sono proprio questi sogni irrealizzati e probabilmente irrealizzabili la mia cocaina quotidiana, la droga che mi tiene in piedi nonstante la mancanza di soste, di vacanze, di carezze, di spalle su cui piangere senza vergogna, di persone con cui ridere senza ritegno?
No regrets. Neppure di un passo tornerei indietro. Verso quegli anni di encefalogramma piatto, di vita senza desideri. Mi sono riappropriata dei miei sogni. Dei miei sospiri. Dei miei ideali, dei miei principi azzurri. Sono tornata alla mia adolescenza incompiuta. Senza un soldo in tasca, circondata da castelli in aria e nuvole che si muovono veloci.
Nell'aria cristallina di novembre sono una squatter di una vita che non mi è appartenuta fino ad ora. Probabilmente crollerò, prima o poi. Mi ritroverò stremata su un pavimento freddo e nudo. O forse su una di quelle nuvole veloci, preferisco immaginare. In uno di quei sogni irrealizzati. In un paese lontano, o vicino che differenza fa? In una dimensione diversa, in cui tutti questi giorni interminabili appartengono ad un ricordo lontano.
Chissà.
Grazie per la pausa, torno al lavoro.




11 comments:
si muore quando non si hanno più sogni. Se vivi nel passato non puoi avere un futuro, per quanto ti sforzi sarà sempre passato.
Sai a volte si ha paura a realizzare i sogni, si teme di non aver poi più. Non è vero, c'è sempre un sogno
Prim
Ho letto più volte e con attenzione il tuo post, e mi ha colpito allo stomaco per la sua atmosfera apparentemente senz'aria e senza spazio. Ti ho avvertita come se in questo periodo della tua vita non riuscissi a fare quello scatto in avanti che solleva lo sguardo e dà ampiezza ai propri respiri. Questo mi spiace molto - se è così - perché una persona (una donna) capace di tanta sensibilità e profondità dovrebbe avere lo sguardo più limpido e ampio di tutti.
Un abbraccio.
V
Valentina, quand'è che ci incontriamo? :D Mi hai capito al volo. hai definito con enorme chiarezza il mio stato claustrofobico. Il salto in avanti verrà. Non sono allenata. come un'atleta che da tempo non pratica lo sport. I'm working on it, come si dice da queste parti, ma richiede un coraggio che io ho appena ritrovato, una natura che avevo represso da anni ed anni.
Grazie per aver inspirato il dibattito con il tuo post. Abbraccio ricambiato.
@Prim: anche tu hai localizzato le mie paure. sono così trasparente, nei miei scritti? Non mi ero resa conto ;) Il sogno c'è, mi rifiuto di lasciarlo andare. La mia teoria è: anche un solo mese di felicità darebbe senso a tutti questi sforzi. Grazie per esserti fatto vivo ;)
Ciao Martina,
Non ci conosciamo.
Mi ritrovo per molti versi nello stadio della vita che tu descrivi cosi' onestamente nel tuo blog.
Il nostro "io" adolescenziale ha sognato i nostri sogni e ogni tanto ci esorta a non dimenticarli. Quando lo ascoltiamo, ci puo' anche dare il coraggio di buttarci (il tuo scatto in avanti) e di cercare di perseguirli, uno o piu' alla volta.
Ciao Martina, ti leggo sempre. :)
Ric.
Cara Martina, devo dirti che per me tu sei un'enigma. Come possa una persona della tua sensibilita', intelligenza, cultura e coraggio trovarsi in questa situazione e' per me sorprendente. Il fatto stesso che tu sia donna implica la capacita' biologica di superare tantissime difficolta'. Ti concedo che essere donna comporta un' handicap notevole, ma il tuo sesso non e' per nulla debole. Le donne che ho conosciuto mi hanno ispirato per il loro grande coraggio e abilita' nel trovare soluzioni ai problemi anche piu' seri e apparentemente senza via di uscita.
Vedrai che i tuoi geni ti aiuteranno a crearti un futuro piu stabile e soddisfacente.
Un caro abbraccio.
La lettura di questo post mi ha dato la stessa sensazione di vuoto allo stomaco di Valentina.
Concordo con Joe (ma oggi non faccio che citare gli altri?), ho visto donne affrontare e superare prove che molti di noi maschietti avevano paura anche solo di ipotizzare...ma non sono d'accordo con lui quando si stupisce che una persona come te si possa trovare in difficoltà, la nostra vita non dipende solo da noi (magari!!) ma anche da altre persone, da eventi imprevisti e situazioni fuori dal nostro controllo, e sai che ho esperienza diretta in questo.
Quindi (citando Prim, così li ho passati tutti..)almeno un sogno c'é sempre, e questo vuol dire che si è vivi e disposti a lottare per esso.
La forza e l'intelligenza che ti conosco ti daranno un grande aiuto,
ne sono sicuro......
Ti sembrerà strano, ma a leggerti ho avuto la sensazione inversa che quella di altri. So quali sono le difficoltà che stai vivendo perchè le ho passate pure io e so cosa si prova, compresa la paura di non esserne all'altezza. So molto dei sentimenti che senti in te, o almeno così mi pare. Con questo voglio dire che le tue parole non nascono in un ambiente asfittico, bensì in una situazione di grande evoluzione, sento dentro come un "fiatone" che non è dovuto solo al grosso impegno che ti sei accollata, bensì a quel guazzabuglio di idee che è la tua testa e di sentimenti che sono nel tuo cuore.
I sogni non si accantonano mai. Una donna come te potrà avere solo grandi sogni ne hai il dovere e soprtutto ne hai diritto. Non serve tornare indietro nel tempo per ritrovarli, basta risognare la vita che si vorrebbe, le sensazioni che si sa di poter riprovare.
Il giorno può essere pianificazione, ma inevitabilmente si deve conservare un livello superiore di sogni e progetti, che sono poi quelli che salvano la vita.
Realizzarli? Beh succede spesso che ci si riesce. Ma anche se non fosse così riempiono di luce la nostra vita, ci rendono le giornate migliori, ci fanno fare doveri in modo leggero. Si può ricominciare dal via, come nel gioco dell'oca quando finisci nella casella sbagliata. Con questo non vuol dire che la prossima chance sarà meno bella e più faticosa. Marty sei tosta! Rimetti insieme il tuo ottimismo ti sarà utile e sarà utile ai tuoi figli. Un sorriso è un lasciapassare che non ha prezzo. I sogni sono la fabbrica dei sorrisi. Diventa una donna ricca (di sorrisi) e determinata, il r3esto verrà con molta naturalezza.
Un abbraccio Ross
Cara martina, è la seconda volta che leggo il tuo post e non so se è il caso di commentarlo o meno. E' un argomento che hai già toccato, o perlomeno in alcuni post ho letto di questo tuo, mi viene da dire , disagio.
No, non storco il naso e concordo che spesso, troppo, sono le donne a raccogliere i cocci. Ma ammettere che siete "l'anello debole" non assolve i maschi dal loro comportamento.
Spero che tu esca "vincitrice" dalla tua personale guerra.
P.S. Ho l'impressione di aver scritto delle cazzate.
Carissimi, rispondo collettivamente. Gap, non hai scritto della cazzate :D HAi definito la mia una "guerra personale". Definizione appropriata. Sto attraversando le varie guerre di indipendenza e mondiali messe insieme. La mia vita sta subendo un terremoto che solo un anno fai non avrei potuto immaginare.
eppure. Rossaura è quella che ci ha azzeccato in pieno. sarà perché donna? no, non voglio essere veterofemminista. sarà perché ci sei passata, Ross, ecco la risposta. La paura del vuoto. la paura di fare il salto ( e questa l'avete notata tutti, cari amici). Una paura costruttiva però. Alla fine si salta. Una spinta, o forse l'ultima determinazione. Ed è l'ebbrezza della caduta libera. Per la prima volta uso quella paura, libera.
Clyve, lo so che ci sono eventi fuori dal nostro controllo, e me li aspetto, sono sempre in guardia. Ma non è quello che mi spaventa. la paura viene proprio da quegli eventi che avrebbero potuto essere controllati, e prevenuti. È difficile da spiegare.
Non auguro a nessuno una separazione in stile "Guerra dei Roses". È il modo peggiore, ma capita, più spesso di quanto si creda. Ci si ripara nei sogni. e, finalmente, nella vita.
@Chronicles from interesting times: grazie per essere passato. Vedo dal tuo blog che stai a dublino. contatami pure in privato se ti va.
Un abbraccio a tutti
P.S. Uno spammer mi ha attaccato il blog e sono stata quidi costretta a mettere il filtro. non me ne abbiate a male, adesso pure gli hacker ci si mettono :D
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