Thursday, April 28, 2011

GAD


Generalized Anxiety Disorder ovvero quando manca il terreno sotto i piedi e al confronto stare su una scialuppa nel mare in tempesta sembra quasi un'opzione migliore.
Quella cosa che ti stringe lo stomaco e non ti fa mangiare, dormire. La paura di tutto.
GAD è la sigla dei nostri disturbi esistenziali, del nostro malessere che ci circonda, quello che vedi dovunque ti giri, anche negli angoli in cui ti aspetteresti la gioia.
GAD, sembra il nome di un modulo per esplorazioni interstellari, di una sonda spaziale lanciata verso le lune di Saturno. Eppure è così terrestre.
Non si esplora niente con l'ansia. Non si vive. Non si costruisce perché l'ansia è distruttiva. Non si ragiona perché l'ansia è irrazionale. Non ci si organizza perché l'ansia è caotica (non per niente è disorder). Non si ama perchè l'ansia è astio. Si rifugge il piacere perché l'ansia ha paura del piacere.
GAD. Che non ci fa danzare per le strade della vita perché non si ha neppure la forza per scendere nel negozio sotto casa.
GAD. Che in fondo non è il nome di un modulo lunare. E' più una medicina amara. Un test invasivo, di quelli che ti fanno con l'anestesia leggera. Che sei sveglio e non lo sei, che vorresti semplicemente tornartene a casa.
Invece di prendere l'ennesimo aereo.

23 comments:

rossaura said...

Che dire? E' terribile, ma ci sarà pure una via d'uscita? Ci sarà pure un modo per riprendersi la propria vita? Cara Martina se fossi io a lanciarti unasimile provocazione? Cosa mi diresti per farmi ritrovare la strada?
Tu sai di cosa hai bisogno e anche cosa fare per salvarti. Tu sai quali suggerimenti mi daresti e io so che mi ci aggrapperei per uscirne.
Io di Gad conosco solo un giornalista :-)

calamar said...

Il problema (mi permetto di rispondere a Rossaura) è che siamo capacissimi di dare consigli agli altri, sappiamo benissimo dove gli altri sbagliano e quello che dovrebbero fare. Ma quando si tratta di noi stessi è molto difficile trovare il bandolo della matassa.

Martina D. said...

@Ross: l'associazione con Lerner aveva sfiorato anche me, giuro! :D

Non saprei cosa dirti, cara amica. Forse ti direi: il tempo riparerà i tessuti strappati, rimarginerà le ferite. Forse. Forse ti direi: prendi i tuoi aerei, perché non hai scelta. Forse ti direi: spera.
E poi penso alla poesia di Neruda che ho postato proprio qualche giorno fa. Penso a quanto vorrei crederci a quelle parole.

Sono parole. Solo parole.
Questa è una di quelle sere in cui si ha bisogno di carezze.
Ciao cara, spero che almeno da voi stasera sia un po' più sereno...

Martina D. said...

@Calamar: certo, è proprio questo il problema. Perché ogni situazione è unica, ogni ansia irrisolvibile.
Io credo nel tempo. Mi vedo spesso tra 12 mesi. Mi ci immagino. E mi da' una gran sensazione di serenità. Un saluto.

Diemme said...

Porca miseria, avevo scritto un commentone seriosissimo e blogspot se l’è mangiato!

Ti dicevo più o meno che la GAD so benissimo che sia, mi è compagna di viaggio da sempre, e ho imparato a conviverci.

Mi ha rovinato la vita, ma ogni tanto segno qualche punto io e riesco a costruire qualcosa, e a godermi qualche piccola felicità.

Aspettiamo il tuo ritorno, l’Italia diventerà un luogo più bello quando finalmente tu e i tuoi figli sarete di nuovo qui.

Diemme

Martina D. said...

Mi scuso moltissimo con tutti quelli che continuano ad avere problemi a postare nel mio blog ultimamente. Sembra che la piattaforma Blogger stia peggiorando a dismisura ultimamente, insomma prima o poi la cambierò.
Vi do' un consiglio PRATICISSIMO: quando avete finito di scrivere il commento, evidenziate tutto il testo e copiatelo negli appunti (Ctrl+C) per sicurezza in caso ve lo "mangi", poi potete incollarlo in una nuova scheda commenti se accade il peggio.
Se vi chiede l'account Google e non rieuscite a collegarvi, per sicurezza porstate con l'opzione "Nome/URL" o semplicemente come anonimi (ricordate di firmarvi poi sennò non so chi siete!) ;)

Martina D. said...

@Diemme: ho vissuto in uno stato d'ansia costante per anni, somatizzato in varie forme (mi ricordo ad esempio, quando ancora vivevo sotto lo stesso tetto del merluzzo, avevo un attacco di panico ogni sera prima di andare a letto) e ti rovina la vita. Non vivi.
Io sono già qui, devo tornare occasionalmente lassù per tutti i problemi che tu conosci che non riescono a trovare risoluzione.

Semplicemente, non so per quanto potrò ancora tirare avnti in questo modo. Non si tratta di settimane o mesi, io ho passato anni in questo stato.
Certo, gli attimi di felicità verranno, sai che non credo alla felicità come stato costante. Non adesso, ma verranno, qttimi da afferrare.
Nel frattempo sapere che dopodomani devo tornare in quel posto infame, anche se brevemente, mi attanaglia lo stomaco.

Rory said...

E così sarei anch'io una malata di GAD?? Speriamo ci sia una cura.

Martina...animo!! :-)
un abbraccio!

Martina D. said...

Cara Rory, GAD è certamente classificato come disturbo dell'ansia dagli strizzacervelli, ma per me non è una malattia vera è propria, è più un sintomo di un disagio esistenziale.
Nel mio caso l'ansia dura da anni ed è dovuta alle difficoltà quotidiane, al 99% di carattere pratico. Il fatto ad esempio di non avere da anni una routine, una routine che porti sicurezza, piccoli spazi che siano solo tuoi, piccoli momenti di serenità.
Il fatto di non avere dimora fissa. Un reddito costante (e per lunghi peridi, niente reddito). Le preoccupazioni costanti per un figlio difficile che non si lascia aiutare, infatti osteggia chiunque gli si avvicini con una mano tesa.
Ecc. Ecc.
Sono fiduciosa. So che in un futuro questo stato finalmente scomparirà. Certo, il futuro non si può mai sapere. Ma a me le difficoltà non spaventano, purché le si possa affrontare in una situazione di stabilità.
Sto tenendo duro. Il peggio è quasi passato.
Vedrai che passerà anche per te.

dani said...

Ansia e Panico sono due miei cari compagni di viaggio che mi fanno compagnia sin dai primi tempi dell'adolescenza forse grazie ad alcuni problemini che potremmo anche definire di salute ma che sono stati gestiti malissimo da tutto il mio contorno e di conseguenza.. io ne ho pagato le conseguenze. Pian piano ho imparato a gestire meglio le loro visite ma non mi hanno mai lasciato da sola e ormai ci vogliamo bene(giusto pe' di' na cavolata..).
Avrei voluto però avere almeno la fortuna di uno stomaco capace di reagire chiudendosi... e non aprendosi inesorabilmente.. ahimè :-(
I questo momento sto per scoppiare e mentre vi scrivo ho dovuto tirare giù la cerniera dei pantaloni per evitar esplosioni..
Consigli non te ne so dare..
Una cosa è certa. Hai ragione e tutte quelle che vengono fuori e che leggiamo sono solo e solo parole... Nient'altro che parole..
Ma anche quelle servono. Effetto momentaneo ma serve.. :-)

Martina D. said...

Cara dani, mi spiace che anche tu ci debba fare i conti. Sembra una cosa molto diffusa, purtroppo, perché molti di noi vivono una vita innaturale, senza routine e qualità.
Il disturbo che però a me più preoccupa da qualche mese a questa parte è la stanchezza cronica. Anche oggi non faccio altro che addormentarmi a destra e a manca e vado avanti a caffé, non ottimale se penso che domani ho davanti un viaggio di dieci ore con tre tipi di mezzi di trasporto. e una volta arrivata domani sera non è finita, spesa da fare e cena da preparare.
Questa stanchezza cronica mi preoccupa perché devo tener duro, ho molte cose da fare a livello pratico e materiale e non posso permettermi di staccare la spina per almeno qualche altra settimana. A volte ci sono giorni in cui ho a malapena la forza di camminare, so che questo è il potere della mia mente sul mio corpo che comunque non se la passa bene neppure lui. E' il mio cervello che semplicemente stra gridando "basta. Fermati!". Ma adesso non posso.
So che è quasi finita e spero di incontrarti presto, cara dani, se vuoi contattami pure in privato.
Un un abbraccio

Rory said...

Lo auguro a entrambe! :-)

wikiaquila said...

Intimidito un par de palle!!!

Martina D. said...

Ahahahah! Bravo Aquila, così mi piaci!!! :D

Rory said...

sicura che ti piace così?? :-)

Irlanda said...

Una bruttissima cosa.

cavaliereerrante said...

"INTIMIDITO UN PAR DE PALLE" !?!?!?
@Aquila, sei un grande !!!
Pochi ( per non dire nessuno ) possiedono la tua inimitabile tempestività, e la risata di cuore della nostra Amica, GAD o non GAD, te ne rende ampiamente merito !
Scusami @Martina, ma quanno ce vò ce vò !!!

Martina D. said...

Caro Ser Bruno, ma io so che l'aquila qui non si arrabbierebbe mai con me... vero? 8)

Martina D. said...

@Irlanda: ciao caro amico, è brutta l'ansia, ti rende la vita invivibile. Si ha paura di tutto.
Ma poi si rinasce. Io ci credo alle rinascite, sai? Si deve.
Un abbraccio

kalojannis said...

Dal basso della mia inesperienza in materia, l'unica cosa che mi permetto di consigliarti e di guardare quella creatura posseduta dal Gad dall'esterno... e a sorriderle con dolcezza... in altre parole, ad accettarla.
E se ancora posso permettermi, tra u viaggio e l'altro, a fini "terapeutici" consiglio "La città della gioia" di Dominique La Pierre e "Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita" di Giulio Cesare Giacobbo (psicoterapeuta e professore universitario genovese).
Sembra che non c'entrino nulla l'uno con l'altro eppure...
Un abbraccio.
K.

kalojannis said...

Help!!! Il Gad s'è mangiato un accento sulla "e" del commento precedente :-)

Martina D. said...

Non ti preoccupare per gli accenti ;)
Il libro di La Pierre l'avevo sentito di fama, ora che me lo consigli lo conpro senz'altro. Quell'altro lo avevo notato in libreria ma pensavo non fosse serio, però il titolo mi attira... lo acquisto subito!!! :D

Rory said...

Martina, "La città della gioia" è un libro meraviglioso. Mi piacque molto, e anche il film che ne fecero è molto bello...
Ti faccio anche qui gli auguri per la cresima di tua figlia e falli anche a lei da parte mia.