Thursday, May 05, 2011

Macerie


Curioso giurare sulla bibbia quando sei atea, Tutta la verità, solo la verità, nient'alro che la verità.
Ma dopo sei ore di contrattazioni incessanti, l'etica personale non ha più peso, non ha più valore.
Il giudice è frettoloso, vuole andare a casa. Ha tutto l'accordo scritto davanti, lo legge con uno stretto accento, indifferente, accavallando le parole. Non si volta neppure.
"Quando vi siete separati?"
Manco parlasse di calcio.
"Dieci anni fa". Sono esausta, un filo di voce. La mia avvocata interviene, prende la parola, espone il caso.
Dieci anni di non-vita.
Il giudice si volta annoiato.
"Divorzio accordato, portatemi il certificato di matrimonio, termini dell'accordo validi, affido alla madre accordato, trasferimento in Italia come paese di residenza per i figli minori accordato".
Si alza, frettoloso, saluta, se ne va.
L'avvocata si avvicina "E' finita".
Ho svenduto la mia libertà di vivere per poco più di metà di ciò che mi spettava.
Ora sono qui, un po' piegata su me stessa, su un cumulo di macerie. Dieci anni di macerie.
E un inevitabile senso di vuoto.
Si ricomincia.

22 comments:

rossaura said...

Certo macerie... certo infinita stanchezza con contorno di pura follia,ma in qualche modo qui c'è un punto fermo e da qui in poi c'è tutto il nuovo da costruire. Non si può pensare che un giudice condivida le nostre preoccupazioni e che partecipi con empatia alla nostra storia, anche questa sarebbe pura follia e il suo è un lavoro non una missione. Non so se dovrai fare ancora altri passi a margine del baratro, ma hai imparato l'arte dell'equilibrismo e sai anche che non sarà tutto risolto con una semplice sentenza. Ora hai tutto il resto da affrontare, ma almeno sai che è finita. Distruttivamente e irrecuperabilmente finita. Forse il prossimo passo ti riporterà al sole. A qualcuno capita che da un momento all'altro si accorge di camminare sorridendo, andando avanti senza più guardare indietro. Fallo quel passo avanti e comincia a sorridere.
Un abbraccio
Ross

Martina D. said...

Certo che lo so che non è finita, cara Ross. Non sono in grado ancora di camminare sorridendo, c'è ancora troppa stanchezza fisica. E adesso comincia il lavoro duro della ricostruzione, il futuro dei miei ragazzi è nelle mie mani. Anche nelle loro mani, devono imparare a costruirselo con le loro forze e devono imparare la dura lezione della vita che gli errori si pagano.
Non mi aspettavo nulla di più dal giudice, non sono stati quegli aridi 5 minuti della sentenza a spossarmi ma le sei ore precedenti di contrattazione fuori dall'aula del tribunale.
Lo dicevo proprio nel frattempo alla mia avvocata. Comincia il lavoro di ricostruzione, che è certamente più positivo della distruzione che c'è stata fino a questo momento. Però il dato di fatto è che mi sento completamente svuotata. Di tutto.
Certo, è naturale. Ci vorrà molto tempo prima che l'ansia si smorzi.
Ho tirato molto la corda e non voglio che si spezzi, sai che giorno importante è per me lunedì sedici. Voglio essere non dico in forma ma almeno in piedi per allora.
Stasera non sono neanche in piedi.
Ma passerà. Noi, cara amica, siamo nate per ricostruirci.
Un abbraccio

Rory said...

Ciao Martina, ho letto solo adesso il tuo post. Non ho molte parole da scriverti, oggi. Certo hai chiuso un capitolo, o forse una serie di capitoli, ma di certo ora dovrai essere anche più forte per ricominciare.
Un amico tempo fa mi fece conoscere questa "poesia"...te la dedico con affetto!
Un abbraccio "non basta" :-)

http://www.ilcerchiodellaluna.it/central_femm_JFolla.htm

Martina D. said...

Grazie Rory. E' bellissima.

Rory said...

Piace molto anche a me. Prima o poi me la dedicherò da sola pubblicandola sul mio blog. Quando mi sentirò "abbastanza forte" per farlo. E soprattutto quando ricomincerò a dormire...:-)

Rouge said...

Beh, è una buona notizia, no?

Diemme said...

C'è una cosa positiva in tutto ciò: le macerie restano a Cork, non dovrai neanche spazzarle via prima di ricostruire.

Non quelle macerie almeno.

Stavo pensando a quando ci fanno vedere, nei paesi più poveri, che danno alle persone denutrite quelle bustine di principi nutritivi essenziali, per farle sopravvivere: esiste quella stessa bustina per la nostra anima? Non so darti la risposta, ma io comincerei con qualche buona dormita se possibile, quello rimette al mondo.

Affidamento dei figli, permesso di vivere in Italia con loro: non per niente quando tentati di crearti il blog uno dei tentativi lo feci con "ricomincio da tre".

Ti aspettiamo.

cavaliereerrante said...

"Per parlare dell' inferno, bisogna esserci stati", scrisse William Burroughs un tempo e, volendo scoprire il mondo della droga e dei suoi micidiali effetti, prese a drogarsi fino a che riuscì a conoscere quelle fiamme devastanti, poi scrisse "The Naked Lunch" ...
Anche Tu, @Martina, hai conosciuto tuo malgrado l' inferno di una droga che devasta, che uccide l' anima ed i suoi voli, che uccide gli affetti, uccide il passato ed il futuro, il proprio e quello di chi più si ami al mondo, scrivendo anche Tu il tuo "Pasto nudo", avendo, di quest'infame mondo che così tanto, a volte, somiglia all' inferno, conosciuto e provato sulla tua stessa carne ogni più doloroso, ignobile e distruttivo aspetto !
Che dirti ora ?
Percepisco il tuo stato d' animo e sento il vuoto dell' anima tua, e la spossatezza che ti coglie, mentre cammini trascinandoti, ed osservi il mondo, all' esterno di te, come sdoppiata : da una parte la Te afflitta da una sofferenza senza fine, dall' altra una Donna estranea alle cose, alle Persone, alla musica della vita di cui senti una bellezza infinita, ma a te preclusa !
Io, @Martina amatissima, sono un uomo, la cui malinconia, irredimibile ahimè, non ha mai conosciuto quell' orrido inferno che tutto brucia con le sue fiamme atroci, che annienta anche il giorno in cui nascemmo, divorando ogni cosa, tutto di noi e del nostro passato ... mutando crudelmente un' intera esistenza in un nulla !
Ma se Tu muori, una parte di me muore, che io lo voglia oppur nò, che io sia felice o infelice, irrimediabilmente, sempre e definitivamente muore ... e non c' è medicina o scampo a questo dolore lancinante, a questo lentissimo morire che è la nostra vita, la vita di tutti,di questo comune morire che precede il nulla dell' eternità del tempo ed il vuoto assoluto di ogni cosa !
Eppure, @Martina, mentre leggo l' urlo spento del tuo cuore, mentre insieme a te esco da quella tristissima Corte in cui il dolore si fa pratica amministrativa, dossier da archiviare, carta immemore e sempre uguale, rifletto sui commenti che ti hanno raggiunto, come i primi uccelli che, dopo aver attraversato una tempesta scampando ai pericoli ed alle avversità, sbucano improvvisi fra le nubi nerastre, già annunciando un tempo sereno ...
Queste Donne, le nostre Amiche amate, quell' inferno ignobile, l' hanno conosciuto "da dentro" o lo stanno conoscendo ora, quel dolore lancinante l' hanno provato "da dentro", o lo provano adesso, nel loro cuore e nelle loro carni fragili, e se ti dicono che dopo il maltempo c' è sempre il sereno, come non credere alle loro misericordiose, ed affettuose parole ?
E' maggio, @Martina, se respiri profondamente quest' aria tersa, inevitabilmente ti arriverà il profumo della Primavera, e se scruti attentamente fra quelle povere, perdute ed amate macerie, non potrai non vedere che un fiore è già spuntato, bello come nessuno, forte e profumato come nessun' altro, fragile sì ma vivo ... coglilo @Martina e odora il suo profumo intenso di Primavera, è la tua nuova vita !!!

Enrico said...

Ciao Martina, non ci conosciamo ancora, è da poco che scribacchio qualcosa sulla rete e tempo fa sono rimasto colpito dalle tue riflessioni sulla stanchezza cui sto imparando ad abbandonarmi.
Mi sembra un po' di intromettermi nella tua vita nel leggerti così, quando capita, anche se sei tu a scegliere la pubblicità di quello che scrivi.
Spero tu abbia modo di rientrare tutta nella tua pelle e la pazienza per aspettare di percepire le energie che scorrono.
Io sto vivendo altre cose però voglio lasciarti alcune righe che in questo momento per me sono molto importanti. Chissà come ti arrivano.
Sperando di evitare ferite...

Io faccio la mia cosa, e tu fai la tua cosa.
Non sono in questo mondo per soddisfare le tue aspettative.
TU non sei in questo mondo per soddisfare le mie.
Tu sei tu e io sono io:
se per caso ci incontriamo, è bellissimo.
Se no non c'è niente da fare.

Martina D. said...

@Diemme: eh sì, una di quelle bustine mi farebbe comodo... che dire, in questo momento è proprio stanchezza fisica. Oggi mi sento leggermente meglio, stamattina ho realizzato che oggi è davvero il primo giorno del resto della mia vita. Un po' mi spaventa l'enorme muro di cose pratiche da scalare e un po' mi spaventa anche l'opposizione di mio figlio a tutto il processo (più che altro fa resistenza passiva) ma quelle sono cose che si possono affrontare.
Per quanto riguarda le notti di sonno... beh quelle non saranno possibili ancora per un po'. Ma arriveranno anche quelle, arriveranno. Ciao cara, un abbraccio.

Martina D. said...

@Rouge: ciao, si certo è una bella notizia. Però ti assicuro, e chi ci è passato mi ha raccontato esattamente la stessa sperienza, che è come se uno schiacciasassi ti passasse addosso.
Un abbraccio.

Martina D. said...

@Bruno: grazie per le tue care parole. Purtroppo dove sono adesso non c'è sole ed ho passato una settimana sotto la pioggia e con temperature novembrine. Ma la primavera verrà, oh se verrà.
Un abbraccio

Martina D. said...

@Enrico: ciao e benvenuto nel blog. Ho riletto le tue parole nel tuo blog, nel contesto del tuo post. Non ho esattamente capito come si possano adattare alla mia situazione adesso.... forse ti riferisci a fare tabula rasa del passato? Ma noi siamo il nostro passato, se ne parlava prioprio qui in un post precedente.
Io penso che siamo in questo mondo anche per soddisfare le aspettative degli altri. Ho due figli: è mio dovere ad esempio farlo per loro, il più possibile.
Siamo tutti collegati da un filo sottile, spesso le nostre esistenze interagiscono. A volte non ci incontriamo, è vero. Ma quando accade, è giusto essere lì l'uno per l'altro.
Rinnovo il benvenuto, passa più spesso.

MarioDG said...

Stavolta non parteciperò. Sono esausto di parlare nella stanchezza. Aspetto di vederti di vicino e cercare quel sorriso. Avrei potuto scriverlo tale e quale questo post. Per esperienza diretta. Non l'ho fatto. Non l'ho fatto perché non ho volòuto mai permettere che il mio "dolore" entrasse nel mio scrivere. In questo mondo che mi è servito spesso per evadere e sempre per salvarmi ed essermi di rifugio. Ho mantenuto un sorriso anche nei momenti più bui dentro i miei piccoli racconti. Ti do appuntamento per andare avanti. Vorrei esserci. E non ti faccio mancare il miuo abbraccio mentre Ti aspettiamo.

clyve said...

Cara Martina, come sai la mia esperienza di vita è stata diversa ma ha cmq generato un bel quantitativo di macerie...
Non andranno mai via, ma col tempo la prospettiva cambierà e man mano le sentirai più leggere, soprattutto in questo momento non farti sopraffare.
Ti aspettiamo per abbraciarti.

Martina D. said...

@Mario: come ho scritto anche da Ross, la stanchezza ed il dolore influenzano il mio scrivere in modo inevitabile. E non in meglio. Non tutta la letteratura migliore nasce dal dolore. dalla stanchezza poi non nasce niente.
Piramide di Maslow? ;)
Un abbraccio

Martina D. said...

@Clyve: le mie macerie rispetto alle tue non sono nulla. Il mio dolore e la mia stanchezza sono destinati a terminare. Lo immagino che con le macerie ci si convive. Ma al mio ritorno voglio almeno dipingerle di colori brillanti.
Prepara il Verdicchio amico mio, si brinderà al futuro :)

dani said...

Ti abbraccio..

kalojannis said...

Si ricomincia...
che è un po' come rinascere...
che dire, se non "buona vita"?
Un abbraccio e un enorme in bocca al lupo per tutto quello che sarà.
K.

Martina D. said...

@Dani: grazie, e un abbraccio anche a te.

@Kalo: è proprio come rinascere. Anche se la mia rinascita coinciderà con quel volo che prenderò sabato. Con tutti gli scatoloni delle mie poche cose che mi seguono via terra.
Un forte abbraccio anche a te.

sabby said...

ti aspetto da me per ripartire dal mare e dal sole!!!
lo so, cara, il post merita approfondimenti, ma ho paura di dire cose fuori luogo, però sai che ti stimo e penso che comunque sapari ricorstruire da queste macerie!

Martina D. said...

E da te passerò senz'altro, cara Sabby. Ti ho già detto che gioia mi dà quel mare profondo, che non vedo da decenni.
Un abbraccio.