Sunday, June 26, 2011

Gratitudine



Siete ciò che è il vostro desiderio più profondo.
Così come è il vostro desiderio,
così è la vostra intenzione.
Così come è la vostra intenzione,
così è la vostra volontà.
Così come è la vostra volontà,
così sono le vostre azioni.
Così come sono le vostre azioni,  
così è il vostro destino.

(Brihadaranyaka Upanishad)  

Ciò che voglio è essere grata a chi mi sta insegnando a vivere. A chi mi sta insegnando, a poco a poco, che la vita non è una lotta continua ma una porta aperta.
Io non la conoscevo questa lezione di vita, e la voglio passare ai miei figli. Spero che anche loro apprendano.
Questo è il mio desiderio più profondo. Tenere tutte le porte aperte.
E se la vita è un continuo apprendimento, io ho ancora tutto da imparare.
Grazie.

19 comments:

Rory said...

Belli questi piccoli post di positività... :-)
Un abbraccio!

Ps: quegli uccelli in volo sembrano due occhi e un sorriso. Foto azzeccata! :-)

Martina D. said...

Più che positività è speranza. La realizzazione che la vita è continuo apprendimento e che da soli non ce la si può fare.
Abbiamo bisogno di insegnanti. Se lasci entrare gli altri nella tua vita, ti ritrovi anche gli insegnanti. Le persone giuste, che con l'esempio delle loro azioni ti aiutano a ricostruire.
E' difficile essere positivi in mezzo a mille difficoltà. Ma è semplice lasciare le porte aperte.
Rassicurante.

Ps: quella foto andava in giro su facebook qualche mese fa. L'ho ritrovata stasera, per caso. Mi è sembrata perfetta :)

Rory said...

Cara Martina, il fatto di avere speranza e di lasciare le porte aperte per me è indice di positività. :-)

Martina D. said...

Diciamo che ero in una tempesta e adesso vedo degli squarci di cielo. Brandelli di sereno.
E sono grata per questi momenti.

Rory said...

Beh, è già qualcosa. Spero che tu riesca anche a dormire. :-)
Io ho appena finito di leggere un altro libro. Ora mi scelgo il prossimo libro da portare in "vacanza" e poi spengo il pc.
Buonanotte! :-)

cavaliereerrante said...

Cara @Martina ... tutti abbiamo qualcosa, sempre e comunque, da imparare nelle vita, giacchè nessuno che calpestò questa terra, nacque perfetto !
Ma la cosa più bella, è che tutti possiamo imparare qualcosa dall' altro, quando ci spinga l' incoercibile desiderio di conoscere noi stessi e gli altri, e l' inguaribile voglia di "crescere in diminuendo" insieme a loro !
E' cosa incredibilmente lieta, sapere che una Amica "vera", come Tu sei per noi, abbia ritrovato sprazzi di gioia e respiri che aveva, suo malgrado, dimenticato !
Un abbraccio forte ...

Martina D. said...

@Rory, a dormire ancora non proprio. Ma ci sto lavorando su ;)
"Un solo" libro? Io, andassi in vacanza, me ne porterei 5! :) Buone vacanze ;)

Martina D. said...

@Bruno: il fatto che abbia citato dei versi dalle Upanishad non è casuale. La filosofia Yoga attesta che si apprende in continuazione, che la vita è un continuo apprendere ed avviene con l'esperienza. Chi si irrigidisce sulle sue posizioni senza flessibilità o possibilità di cambiamento, non evolve, non apprende. Non vive.
La vita è la nostra scuola, fino all'ultimo giorno, finno all'ultimo momento, momento in cui apprendiamo la cosa più grande, la morte.

Questo per me non è esattamente un momento di gioia, come ho scritto a Rory, ma un momento in cui sto tirando le somme di tutto ciò che ho imparato. E di tutto ciò che devo ancora imparare, di cui non vedo neppure la fine.
Ho capito finalmente quali sono i miei desideri, che non sono desideri di passione ma di condivisione. E sto imparando la gratitudine, che prima non avevo potuto mai sperimentare perché non avevo aperto le mie porte al mondo.
Sto diventando molto zen... che Bali passi di qui per un suo contributo in materia? ;)

cavaliereerrante said...

Cara @Martina, se leggendo il mio account su Google che ti appare dai miei commenti, mi farai conoscere il tuo indirizzo di posta elettronica, potremmo ampliare, e non di poco, questo reciproco apprendimento, come avviene con il resto dei miei ( e tuoi ) amici ...
Quanto ad una eventuale lezione di ZEN a cui potrebbe intervenire il nostro carissimo @Balibar, non credo sia così necessario, poichè in te, così come in tutti noi, esiste in concreto tutto ciò che sia necessario per espandere l' anima, e rimetterla in armonia con tutto ciò che ci circonda, sia che si calpesti, sia che si ammiri fra una moltitudine di stelle !
Un abbraccio ...

Martina D. said...

Ma caro Bruno, puoi trovare il mio email nel mio profilo a destra (Who I am), è pubblico per chiunque voglia contattarmi... la mia porta è aperta ;)

(nel tuoi profilo, il tuo comunque non l'ho trovato....)

kalojannis said...

Uhm... un'altra che se andrà in giro con una tunica arancione :lol:

Scherzi a parte, penso che riuscire a capire la filosofia orientale ci porterebbe ad attribuire un significato diverso alle nostre azioni (e ai nostri obiettivi)... purtroppo bisogna avere ottimi maestri e tanta forza di volontà... spero che il cammino intrapreso possa darti gioia e (sopratutto) serenità.

Martina D. said...

@Kalos. no, non mi piace neanche l'arancione (l'unica eccezione che ho fatto era durante la campagna per Pisapia :D ) ;)
Mi sono però iscritta da un mese ad un'associazione yoga e meditazione molto seria (che prende bene le distanze, e dichiaratamente, da tutta la spazzatura New Age che si aggira in Italia) che mi sta consentendo di approfondire una strada già intrapresa da tempo. La cosa che mi ha convinto di questo gruppo e della persona che lo guida è che ci ha dissuaso in qualsiasi modo dal cercare di "insegnare" le filosofie orientali ad altre persone, inclusi familiari.
E' un percorso che è necessario intraprendere rigorosamente da soli. Perchè appunto ti cambia la visione della vita.

La nostra visione della vita, quella occidentale, è volta al consumo. Consumiamo qualsiasi cosa, tutto è usa e getta, relazioni, macchine, lavoro, sesso, amicizie, ecc. tutto "finalizzato" a un consumo finale.
Non bisogna essere dei guru per capire che questa è la ricetta perfetta per l'infelicità.

Un abbraccio.

Diemme said...

La gratitudine è un sentimento che illumina la nostra vita e quella di chi ci sta accanto.

dani said...

Non so chi ti stia insegnado a vivere ma mi sembra di capire che ci sta riuscendo abbastanza bene.. :-) se vuoi chiedrgli di passare anche da queste parti.. ;-)
p.s. ora leggo i commenti e forse capisco qualcosa di più..

dani said...

Sì, ho capito qualcosa di più.

Martina D. said...

@Diemme: infatti ho il grande rimpianto di vedere che persone come ad esempio mio figlio questa cosa non riescano a vederla.
Lui non riesce ad essere grato a nessuno e la sua vita è completamente svuotata. E' talmente evidente, a tutti. Tranne che a lui.

Martina D. said...

@Dani: nessuno in realtà mi sta insegnando a vivere. Uno dei principi fondamentali della filosofia Yoga è che NESSUNO ti può insegnare a vivere o "mostrare la retta via" (penso sia evidente perché non va tanto d'accordo con il cattolicesimo :D ). Infatti i concetti di "bene", "male" o "peccato" non esistono nelle filosofie orientali. Puoi imparare a vivere solo con la tua esperienza. Con i tuoi errori che continui a fare e a rifare, sbattendoci il muso contro ancora ed ancora finché un giorno ti dici: beh, ho continuato a sbagliare. E cambi.
La nostra vita è in continua evoluzione,le nostre certezze falliscono e se ne riacquistano di nuove. Si spera, ciò ci fa diventare più forti. Si spera, dico, perché ci sono momenti in cui mi sento molto debole e questa mia vulnerabiità comincio a non accettarla più.
Un abbraccio

dani said...

Certo, Martina. Unico vero mio insegnate posso essere io stessa. ma come tu stessa hai detto abbiamo bisogno di insegnati e di lasciare la porta aperta a chi possa farti capire come imparare dagli altri... e poi insegnare a te stesso. La filosofia yoga è molto affascinate e mi ci sono avvicinata un pò anche io. Ma ritengo che sia poi difficile da mettere in pratica e riuscire a ricordarsi di tutte quelle belle parole nei momenti difficili. Insomma fare in modo che non siano solo parole ma vere idee.
Sono contenta dei tuoi spiragli di luce :-)
Voglio raccontarti un piccolo recentissimo episodio che non mi riguarda in prima persona ma che mi ha fatto riflettere molto con un bel pò di malinconia.
Ero in un grande magazzino OVIESSE e assieme a me erano entrate tre persone: una signora abbastanza anziana e una coppia di giovani quarantenni. L'uomo la chiamava mamma e quindi il figlio e deduco la donna .. la nuora. Non si poteva non notarli perchè molto caciaroni soprattutto i giovani e dai loro modi di fare era più che chiaro che erano molto scocciati di dover perdere tempo con la signora per acquistarle qualche abito. La signora sembra provareil gusto di guardarsi attorno e si avvcina a un abito ma subito la nuora glielo toglie di mano strillandole: "che ce devi fa' con le maniche lunghe che stiamo a 40 gradi? " Due passi avanti e acchiappa un altro abito e si rivolge a lei con sgarbo : "su annamo a misura' questo". il tutto accaduto nell'arco di due minuti. Dopo nemmeno altri e due minuti la vedo agli stanzini che forse chiedeva un opinione al figlio che sempre strillando e con grande insofferenza le dice: "ma sì ma sì è a te che deve piace'"
Tutta la scena, di cui non ho visto la conclusione perchè me ne sono andata, sarà durata pochi minuti. E mi ha messo una terribile tristezza questa mancanza di tatto, questo rifiuto totale a capire quale potesse essere l'esigenza della signora anziana: due parole!! Dobbiamo arrivare ad avere bisogno di qualcuno per andare a comprarci un vestito? E questo deve essere un peso per questo qualcuno che dovrebbe aiutarci? Lo trovo terribile e mi spaventa l'idea di fare questa fine..
Speriamo che qualche percorso yoga riesca a farmi capire come arrivarci :-)

Martina D. said...

@Dani: gli insegnanti di cui parlavo in questo brevissimo post sono i miei cari amici, le persone che mi amano. Non parlavo di "insegnanti" in senso stretto, ne' guru.
Ci sono persone che hanno dimostrato nei miei confronti un'incredibile generosità e interessamento verso i miei figli. La mia gratitudine va verso di loro.
Persone che mi hanno insegnato, con le loro azioni, cos'è la generosità.

La storia che hai raccontato è davvero molto triste. Non solo per l'assoluto egoismo di quella giovane coppia, ma perché io sostengo che gli anziani meritino l'assoluto rispetto da parte di tutti, se non altro perché hanno alle spalle un'ottantina d'anni di dura vita.
Io, come ho già scritto in un altro post, non vedo l'ora di arrivare alla "terza età". Sono molto stanca di questo struggimento quotidiano, sapere con ho davanti un'altra manciata di anni di lotte quotidiane non mi attira. Voglio la tranquillità e il riposo di chi finalmente mette i remi in barca, non deve più lottare ogni giorno e si gode i frutti di una vita, di esperienze ma anche dolori.
Ovviamente se ci arriverò, ma altrimenti raggiungerò in ogni caso un altro tipo di riposo.
Se ci arrivo, voglio arrivarci bene. Farò un testamento biologico: in caso di malattia degenerativa incurabile i miei figli sanno già che dovranno portarmi in Olanda, per me viaggio di sola andata. Non voglio essere un peso, voglio vivere fino all'ultimo, non essere un vegetale. E se avrò la salute, non voglio farmi portare da nessuno ai grandi magazzini. Sarò attiva, mentalmente e fisicamente, libera finalmente di coltivare i miei interessi e desideri. Che i miei figli e chiunque voglia sappiano che le mie porte saranno sempre aperte per motivi di gioia e convivialità.
Per lavarmi i pavimenti, mi pagherò un aiuto.
Un abbraccio