Friday, June 17, 2011
Immaginatevi
Immaginatevi per un momento la vita di un precario. Non ci riuscite? Vi aiuto.
Immaginatevi centinaia di curricula inviati. Il non sapere se si avrà un lavoro la prossima settimana. Il controllo trepidante della posta la mattina, ogni mattina, in caso qualcuno risponda. E i gentili solleciti, continui "ha per caso ricevuto il mio curriculum? sa, ogni tanto l'email non mi funziona". E tutti i corsi, le specializzazioni, le lauree che non fregano a nessuno.
Il non avere uno schema pensionistico a 46 anni. E cercare in quale paese abbiano la pensione sociale migliore. Il vivere di dubbi, di precarietà.
Avere tua figlia che ti chiede ancora una volta "ma quest'anno andiamo in vacanza?". E tu che non sai cosa risponderle, che non puoi dirle ancora una volta no, e allora dici vediamo, qualcosa faremo.
Immaginatevi saltare i pasti per far mangiare i tuoi figli, perché la spesa non basta per tre. E gli dici, quando chiedono "perché non ti siedi a tavola?", tanto non ho fame. Ma domani si va a mangiare dai nonni e un altro pranzo è andato.
E il non controllare mai il conto in banca perché non vuoi vedere che è di nuovo in rosso, tanto se c'è un problema te lo notificheranno loro chissenefrega. Il vivere di favori, di prestiti e di regali. Immaginate usare ogni magro e raro stipendio per pagare i debiti.
E guardare quel vestito così carino, ma non te lo puoi comprare perché costa 50 euro e tu hai stanziato un tetto di venti euro per i tuoi "acquisti superflui". Ogni tre mesi. Immaginatevi andare al supermercato e diventare un calcolatore umano, tanto poi ci fai l'abitudine e vai in automatico, perché quella somma non la puoi superare. E continuare a rimandare il dentista perché quello proprio non ci sta e poi comunque ci sono i libri di scuola per i ragazzi che vengono prima.
Immaginatevi poi un giorno girare il Web e vedere, subire questa cosa.
E allora si comprendono immediatamente le dinamiche della genesi del terrorismo.
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11 comments:
è terribile, hai ragione. ciao
Concordo in pieno, anche perché purtroppo non devo nemmeno sforzarmi di immaginare troppo...mio marito é su quella stessa barca, e a breve non sarà più nemmeno precario.
@Bruno: grazie per essere passato, un ciao anche a te.
@Mrs Owens: un abbraccio di solidarietà a te e a tuo marito :(
Ci tengo a precisare che il precariato è, ormai, purtroppo, una situazione del mondo occidentale quindi INTERNAZIONALE e non solo italiana. Io snon stata precaria molti anni anche all'estero.
Invece in Italia sono sempre stata solo precaria. Ai tempi lavoravo o in nero, a fattura o con i famigerati "contratti di formazione lavoro", ve li ricordate? sono stata anche per molto tempo "consulente", ovvero l'epitome del precariato.
Ho molti anni di precariato alle spalle e davanti a me i famigerati contratti a progetto, ormai gli unici offerti in queste lande.
Adesso capite perché le parole di quell'"uomo" (eufemismo) hanno scatenato in me una tale reazione.
Ti aspettavo alla fine. Uno è pacifista, contro ogni violenza, e persino un po' coglione. Poi... Arriva il punto che ti spingono a rinunciare ad ogni principio.
Condivido punto su punto e pure m'incazzo quando la Gelmini (l'altra stronza) per decreto aumenta il prezzo dei libri scolastici del 10%,ma andassero tutti a farsi rottamare....
Cari Mario e Ross, la realtà è che questo governo che ormai vogliono in ben pochi sta durando troppo a lungo. Come se l'esempio della Grecia, in disgregazione sociale, e dell'Irlanda, in totale bancarotta, non bastassero.
Davvero, cosa bisogna fare?
Purtroppo non ho bisogno di fare sforzi di fantasia. Quella realtà la conosco fin troppo bene (e mi va di culo che non ho figli).
Qui da noi in Svizzera vanno di moda i contratti su chiamata, nel senso che se hanno bisogno tu devi andare a lavorare.
Ci sono le settimane che ti fanno lavorare le 42 ore canoniche e tu sai che a fine mese qualcosina ti entra, e poi ci sono le settimane che ti fanno lavorare 3-4 ore, e sai che a fine mese prenderai talmente poco da dover usare i tuoi già penosi risparmi per affrontare tutte le spese.
Grazie Martina per l'abbraccio, fortunatamente io lavoro, ma lavorando da sola devi contare anche i soldi che spendi per una pizza al mese...
un abbraccio anche a te
@Rouge: ciao, bentornato. Mi spiace davvero sentire questo anche da te. Dovunque mi giro sono circondata da precari, TUTTI della nostra generazione. CAri amici, excompagni di scuola, coblogghisti... Il fatto che i politici pensino che sia un fenomeno "dei giovani" (virgolette dovute perché anche noi siamo giovani ;) ) fa capire quanto tali individui siano distaccati dalla realtà... ebbé, coi loro stipendi e la pensione (pingue) assicurata perché dovrebbero scendere sul territorio con noi?
Un abbraccio ed un augurio che le cose vadano meglio, un giorno, anche per te.
@Mrs Owens: vivi in Svizzera? Ma allora siamo vicine ;) Questa cosa dei contratti a chiamata l'avevo già sentita da una carissima amica che ha vissuto per degli anni a Lugano. Mi aveva anche detto però che, quando perse il lavoro lì, le dettero un buon sussidio di disoccupazione che le permise di vivere dignitosamente fino a che non trovò un altro lavoro.
Certo non è una consolazione, il lavoro è un diritto per tutti e il sussidio deve essere solo un aiuto temporaneo.
Tieni duro.
Concordo su tutta la linea (e ti faccio - more solito - i complimenti per il post).
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