Friday, June 10, 2011

Voleva solo andare al cinema





















Annabella, ma che buffo nome le avevano dato, perché lei non si sentiva bella. Soprattutto ora da quando passava le sue giornate a pulire gli appartamenti dei riccastri, quanto le detestava quelle donne griffate che non avevano nulla da fare se non sfoggiare il loro benessere da mantenute. Un lavoro dopo l'altro, precario e irrisorio, per pagarsi l'affitto, le bollette e nient'altro. Aveva un solo vestito decente, quel vestito viola che non metteva mai. D'altronde, dove sarebbe dovuta andare?
Annabella, ma bella mica tanto, troppo magrina troppo piccolina, ma brava a letto le dicevano, quei letti che inseguiva con la determinazione autodistruttiva di chi non crede nel suo nome.
Eppure lei voleva solo andare al cinema. La passione per il cinema, l'unica rimasta, che coltivava stanca nel suo appartamentino vuoto la sera, guardando dvd di vecchi film e piangendo da sola. Solo i film la facevano piangere. Neanche quando il figlio se n'era andato sbattendo la porta e chiamandola puttana aveva pianto. La chiamavano così in molti.
Soprattutto gli uomini i cui letti frequentava.
Laura la chiamava spesso. La chiamava di mattina, prima che lei uscisse per andare a pulire i cessi delle donne ricche. Loro erano le puttane. Annabella guardava il cellulare e sospirava, sperava fosse uno di quegli uomini che l'aveva fatta rivestire e l'aveva riaccompagnava alla porta il giorno prima. Non la richiamavano mai.
E allora non rispondeva. Non rispondeva alla sua unica amica che le avrebbe chiesto, come sempre "perché l'hai fatto ancora?".
Perché volevo andare al cinema. E lui non mi ci ha portato. Mi ha portato a letto, invece.
E nell'appartamentino freddo si avvolgeva nella coperta e piangeva guardando Casablanca e Colazione da Tiffany.
Poi ci ricadeva. Gli uomini la rimorchiavano su Internet. Su Internet era meglio, metteva le foto che voleva. Poi la incontravano, la guardavano, un po' rimanevano delusi si notava. Ma a letto era brava, almeno così le dicevano.
Perché si innamorava.
Questa era una variabile impazzita, loro non se lo aspettavano. Non si aspettavano che Annabella gli dicesse poi ti amo. Non sapevano che rispondere, li spiazzava.
Io non ti ho chiesto di innamorarti. Non ti ho chiesto nulla.
Solo sesso, già.
Lei invece avrebbe voluto che la portassero al cinema. Non a letto, al cinema. Che le consentissero di piangere sulla loro spalla. E le offrissero un gelato, dopo. E la riaccompagnassero a casa senza chiederle di salire. E la richiamassero il giorno dopo, solo per fare due chiacchere. Per chiederle come stava.
Si sarebbe messa quel vestito viola. E magari anche una spilla tra i capelli. Si sarebbe guardata finalmente allo specchio.
Ma invece guardava troppi film. Glielo dicevano tutti, guardi troppi film. Quegli uomini esistono solo nei copioni. Oppure sono già impegnati, non vanno a cercare le Annabelle di turno che si innamorano troppo in fretta.
Non chiamarmi più, aveva scritto all'amica. Queste cose non ho bisogno di saperle.
Nelle giornate che si ingrigivano sempre di più preferiva inseguire i suoi pensieri cercando di disintossicarsi dal suo bisogno d'amore. Avrebbe voluto essere un uomo, a volte. Riuscire a cancellare tutto con un colpo di spugna e proseguire. Magari un uomo in carriera. Uno di quelli alti, che tutti rispettano, con la giacca e la cravatta. Uno di quelli che, magari dopo un paio di divorzi da donne abbienti, si andava a cercare in giro gli zuccherini per addolcirsi la vita, senza dover chiamare nessuno il giorno dopo. Senza la necessità di innamorarsi. Senza la necessità di aspettare davanti a un telefono, sperando che squillasse. Ma il telefono non squillava mai.
A parte quella sera. Ma era Laura.
Decise comunque di rispondere, d'altronde non aveva altro da fare. Rimase un attimo in silenzio, respirava piano.
"Non va, eh?" le chiese l'amica dall'altro capo. Annabella si limitò ad annuire, come se lei la potesse vedere. E l'amica la vide.
"Preparati, ti porto al cinema. Offro io."
Annabella continuò a non dire nulla perché non sapeva cosa dire. Non aveva una risposta pronta, perché un'evenienza così non le era mai capitata. Ma l'interlocutrice sapeva che questo era un dialogo. Sapeva che quello era un annuire.
"Mettiti il vestito viola, non ti azzardare a uscire con me vestita di stracci. E truccati. Il rossetto, non ti dimenticare il rossetto. Passo tra mezz'ora."
Riattaccò. Andò in camera da letto a cambiarsi, si muoveva automaticamente come un'automa.
Poi, incrociò lo specchio. Si guardò.
Sono troppo magra per quel vestito? Pensò. Sorrise.
Decise che andava bene così.

22 comments:

Ifigenia said...

Ma che bello!

Bello il racconto, belli i sentimenti descritti, bello il gesto dell'amica, e bella l'immagine, una donna del colore del cielo e del mare, con un grande cuore rosso.

Luisa said...

Si si, bello il racconto. Annabella dovrebbe mettere più spesso il vestito viola, non credo che le stia male...e se le piace andare al cinema, ci vada senza paura, con l'amica e pure senza. Ci vada e sorrida più spesso...deve avere anche un magnifico sorriso, se lo vediamo anche noi da qui...ciao :)

Martina D. said...

Grazie care, i miei umili tentativi letterari non meritano tanto ;)

Annabella ha cercato l'amore, troppo a lungo, quello sbagliato, nei posti sbagliati. Che alla fine abbia finalmente trovato un indizio di dove stia quello vero?

Rory said...

Bello! Si, credo che abbia trovato un indizio...:-)
E, tra l'altro, che bello che ci sono le amiche! :-)

Luisa said...

I tuoi racconti meritano attenzione. Sono ben scritti e non banali...infatti li sto cercando, presumo ce ne siano diversi,ma sto andando a caso...sai, l'ingrediente "magico" su chi aveva letto il racconto aveva fatto un effetto diverso,molto diverso ;)

Se Annabella comincia a guardarsi con occhi diversi, e a volersi più bene, saprà sprigionare una luce che abbaglia...se il vero amore(in questo )momento è quello per se stessa, mi sembra sulla buona strada...

Martina D. said...

@Luisa, tutti i miei racconti di scrittura creativa sono etichettati con The Whalewatcher. Fai clic sul "Chapter" The whalewatcher nella colonna a sinistra e te li ritrovi tutti. Grazie!

Luisa said...

Ehi, grazie a te... :)

rossaura said...

Annabella che cercava sempre nel posto sbagliato e che si inamorava sempre dell'amore. Indosserà il suo bel vestito e uscirà dalla sua solitudine, senza aspettarsi niente dagli altri, ma trovando in se stessa la voglia di amarsi. Che importanza ha da dove viene l'indicazione l'importante è seguire l'istinto e arrivare.
Bel racconto ;-)

Martina D. said...

Brava ross, l'hai interpretato come intendevo io ;) Annabella che ha finalmente capito che "quell'amore" non esiste se non in casi eccezionali. La famose "botte di culo".
Non penso però che abbia deciso di amarsi. Ha però deciso di ricevere amore dalle persone che glielo vogliono dare, smettendo di inseguire chi invece non è disposto.
Applicando questo scritto alla mia situazione personale, come vorrei che anche mio figlio lo imparasse...

dani said...

già.. esistono solo nei film!!
E allora meglio godersi AL MEGLIO la propria realtà per quello che è..!! :-)
Molto bello..!!

Martina D. said...

@Dani: eppure quante donne si perdono in questo circolo autodistruttivo... l'idea che solo tramite un uomo si possa trovare l'equilibrio e l'amore.
Mentre invece, come dici tu, spesso ci si fa solo del male quando basterebbe tendere una mano al di fuori dell'illusione e scoprire, appunto, le cose semplici della vita.
Un abbraccio.

dani said...

Martina.. sai bene che parlare è molto più facile di quanto sia di fatto realizzare.. quanto si è detto!! :-)
Imparare a ricevere amore solo da chi gliene vuole dare. Già.. Ma a volte diventa una specie di sfida con sè stessi. Combattere questa specie di frustrazione che si subisce a causa del rifiuto insistente. E la vittoria può arrivare solo quando ci si rende conto che non valeva la pena insistere tanto...
E tuo figlio ha tutta la vita davanti..
p.s. che film si va a evedere? ;-)
p.p.s. ma l'hai visto questo famoso The Family tree? A me non è piaciuto tanto.

Martina D. said...

@Dani: nel caso di noi donne si chiama "sindrome da crocerossina". O, se si vuol essere raffinati, sindrome da "donne che amano troppo". Insomma noi, quelle che non sono stronze :D :D

P.S. no, non l'ho visto! ma noi non avevamo anche una pizza in sospeso? ;)

kalojannis said...

Ma il racconto è interroto a metà, vero? Cioé, immagino che Laura e Annabella dopo il cinema finiscano a letto, scoprendo che il grande amore non deve necessariamente essere etero... o no?

Martina D. said...

Kalos, ma com'è che vuoi uomini pensate sempre al sesso? :D :D

MarioDG said...

Spero non sia questo ispirato da Anima libera... eh! eh! così ne aspetto un altro.

dani said...

pizza e cinema ci stanno bene tutte e due... :-)

Martina D. said...

@Mario: ma lo sai che questo racconto si è scritto da solo? Una cosa che mi capita spesso. Avevo iniziato a scrivere di Annabella ma volevo scrivere una cosa leggermente diversa, ispirata appunto al vostro ultimo scritto. E poi la storia mi è sfuggita di mano, ha preso forma da sè. Come se volesse essere scritta così...
Mi sa che Annabella ritorna, dunque ;)

Martina D. said...

@Dani: pizza e cinema, ma che bella accoppiata, sai che è una vita che non la faccio, almeno vent'anni (non schrzo)? Aggiudicato! ;)

MarioDG said...

Bene, Martina, così so di poterne aspettare presto un altro

cavaliereerrante said...

Uhm ... vediamo un pò !
Se questo bellissimo racconto Tu l'intitolassi ... proviamo a sognare ? Bene, "La Rosa Porpurea del Cairo" e nella figura tenera di @Annabella ci aggiungessi la magra e delicata personcina dignitosa di Mia Farrow ... beh, non potrebbe essere la storia della tua vita, @Martina ???
Ed in tal gioco, si potrebbe escludere che prima o poi da quello schermo sofferto, non esca 'in carne ed ossa' Rick "l' americano" ... con la sua raffinata ed elegante giacca bianca, l'eterna sigaretta in mano, lo sguardo irresistibile di chi ti mangi i pensieri dentro, ed il ghigno di chi se ne frega di tutto ???
Ti direbbe, mentre lo stai a guardare attonita : "Sì ... lo farò, e lo farò per te Bambina" !
Talvolta, Amica mia, i sogni si avverano ... non sempre per la verità, ma qualche volta sì, specie quando tutte le lacrime sono state versate e non ce ne resta nessuna .
Tu, comunque, indossa sempre il tuo abito migliore e ... non dimenticartene, eh ? ... metti quella spilla fra i tuoi capelli !

Martina D. said...

Mah, caro Ser Bruno, io non ho nessun sogno in proposito. Ogni volta che ci ho provato ad averne uno in questo "settore", è stato miseramente preso a colpi di fiamma ossidrica.
Uomini come li intendi tu purtroppo ci rimangono negli schrmi dei film, non escono e non pronunciano quelle frasi.
Per cui rimaniamo a guardare i film e a leggere racconti. La vita è altro. La vita è questa. Come direbbe Annabella, va bene così.