<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226</id><updated>2012-01-28T16:39:20.840+01:00</updated><category term='The Other Language'/><category term='Not_an_illness'/><category term='Morning Poetry'/><category term='Multiplex'/><category term='My Dream Zen Cousine'/><category term='Soul food'/><category term='Bóthar'/><category term='The Whalewatcher'/><category term='Darwinland'/><category term='Yin and Yang'/><category term='Eu thanathós'/><category term='Araba fenice'/><category term='Uncommon sense'/><category term='Scribble pad'/><category term='Tempus fugit'/><category term='Carta straccia'/><category term='Antigone'/><category term='Dusty bookshelves'/><category term='Climatologia esistenziale'/><title type='text'>Outofreality.com</title><subtitle type='html'>Diario di un commesso viaggiatore</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' 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src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-1968707013391522925?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/1968707013391522925/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=1968707013391522925' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1968707013391522925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1968707013391522925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/09/atterrata.html' title='Atterrata'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' 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scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='My Dream Zen Cousine'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Intoreality</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/img/16/2191/320/siriuspainting.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://photos1.blogger.com/img/16/2191/320/siriuspainting.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;E si gonfiava, si gonfiava, senza posa si gonfiava il mare nero, come se  le sue immense maree fossero la sua coscienza, e la grande anima del  mondo sentisse angoscia e rimorso del lungo peccato e dolore che aveva  causato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Herman Melville (Moby Dick, trad. Cesare Pavese)&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi sette anni fa. Una vita. A piccoli passi e tentativi stentati nasceva questo blog. Nasceva dal dolore e da una terapia che, letteralmente, mi aveva salvato la vita.&lt;br /&gt;Nasceva come un diario. Ma anche come un grido di aiuto. Prima inconsapevole e poi sempre più cosciente, post dopo post, mese dopo mese, anno dopo anno, il diario diventava un taccuino costante, poi un libro. Il mio libro.&lt;br /&gt;Questa è l'ultima volta che scrivo su questo blog. Questo è l'ultimo post.&lt;br /&gt;Il commesso viaggiatore ha raggiunto la sua meta, ha posato la valigia ed ha cambiato lavoro. E' diventata donna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo blog è stata la mia finestra virtuale da una prigione in cui mi ero auto condannata per lunghi anni. E' stato lo spiraglio che mi ha portato a conoscere meravigliose persone. Alcune sono diventati veri amici, di quelli con la A maiuscola. Alcune altre, poche per fortuna, avrei voluto non incontrarle mai.&lt;br /&gt;Questo blog è stata la mia autoanalisi, la mia ancora di approdo, la mia scialuppa di salvataggio.&lt;br /&gt;Ma adesso non ha più ragione d'essere.&lt;br /&gt;I pochi lettori che sono sopravvissuti fino alla fine sanno delle mie vicissitudini. Chi vorrà rimanere in contatto mi troverà su Facebook, per email o per telefono. Io sono sempre lì. E verrò a trovare spesso i blogghisti più fedeli, i luoghi virtuali dove mi sento a casa.&lt;br /&gt;Ma questo blog non ha più ragione d'essere.&lt;br /&gt;Rimarrà sempre aperto, per chi vorrà ancora leggere e rileggere le mie pagine di dolore. Questo è il libro degli anni peggiori della mia vita. Rimarrà sempre aperto per chi vorrà ricordare. Rimarrà sempre con me perché queste sono pagine di lacrime e di sorrisi, di poesia e di monotonia. Di entusiasmi e di sperianze, di amore e di disperazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E grazie grazie grazie, un grazie di cuore a tutti quelli che hanno teso una mano, che hanno compreso e frainteso, a quelli che hanno spalancato porte e cuori e non hanno avuto paura. Grazie, la mia gratitudine non avrà mai parole ed espressioni adeguate. Vi ricorderò tutti, cari lettori, ricorderò quelli che sono entrati nella mia vita perché non li farò mai più andare via. E quelli che se ne sono voluti andare, beh... io non posso trattenere nessuno.&lt;br /&gt;Non voglio ricordare i momenti bui perché sono un tunnel di disperazione da cui sono uscita a stento. Non voglio ricordare le malattie e l'isolamento. Non voglio ricordare la disperazione.&lt;br /&gt;E in questa serata estiva che mi privilegia di una brezza fresca e alpina mi tornano in mente solo i momenti più belli, solo le parole più serene, solo le frasi più gioiose.&lt;br /&gt;Perché così è giusto che sia.&lt;br /&gt;Perché la vita non sarà mai un percorso di petali di rose. Ma sarà diversa. Sarà immersa tra la gente, tra le gioie e le delusioni di un contatto di umanità ritrovata. Di un impegno politico che sta riprendendo forza. Di piani per il futuro, per la prima volta. Sento il futuro sulla pelle, quella pelle divorata dalle zanzare e resuscitata dal sole dopo lunghi, interminabili anni di buio.&lt;br /&gt;Mi porto il fardello di tutti questi problemi ancora addosso, ma è la vita. Questa è vita, fatta di famiglie che non funzionano, di debiti, di conti da pagare, di notti insonni, di ansie ed anche di gioie.&lt;br /&gt;Sono finiti i sogni? Forse. O forse qualcuno si è realizzato. Ad altri non ci credo più. La vita è questa ed è migliore di molte altre. Non voglio ciò che non potrà venire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora vado. Vi saluto, ragazzi. Siete stati una grandissima ispirazione.&lt;br /&gt;Chissà magari un giorno ritornerò. Non qui, da qualche altra parte, sotto qualche altra forma.&lt;br /&gt;Io tendo a ricostruirmi sempre, a riprendere vita in un modo o nell'altro. Un po' come l'araba fenice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/EqWLpTKBFcU" width="560"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-9037110572751299800?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/9037110572751299800/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=9037110572751299800' title='27 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/9037110572751299800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/9037110572751299800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/07/intoreality.html' title='Intoreality'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/EqWLpTKBFcU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-1805141330966434001</id><published>2011-07-06T14:26:00.002+02:00</published><updated>2011-07-06T14:28:09.474+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='My Dream Zen Cousine'/><title type='text'>Il dono</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/tfqwo73wjVU" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così si sarebbe svegliata un giorno.&lt;br /&gt;Con la consapevolezza del riposo e senza la stanchezza della notte insonne. Senza la stanchezza della vita.&lt;br /&gt;Si sarebbe svegliata un giorno, senza il dolore esistenziale lungo i muscoli della schiena. Senza un corpo da odiare.&lt;br /&gt;Senza i solchi delle lacrime.&lt;br /&gt;Senza doversi accovacciare in un angolo e ripetersi, in un autistico dondolare tra i singhiozzi, &lt;i&gt;I want to be happy&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Si sarebbe svegliata nella serenità di una semplice routine, che non includesse grida e dolore, ma la pace del semplice silenzio.&lt;br /&gt;E non ci sarebbero state guerre, né uomini, né mascolinità, solo la perfezione di un improbabile gineceo mentale.&lt;br /&gt;Non ci sarebbero stati aeroporti, debiti e violenza.&lt;br /&gt;Solo il completo riposo di un sogno. Il dono di poche ore, fuori da quell'esistenza.&lt;br /&gt;Ma non adesso. Forse nella prossima vita.&lt;br /&gt;Quando si sarebbe risvegliata rondine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difficile da credere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-1805141330966434001?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/1805141330966434001/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=1805141330966434001' title='14 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1805141330966434001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1805141330966434001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/07/il-dono.html' title='Il dono'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/tfqwo73wjVU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-447953001152176068</id><published>2011-07-01T13:47:00.004+02:00</published><updated>2011-07-01T13:50:25.481+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dusty bookshelves'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bóthar'/><title type='text'>13 spunti per la vita</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://ima.dada.net/image/1415869.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://ima.dada.net/image/1415869.jpg" width="241" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;In questa estate di desiderato caldo, rimpianti, momenti malinconici e difficoltà quotidiane, mi continua a rispuntare davanti agli occhi questa lista di Garcia Marquez che sicuramente tutti avrete letto, perché appare più o meno in ogni blog. Non c'è un motivo ben preciso per cui abbia deciso di prenderla in considerazione anch'io, a parte il mio grande amore per lo scrittore, di cui rileggerò senz'altro tutti i libri non appena ritroverò un po' di quiete nella mia vita quotidiana.&lt;br /&gt;Di queste parole però non condivido tutto. Il mio spirito è troppo dimesso e stanco per entusiasmarmi di fronte a facili romanticismi. Ho perso il mordente dei desideri, di cui in realtà cerco di liberarmi con sforzo ed approccio scientifico. Nonostante ciò, le parole del Maestro rimangono le parole di un maestro. E con umiltà mi accingo a commentarle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;i&gt;1. Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Eppure io amo &lt;i&gt;anche&lt;/i&gt; per ciò che l'oggetto del mio amore è. Altrimenti non potrei amare mio figlio, perché io mi sento spezzata e impotente in sua presenza. Altrimenti non si potrebbe, sempre e comunque, continuare ad amare chi non ci ama, perché ci si sente annullati da quest'amore a senso unico. No, Gabriel, non posso assecondarti in questo. Io amo un uomo anche per ciò che è. Per la sua essenza, il suo carattere, il suo sguardo. Per come mi bacia, per come mi sussurra. Per le cose che dice e che non dice. Per il padre che è oppure che potrebbe essere. Io non conto, quando amo. &lt;i&gt;L'oggetto &lt;/i&gt;dell'amore, quello conta.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;i&gt;2. Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Forse io una persona che meritasse le mie lacrime ancora non l'ho incontrata. Non so. E' un grosso forse, davvero non so. Ma noi donne piangiamo per chi merita e non merita. Piangiamo in silenzio.Gli uomini spesso non se ne accorgono o fanno finta di nulla. E su questo, Gabriel ti chiedo: quante volte ti sei effettivamente accorto che qualcuno &lt;i&gt;piangeva per te&lt;/i&gt; in silenzio? Ti sei accorto di quando tua madre piangeva di notte, preoccupata? O di un'amante di cui non ti curavi, di cui ti eri dimenticato nel tempo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;i&gt;3. Il fatto che una persona non ti ami come tu vorresti non vuol dire che non ti ami con tutta se stessa.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Qui finalmente concordo. Si ama e basta, non ci sono modi o modalità. Non ci sono "infatuazioni adolescenziali", l'amore è amore o non lo è. Lo si dipinge, l'amore, in varie fattezze, a seconda dei libri che si leggono, a seconda di un film che si è visto. Ma l'amore non è mai come si vorrebbe. Infatti, quando c'è ed è ricambiato, è di più.&lt;br /&gt;Almeno così immagino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;i&gt;4. Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Io ho quest'enorme fortuna, che è quella di essere circondata da veri amici. Pochi, pochissimi ma &lt;i&gt;veri&lt;/i&gt; e&lt;i&gt; sempre presenti.&lt;/i&gt; Gli amici toccano il cuore con il loro amore incondizionato. Ti raggiungono nei reconditi più bui della tua vita e ti tirano fuori, alla luce. E non vogliono nulla in cambio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;i&gt;5. Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non l’avrai mai.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;C'è bisogno di ulteriore commento? Questo è il dolore più grande, il peccato più grande di noi esseri umani, anche di quelli senza dio. La creazione di barriere di incomunicabilità che ci costringono ad agire contro il nostro volere. Contro il nostro desiderio di amore. Contro la nostra voglia di amare.&lt;br /&gt;Rifiutarsi di parlare, ecco il peccato più grande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;i&gt;6. Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;No, Gabriel, no no no, non ci siamo. Io in questo romanticismo facile da Baci Perugina non ci casco. Io voglio il mio diritto ad essere triste, il mio diritto al dolore, il mio diritto a non sorridere. Perché qualcuno dovrebbe innamorasi del mio sorriso &lt;i&gt;falso&lt;/i&gt;?&lt;br /&gt;E perché qualcuno dovrebbe innamorarsi di me? Non accade, per cui al limite preferisco sorridere per un amico in difficoltà che ha bisogno di quel sorriso.&lt;br /&gt;E non voglio nulla in cambio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;i&gt;7. Forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Forse. Per chi? E perché? Io preferisco le moltitudini. Preferisco aprire le porte al mondo. L'esclusività del sentimento porta solo dolore, alla fine del desiderio. Amiamo, amanti, figli, persone speciali. Amiamo. Tutto il mondo, non una persona che &lt;i&gt;sia&lt;/i&gt; tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;i&gt;8. Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Eppure lo facciamo sempre, no? Stiamo con chi non vuole stare con noi. Rincorriamo chi non vuole farsi prendere. Aspettiamo telefonate da chi non vuole chiamarci. Parole da chi non vuole parlarci. Amore da chi non vuole amarci. Ci umiliamo, soffriamo. Sempre, sempre, sempre. Tu hai qualche idea di come evitarlo, Gabriel? Perché è nella nostra natura. Irrinunciabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;i&gt;9. Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta, in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia essere grato.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non ho un dio in cui credere e se un dio davvero volesse una cosa del genere, sarebbe un dio crudele. Tuttavia il dolore e le esperienze dure, il nostro &lt;i&gt;samsara&lt;/i&gt;, ci portano la gratitudine per la serenità, una volta raggiunta. Non necessariamente la serenità di aver conosciuto &lt;i&gt;qualcuno giusto&lt;/i&gt;, ma la serenità interiore raggiunta con se stessi. E poi ci sono sempre gli amici. Loro, sono sempre giusti, anche quando sbagliano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;i&gt;10. Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;No, Gabriel, io non posso giore nel dolore. Io quando soffro, sto male, non sorrido. Il mio dolore deve fare il suo corso. Solo dopo, solo quando il ruscello dell'ennesima sconfitta ha raggiunto il fiume dell'esperienza e vi è confluito, mischiando le sue acque col passato, allora posso chiamare questo dolore &lt;i&gt;ricordo&lt;/i&gt;. Ma io tendo a vivere di rimpianti, caro Gabriel. Lo so, è un enorme errore, ma me li porterò tutti sul letto di morte, uno dopo l'altro. Le immaginazioni di ciò che avrebbe potuto essere, ma non è stato.&lt;br /&gt;Lo so, è autolesionismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;i&gt;11. Ci sarà sempre chi ti critica, l’unica cosa da fare è continuare ad avere fiducia, stando attento a chi darai fiducia due volte.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Questa è un'arte da apprendere. E' l'arte della sopravvivenza. C'è chi la conosce bene. C'è chi invece, come noi sognatori incalliti, ci cade sempre, due, tre, quattro, dieci, cento volte. Noi che vogliamo dare fiducia, sempre, a tutti. Noi che viviamo di ingenuità e di verginità. Perché siamo ingenui e vergini dovunque. Perché ci illudiamo che un bacio sia il paradiso. Perché ci illudiamo, e basta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;i&gt;12. Cambia in una persona migliore e assicurati di sapere bene chi sei prima di conoscere qualcun’altro e aspettarti che questa persona sappia chi sei.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Come tutti i manuali ci dicono di fare. Quanti ne ho di questi manuali nella mia libreria? Non li conto più. E siccome adesso &lt;i&gt;so bene&lt;/i&gt; chi sono, e so &lt;i&gt;che non mi posso cambiare&lt;/i&gt; perché noi siamo ciò che siamo, allora mi proteggo perché la mia vulnerabilità è parte di ciò che sono. Una cosa ho imparato: chi indossa corazze vive meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;i&gt;13. Non sforzarti tanto, le cose migliori accadono quando meno te le aspetti.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Le cose belle accadono perché ci si lavora, perché ci si investe. Non perché si sta seduti ad aspettarle. Come potrei essere meno d'accordo? la vita è un lavoro continuo, un percorso faticoso. Starsene seduti nel proprio piccolo nido personale senza tendere una mano verso l'esterno ed aspettare che &lt;i&gt;il mondo venga a te, &lt;/i&gt;ecco è la ricetta perfetta per l'eremitaggio.&lt;br /&gt;Le cose migliori accadono &lt;i&gt;perché le vuoi&lt;/i&gt;. Perché il desiderio diventa volere, ed il volere diventa azione.&lt;br /&gt;Così va il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-447953001152176068?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/447953001152176068/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=447953001152176068' title='15 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/447953001152176068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/447953001152176068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/07/13-spunti-per-la-vita.html' title='13 spunti per la vita'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-6526795777514276559</id><published>2011-06-26T23:08:00.001+02:00</published><updated>2011-06-26T23:09:09.504+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Gratitudine</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9CFdkpt5rDE/R0hSkZu83XI/AAAAAAAAAIg/_UV8z3FD0RM/s400/1988194306_fac0c679e0.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="241" src="http://4.bp.blogspot.com/_9CFdkpt5rDE/R0hSkZu83XI/AAAAAAAAAIg/_UV8z3FD0RM/s320/1988194306_fac0c679e0.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Siete ciò che è il vostro desiderio più profondo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Così come è il vostro desiderio,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;così è la vostra intenzione.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Così come è la vostra intenzione,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;così è la vostra volontà.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Così come è la vostra volontà,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;così sono le vostre azioni.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Così come sono le vostre azioni, &lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;così è il vostro destino.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;(Brihadaranyaka Upanishad)&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;Ciò che voglio è essere grata a chi mi sta insegnando a vivere. A chi mi sta insegnando, a poco a poco, che la vita non è una lotta continua ma una porta aperta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;Io non la conoscevo questa lezione di vita, e la voglio passare ai miei figli. Spero che anche loro apprendano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;Questo è il mio desiderio più profondo. Tenere tutte le porte aperte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;E se la vita è un continuo apprendimento, io ho ancora tutto da imparare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;Grazie.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-6526795777514276559?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/6526795777514276559/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=6526795777514276559' title='19 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6526795777514276559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6526795777514276559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/06/gratitudine.html' title='Gratitudine'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9CFdkpt5rDE/R0hSkZu83XI/AAAAAAAAAIg/_UV8z3FD0RM/s72-c/1988194306_fac0c679e0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-7828186531753865559</id><published>2011-06-21T09:15:00.000+02:00</published><updated>2011-06-21T09:15:36.681+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Culturalmente vittime</title><content type='html'>&lt;a href="http://lemontulip.files.wordpress.com/2010/04/room-in-brooklyn.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="271" src="http://lemontulip.files.wordpress.com/2010/04/room-in-brooklyn.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quante volte ci siamo sentite dire &lt;i&gt;non fare la vittima?&lt;/i&gt; Quante volte ci siamo sentite vittime e non volevamo esserlo? Eppure, &lt;i&gt;culturalmente&lt;/i&gt;, la storia sembra averci assegnato questo ruolo, che non vogliamo e che ci umilia.&lt;br /&gt;Dal blog di &lt;a href="http://ilmondodifigenia.wordpress.com/" target="_blank"&gt;Ifigenia&lt;/a&gt; leggo questo commento e mi scatta dentro il bollore della critica e della ribellione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;le donne sono culturalmente vittime. Se parliamo dei singoli casi,  tutto si trova dappertutto, brave persone e mascalzoni su un fronte e  sull’altro, ma se parliamo di un andazzo storico, la donna è stata  materialmente sottomessa per secoli, e anche quando si è affrancata  sulla carta, è rimasta mentalmente con quel tipo di mentalità, anche  quando ha reagito cadendo nell’eccesso opposto. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Le donne non sono vittimiste, sono vittime. Quante se ne sentono di  donne separate cui l’ex non passa un soldo per i figli? Ora che sono  andata dall’avvocato, sapeva già tutto prima che parlassi perché le  storie sono tutte uguali, idem al commissariato per il passaporto.  Questi uomini, non sono neanche originali.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;i&gt;Da parte loro, le donne usano le armi che hanno, sobillano i figli  contro i padri, impediscono ai padri di vederli, insomma, sul piano  umano nessuno è innocente, MA LA STORIA HA CONSACRATO VITTIME LE DONNE,  non gli uomini.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;La storia ci ha consacrato vittime.&lt;i&gt; &lt;/i&gt;Inconsapevolmente vittime. Le nostre bisnonne, nonne, madri vittime. Alla fine della catena veniamo noi, che pure trasmettiamo questo ruolo inconsapevole alle nostre figlie. Ma perché? Culturalmente, la sottomissione è un ruolo che ci è tristemente noto. Io provengo da una lunga sequenza di donne che hanno subito un ruolo che tutti conosciamo. Donne che semplicemente dovevano farsi tutti i figli che venivano e tacere. Donne che diventavano vittime, loro malgrado. Badate, non era solo il marito che le vittimizzava ma la società intera attorno a loro. Lei diventava "poverina", "guarda come è ridotta", "guarda che vita fa, che &lt;i&gt;sacrifici&lt;/i&gt; ha fatto". La terminologia biblica sacrificale, che tutti tristemente conosciamo.&lt;br /&gt;Sembra paradossale, ma nella società post-industriale del terzo millennio è ancora così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi donne siamo costrette a scelte forzate. La legge ci tutela fino a un certo punto. E ci impone, nostro malgrado e ancora una volta, il ruolo di vittime.&lt;br /&gt;La "poverina" che è rimasta "abbandonata" con i figli a carico è sempre lì. Anche se la donna in questione non si sente ne' poverina ne' abbandonata. E soprattutto non vuole esserlo.&lt;br /&gt;Ma, l'essere vittima, il sottostare a questo distorto gioco di ruoli, è spesso &lt;i&gt;l'unica arma che ci rimane. &lt;/i&gt;Arma involontaria, come ho detto, perché sentirsi dare della vittima è umiliante. Brucia dentro, ferisce.&lt;br /&gt;E allora si reagisce come si può per &lt;i&gt;controllare&lt;/i&gt; una situazione esistenziale che è sfuggita di mano.&lt;br /&gt;Il caso dell'anoressia è interessante e mi viene subito in mente, perché è un'arma comunissima che le donne usano per controllare l'incontrollabile. Non si ha più potere su nulla, gli eventi ti travolgono e non puoi fermarli, e allora controlli l'unica cosa in tuo potere: il tuo corpo. Parlo dell'anoressia vera, la malattia, non l'inappetenza temporanea. Parlo di quel mostro che ti toglie tutte le fattezze di donna e alla fine ti uccide.&lt;br /&gt;Le donne anoressiche sono incredibilmente energetiche. Sono ossessive-compulsive, per cui passano ore a lucidare a fondo una casa già pulitissima, operazione che richiede una forza fisica notevole. Siete mai entrati a casa di un'anoressica? Avete timore ad appoggiare i piedi sul pavimento, per quanto è sterile.&lt;br /&gt;Il controllo totale su tutto ciò che si può controllare. Tranne la propria vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si reagisce. non è vero che le donne non reagiscono. Si reagisce come si può e prima di tutto vengono i figli, perché non riusciamo a fare altro che metterli davanti ad ogni cosa e se non lo facessimo la società ti punterebbe il dito contro impietosa. &lt;i&gt;Madre snaturata&lt;/i&gt;. "Guarda quella, se ne va al lavoro tutto il giorno e lascia i figli soli a prepararsi il pranzo". Se lo fa un uomo invece è normale. L'uomo deve lavorare. il suo ruolo è quello del procacciatore, rinunciare a tutto per i figli è contro natura.&lt;br /&gt;Ma è contro natura anche per una donna. Eppure...&lt;br /&gt;Eppure anche coloro che si professano di mente aperta e progressista si soprendono quando anteponiamo le nostre esigenze alle loro.&lt;br /&gt;Quindi? facciamo le vittime, che ci viene meglio.&lt;br /&gt;Prendiamo scelte estreme. Ci diamo ad una vita monastica, rinunciando per scelta (ma anche questa, imposta) alla possibilità, ad esempio, di un'altra relazione. Io personalmente evito accuratamente il contatto con qualsiasi uomo &lt;i&gt;single. &lt;/i&gt;Accuratamente, scientificamente. A parte la repulsione "di pelle" all'idea di una qualsiasi relazione, è anche questo un metodo di controllo. Controllo il mio mondo impazzito, prevengo anziché curare, proteggo, ancora una volta, la preziosa prole. Proteggo me stessa.&lt;br /&gt;Le donne che non seguono queste dinamiche, questi meccanismi, vengono appellate con una varietà amena di termini che ben tutti conosciamo. Non devo trascriverli.&lt;br /&gt;Siamo vittime o puttane. Marie Goretti o stronze. Obese o anoressiche, lassiste o stressate, depresse o iperattive. Non c'è via di mezzo. Non c'è equilibrio, perché l'equilibrio è alterato dalla manipolazione del nostro ruole che ci &lt;i&gt;vuole vittime&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;La donna che si ribella al ruolo diventa veterofemminista, virago, isterica. L'uomo non gradisce prese di posizioni destabilizzanti. Per carità, conosco alcune donne che sono riuscite a scrollarsi di dosso la vittimizzazione forzata e vivono coppia, maternità e carriera in un equilibrio, seppure a volte instabile (va detto, sono stressate) ma relativamente senza sensi di colpa. Ma sono pochissime. Anzi no, ne conosco solo &lt;i&gt;due.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Diciamocelo, al mondo attorno la vittimizzazione piace. Si vittimizzano disabili e profughi, diversi e donne.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il sesso debole&lt;/i&gt;. Perché l'evoluzione ci ha &lt;i&gt;dimorfizzato&lt;/i&gt; e allora la donna geisha attrae. Non solo l'uomo, tutti.&lt;br /&gt;Piangersi addosso, attrae.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine, ci si è dimenticati del significato profondo, incredibile della parola &lt;i&gt;supporto. &lt;/i&gt;Una parola chiave, che ci aiuterebbe, se compresa, a tirarci fuori dai nostri qualunquismi, dalle vittimizzazioni, dalle strumentalizzazioni. Le donne che diventano vittime sono quelle costrette a elemosinare supporto. E se una di rifiuta di elemosinarlo, vuoi perché un brandello di dignità emerge dal fondo della palude o vuoi perché semplicemente si vergogna, ancora una volta, di sembrare vittima, deve scontare la pena dell'isolamento.&lt;br /&gt;Questa è una società di consumi estremi. La vittima è "consumabile", si addice alla struttura. La donna depressa è manipolabile, non fa paura, non destabilizza i ruoli.&lt;br /&gt;E poi, diciamocelo, è così comodo appiccicare un'etichetta anziché cercare di capire, il nostro cervello si nutre di stereotipi per semplificarsi la comprensione del mondo.&lt;br /&gt;L'andare &lt;i&gt;oltre &lt;/i&gt;richiede impegno, un impegno sociale che non siamo disposti a prendere, tutti così impegnati a produrre.&lt;br /&gt;Oh, ma adesso sono tornata a parlare come una veterofemminista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-7828186531753865559?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/7828186531753865559/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=7828186531753865559' title='18 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7828186531753865559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7828186531753865559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/06/culturalmente-vittime.html' title='Culturalmente vittime'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-4284293726003071798</id><published>2011-06-17T12:10:00.005+02:00</published><updated>2011-06-17T12:18:24.096+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Darwinland'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bóthar'/><title type='text'>Immaginatevi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.serracchiani.eu/wp-content/uploads/2010/07/precari.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="228" i$="true" src="http://www.serracchiani.eu/wp-content/uploads/2010/07/precari.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginatevi per un momento la vita di un precario. Non ci riuscite? Vi aiuto.&lt;br /&gt;Immaginatevi centinaia di curricula inviati. Il non sapere se si avrà un lavoro la prossima settimana. Il controllo trepidante della posta la mattina, ogni mattina, &lt;em&gt;in caso qualcuno risponda&lt;/em&gt;. E i gentili solleciti, continui "ha per caso ricevuto il mio curriculum? sa, ogni tanto l'email non mi funziona". E tutti i corsi, le specializzazioni, le lauree che non fregano a nessuno.&lt;br /&gt;Il non avere uno schema pensionistico a 46 anni. E cercare in quale paese abbiano la pensione sociale migliore. Il vivere di dubbi, di &lt;em&gt;precarietà.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;Avere tua figlia che ti chiede ancora una volta "ma quest'anno andiamo in vacanza?". E tu che non sai cosa risponderle, che non puoi dirle ancora una volta &lt;em&gt;no,&lt;/em&gt;&amp;nbsp;e allora dici &lt;em&gt;vediamo, qualcosa faremo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Immaginatevi saltare i pasti per far mangiare i tuoi figli, perché la spesa non basta per tre. E gli dici, quando chiedono "perché non ti siedi a tavola?", &lt;em&gt;tanto non ho fame&lt;/em&gt;. Ma domani si va a mangiare dai nonni e un altro pranzo è andato.&lt;br /&gt;E il non controllare mai il conto in banca perché non vuoi vedere che è di nuovo in rosso, tanto se c'è un problema te lo notificheranno loro &lt;em&gt;chissenefrega. &lt;/em&gt;Il vivere di favori, di prestiti e di regali. Immaginate usare ogni magro e raro stipendio per pagare i debiti.&lt;br /&gt;E guardare quel vestito così carino, ma non te lo puoi comprare perché costa 50 euro e tu hai stanziato un tetto di venti euro per i tuoi "acquisti superflui". Ogni tre mesi. Immaginatevi andare al supermercato e diventare un calcolatore umano, tanto poi ci fai l'abitudine e vai in automatico, perché quella somma &lt;em&gt;non la puoi superare. &lt;/em&gt;E continuare a rimandare il dentista perché quello proprio non ci sta e poi comunque ci sono i libri di scuola per i ragazzi che vengono prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginatevi poi un giorno girare il&amp;nbsp;Web e&amp;nbsp;vedere, subire&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.unita.it/italia/il-ministro-siete-la-parte-peggiore-dell-italia-1.304221" target="_blank"&gt;questa cosa&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;E allora si comprendono immediatamente le dinamiche della genesi del terrorismo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-4284293726003071798?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/4284293726003071798/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=4284293726003071798' title='11 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4284293726003071798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4284293726003071798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/06/immaginatevi.html' title='Immaginatevi'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-4554723930740119961</id><published>2011-06-15T14:27:00.040+02:00</published><updated>2011-06-15T16:09:28.015+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bóthar'/><title type='text'>Carezza</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.comune.grottammare.ap.it/userfiles/medie.jpg" imageanchor="1" style="clear: left;"&gt;&lt;img border="0" height="198" src="http://www.comune.grottammare.ap.it/userfiles/medie.jpg" t8="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ma mi daranno l'elenco delle &lt;em&gt;regole&lt;/em&gt; da firmare?"&lt;br /&gt;Per chi non lo sapesse, in tutte le scuole irlandesi e britanniche di ogni ordine e grado, ogni alunno, a prescindere dall'età, riceve all'iscrizione un elenco di regole e regolamenti della scuola e le relative punizioni che gli/le verranno inflitte nel caso trasgredisse tali regole. L'alunno, diligentemente e dall'alto dei suoi cinque anni di esperienza di vita, firma coscenziosamente (in caso non sappia scrivere in ogni caso ci pensa la&amp;nbsp;premurosa mamma, con la paura che se non firmasse&amp;nbsp;potrebbe perdere&amp;nbsp;il prezioso posto nella classe di trentacinque bambini possibilmente in un prefabbricato e con insegnante unico fino ai 12 anni), poi indossa l'uniforme e procede all'omologazione. Avete presente il video di &lt;em&gt;Another brick on the wall&lt;/em&gt; dei Pink Floyd? Quella canzone non fu scritta a caso e fu compresa pienamente da ogni singolo alunno del sistema scolastico obbligatorio anglosassone.&lt;br /&gt;Allora, dicevamo, della richiesta della figlia ignara mentre ci recavamo l'altro giorno all'incontro con la preside della scuola media in cui inizierà la sua nuova vita scolastica a settembre.&lt;br /&gt;"No, non ci sono regole. Comportati come hai sempre fatto, e fai tanti amici"&lt;br /&gt;La preside è simpatica, materna. Ha una buona reputazione in città, le scuole che &lt;em&gt;presiede&lt;/em&gt; hanno una buona reputazione. Mia figlia è tesa, glielo dice. "Ma no, non essere tesa, non ne hai motivo" lei la rassicura "vedrai che andrà tutto bene, e se mai avrai qualche dubbio o problema vieni da me, sono qui per questo."&lt;br /&gt;Le chiedo quanti alunni ci sono per classe. "In genere 25" mi dice, poi distoglie lo sguardo dal computer e aggiunge un po' a disagio "ma sa, adesso da quando..." e non continua, incontra&amp;nbsp;i miei occhi&amp;nbsp;di approvazione, &lt;em&gt;da quando c'è la Gelmini&lt;/em&gt; continuo io a mente.&lt;br /&gt;Fuori nel corridoio incontriamo la prof. di inglese che subito si precipita su mia figlia e la tempesta&amp;nbsp;di feste: &lt;em&gt;Finalmente avrò&amp;nbsp;un'alunna che sa parlare l'Inglese in modo decente!&lt;/em&gt; scherza.&lt;br /&gt;Si parla un po' di programmi di recupero dell'italiano, poi la preside ci accompagna alla porta. Guarda mia figlia, le sorride, "Benvenuta" le dice. E le fa una carezza sulla guancia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Usciamo, mia figlia è confusa. "Mi ha detto che è &lt;em&gt;lì per me&lt;/em&gt; per aiutarmi. Non è carino?"&lt;br /&gt;Ed io pensavo: no, è il suo lavoro. E' quello che fa un &lt;em&gt;educatore. &lt;/em&gt;Mia figlia che ha fatto otto anni di scuola in un prefabbricato, come il 50% degli studenti irlandesi. Mia figlia abituata all'indifferenza degli adulti verso i bambini nel paese in cui è nata. Mia figlia abituata alle uniformi. Alle regole. Alle punizioni ricevute anche se correvi un po' troppo veloce in cortile all'intervallo.&lt;br /&gt;"Allora non ci sono regole da firmare?" continua ancora dubbiosa.&lt;br /&gt;"No, semplicemente impara, studia e sii felice".&lt;br /&gt;Sorride.&lt;br /&gt;Dopo tanti rifiuti, finalmente, ci sentiamo accettati. Dopo essere stati intimiditi per anni, ci sentiamo rilassati. Dopo tanti schiaffi, una carezza.&lt;br /&gt;"Sono contenta di essere qui" mi dice e poi sussurra "Me li compri i jeans nuovi per l'inizio della scuola, vero?"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-4554723930740119961?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/4554723930740119961/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=4554723930740119961' title='14 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4554723930740119961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4554723930740119961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/06/carezza.html' title='Carezza'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-1701545901298160049</id><published>2011-06-10T11:44:00.115+02:00</published><updated>2011-06-10T15:02:10.342+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><title type='text'>Voleva solo andare al cinema</title><content type='html'>&lt;a href="http://72.5.117.181/dynamic/user_images/user_images_file_name_6624.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="316" id=":current_picnik_image" src="http://72.5.117.181/dynamic/user_images/user_images_file_name_6624.jpg" t8="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Annabella, ma che buffo nome le avevano dato, perché lei non si sentiva bella. Soprattutto ora da quando passava le sue giornate a pulire gli appartamenti dei riccastri, quanto le detestava quelle donne griffate che non avevano nulla da fare se non sfoggiare il loro benessere da mantenute. Un lavoro dopo l'altro, precario e irrisorio, per pagarsi l'affitto, le bollette e nient'altro. Aveva un solo vestito decente, quel vestito viola che non metteva mai. D'altronde, dove sarebbe dovuta andare? &lt;br /&gt;Annabella, ma bella mica tanto, troppo magrina troppo piccolina, ma brava a letto le dicevano, quei letti che inseguiva con la determinazione autodistruttiva di chi non crede nel suo nome.&lt;br /&gt;Eppure lei voleva solo andare al cinema. La passione per il cinema, l'unica rimasta, che coltivava stanca nel suo appartamentino vuoto la sera, guardando dvd di vecchi film e piangendo da sola. Solo i film la facevano piangere. Neanche quando il figlio se n'era andato sbattendo la porta e chiamandola &lt;em&gt;puttana&lt;/em&gt; aveva pianto. La chiamavano così in molti.&lt;br /&gt;Soprattutto gli uomini i cui letti frequentava.&lt;br /&gt;Laura la chiamava spesso. La chiamava di mattina, prima che lei uscisse per andare a pulire i cessi delle donne ricche. Loro erano le puttane. Annabella guardava il cellulare e sospirava, sperava fosse uno di quegli uomini che l'aveva fatta rivestire e l'aveva riaccompagnava alla porta il giorno prima. Non la richiamavano mai.&lt;br /&gt;E allora non rispondeva. Non rispondeva alla sua unica amica che le avrebbe chiesto,&amp;nbsp;come sempre&amp;nbsp;"perché l'hai fatto ancora?".&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Perché volevo andare al cinema. E lui non mi ci ha portato. Mi ha portato a letto, invece.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E nell'appartamentino freddo si avvolgeva nella coperta e piangeva guardando &lt;em&gt;Casablanca &lt;/em&gt;e&lt;em&gt;&amp;nbsp;Colazione da Tiffany.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Poi ci ricadeva. Gli uomini la rimorchiavano su Internet. Su Internet era meglio, metteva le foto che voleva. Poi la incontravano, la guardavano, un po' rimanevano delusi si notava. Ma a letto era brava, almeno così le dicevano.&lt;br /&gt;Perché si innamorava.&lt;br /&gt;Questa era una variabile impazzita, loro non se lo aspettavano. Non si aspettavano che Annabella gli dicesse poi &lt;em&gt;ti amo&lt;/em&gt;. Non sapevano che rispondere, li spiazzava.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Io non ti ho chiesto di innamorarti. Non ti ho chiesto nulla.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Solo sesso, già.&lt;br /&gt;Lei invece avrebbe voluto che la portassero al cinema. Non a letto, al cinema. Che le consentissero di piangere sulla loro spalla. E le offrissero un gelato, dopo. E la riaccompagnassero a casa senza chiederle di salire. E la richiamassero il giorno dopo, solo per fare due chiacchere. Per chiederle come stava. &lt;br /&gt;Si sarebbe messa quel vestito viola. E magari anche una spilla tra i capelli. Si sarebbe guardata finalmente allo specchio. &lt;br /&gt;Ma invece guardava troppi film. Glielo dicevano tutti, guardi troppi film. Quegli uomini esistono solo nei copioni. Oppure sono già impegnati, non vanno a cercare le Annabelle di turno che si innamorano troppo in fretta.&lt;br /&gt;Non chiamarmi più, aveva scritto all'amica. Queste cose non ho bisogno di saperle.&lt;br /&gt;Nelle giornate che si ingrigivano sempre di più preferiva inseguire i suoi pensieri cercando di disintossicarsi dal suo bisogno d'amore. Avrebbe voluto essere un uomo, a volte. Riuscire a cancellare tutto con un colpo di spugna e proseguire. Magari un uomo in carriera. Uno di quelli alti, che tutti rispettano, con la giacca e la cravatta. Uno di quelli che, magari dopo un paio di divorzi da donne abbienti,&amp;nbsp;si andava a cercare in giro gli zuccherini per addolcirsi la vita, senza dover chiamare nessuno il giorno dopo. Senza la necessità di innamorarsi. Senza la necessità di aspettare davanti a un telefono, sperando che squillasse. Ma il telefono non squillava mai.&lt;br /&gt;A parte quella sera. Ma era Laura.&lt;br /&gt;Decise comunque di rispondere, d'altronde non aveva altro da fare. Rimase un attimo in silenzio, respirava piano.&lt;br /&gt;"Non va, eh?" le chiese l'amica dall'altro capo. Annabella si limitò ad annuire, come se lei la potesse vedere. E l'amica la vide.&lt;br /&gt;"Preparati, ti porto al cinema. Offro io."&lt;br /&gt;Annabella continuò a non dire nulla perché non sapeva cosa dire. Non aveva una risposta pronta, perché un'evenienza così non le era mai capitata. Ma l'interlocutrice sapeva che questo era un dialogo. Sapeva che quello era un annuire.&lt;br /&gt;"Mettiti il vestito viola, non ti azzardare a uscire con me vestita di stracci. E truccati. Il rossetto, non ti dimenticare il rossetto. Passo tra mezz'ora."&lt;br /&gt;Riattaccò. Andò in camera da letto a cambiarsi, si muoveva automaticamente come un'automa.&lt;br /&gt;Poi, incrociò lo specchio. Si guardò.&lt;br /&gt;Sono troppo magra per quel vestito? Pensò. Sorrise.&lt;br /&gt;Decise che andava bene così.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-1701545901298160049?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/1701545901298160049/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=1701545901298160049' title='22 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1701545901298160049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1701545901298160049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/06/voleva-solo-andare-al-cinema.html' title='Voleva solo andare al cinema'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-6465520043102142879</id><published>2011-06-06T02:21:00.001+02:00</published><updated>2011-06-06T02:31:50.126+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><title type='text'>Temporale notturno</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.naturamediterraneo.com/Public/data7/pezzo%20da%20gaeta/Fulmini%20Resegone%20ago76%20da%20dia%20Pezzo%20da%20Gaeta.jpg_200892610411_Fulmini%20Resegone%20ago76%20da%20dia%20Pezzo%20da%20Gaeta.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="266" src="http://www.naturamediterraneo.com/Public/data7/pezzo%20da%20gaeta/Fulmini%20Resegone%20ago76%20da%20dia%20Pezzo%20da%20Gaeta.jpg_200892610411_Fulmini%20Resegone%20ago76%20da%20dia%20Pezzo%20da%20Gaeta.jpg" t8="true" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Stanchezza acuta, ancora una volta. Quando sembrava che un po' mi fossi ripresa, ancora una volta mi si sono piegate le ginocchia. Sono esausta ma non voglio andare a dormire. Perché ho questo nodo dentro e queste lacrime che bruciano.&lt;br /&gt;Perché ho un estraneo in casa. Un estraneo per cui ho sacrificato tutto. Lavoro, serenità, anche la possibilità di un amore. E mi si è rivoltato contro.&lt;br /&gt;Due giorni orribili. Culminati con la certezza che mio figlio è irrecuperabile. Che tutti i miei sforzi e sacrifici sono stati vani. Che lasciarlo tre settimane con il padre sono stati un'orribile idea. E' peggiorato a dismisura, ha perso il poco rispetto che aveva nei miei confronti e all'ennesimo insulto e minaccia fisica ho preso la decisione, stasera, di rimandarlo dal padre a luglio. Non posso prima, anche se vorrei,&amp;nbsp;perché il suddetto si sta sollazzando in Grecia con la&amp;nbsp;&lt;em&gt;girlfriend&lt;/em&gt; di turno. Non ho potuto lasciarglielo subito perché non lo voleva.&amp;nbsp;Mi ha pregata &lt;em&gt;di portarglielo&amp;nbsp;via&lt;/em&gt;,&amp;nbsp;al punto che stamattina sono dovuta andare io a prendermelo con un taxi e portarmelo all'aeroporto perché la situazione era arrivata a un punto di follia, con il padre incapace di prendere una qualsiasi decisione ma che continuava a lanciarmi accuse &lt;em&gt;perché avevo abbandonato i figli lì da&amp;nbsp;lui. &lt;/em&gt;I bagagli dei ragazzi ancora non fatti nonostante le tre settimane di tempo (a parte lo sforzo volenteroso di mia figlia di prepararsi una valigia), neanche uno scatolone con le loro cose pronto da spedire.&amp;nbsp;Neanche un dito alzato per aiutare in questa situazione in cui ho fatto, tanto per cambiare, tutto da sola. E intanto il figlio lanciava la crisi di nervi.&lt;br /&gt;Uno stiletto dietro l'altro, nel fianco.&lt;br /&gt;Arrivati finalmente in Italia oggi pomeriggio è cominciata l'ennesima ribellione. I soliti insulti, pesanti, le solite minacce.&amp;nbsp;Le telefonate al padre durante il quale non ho potuto fare a meno di origliare che si prendevano gioco di me. Ho perso la pazienza. Ho deciso che è troppo. La mia rabbia si è abbattuta come una colata vulcanica, ha coperto tutto e tutti. Lo rimando dal padre, che farà fuoco e fiamme per la mia decisione, ma dato che qui sono l'unica che queste decisioni, seppur spiacevoli, le prende, così sia.&lt;br /&gt;Mia figlia voleva festeggiare stasera. L'avrei voluto anch'io nonostante la stanchezza, ma non ci è stato permesso.&amp;nbsp;Era triste, confusa. L'ho trovata raggomitolata a letto con un orsacchiotto. Mi si è stretto il cuore ma le ho detto &lt;em&gt;forse anche tu dovresti tornare in Irlanda a luglio. Tu appartieni a quel posto.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Io non torno, mi ha risposto decisa, voglio stare con te. Voglio stare qui.&lt;br /&gt;Ma forse la tua mamma non ha più le forze per ricominciare un'ennesima battaglia, ho pensato, ma intanto lei si addormentava.&amp;nbsp;E avrei voluto tanto darle la festa che si aspettava invece delle solite prepotenze del fratello. Che neppure lei sopporta più.&lt;br /&gt;Mi chiedo perché una persona, seppur adolescente e ferito, debba sistematicamente prendere a colpi d'accetta tutte le persone che lo amano (madre, amici della madre, nonni, sorella ecc) e venerare le persone che lo respingono e lo manipolano. Mi chiedo come si possa essere così ottusi e ingrati. Ma non posso farmi maltrattare più, da nessuno, mai più, l'ho giurato. Devo proteggere me stessa e mia figlia.&lt;br /&gt;Sono ferita, per l'ennesima volta, manco a farlo apposta, ferita da un uomo. Quello a cui tenevo di più.&lt;br /&gt;Cercherò di dormire e mi trovo persa nel vuoto. Tutti i piani che avevo fatto per domani, tutti saltati. Vanificati. La loro residenza, le scuole, le attività extrascolastiche, le gite fuori porta. Niente per cui vale la pena affanarsi, perché tali cose non sono volute e non sono cercate. Ora non so più cosa fare.&lt;br /&gt;Ma stavolta non è solo stanchezza, la notte non porterà consiglio. La notte porterà ancora più dolore. Perché domani mattina mi sveglierò con la certezza di avere, ancora una volta, sbagliato tutto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-6465520043102142879?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/6465520043102142879/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=6465520043102142879' title='46 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6465520043102142879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6465520043102142879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/06/temporale-notturno.html' title='Temporale notturno'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>46</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-472716605648746346</id><published>2011-05-30T22:42:00.004+02:00</published><updated>2011-05-30T22:44:41.739+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>E allora ditelo</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.sportevacanze.com/immagini/contenutiarticoli/fuochi%20artif.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://www.sportevacanze.com/immagini/contenutiarticoli/fuochi%20artif.jpg" t8="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuochi d'artificio dappertutto. Ho aperto le finestre per fare entrare il suono dei botti, in crescendo.&lt;br /&gt;Me lo potevate dire di tornare prima, no? Il circolo si chiude. Me ne sono andata da un'Italia che entrava in un tunnel. Che entrava nel lungo inverno del letargo della ragione.&lt;br /&gt;Torno adesso, circondata da giunte di centrosinistra. Torno e vedo un gigante d'argilla in briciole, che ha completamente perso la testa. Torno e vedo i miei connazionali che finalmente capiscono.&lt;br /&gt;Torno e vedo che è possibile ricostruire. La mia vita e questo paese.&lt;br /&gt;Ho sempre sottolineato la sconcertante analogia tra la mia vita personale e gli ultimi 15 anni di questo paese.&lt;br /&gt;Belli questi botti fuori. Me ne approprio. Stasera è anche la mia festa.&lt;br /&gt;Milano oggi sembrava proprio bella. Non pensavo l'avrei mai detto.&lt;br /&gt;Stasera sorrido. Nulla potrà togliermi questo sorriso dalle labbra.&lt;br /&gt;Sono felice di essere qui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-472716605648746346?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/472716605648746346/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=472716605648746346' title='15 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/472716605648746346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/472716605648746346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/05/e-allora-ditelo.html' title='E allora ditelo'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-685712195328351292</id><published>2011-05-26T23:28:00.005+02:00</published><updated>2011-05-27T00:18:29.914+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>What I talk about when I talk about running</title><content type='html'>&lt;a href="http://artandperception.com/wp-content/uploads/2009/06/running-free.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="256" src="http://artandperception.com/wp-content/uploads/2009/06/running-free.jpg" t8="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Oggi tornare a correre, dopo settimane in cui non avevo avuto ne' tempo ne' soprattutto forza, è stato il mio piccolo lusso. Avevo deciso da qualche giorno che era tornato il momento. Le forze a poco a poco&amp;nbsp;ricomparivano e con mio grande sollievo il sentirsi completamente &lt;em&gt;a pezzi&lt;/em&gt; che era una costante del mio quotidiano da mesi ormai, cominciava a dissolversi. Come un freddo, costante inverno si dissolve al caldo della nuova stagione.&lt;br /&gt;La grande fatica di un trasloco organizzato e fisicamente realizzato completamente da sola, l'ansia costante della precarietà finanziaria e esistenziale si sono finalmente diluite. Ancora presenti, ma diluite.&lt;br /&gt;Giorno dopo giorno ho ritrovato la forza di camminare. Ho migliorato la mia alimentazione&amp;nbsp;anzi, per dirla senza mezzi termini, ho ricominciato ad alimentarmi dopo mesi di inappetenza. Dormo ancora poco, ma molto più tranquillamente.&lt;br /&gt;Per cui ieri, dopo&amp;nbsp;essermi accorta di avere tutti i miei logori &lt;em&gt;shorts&lt;/em&gt; chiusi negli scatoloni che ancora mi devono arrivare, mi sono&amp;nbsp;incamminata verso i grandi magazzini (con calma, visto il caldo, eppoi che fretta c'era?), mi sono infilata nel padiglione sportivo, ho perso mezz'ora&amp;nbsp;nella goduria dell'aria condizionata e ho trovato finalmente in mezzo a un mucchio di cose in saldo un paio di shorts perfetti per correre in questo clima.&amp;nbsp;E pure di colore violetto.&lt;br /&gt;Stamattina presto dunque, mentre ancora il vicinato alzava le tapparelle e si accingeva a fare il caffé, sono uscita a correre.&lt;br /&gt;Pensavo sarebbe stato più faticoso, ma il mio corpo e la mia mente reclamavano con desiderio la corsa. Il mio corpo era determinato a scacciare lo stress, l'ansia di una situazione ancora incerta, le troppe sigarette fumate durante il lungo inverno e tutto il resto. E ho corso. Tra le macchine che cominciavano ad allinearsi agli incroci, ho lasciato il centro urbano della cittadina mezza dormiente. E tra i campi di granturco che comincia a crescere di verde scuro, ho&amp;nbsp;osservato la monotona pianura che si apriva sulla Brianza senza orizzonte, le&amp;nbsp;Alpi ricoperte dalla foschia del caldo, ho respirato l'aria immobile dei gas di scarico e delle industrie del nord milanese. Ho pensato a due ragazzi che dovrò andare a prendere tra qualche giorno, che sono voluti rimanere con il padre per un paio di settimane nel disperato tentativo di stabilire un rapporto di una seppur minima qualità. Il tentativo non è riuscito. Almeno non mi si dirà più neppure per scherzo che voglio tenere i figli lontano dal padre. Almeno adesso partiamo tutti da una certezza, se ci fosse stato qualche dubbio. E mentre le scarpe battevano leggere sulla terra arida, la mia mente cercava di scacciare le preoccupazioni sui debiti, sulla parcella dell'avvocato, sulle insicurezze dei miei figli rassegnati al fatto che questa è una strada a senso unico. &lt;br /&gt;Ho provato, finalmente, il&amp;nbsp;rasserenante sollievo della concentrazione. Ho focalizzato il pensiero su tutti i meravigliosi mattoni che ho di fronte a me, pronti per la ricostruzione. &lt;br /&gt;E ho corso. &lt;br /&gt;La giornata è stata, dopo, tranquilla. Costruttiva. Rilassatamente laboriosa. Senza troppe aspettative. Senza troppe ansie. Senza troppi rancori.&lt;br /&gt;Di questo pensavo durante la corsa. Proprio a questa tranquillità senza tempeste che vorrei regolasse la mia quotidianità. Perché sono tornata per cancellare i rancori, le passioni eccessive, le aspettative irrealistiche.&lt;br /&gt;Sono tornata per correre su questa terra arida di macchine allineate ai semafori e campi di granturco senza orizzonte.&lt;br /&gt;Non ho rimpianti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-685712195328351292?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/685712195328351292/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=685712195328351292' title='19 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/685712195328351292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/685712195328351292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/05/what-i-talk-about-when-i-talk-about.html' title='What I talk about when I talk about running'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-2781622615052541152</id><published>2011-05-19T09:21:00.000+02:00</published><updated>2011-05-19T09:21:03.867+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dusty bookshelves'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>E se vinceva Bibulo?</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788863162301" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" j8="true" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788863162301" style="cursor: move;" unselectable="on" width="208" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Franz e George si incontrano spesso in quel caffé, non letterario ma di perditempo, che in un'altra vita forse immaginaria o forse vera ospita spesso chi nella vita precedente ha passato decenni dietro alla mania dellla scrittura. Perché scrivere è davvero una sorta di dipendenza irrinunciabile, una droga esistenziale, una cosa che ti leva il sonno perché devi scrivere quella&amp;nbsp;storia che hai in testa.&lt;br /&gt;Alcuni, i più cocciuti, alla fine pubblicano anche. Quelli un po' insoddisfatti della vita, che hanno il dono di tradurre le proprie esperienze&amp;nbsp;in scrittura creativa. E magari di farti anche sorridere.&lt;br /&gt;Di questo Franz e George parlavano di recente, così mi riferisce il mio sesto senso paranoico e paranormale. Qualcuno le chiama allucinazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Che, lo vuoi un caffé?"&lt;br /&gt;"Lo sai che bevo solo té, ma quante volte te lo devo dire"&lt;br /&gt;"Che noia. La solita scelta colonialista"&lt;br /&gt;"Mentre invece voi il caffè lo coltivate a Praga. Ma che hai lì in mano?"&lt;br /&gt;"Boh, un libro. C'è scritta una nota che le storie ricordano un po' me e un po' te. Solo che non ci ho capito molto, è in italiano"&lt;br /&gt;"Ma chi te l'ha mandato?"&lt;br /&gt;"Quella pazza scatenata i cui deliri ci tengono in vita. Oh guarda c'è James, magari lui l'ha letto, capisce l'italiano"&lt;br /&gt;"Ah ecco, finalmente qualcuno che fa parte dell'Impero. James, che l'hai letto tu questo? Dicono che è scritto in modo intelligente perché ricorda me e che non ci si capisce niente perché ricorda Franz."&lt;br /&gt;James si unì al tavolo, annoiato, pulendosi gli occhialini.&lt;br /&gt;"Sì l'ho letto ma non mi piace, c'è troppa punteggiatura"&lt;br /&gt;"Ah allora se non ti piace è sicuramente bello. Parli proprio tu, che i libri te li censurano"&lt;br /&gt;"Perché 'so tutti 'gnoranti. E bigotti. Solo perché la mia eroina ha pulsioni sessuali"&lt;br /&gt;Franz si intromise "Ma a me piace James, dai, i suoi personaggi sono ebrei"&lt;br /&gt;"Eh, mo' vi coalizzate voi. Ma di che parla il libro?"&lt;br /&gt;"Boh. Di cianfloni."&lt;br /&gt;"Cianfloni? E che sono?"&lt;br /&gt;"Leggitelo, no? Parla anche di un tipo strano che continua a perdersi nei meandri della burocrazia del suo paese"&lt;br /&gt;"Bello!" esclamò Franz "Il mio genere"&lt;br /&gt;"Parla anche di tette in reggiseni a balconcino. Quella parte mi piace. Caprette, pure. Frittate alle patate. Insomma un po' di tutto. Roba politica."&lt;br /&gt;"Che c'entra la politica con le frittate?&amp;nbsp;E le caprette?" s'intromise George.&lt;br /&gt;"C'entra, c'entra, soprattutto nel suo paese di provenienza. Ma guarda, te lo traduce Italo, pure lui lo ha letto. Italoooo!"&lt;br /&gt;Italo arrivò trafelato salutò tutti con i nomi sbagliati, si sedette e si accese una sigaretta.&lt;br /&gt;"Ma che fai, fumi ancora? Non avevi smesso?"&lt;br /&gt;"E' l'ultima, l'ultima, prometto. Sono un po ansioso,&amp;nbsp;il mio&amp;nbsp;psicoanalista se n'è andato in vacanza. Parlate del libro? Bello eh? Il protagonista mi somiglia un po'"&lt;br /&gt;"E perché, è pelato?"&lt;br /&gt;"Molto spiritoso. E' nevrotico, no? C'ha le pieghe nel cuore e non trova il ferro da stiro. E poi ha pubblicato tardi, come me."&lt;br /&gt;"Allora lo raccomandi?"&lt;br /&gt;"Sì, mi pare pure un comunista d'annata, come te"&lt;br /&gt;George sbuffò "Sempre a categorizzare, voi. Mi sta già simpatico"&lt;br /&gt;"E poi, le tette..." sorrise ammiccante James.&lt;br /&gt;"Ma chi se ne frega! Burocrazia, dicevi? Uffici pubblici da incubo?" A Franz luccicavano gli occhi.&lt;br /&gt;"Sì, però mica è da suicidio come te. Insomma, si ride anche. Un po' melanconico a volte, qualche rimpianto."&lt;br /&gt;"Che, chiamiamo Marcel? Lui nei rimpianti ci sguazza."&lt;br /&gt;"No per carità! Che lui si porta sempre dietro quei dolcetti nauseabondi, ci costringe a mangiarli e poi ci ammorba coi suoi ricordi."&lt;br /&gt;"Ma dite" continuò George "il tipo è un attivista allora?"&lt;br /&gt;"Sì, lo era, ma non più adesso, dice che la politica del suo paese lo ha deluso"&lt;br /&gt;"Ma come lo ha deluso, non avete sentito le ultime notizie?"&lt;br /&gt;"Certo, magari si ricrede."&lt;br /&gt;"Dite che dovrebbe?"&lt;br /&gt;"E dovrebbe sì. Ma dite, come ci siamo finiti qui a parlare di questo tipo?"&lt;br /&gt;"E' quella sciamannata della cui mente facciamo parte. Dice che non sa scrivere le recensioni, per cui ci ha tirato in ballo con questa messinscena"&lt;br /&gt;"Beh però non mi dispiace" aggiunse Franz "a volte la vita da queste parti è così noiosa..."&lt;br /&gt;"Sei tu che sei noioso" tagliò corto George "Mi verso un'altra tazza di tè, vah...." ma rimase con la teiera a mezz'aria.&lt;br /&gt;"A proposito, chi era 'sto Bibulo?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://perronelab.it/node/704" target="_blank"&gt;E se vinceva Bibulo?&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/se-vinceva-bibulo-pisani-mauro/libro/9788863162301" target="_blank"&gt;http://www.libreriauniversitaria.it/se-vinceva-bibulo-pisani-mauro/libro/9788863162301&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788863162301/pisani-mauro/vinceva-bibulo?.html" target="_blank"&gt;http://www.ibs.it/code/9788863162301/pisani-mauro/vinceva-bibulo?.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.amazon.it/se-vinceva-Bibulo-Mauro-Pisani/dp/8863162301/ref=sr_1_1?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1305754591&amp;amp;sr=1-1" target="_blank"&gt;http://www.amazon.it/se-vinceva-Bibulo-Mauro-Pisani/dp/8863162301/ref=sr_1_1?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1305754591&amp;amp;sr=1-1&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andate anche in libreria e ordinatelo. L'autore vi sarà grato e vi ricompenserà con deliziose torte di mele.&lt;br /&gt;&lt;img height="96" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788863162301" style="filter: alpha(opacity=30); left: 285px; mozopacity: 0.3; opacity: 0.3; position: absolute; top: 202px; visibility: hidden;" width="62" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-2781622615052541152?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/2781622615052541152/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=2781622615052541152' title='16 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/2781622615052541152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/2781622615052541152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/05/e-se-vinceva-bibulo.html' title='E se vinceva Bibulo?'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-643262772794002776</id><published>2011-05-14T14:51:00.001+02:00</published><updated>2011-05-14T14:54:15.519+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bóthar'/><title type='text'>She wishes for the cloths of heaven</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.knowledgerush.com/wiki_image/1/14/Ireland-AtlanticOceanwithAranIsland.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" j8="true" src="http://www.knowledgerush.com/wiki_image/1/14/Ireland-AtlanticOceanwithAranIsland.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Had I the heavens' embroidered cloths, &lt;br /&gt;Enwrought with the golden and silver light, &lt;br /&gt;The blue and the dim and the dark cloths &lt;br /&gt;Of night and light and half-light, &lt;br /&gt;I would spread the cloths under your feet &lt;br /&gt;But I, being poor, have only my dreams; &lt;br /&gt;I have spread my dreams beneath your feet; &lt;br /&gt;Tread softly because you tread on my dreams&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Se avessi le stoffe ricamate dei cieli,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;lavorate con luce d'oro e argento,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;le stoffe azzurre e le opache e le oscure&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;della penombra, della luce e del buio,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;le stenderei sotto i tuoi piedi:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ma sono povera, e non ho che i miei sogni;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ho steso i sogni sotto i tuoi piedi;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;cammina piano perché calpesti i miei sogni&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(William Butler Yeats, trad. Ariodante Marianni, "leggero" adattamento da parte mia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Farò pace con questo paese, un giorno. Con le sue contraddizioni, le sue piogge, i suoi poeti. &lt;br /&gt;Questo è il paese che si è preso i miei anni migliori, che si è preso i miei sogni. E mi ha dato in cambio due figli. Ne ha rifiutato e umiliato uno dei due.&lt;br /&gt;Si spegnerà il rancore, un giorno. E tornerò a visitare queste terre senza fastidio o pena, senza debiti e senza avvocati. Tornerò nella Dublino che avevo scelto, vent'anni fa. Esplorerò gli angoli di questo paese che non ho fatto in tempo a vedere, perché troppo presa nella frenesia di una vita che non mi apparteneva.&lt;br /&gt;Ne leggerò i libri, ne respirerò le brezze. Brevemente, di tanto in tanto, perché gli aeroporti ormai non li tollero più.&lt;br /&gt;Verrà la pace un giorno. Verrà il perdono.&lt;br /&gt;Ma non adesso.&lt;br /&gt;Prima devo fare pace con me stessa.&lt;br /&gt;Ciao Irlanda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-643262772794002776?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/643262772794002776/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=643262772794002776' title='16 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/643262772794002776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/643262772794002776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/05/she-wishes-for-cloths-of-heaven.html' title='She wishes for the cloths of heaven'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-5830963564544399413</id><published>2011-05-09T19:45:00.002+02:00</published><updated>2011-05-09T23:46:06.242+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Il rifiuto della gioia</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.greatjewishmusic.com/Images/Sadness.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" j8="true" src="http://www.greatjewishmusic.com/Images/Sadness.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia cara amica Ross si chiedeva qualche giorno fa se siamo disposti a &lt;a href="http://laltrametadelcielo.wordpress.com/2011/05/04/siamo-disposti-a-rinunciare-alla-tristezza/" target="_blank"&gt;rinunciare alla tristezza&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;Premesso che la vita non è facile per nessuno, alcuni di noi sembrano avere una predisposizione irrinunciabile ai sensi di colpa. Non ci è possibile gioire.&lt;br /&gt;Masochismo, lo chiama Ross. Concordo.&lt;br /&gt;In passato e nel presente mi sono vista a volte passare davanti attimi di serenità. Li ho afferrati (non sempre) e mi sono subito pentita. &lt;br /&gt;Perché? Non è altruismo, come il gioire della propria felicità non è egoismo.&lt;br /&gt;La mia casa è sempre aperta per tutti quelli che hanno bisogno e se un amico chiama io mi faccio in quattro, otto ma anche sedici per aiutarlo. Ma, diciamocelo chiaro: se si è sereni e in pace con se stessi, si aiuta meglio. Non accetto più la logica della sofferenza e del sacrificio, questi sono retaggi culturali di sapore biblico, inculcatici dalle nostre madri a loro volta sofferenti.&lt;br /&gt;Abraham Maslow (l'infame psicologo dei figli dei fiori) aveva intelligentemente disegnato una gerarchia di bisogni primari, a cui tutti gli esseri umani hanno diritto. Una sorta di piramide. Alla base ci sono i bisogni di sicurezza (alloggio, mettere radici, anche mangiare pasti regolari, avere degli affetti attorno). Una volta soddisfatti questi, ci si può aprire all'irrinunciabile bisogno di contatto umano e di amore.&lt;br /&gt;Solo a quel punto, secondo Maslow, si può dare.&lt;br /&gt;I miei lettori sanno che non credo alla felicità come stato costante. Ma credo alla serenità. A quella pace dell'animo che ti fa svegliare con un sorriso. Quella splendida sensazione di pienezza, il non annaspare sempre e dovunque. Il non dover sempre chiedere ed elemosinare amore.&lt;br /&gt;Di questa condizione non bisogna sentirsi in colpa. Mai.&lt;br /&gt;Non è egoismo.&lt;br /&gt;Io voglio adesso quegli attimi di felicità, li pretendo. Voglio quella serenità che so mi spetta di diritto, che spetta di diritto a tutti. La voglio, così che possa condividerla con gli altri, con le persone che amo.&lt;br /&gt;La serenità genera serenità. Gli attimi di felicità ne generano altri, una catena continua che si può spartire, e più invitati ci sono a questo gioioso banchetto, meglio è.&lt;br /&gt;Non si può gioire con gli altri se si è tristi.&lt;br /&gt;Io &lt;em&gt;voglio&lt;/em&gt; rinunciare alla tristezza. Nella mia nuova vita voglio scoprire tutte queste nuove sensazioni, sarà come entrare in una foresta incantata. Voglio scoprire il piacere che mi sono sempre negata. Quello fisico e spirituale. Non voglio sentirmene in colpa.&lt;br /&gt;Io &lt;em&gt;voglio&lt;/em&gt; rinunciare al rancore. Perché il rancore ci corrode dentro e ci toglie il respiro. Ci impedisce la libertà di amare e di essere liberi di condividere questo amore.&lt;br /&gt;Tornando ai bisogni primari: tra qualche giorno casa, sonno, pasti regolari e lavoro ricominceranno nella mia caotica vita quotidiana, dopo anni di assenza. Poi il caos si appianerà. Le crepe del cuore si incolleranno. La mia pelle si rasserenerà al tocco degli altri, a cui non è più abituata. Ed aprirò porte e finestre al mondo.&lt;br /&gt;Di questa serenità anelata non avrò vergogna, cara amica. Al mio pessimismo cosmico rinuncerò volentieri.&lt;br /&gt;Certo, e lo ripeto sempre, la vita non è semplice. Ci saranno difficoltà, dolori, lutti e perdite. Tutte cose inevitabili. La morte è inevitabile, infatti è l'unica cosa certa della vita. Se e quando perderò delle persone care nel mio percorso sicuramente inciamperò, cadrò. Mi rialzerò, perché dall'inevitabile non ci si può esimere, ma ci si può preparare.&lt;br /&gt;Mi terrò la mia piacevole coperta di serenità sottomano e mi ci avvolgerò per guarirmi le ferite, non la lascerò mai andare.&lt;br /&gt;Come ho già scritto, desidero invecchiare. Desidero la saggezza della vita che rallenta e che si ricostruisce ogni giorno sulle basi solide delle rughe e dell'esperienza. Desidero l'assenza di passioni violente, non voglio l'oceano in tempesta.&lt;br /&gt;La mia gioia sarà un placido Mediterraneo al tramonto.&lt;br /&gt;Non mi sentirò in colpa dunque. Come ho detto, è ora di vivere. Non vedo l'ora di aprire quella porta e farvici entrare tutti: ci sarà una tavola imbandita.&lt;br /&gt;E vi prometto di non farvi lavare i piatti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-5830963564544399413?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/5830963564544399413/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=5830963564544399413' title='31 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/5830963564544399413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/5830963564544399413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/05/il-rifiuto-della-gioia.html' title='Il rifiuto della gioia'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>31</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-4595808898307799241</id><published>2011-05-05T18:14:00.002+02:00</published><updated>2011-05-06T19:55:37.940+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bóthar'/><title type='text'>Macerie</title><content type='html'>&lt;a href="http://straordinarypeople.blog.kataweb.it/files/2008/09/macerie-ant.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="225" j8="true" src="http://straordinarypeople.blog.kataweb.it/files/2008/09/macerie-ant.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Curioso giurare sulla bibbia quando sei atea, Tutta la verità, solo la verità, nient'alro che la verità.&lt;br /&gt;Ma dopo sei ore di contrattazioni incessanti, l'etica personale non ha più peso, non ha più valore.&lt;br /&gt;Il giudice è frettoloso, vuole andare a casa. Ha tutto l'accordo scritto davanti, lo legge con uno stretto accento, indifferente, accavallando le parole. Non si volta neppure.&lt;br /&gt;"Quando vi siete separati?"&lt;br /&gt;Manco parlasse di calcio.&lt;br /&gt;"Dieci anni fa". Sono esausta, un filo di voce. La mia avvocata interviene, prende la parola, espone il caso.&lt;br /&gt;Dieci anni di non-vita.&lt;br /&gt;Il giudice si volta annoiato.&lt;br /&gt;"Divorzio accordato, portatemi il certificato di matrimonio, termini dell'accordo validi, affido alla madre accordato, trasferimento in Italia come paese di residenza per i figli minori accordato".&lt;br /&gt;Si alza, frettoloso, saluta, se ne va.&lt;br /&gt;L'avvocata si avvicina "E' finita".&lt;br /&gt;Ho svenduto la mia libertà di vivere per poco più di metà di ciò che mi spettava.&lt;br /&gt;Ora sono qui, un po' piegata su me stessa, su un cumulo di macerie. Dieci anni di macerie.&lt;br /&gt;E un inevitabile senso di vuoto.&lt;br /&gt;Si ricomincia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-4595808898307799241?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/4595808898307799241/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=4595808898307799241' title='22 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4595808898307799241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4595808898307799241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/05/macerie.html' title='Macerie'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-2803937355549586417</id><published>2011-05-04T01:13:00.000+02:00</published><updated>2011-05-04T01:13:23.692+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><title type='text'>Ciao piccola</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-LykmImQES4c/TcCIOJ2SVWI/AAAAAAAAAUc/uf8INQaH1os/s1600/Image010.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" j8="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-LykmImQES4c/TcCIOJ2SVWI/AAAAAAAAAUc/uf8INQaH1os/s400/Image010.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non ho neanche fatto in tempo a dirti addio. Te ne sei andata così, da un momento all'altro. Non ti ho mai odiata. Ho odiato il modo in cui ero costretta a usarti. E ora che ci penso, ho così pochi ricordi belli con te. Solo un paio di volte ai bordi di una spiaggia. Il resto erano corse affannate. &lt;br /&gt;Ricorderò tutte le tue ammaccature. Dentro di te risuoneranno sempre le risate di mia figlia. Le tristezze e la rabbia di mio figlio. La musica a tutto spiano, sempre. Le mie lacrime. I miei desideri. Non ti avrei dato via, non così, se non fosse stato per quel tuo difetto di nascita, quel volante a destra. Ti avrei tenuta con me, ti avrei portato per l'Europa, attraversato un pezzetto d'Atlantico, ti avrei fatto vedere le Alpi. &lt;br /&gt;Perché tu non mi hai mai tradito. Neanche una volta, pezzetto coerente di una vita sconclusionata. Testimone del periodo più doloroso della mia vita.&lt;br /&gt;Non hai mai protestato.&lt;br /&gt;Adesso non ci sei più.&lt;br /&gt;In questi ultimi giorni caotici, farò a meno di te. Con te se ne vanno i ricordi, anche quelli cattivi. &lt;br /&gt;Mi lascerò dietro molti più pezzi.&lt;br /&gt;Che ti trattino bene adesso, perché io ti ho maltrattata. Ti meriti amore, tu non ne hai mai visto.&lt;br /&gt;Ti meriti gite spensierate, amanti che si tengono per mano.&lt;br /&gt;Io continuo a chiudere gli scatoloni del mio passato.&lt;br /&gt;Con questo bruciore dentro. Di sconfitta.&lt;br /&gt;Ciao piccola, corri veloce.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-2803937355549586417?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/2803937355549586417/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=2803937355549586417' title='19 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/2803937355549586417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/2803937355549586417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/05/ciao-piccola.html' title='Ciao piccola'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-LykmImQES4c/TcCIOJ2SVWI/AAAAAAAAAUc/uf8INQaH1os/s72-c/Image010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-5266286619862997973</id><published>2011-04-28T22:52:00.001+02:00</published><updated>2011-04-28T22:54:33.436+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>GAD</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.anti-naturals.org/theory/anxiety.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="288" j8="true" src="http://www.anti-naturals.org/theory/anxiety.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Generalized Anxiety Disorder&lt;/em&gt; ovvero quando manca il terreno sotto i piedi e al confronto stare su una scialuppa nel mare in tempesta sembra quasi un'opzione migliore.&lt;br /&gt;Quella cosa che ti stringe lo stomaco e non ti fa mangiare, dormire. La paura di tutto.&lt;br /&gt;GAD è la sigla dei nostri disturbi esistenziali, del nostro malessere che ci circonda, quello che vedi dovunque ti giri, anche negli angoli in cui ti aspetteresti la gioia.&lt;br /&gt;GAD, sembra il nome di un modulo per esplorazioni interstellari, di una sonda spaziale lanciata verso le lune di Saturno. Eppure è così terrestre.&lt;br /&gt;Non si esplora niente con l'ansia. Non si vive. Non si costruisce perché l'ansia è distruttiva. Non si ragiona perché l'ansia è irrazionale. Non ci si organizza perché l'ansia è caotica (non per niente è &lt;em&gt;disorder&lt;/em&gt;). Non si ama perchè l'ansia è astio. Si rifugge il piacere perché l'ansia ha paura del piacere.&lt;br /&gt;GAD. Che non ci fa danzare per le strade della vita perché non si ha neppure la forza per scendere nel negozio sotto casa.&lt;br /&gt;GAD. Che in fondo non è il nome di un modulo lunare. E' più una medicina amara. Un test invasivo, di quelli che ti fanno con l'anestesia leggera. Che sei sveglio e non lo sei, che vorresti semplicemente tornartene a casa.&lt;br /&gt;Invece di prendere l'ennesimo aereo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-5266286619862997973?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/5266286619862997973/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=5266286619862997973' title='23 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/5266286619862997973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/5266286619862997973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/04/gad.html' title='GAD'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-6413644151835898817</id><published>2011-04-24T10:05:00.001+02:00</published><updated>2011-04-24T10:08:13.711+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><title type='text'>Per Te, per me e per chi vuole leggere</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ourinterestingworld.com/wp-content/uploads/2009/07/sunrise-painting.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="247" i8="true" src="http://www.ourinterestingworld.com/wp-content/uploads/2009/07/sunrise-painting.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Non Incolpare Nessuno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non incolpare nessuno,&lt;br /&gt;non lamentarti mai di nessuno,&lt;br /&gt;di niente,&lt;br /&gt;perché in fondo Tu&lt;br /&gt;hai fatto quello che volevi nella vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accetta la difficoltà di costruire te stesso&lt;br /&gt;ed il valore di cominciare a correggerti.&lt;br /&gt;Il trionfo del vero uomo&lt;br /&gt;proviene delle ceneri del suo errore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non lamentarti mai della tua solitudine&lt;br /&gt;o della tua sorte, affrontala&lt;br /&gt;con valore e accettala.&lt;br /&gt;In un modo o in un altro è il risultato&lt;br /&gt;delle tue azioni e la prova&lt;br /&gt;che Tu sempre devi vincere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non amareggiarti del tuo fallimento&lt;br /&gt;né attribuirlo agli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accettati adesso o&lt;br /&gt;continuerai a giustificarti come un bimbo.&lt;br /&gt;Ricordati che qualsiasi momento&lt;br /&gt;è buono per cominciare e che nessuno é&lt;br /&gt;così terribile per cedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non dimenticare che la causa del tuo presente&lt;br /&gt;è&amp;nbsp;il tuo passato,&lt;br /&gt;come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.&lt;br /&gt;Impara a nascere dal dolore e ad essere piú grande,&lt;br /&gt;che è il più grande degli ostacoli.&lt;br /&gt;Guarda te stesso allo specchio&lt;br /&gt;e sarai libero e forte e finirai di essere&lt;br /&gt;una marionetta delle circostanze,&lt;br /&gt;perché tu stesso sei il tuo destino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alzati e guarda il sole nelle mattine&lt;br /&gt;e respira la luce dell’alba.&lt;br /&gt;Tu sei la parte della forza della tua vita.&lt;br /&gt;Adesso svegliati,&lt;br /&gt;combatti, cammina, deciditi e&lt;br /&gt;trionferai nella vita;&lt;br /&gt;Non pensare mai al destino,&lt;br /&gt;perché il destino è il pretesto dei falliti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Pablo Neruda&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Te, per me e per chi vuole leggere. Non auguro il martirio degli agnelli, a cui non credo. Ma una giornata &lt;em&gt;diversamente serena&lt;/em&gt;. In cui, almeno per un momento, ci si possa abbandonare ad un illusione. Stretti alle nostre solitudini, ma lontano dall'isolamento. Ci si possa abbandonare a un sogno e, nonostante tutto, continuare a vivere.&lt;br /&gt;E&amp;nbsp;pure un po' di cioccolata non guasterà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-6413644151835898817?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/6413644151835898817/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=6413644151835898817' title='22 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6413644151835898817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6413644151835898817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/04/per-te-per-me-e-per-chi-vuole-leggere.html' title='Per Te, per me e per chi vuole leggere'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-153097458710918500</id><published>2011-04-20T00:32:00.001+02:00</published><updated>2011-04-20T00:45:30.841+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Visceralmente stanca</title><content type='html'>&lt;a href="http://wwwdelivery.superstock.com/WI/223/1661/PreviewComp/SuperStock_1661-130.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="188" i8="true" src="http://wwwdelivery.superstock.com/WI/223/1661/PreviewComp/SuperStock_1661-130.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste un termine in inglese, &lt;em&gt;exhaustion&lt;/em&gt;, a mio parere intraducibile. E' più di un esaurimento di energie. Non è solo l'essere &lt;em&gt;esausta&lt;/em&gt;. E' quando non ti rimane più nulla. Cerchi in fondo al cassetto delle tue risorse e ti rendi, semplicemente conto, che non c'è più nulla. Vuoto.&lt;br /&gt;Sto pagando, e alla grande, tutti gli errori del mio passato.&lt;br /&gt;Sono stati 15 anni di struggimenti, questo lo sapete. Mi è ricapitato per caso, qualche giorno fa, un post che avevo scritto nei primi anni di questo blog. Mi ricordo benissimo lo stato d'animo in cui ero mentre scrivevo. Buio totale, non c'era nessun barlume di luce in fondo al tunnel. Eppure era quasi commovente come cercassi di mascherare questa disperazione nel post. Parlavo di positività. Di come tutto sommato era bella una passeggiata lungo il fiume a Cork. Mi ricordo distintamente il bruciore di quando scrivevo quelle parole. &lt;em&gt;Volevo&lt;/em&gt; che tutto andasse bene.&amp;nbsp;Coprivo una situazione ingiustificabile. Una separazione di fatto condita da dinamiche di controllo e di abuso.&lt;br /&gt;Io cercavo la pace in una passeggiata sul lungo fiume. Mi chiedevo se quella disperazione fosse normale. E scrivevo che tutto sommato quella brezza era piacevole.&lt;br /&gt;Stavo in silenzio. Come questa &lt;a href="http://mammanonbasta.blogspot.com/2011/04/vivere.html" target="_blank"&gt;amica di blog&lt;/a&gt;, che sta cercando una via d'uscita e non riesce a gridare.&lt;br /&gt;Non ho chiesto aiuto.&lt;br /&gt;Le forze sono mancate, più di una volta. Sono stata punita, giorno dopo giorno, per aver voluto due figli e aver fatto l'incredibile e imperdonabile errore di volerli in una relazione pressoché inesistente, con un&amp;nbsp;"uomo" inadempiente e anaffettivo che mi ha trattato come una governante e mi ha mandato sul lastrico economicamente,&amp;nbsp;risucchiandomi fino all'ultimo centesimo per poi buttarmi fuori di casa quando non&amp;nbsp;ha avuto&amp;nbsp;più niente da rubarmi.&lt;br /&gt;Ci sono stati momenti in cui non vedevo via d'uscita.&lt;br /&gt;Ma oggi è diverso. Oggi, mi sento semplicemente schiacciata. Sbriciolata. &lt;em&gt;Exhausted&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;La mia stanchezza è viscerale. Una stanchezza quasi atavica. Cammino con fatica, i viaggi ormai mi spossano. Non digerisco più nulla, il che mi rende difficile mangiare qualunque cosa. Dormo qualche ora la notte, ma sono sonni leggeri, popolati di sogni che non voglio ricordare al mattino.&lt;br /&gt;Il dover prendere tutte le decisioni per i miei figli mi sta schiacciando. Al punto che, queste decisioni non vorrei più prenderle. E difatti mi chiedo chi me lo fa fare.&lt;br /&gt;Voglio delegare, ma non posso.&lt;br /&gt;I problemi psicologici di mio figlio stanno peggiorando giorno per giorno, e lui non si lascia aiutare. E' sempre più aggressivo nei miei confronti, non conosce il rispetto, non accetta alcuna forma di disciplina. Tralascio i termini con cui mi chiama pressoché quotidianamente (mi chiedo chi stia imitando....).&amp;nbsp;Ed è tutto sulle mie spalle, è estenuante.&amp;nbsp;E preoccupante. Mio figlio è più grosso di me (non ci vuole molto) e comincia a farmi paura.&amp;nbsp;Le terapie psicologiche costano una fortuna e io non me le posso più permettere. &lt;br /&gt;Poi c'è mia figlia, anche lei stufa delle ingerenze del fratello, che vorrebbe la madre tutta per se' e difatti non&amp;nbsp;mi lascia un minuto di tregua. Appiccicata a ventosa. So che sbaglio anche con lei ma, onestamente, non so cosa fare dato che la sua salute fisica è sempre più cagionevole.&lt;br /&gt;A condire il tutto c'è la ricerca di un lavoro, di una casa in affitto provvisoria (solo a dicembre potrò entrare nella mia casa definitiva) dato che non se ne parla neppure di stare dai miei a tempo pieno nel frattempo, sono anziani e stanchi e mio figlio è troppo ingestibile.&lt;br /&gt;Ci sono giorni in cui mi arrotolerei su un divano e ci rimarrei. Vorrei non dover prendere un altro aereo tra due settimane per un'altra udienza in tribunale alla &lt;em&gt;Kramer contro Kramer&lt;/em&gt; che probabilmente, ancora una volta, non risolverà nulla.&lt;br /&gt;Vorrei tanto una vacanza, una settimana per i fatti miei ma so che sarà totalmente impossibile, non saranno ne' sette giorni ne' sette ore. E mi porto sulla pelle quell'intollerabile sensazione di insofferenza, vorrei davvero che qualcuno mi togliesse i figli per un po'. Qualcuno ovviamente in grado di gestirli. Perché mi rendo conto che non è così semplice, con loro. Perché la mia impresa titanica di cercare di tirarli su da sola è stato un atto kamikaze. Ho fallito, e mi sono rovinata la salute.&lt;br /&gt;Ci continuiamo a punire, mie care amiche, So che voi che mi leggete ci siete passate, anzi, ci state passando in pieno. Ci si nega il piacere. Qualsiasi tipo di piacere, perché provare piacere ci fa sentire in colpa. Non mangiamo, non dormiamo,&amp;nbsp;avere un amante è inconcepibile. I piaceri sono superflui.&lt;br /&gt;Perché si&amp;nbsp;è troppo &lt;em&gt;stanche&lt;/em&gt; per contemplare il piacere. E si va avanti così per anni. Per anni ci si autodistrugge per far star sereni i figli. Ma i figli non sono già più sereni, perché non vedono serenità attorno a loro e non la sanno riconoscere.&lt;br /&gt;E si accettano violenze e abusi. Copriamo tutto. C'è chi sfoggia un livido e dice di essere caduta dalle scale. Poi ci sono i lividi dentro. Quelli che non nota nessuno. Quelli che non si rimarginano, mai. E cerchi di coprirli ma alla fine suppurano e ti avvelenano dentro. Ti corrodono.&lt;br /&gt;Finché diventi, semplicemente, &lt;em&gt;exhausted&lt;/em&gt; e sogni quelle cose stupide come un pomeriggio libero per vederti un museo o andare al cinema con un amico. Quelle cose così stupide che molti danno così per scontate.&lt;br /&gt;Quanti di voi stanno programmando le vacanze estive, a questo punto? O una gita fuori porta per Pasqua? Magari per i fatti vostri o con una persona che vi ama?&lt;br /&gt;Troppe cose si danno per scontate. La vita stessa si da' per scontata. Avere una scuola per i figli, una casa, uno stipendio dignitoso. Come le diamo per scontate certe cose. Non avere un ammontare di debiti tale che ti ci vorranno vent'anni per ripagarli. Come le diamo per scontate certe cose. La dolce routine della certezza della quotidianità.&lt;br /&gt;Stanca. Vuota, tutto mi è stato risucchiato. Confusa. Certo adesso è ora di ricostruire, finalmente. Ma sapere che altre donne ci stanno passando in mezzo, con le stesse dinamiche di impotenza e dolore, mi da' una grande rabbia.&lt;br /&gt;Forse è meglio che cerchi di dormire. Vado ad aprire il mio divano letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come vorrei essere nata stronza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-153097458710918500?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/153097458710918500/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=153097458710918500' title='59 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/153097458710918500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/153097458710918500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/04/visceralmente-stanca.html' title='Visceralmente stanca'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>59</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-6461482829651187697</id><published>2011-04-16T13:03:00.001+02:00</published><updated>2011-04-16T13:05:25.376+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bóthar'/><title type='text'>Valigie</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.artvalue.com/photos/auction/0/43/43326/possenti-antonio-1933-italy-spiaggia-delle-valigie-1899551.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="235" r6="true" src="http://www.artvalue.com/photos/auction/0/43/43326/possenti-antonio-1933-italy-spiaggia-delle-valigie-1899551.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le mie valigie, pronte ad essere di nuovo riempite. Molte cose non verranno riportate, verranno lasciate a destinazione. Perché qui è finita. La rassicurante sensazione della fine, definitiva, di questa vita senza senso logico.&lt;br /&gt;La fine.&lt;br /&gt;Certo, non sarà l'ultimo viaggio. La mia vita da pendolare è destinata a proseguire. Però all'inverso.&lt;br /&gt;Tornerò qui a maggio per due o tre udienze in tribunale, spero definitive, e per chiudere gli scatoloni. Tornerò con mia madre, che ha deciso, con la scusa&amp;nbsp;di far da madrina alla&amp;nbsp;cresima di mia figlia (ahimé, sarà una giornata che vorrei davvero evitare per la situazione che si verrà a creare...),&amp;nbsp;di stare&amp;nbsp;con me per un paio di settimane fino alla consegna delle chiavi al padrone di casa. Dovrò tornare in Irlanda a giugno, ma dormirò in un hotel a buon mercato e solo per qualche giorno. Cose burocratiche.&lt;br /&gt;Niente, piccolezze.&lt;br /&gt;E' finita. Dopodomani il mio isolamento esistenziale, la mia vulnerabile stupidità che mi ha portato a quasi due decenni di autoannullamento, sfruttamento, umiliazioni, autopunizioni, sensi di colpa, isolamento sociale, odio,&amp;nbsp;paura, disperazione, disturbi dell'alimentazione, ansie, egoismo, abusi, è finita.&lt;br /&gt;Finita.&lt;br /&gt;Torno a casa. Una casa imperfetta, afosa d'estate e nebbiosa d'inverno, governata da un&amp;nbsp;puttaniere corrotto, piena di contraddizioni, che mi farà venire l'ulcera ogni volta che leggo il giornale, ma nonostante tutto&amp;nbsp;&lt;em&gt;casa. &lt;/em&gt;Home. Non più sola.&lt;br /&gt;Per&amp;nbsp;sempre.&lt;br /&gt;E la vita, nonostante tutto, mi sembra improvvisamente bella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="340" src="http://www.youtube.com/embed/0EbcIkqNawY" title="YouTube video player" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-6461482829651187697?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/6461482829651187697/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=6461482829651187697' title='17 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6461482829651187697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6461482829651187697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/04/valigie.html' title='Valigie'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/0EbcIkqNawY/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-1243434273549414944</id><published>2011-04-15T09:14:00.001+02:00</published><updated>2011-04-15T09:15:52.383+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Addio Vik</title><content type='html'>&lt;a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/01/vittorio_arrigoni1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="267" r6="true" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/01/vittorio_arrigoni1.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non trovo le parole. No, no no no, non le trovo. Perché lui? Perché proprio lui? Che male aveva fatto? E proprio da parte di quelle persone che difendeva.&lt;br /&gt;Lui era lì solo per i bambini. perché non li voleva vedere soffrire, non li voleva sotto le macerie.&lt;br /&gt;E quando ieri sera leggevo del rapimento, mi dicevo, ma no, vedrai, è tutta scena, lo lasceranno andare. Non&amp;nbsp; può capitare a te.&lt;br /&gt;Quei bastardi non hanno neanche rispettato l'ultimatum.&lt;br /&gt;In questo momento non riesco a scrivere altro, scusate.&lt;br /&gt;Restiamo umani. Lo so è difficile in momenti come questo, ma ci si prova.&lt;br /&gt;Sono sicura tu ci sia riuscito fino all'ultimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/"&gt;http://guerrillaradio.iobloggo.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-1243434273549414944?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/1243434273549414944/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=1243434273549414944' title='25 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1243434273549414944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1243434273549414944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/04/addio-vik.html' title='Addio Vik'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-3625762163631186646</id><published>2011-04-13T20:14:00.004+02:00</published><updated>2011-04-14T00:26:42.253+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><title type='text'>Treni che passano</title><content type='html'>&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/1/16/Metro-milano-treno-in-arrivo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" r6="true" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/1/16/Metro-milano-treno-in-arrivo.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C'è niente di peggio di una stazione della metropolitana alle 8.30 del mattino?&lt;br /&gt;No, pensava lui, la folla che spingeva e l'umidità di quei cappotti addosso, il fiato&amp;nbsp;appesantito di caffé e sigarette degli altri sul collo, gli annunci dei treni in arrivo. Un giorno come un altro, iniziato uguale a tutti gli altri, la stessa ripetitività inevitabile. Giorno dopo giorno.&lt;br /&gt;Marco osservava indifferente, più indifferente del solito, quell'umanità distratta ed affannata. Si sentiva, senza motivo apparente e senza spiegazione, rasserenato.&lt;br /&gt;Già. Neanche un briciolo d'ansia pre-lavorativa, neanche un minimo di noia. Non sapeva perché.&lt;br /&gt;Eppure quella mattina non era successo nulla di strano. Si era alzato, presto come suo solito, e nel suo appartamento vuoto aveva ripetuto i soliti riti abitudinari. Doccia, colazione. Un'occhiata alle notizie su Internet. Vestirsi lentamente. La solida, inossidabile, remota e immutabile vita da single. Eremita per scelta.&lt;br /&gt;Infine, uscire nella nebbia.&lt;br /&gt;Ultimamente c'era sempre nebbia al mattino.&lt;br /&gt;Ecco la metro che arrivava. Finalmente. Il treno si avvicinò con la sua curvatura agile e rapida. Si avvicinò. Si avvicinò.&lt;br /&gt;Senza fermarsi.&lt;br /&gt;Perché?&lt;br /&gt;Marco si guardò attorno per verificare la reazione degli altri passeggeri, già si immaginava le proteste, i quesiti, la rabbia. Ma c'era un silenzio strano.&lt;br /&gt;Infatti, tutto era immobile. Tutto, a parte il treno che era corso via senza motivo, si era fermato.&lt;br /&gt;Congelato. Come nel mezzo di un fotogramma di un film, quando si preme il tasto &lt;em&gt;Pausa&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Gesti a mezz'aria. Occhi sbarrati. Bocche spalancate. Pagine di libri mezze voltate.&lt;br /&gt;Ed il silenzio.&lt;br /&gt;Attonito si aggirò tra la gente congelata. A passi lenti verificò e appurò che, sì, qualcosa di altamente insolito stava accadendo. Eppure quella serenità lo pervadeva. Non lo abbandonava. Neanche un minimo di timore.&lt;br /&gt;Finché lo vide. L'unica persona &lt;em&gt;vitale&lt;/em&gt; in quella folla di manichini. Era appoggiato al muro, lo guardava. Quegli occhi grandi e neri, i capelli un po' lunghi e castani, un po' trasandati. Ma era vestito bene. Era giovane, più giovane di lui. Non una ruga, non un capello grigio. Ben rasato. Alto, un po' troppo magro forse. Lo guardava. Gli sorrideva.&lt;br /&gt;"Chi sei?"&lt;br /&gt;Marco gli si fermò ad una spanna dal volto. L'essere non emetteva odore, ne' respiro. Ma era vivo, carne vera, pelle e tessuto.&lt;br /&gt;"Tu chi pensi che sia?"&lt;br /&gt;Odiava chi gli rispondeva a una domanda con un'altra domanda.&lt;br /&gt;"Chenneso. Pensavo tu mi potessi dare una risposta. Cos'è questo, un sogno?"&lt;br /&gt;Il giovane uomo non disse più nulla. Continuava a sorridergli, un sorriso incredibilmente rassicurante. Lo prese gentilmente per un braccio. "Vieni" gli disse con tranquillità.&lt;br /&gt;Marco lo seguì docilmente, verso i binari. Sulla banchina c'era uno spazio privo di corpi congelati, come se si fosse aperta un'oasi.&lt;br /&gt;Si fermarono dietro la linea gialla.&lt;br /&gt;Il giovane uomo semplicemente fece un gesto con la mano sinistra, ad indicare qualcosa, ed era un treno in arrivo, lo sferragliare delle ruote, l'aria forzata dal tunnel che gli arrivava addosso come brezza improvvisa.&lt;br /&gt;Il treno si fermò, le porte si aprirono. Marco guardò all'interno e vide suo padre.&lt;br /&gt;Era seduto chino dietro una scrivania. La sua scrivania, del suo studio. Appariva vecchio e stanco, sembrava già malato lì. Doveva essere poco prima che morisse di quel torbido ed agonizzante cancro.&lt;br /&gt;"Vuoi salire su questo treno?" gli chiese il giovane uomo.&lt;br /&gt;Marco guardò ancora in direzione del padre e poi fece di no con la testa.&lt;br /&gt;"Perché?" continuò l'ignoto interlocutore. "Potresti chiamarlo con il nome che non gli hai mai dato."&lt;br /&gt;Papà. Non l'aveva mai chiamato in tal modo. Tutta la sua vita dedicata al lavoro, Marco non gli aveva mai perdonato l'assenza. Poi un giorno morì e il cancro fu troppo veloce. Non fece mai in tempo a chiamarlo così.&lt;br /&gt;"No". Qualcosa gli bruciava dentro.&lt;br /&gt;"Non vuoi perdonare?"&lt;br /&gt;"Non credo al perdono".&lt;br /&gt;E l'eterea presenza con grande calma fece un gesto con l'altra mano. Il treno chiuse le porte e ripartì. Marco fece solo in tempo a intravedere dai finestrini il padre che alzava sfuggente gli occhi verso di lui. Occhi immensamente tristi.&lt;br /&gt;Arrivò un secondo treno. Le porte si aprirono e dentro c'era lei. Piangeva, le lacrime erano rivoli, scriveva qualcosa. Una lettera, quella lettera.&lt;br /&gt;"Sali su questo treno allora" gli disse l'uomo. Marco scosse la testa, terrorizzato "No, assolutamente no!"&lt;br /&gt;L'altro lo fissò dagli occhi scuri e imperscrutabili. Marco si protesse "E' lei che se n'è andata."&lt;br /&gt;"Aveva paura, era ferita."&lt;br /&gt;"No. Proseguo per la mia strada."&lt;br /&gt;"Niente pietà?"&lt;br /&gt;"Non credo nella pietà."&lt;br /&gt;L'uomo fece un impercettibile cenno con la testa. Disappunto? Ma alzò la mano, il treno riprese la sua corsa. Marco seguì lo sguardo di lei puntato su di lui. Implorante. Chiuse gli occhi per non vedere.&lt;br /&gt;Un altro treno, e un altro ancora. Vecchi amici persi di vista, compagni di scuola. Una vacanza mancata, un lavoro che aveva lasciato anni prima. Si rifiutò di salire su tutti.&lt;br /&gt;"Non ho rimpianti."&lt;br /&gt;Ancora un treno, le porte si spalancarono. La moglie con la figlia, una bambina piccola di due anni. Tendeva la manina verso il padre. Si voltò con paura verso la presenza ignota.&lt;br /&gt;"Perché mi fai questo?"&lt;br /&gt;"Non sono io. Io non dirigo questi treni. E' la tua testa."&lt;br /&gt;"La mia testa non vuole questo"&lt;br /&gt;"Sei sicuro? Sali sul treno e torna da loro."&lt;br /&gt;Ma lui disse ancora di no. &lt;br /&gt;"Hai bisogno di loro."&lt;br /&gt;"Non ho bisogno di nessuno".&lt;br /&gt;L'uomo longilineo e dagli occhi di&amp;nbsp;notte fece un gesto rassegnato.&lt;br /&gt;Ed un altro treno arrivò. Era vuoto. Si aprirono le porte.&lt;br /&gt;"Questo è l'ultimo treno, lo sai, no?"&lt;br /&gt;Marco annuì. Lo guardò. "Non ho scelta, vero?"&lt;br /&gt;"No. Devi proseguire per la tua strada. E' quello che hai detto. E' quello che vuoi".&lt;br /&gt;Eppure non sentiva angoscia. Solo un'incredibile serenità. Che mai aveva provato prima.&lt;br /&gt;"E se fossi salito su uno degli altri treni? Allora avevo scelta. Perché non ho scelta adesso?"&lt;br /&gt;"Perché gli altri treni sono passati e non tornano indietro. Questo, come ti ho detto, è l'ultimo. Questo è inevitabile".&lt;br /&gt;Salì con docilità, non si oppose. La carrozza era luminosa, nuova di zecca. L'uomo dalle lunghe gambe lo seguì paziente e si sedette accanto a lui. Gli sorrise.&lt;br /&gt;Le porte si chiusero, il treno prese velocità e poi dopo pochissimo si fermò. Erano sempre alla stessa stazione, come se non si fossero mossi, solo che adesso c'era un pullulare di vita.&amp;nbsp;Qualcuno aveva premuto il tasto &lt;em&gt;Play&lt;/em&gt;.Tutti avevano ripreso a muoversi, a gridare, a gesticolare ma non avevano notato il treno.&amp;nbsp;E guardavano tutti&amp;nbsp;verso la stessa direzione, al centro della banchina. Marco si alzò e appiccicò il naso al finestrino, cercando di vedere, tra la folla, cos'era tutto quel trambusto.&lt;br /&gt;Vide le divise dei paramedici. Vide il loro sguardo, di disperazione. Vide il defibrillatore nelle mani di uno di loro. Poi la sua testa, scuotersi in un no doloroso. Cercò di vedere, si allungava, cercava un varco tra i corpi dei passeggeri confusi.&lt;br /&gt;Lo trovò. Si vide,&amp;nbsp;supino sul cemento della banchina. Gli occhi chiusi, il volto pallido ma tuttavia disteso in una espressione di incoerente serenità. Pochi attimi, prima che lo coprissero e lo portassero via di fretta su una barella.&lt;br /&gt;L'uomo gentile gli mise una mano sulla spalla. "Siediti. Ora andiamo". Marco lo guardò. Non sapeva che dire. Non c'era più niente da dire.&lt;br /&gt;Il treno ripartì lentamente, entrò nel tunnel. Sempre più buio.&lt;br /&gt;Finchè anche le luci della carrozza si spensero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Umilissimo tributo a &lt;a href="http://killercat.blogspot.com/2010/12/i-giorni-perduti.html" target="_blank"&gt;lui&lt;/a&gt;, grande maestro di scrittura.&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-3625762163631186646?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/3625762163631186646/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=3625762163631186646' title='9 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/3625762163631186646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/3625762163631186646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/04/treni-che-passano.html' title='Treni che passano'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-8428553687100854375</id><published>2011-04-09T12:51:00.000+02:00</published><updated>2011-04-09T12:51:06.727+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Le parole sono pietre</title><content type='html'>Dal blog di &lt;a href="http://comeilpaneacolazione.blogspot.com/" target="_blank"&gt;Luz&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/NYaJYFNRnZQ" title="YouTube video player" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E nell'idiozia collettiva di un popolo che accetta un cabarettista malato come capo di stato, le sue barzellette sui pompini a cui ormai non ride più nessuno, le sue corruzioni, le sue collusioni mafiose, i suoi alleati della classe di Borghezio, Calderoli e affini, un prete, solo&amp;nbsp;un &lt;em&gt;prete&lt;/em&gt; riesce a dire ciò che andava detto da anni, ciò che un'accozzaglia di pseudopolitici troppo impegnati ad assicurarsi poltrone a pagnotte non sono riusciti a verbalizzare. L'&lt;a href="http://killercat.blogspot.com/2010/12/ignominia.html" target="_blank"&gt;ignominia&lt;/a&gt; di una dignità collettiva perduta. Svegliatevi dal coma.&lt;br /&gt;Non ho altro da aggiungere. Grazie don Giorgio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-8428553687100854375?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/8428553687100854375/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=8428553687100854375' title='14 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/8428553687100854375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/8428553687100854375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/04/le-parole-sono-pietre.html' title='Le parole sono pietre'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/NYaJYFNRnZQ/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-6260961063496911684</id><published>2011-04-05T22:56:00.001+02:00</published><updated>2011-04-05T23:58:03.530+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Donne che amano troppo</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.seitreseiuno.net/Portals/5/foto/aprile08/donna_innamorata.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="268" r6="true" src="http://www.seitreseiuno.net/Portals/5/foto/aprile08/donna_innamorata.jpg" width="350" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questo post doveva inizialmente intitolarsi &lt;em&gt;Single per scelta&lt;/em&gt;. Poi, dopo aver seguito una serie di discussioni particolarmente emotive sulla blogosfera, il caro &lt;a href="http://ilmondodifigenia.wordpress.com/" target="_blank"&gt;Bali&lt;/a&gt;&amp;nbsp;ha gettato un sassolino. Questo libro l'avrete sicuramente letto tutti/tutte per cui non devo aggiungere altro.&lt;br /&gt;Stiamo parlando di &lt;em&gt;dipendenze affettive&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Leggere gli ultimi post di &lt;a href="http://leamichedelsabato.wordpress.com/" target="_blank"&gt;Sabby&lt;/a&gt;&amp;nbsp;è stato come ricevere lente coltellate ad un fegato già bucherellato. Una storia di autoannullamento, di umiliazione. Di prigionia. Il supporto e la discussione che ne è seguita sul blog di &lt;a href="http://ilmondodifigenia.wordpress.com/2011/04/05/de-nuptiis/" target="_blank"&gt;Ifigenia&lt;/a&gt; hanno rincarato la dose. E' inutile girarci attorno. Vengo fuori con il mio secondo outing della settimana.&lt;br /&gt;Soffro di dipendenza affettiva. Quel libro di Robin Norwood è la mia biografia. Leggetelo e mi conoscerete. Peccato che i capitoli sul recupero e la guarigione io li debba ancora scrivere.&lt;br /&gt;Vedo già voi lettori alzare gli occhi al cielo. &lt;em&gt;Che non l'avevamo capito?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La mia scelta di trascorrere il resto della mia vita da single è dunque necessaria. Una decisione serena, che molti hanno inteso come una disfatta. Invece è una decisione molto &lt;em&gt;Zen&lt;/em&gt; che mi infonde tranquillità e sicurezza al solo pensiero.&lt;br /&gt;Il non dover combattere più contro una visione distorta di amore. Il non dover più umiliarsi per il desiderio eccessivo di &lt;em&gt;essere amata&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ho deciso, tuttavia di riassumere questa complessa decisione in un decalogo. Visto il successo del mio ultimo &lt;a href="http://killercat.blogspot.com/2010/09/decalogo-per-fare-felice-una-donna.html" target="_blank"&gt;elenco&lt;/a&gt;&amp;nbsp;che rimane, a detta di Blogger, il post più letto di questo sconclusionato salotto, eccovi di seguito le ragioni principali per la mia decisione. Per la mia &lt;em&gt;necessità di vita&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. &lt;em&gt;Riesco meglio nel ruolo di amica che di amante&lt;/em&gt;. Questo è un dato di fatto, che mi è stato detto. Rinasco nella piacevolezza della compagnia. Non mi importa se qualcuno in difficoltà mi sveglia alle 2 del mattino e interpreto il detto &lt;em&gt;mi casa tu casa &lt;/em&gt;alla sua letterale potenza. Non ho senso della privacy e non ci tengo neanche. Sono anche molto fortunata nelle amicizie. Ho pochi veri amici ma incredibilmente generosi, ed ho imparato da loro. Nella mia vita sono sempre stata più fortunata con le amicizie che con le relazioni, non c'è neanche da fare un paragone. Non ho paura della solitudine e so che non sarò mai isolata, grazie alle persone che sono sempre state nella mia vita, nel bene e nel male. Gli amici, appunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. &lt;em&gt;Sono stanca di innamorarmi. &lt;/em&gt;Mi innamoro sempre e nel modo sbagliato. I miei innamoramenti sono in realtà ricerche d'amore. Disperate richieste. Lo sono sempre state.&lt;br /&gt;Questa mia vulnerabilità e ingenuità mi ha portato a fare catastrofici errori&amp;nbsp;sin dalla mia adolescenza. Mi ha portato ad investire tutto (emotivamente ma anche finanziariamente) in un matrimonio dominato da dinamiche di abuso e di controllo. Perché, diciamocelo chiaro, nessuno di noi due era in grado di amare. Perché eravamo la stampella reciproca dell'altro.&lt;br /&gt;Altri errori preferisco non discuterli su pubblico forum. Ma molta gente è rimasta coinvolta e ferita nella scia lasciata dal mio buldozer emotivo, primi fra tutti i miei figli.&lt;br /&gt;Sono un pericolo pubblico. Penso che la mia decisione verrà accolta con piacere da molti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. &lt;em&gt;Sono stanca di autoannullarmi&lt;/em&gt;. Direte voi, ma quello non è amore. Certo, l'abbiamo letto tutti il libro della Norwood, no? Però non riesco a cambiare. Io mi autoannullo per gli uomini, da sempre. Mi disintegro, scompaio. Le mie esigenze non hanno più valore. Mi si dice di smettere di lavorare, smetto. Mi si dice di trasformare il mio fisico, lo faccio. Di cambiare i miei capelli, eccomi. Di impasticcarmi per stare tranquilla, ecco fatto. Di cucinare tre tipi di cene diverse alla volta, basta la parola. Quanto dobbiamo andare avanti?&lt;br /&gt;La condizione di single mi consente di gestire questo problema con più calma. Sto cominciando a riaffermarmi. A poco&amp;nbsp;a poco, ci sono ancora molte indesiderate dinamiche di controllo e di abuso nella mia vita quotidiana ma verranno azzerate dalla distanza geografica che presto si frapporrà tra me ed i brandelli della mia vecchia, lacerata, anormale vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. &lt;em&gt;Soffro della "sindrome da zerbino". &lt;/em&gt;Questo punto è direttamente collegato al punto 3. L'autostima è parecchio carente, per cui tutt'ora il mio innamoramento corrisponde all'automatica perdita della mia dignità. Faccio tutto ciò che mi si richiede di fare perché ho &lt;em&gt;paura di perdere&lt;/em&gt; l'oggetto del mio amore. Terrore. Non si può vivere nella costante paura di fare qualcosa di sbagliato, di dire qualcosa di sbagliato. Paura di declinare un appuntamento perché non sto bene. Questa paura mi ha attanagliato anche durante tutta la dolorosissima causa di divorzio e affidamento dei figli che sta adesso prendendo tutte le caratteristiche di &lt;em&gt;Kramer contro Kramer&lt;/em&gt;. E mi ha fatto fare grossi errori da cui solo un (costoso) avvocato mi sta tirando fuori afferrandomi per la collottola e pregandomi ripetutamente di tacere.&lt;br /&gt;Semplicemente, rivoglio indietro la mia dignità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. &lt;em&gt;Ho idealizzato l'amore&lt;/em&gt;. Ciò di cui non si ha esperienza, lo si idealizza. Semplicemente, non so cosa sia il vero amore. Nessun uomo mi ha mai amata, probabimente per le ragioni esposte al punto 3 e 4. Davvero, come si riconosce l'amore? Cosa vuol dire essere amate? E' il rispetto per una persona? E' una gentilezza o il mostrare interesse per te? E' il modo in cui vieni baciata? Oppure il ricordarsi un compleanno, un anniversario? Forse lo si vede dalle cose che che ti dicono. O dalle cose che fanno per te. Un gesto? Una frase? Davvero, ho una cecità autistica nel riconoscere l'amore. Prima pensavo che fosse colpa mia, il solito problema di autostima. Forse perché sono troppo bassa, mi dicevo, non ho le gambe lunghe come le altre, o perché sono troppo emotiva.&lt;br /&gt;Adesso non so più. Semplicemente preferisco non pensarci e non continuare a cercare&amp;nbsp;ciò che non&amp;nbsp;so riconoscere. La vita così è più semplice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. &lt;em&gt;Le storie di sesso non mi riescono&lt;/em&gt;,&amp;nbsp;vedi punto 2. Eh no,&amp;nbsp;Bali, niente Chi-bed jumping. In questo sport sono proprio negata. Mi innamoro sempre, inevitabilmente. Beato chi ci riesce, ha una vita senz'altro più divertente e spensierata. Il sesso comunque non è stato mai particolarmente importante nella mia vita, ne ho fatto a meno per anni ed anni e non ne noterò certo la mancanza. Comunque, troppi sensi di&amp;nbsp;colpa coinvolti.&lt;br /&gt;E poi volete mettere la libertà di non dover sempre depilarsi in tutte le stagioni e di non doversi preoccupare per la contraccezione (almeno fino alla menopausa, per cui manca poco ;) ). Intensificherò la meditazione per liberarmi da queste passioni autolesioniste. Come il principe Siddharta insegna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. &lt;em&gt;Non voglio più prigioni. &lt;/em&gt;Non me ne abbiate a male, ma queste sono le mie esperienze con le relazioni a due. Esperienze di rinunce, di prigioni dorate. Certo, esperienze malate, ma questo ho. Non posso, non voglio correre il rischio ancora una volta. Ho già spiegato di quanto tenga alle mie amicizie e quanto la mia rete sociale, dopo anni di isolamento che mi hanno tolto la salute e trascinato a un centimetro dal baratro della follia, sia adesso intoccabile. I miei amici e familiari mi hanno salvato la vita in questo difficilissimo momento di trasizione. Ve ne sono grata. Non vi abbandonerò mai più, per nulla al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. &lt;em&gt;Non voglio imporre i miei figli a nessuno. &lt;/em&gt;Ho anche avuto il sospetto, recentemente, che stessi cercando un sostituto per la figura paterna mancante ai miei figli. E' una componente biologica inevitabile, evoluzionismo allo stato puro, cercare di porteggere la propria preziosa prole. Per cui si è attratte dagli uomini-papà (non negatelo, madri dell'audience), da uomini che ispirano sicurezza. Oggettivamente questa è una grande qualità in qualsiasi uomo, non fraintendetemi. Ma finché i miei figli non finiranno di essere il centro di tutte le mie preoccupazioni e priorità, questo è un rischio che voglio evitare come la peste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. &lt;em&gt;Sono diventata estremamente gelosa delle mie abitudini. &lt;/em&gt;E non intendo cambiarle. Per anni ho modificato tutto, in me. Le mie abitudini alimentari, la scelta di un film da vedere, di un posto da visitare. Non ho mai fatto vacanze che mi interessassero (infatti, non facevo vacanze, punto) o visitato un posto che volessi vedere. Senza contare che non avevo accesso al telecomando o alla scelta dei programmi televisivi. Insomma, i single presenti mi capiranno. Qualcuno obietterà, ma una relazione è &lt;em&gt;condivisione di interessi&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;arricchimento reciproco. &lt;/em&gt;Certo. Però nel mio caso andatevi a rileggere il punto 3 e 4.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. &lt;em&gt;L'amore è una botta di culo (cit.).&lt;/em&gt; Nel mio precedente decalogo, il punto finale diceva: &lt;em&gt;amateci, non chiediamo altro. &lt;/em&gt;Beh io ho finito di chiedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti ne ho fatti scappare con questo post? Spero tutti. ;)&amp;nbsp;Gli amici però rimangano, vi prego. Nella mia vita ci sarà sempre posto per voi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-6260961063496911684?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/6260961063496911684/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=6260961063496911684' title='32 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6260961063496911684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6260961063496911684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/04/donne-che-amano-troppo.html' title='Donne che amano troppo'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>32</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-8716767943024715250</id><published>2011-04-02T19:07:00.000+02:00</published><updated>2011-04-02T19:07:20.445+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><title type='text'>Cercasi sponsor</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wZwXljN-9m8/TKZSHaV-NxI/AAAAAAAAAKU/n51fXMzwbEs/s1600/sigaretteEnd.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="211" r6="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_wZwXljN-9m8/TKZSHaV-NxI/AAAAAAAAAKU/n51fXMzwbEs/s320/sigaretteEnd.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questo è un outing. E una richiesta d'aiuto.&lt;br /&gt;E' inutile girarci intorno. E' da mesi che ci combatto. Sto perdendo la battaglia.&lt;br /&gt;Parlo del vizio del fumo.&lt;br /&gt;Sta tornando, anzi ri-tornando strisciante nella mia vita, e io non lo voglio.&lt;br /&gt;Ri-tornando perché io fumavo. Poco, ma fumavo, fino a che non rimasi incinta di mio figlio. Smisi improvvisamente e da un giorno all'altro non appena fatto il mio primo test di gravidanza.&lt;br /&gt;Non ho toccato una sigaretta per 15 anni, e non ne sentivo la voglia.&lt;br /&gt;Poi l'inverno scorso il patatrac ed il fatto, infelice, che l'ex-marito fumasse. Per cui ogni volta che mettevo piede a casa sua per portare i figli e c'era l'ennesima inevitabile discussione, afferravo il pacchetto in bella mostra e mi accendevo una sigaretta per la rabbia (e un po' di sano spirito autodistruttivo che non guasta mai).&lt;br /&gt;E' ricominciato così.&lt;br /&gt;Da mesi è un'altalena, un fastidioso ottovolante di pacchetti iniziati e buttati a metà, sigarette sbriciolate e poi dopo l'ennesimo litigio (purtroppo adesso si aggiungono sempre più frequenti quelli con mio figlio), episodio di stress e simili, giù dal tabaccaio a comprarmi l'ennesimo pacchetto.&lt;br /&gt;Per un po' la mia abitudine a correre e lo yoga mi hanno salvato. Riuscivo a passare giorni e giorni senza fumare. Adesso però non ci sono neppure quelle sane abitudini a trattenermi. Ho dovuto smettere tutto per mancanza di tempo e forze.&lt;br /&gt;Stamattina sono andata a correre però e mi sono resa conto con orrore del mio stato. Da qui la risoluzione.&lt;br /&gt;Veniamo al dunque.&lt;br /&gt;In tutte le terapie per risolvere le dipendenze -e quella alla nicotina è una delle dipendenze peggiori- si ricorre all'uso di uno "sponsor". Ovvero&amp;nbsp;di una persona a cui il malcapitato dipendente fa riferimento, a cui comunica i suoi successi e le sue vittorie (&lt;em&gt;oggi un altro giorno passato senza fumare!&lt;/em&gt;) o le sue sconfitte (&lt;em&gt;oggi ci sono scivolata... mi sono accesa una sigaretta...&lt;/em&gt;). Lo sponsor incoraggia ma in genere mai redarguisce. E' una figura simbolica di riferimento. Qualcuno a cui &lt;em&gt;rendere conto&lt;/em&gt;. In teoria non deve fare nulla.&lt;br /&gt;Siccome io mi sono stufata e rivoglio la mia salute, siccome voglio tornare a correre (e come meta mi prefiggo di correre &lt;em&gt;tutta&lt;/em&gt; la prossima Stramilano 2012) e voglio togliermi qualsiasi remora da questa vita passata, ora che la mia nuova vita sta per ricominciare, vi chiedo se c'è qualche diligente non-fumatore disposto a beccarsi il reportage dei miei successi ed insuccessi. Qualcuno a cui possa &lt;em&gt;rendere conto&lt;/em&gt; e dire: è una settimana che non fumo!&lt;br /&gt;So che se riesco a stare un mese senza toccare le stramaledette cose puzzolenti, è fatta.&lt;br /&gt;Certo, la fase di stress non aiuta, ma è questa la sfida più grande. Se me ne libero in questo periodo, non ci torno più.&lt;br /&gt;Mai più.&lt;br /&gt;Prometto al mio sponsor un'invito a cena (pagato da me) come ricompensa quando tornerò in Italia. Gli/Le risparmio la mia cucina, per questo l'invito è in un ristorante.&lt;br /&gt;Che ovviamente si potrebbe prendere come pretesto per un'uscita collettiva. Più sponsor ci sono meglio è!&lt;br /&gt;Avanti, chi mi aiuta a liberarmi da questo schifo? Che poi vi aspetto tutti a tifarmi alla &lt;em&gt;Stramilano&lt;/em&gt; (con questo intendo "incoraggiarmi a non finire sotto una maschera d'ossigeno all'arrivo", non che prometta risultati o tempi da record :D).&lt;br /&gt;Un abbraccio a tutti, state passando un buon weekend?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-8716767943024715250?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/8716767943024715250/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=8716767943024715250' title='34 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/8716767943024715250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/8716767943024715250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/04/cercasi-sponsor.html' title='Cercasi sponsor'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wZwXljN-9m8/TKZSHaV-NxI/AAAAAAAAAKU/n51fXMzwbEs/s72-c/sigaretteEnd.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>34</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-4262489632112081354</id><published>2011-03-29T18:58:00.002+02:00</published><updated>2011-03-29T20:00:42.681+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><title type='text'>Se il tempo si fosse fermato</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://fineartamerica.com/images-medium/a-matter-of-time-kathleen-patrick.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="460" r6="true" src="http://fineartamerica.com/images-medium/a-matter-of-time-kathleen-patrick.jpg" width="298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;Non sospettava il tempo&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di essere il tempo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ci veniva accanto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;sottomesso ed elastico.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Per vivere lentamente,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;in fretta, gli dicevamo:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Fermati" o "Mettiti a correre".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Per vivere, vivere&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;soltanto tu gli dicevi:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Vattene".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E allora ci lasciava&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;eterei a galleggiare&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;nel puro vivere&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;senza successione,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;salvati da motivi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;da origini, da albe.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Né volgere la testa&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;né guardare lontano&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;abbiamo saputo quel giorno&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;tu ed io. Baciarci, sì.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ma con le labbra così remote&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;dalla loro causa,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che inauguravano tutto,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;bacio, amore, baciandosi,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;senza dover chiedere perdono&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;a nessuno, a nulla.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro cadeva sotto le palpebre esauste di notti senza sonno. Cadeva, le pagine sconvolte in quel susseguirsi febbrile di giorni che lei non voleva. Se solo il tempo si fosse fermato (perché non ne poteva più di quella corsa impazzita da treno che non conosce stazioni) e si fosse fermato in quei momenti stantii che non era riuscita a catturare.&lt;br /&gt;Se il tempo si fosse fermato. Oh si fosse fermato quando la tua pelle era la mia pelle, fermato quando la tua bocca mi cercava con quella sete remota. Fermato un attimo prima di prendere quell'aereo. Di premere quel tasto &lt;em&gt;Send&lt;/em&gt;. Se solo si fosse fermato, se solo fosse riuscita a tenere gli occhi aperti. &lt;br /&gt;Ma non si fermava il tempo. Non si fermava sulle pagine di quel libro,&amp;nbsp;le ore che si rincorrevano e tutto quel vivere di cui non ne poteva più.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Svegliati. Il giorno ti chiama&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;alla tua vita: il tuo dovere.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;A nient'altro che a vivere.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ma aveva solo un desiderio salmastro. Voleva essere sommersa da quelle&amp;nbsp;mare che le mancava. Se il tempo si fosse fermato su quella spiaggia, trent'anni prima. Avrebbe dovuto inchiodarlo quel tempo. Trent'anni prima. Trenta giorni prima. Trenta ore prima.&lt;br /&gt;Il dovere di vivere. Il dovere di sbagliare. Di pagare. Di ricominciare.&lt;br /&gt;Avesse avuto il sale sulle labbra, oh avessi ancora le tue labbra sulla pelle, avessi ancora quel biglietto aereo tra le mani e strapparlo, strapparlo, strapparlo.&lt;br /&gt;Il tempo la schiaffeggiava come la pioggia nel vento, quando si corre e si chiudono gli occhi e si cerca di ignorare il freddo bagnato e tagliente. Gli schiaffi dei ricordi di donna inconclusa che colpevolizzava il piacere. Che magnificava il dolore.&lt;br /&gt;Donna. Una donna salmastra e piovosa. Una donna che avrebbe dovuto perdere aerei, staccare la spina ai computer, rimanere su spiagge assolate.&lt;br /&gt;Che avrebbe dovuto rimanere.&lt;br /&gt;Le palpebre le si chiudevano, l'inesorabilità del sonno inquieto. Avrebbe sognato, sì che avrebbe sognato. Sognerò la tua pelle. I rimpianti. Le pagine del libro sgualcito. Ciò che non sono. Ciò che non ho saputo essere.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non ho bisogno di tempo&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;per sapere come sei:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;conoscersi è luce improvvisa.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Avrebbe sognato il futuro. Perché c'era un futuro, oh sì se c'era. Inventato, idealizzato, immaginato. La luce improvvisa dell'estate. E l'avrebbe inchiodato quel tempo, stavolta avrebbe fermato il treno impazzito, avrebbe inventato una stazione. Lì sarebbe rimasta.&lt;br /&gt;Sognare, quello rimaneva, perché il sonno non portava riposo, il sonno era una guida nella nebbia notturna che i fari insufficienti della ragione non riescono a schiarire. Un viaggio senza visibilità.&lt;br /&gt;Senza tenerezza.&lt;br /&gt;Né origini né albe ti salveranno mai, lo sai, lo sai vero? Quelle sono favole, il dovere della vita non conosce principi azzurri e lieti fini.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Io di più non posso darti.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non sono quello che sono.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Quello che avrebbe voluto essere.&lt;br /&gt;L'indomani si sabbe svegliata e nulla sarebbe cambiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ispirato da La voce a te dovuta, di Pedro Salinas.&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-4262489632112081354?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/4262489632112081354/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=4262489632112081354' title='20 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4262489632112081354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4262489632112081354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/03/se-il-tempo-si-fosse-fermato.html' title='Se il tempo si fosse fermato'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-9101240129654863587</id><published>2011-03-23T13:12:00.001+01:00</published><updated>2011-03-23T13:15:09.211+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><title type='text'>Music Box</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="280" src="http://www.youtube.com/embed/_7DylPxNwYQ" title="YouTube video player" width="400"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La borsa da viaggio, pronta da chiudere. Ancora una volta. Lei sperava sempre fosse l'ultima. Le cadde l'occhio sul comodino. Quel piccolo carillon, una scatoletta. Con una piccola manovella. Gliel'aveva comprata sua figlia, l'estate scorsa, quando lei lavorava troppo e non aveva potuto portarli in vacanza. La figlia era andata via qualche giorno e al ritorno le aveva portato invece la scatoletta con la musica dentro.&lt;br /&gt;Questa canzone, le aveva detto, devi averla. Devi tenertela sul comodino.&lt;br /&gt;Se ne era quasi dimenticata.&lt;br /&gt;Girò la manovella. Non riusciva a sorridere, non ancora. Troppa stanchezza. E quel nodo dentro che non si scioglieva.&lt;br /&gt;Ma il sole entrava dalla finestra.&lt;br /&gt;Non lo si può fermare, il sole. Neppure le stagioni che cambiano.&lt;br /&gt;Senza pensarci, cominciò a canticchiare seguendo le note del carillon.&lt;br /&gt;Era primavera, e non se n'era neppure accorta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-9101240129654863587?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/9101240129654863587/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=9101240129654863587' title='16 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/9101240129654863587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/9101240129654863587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/03/music-box.html' title='Music Box'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/_7DylPxNwYQ/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-3665925943862896281</id><published>2011-03-20T13:53:00.005+01:00</published><updated>2011-03-20T16:57:19.458+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Un'altra Libia</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.dazebaonews.it/media/k2/items/cache/758a3389efb46e106c29158d84a48457_M.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="221" r6="true" src="http://www.dazebaonews.it/media/k2/items/cache/758a3389efb46e106c29158d84a48457_M.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapete come la penso nei confronti delle guerre. Di tutte le guerre. Ieri sera, ho avuto la stessa reazione, quando ho visto i caccia, i top gun, le esplosioni.&lt;br /&gt;La reazione&amp;nbsp;è stata, &lt;em&gt;ci risiamo&lt;/em&gt;. E una sensazione di nausea.&lt;br /&gt;Le motivazioni che hanno portato a questa risoluzione, non le analizzo. Probabilmente ne avrete abbastanza. La solita storia, un dittatore allisciato dall'occidente per il dio petrolio. Poi, di nuovo l'occidente cambia idea. E manda gli F-16 e i Tornado.&lt;br /&gt;Non voglio parlare di bombardamenti, di vittime, di feriti, di portaerei.&lt;br /&gt;Voglio raccontarvi una storia, perché è la cosa che mi riesce meglio.&lt;br /&gt;Cinquant'anni fa, la Libia di Re Idris, del protettorato italiano. I miei genitori, appena sposati, trovano lavoro&amp;nbsp;a Tripoli. Mio padre per il ministero della sanità, mia madre come insegnante in una scuola italiana. Ci rimangono tre anni. Forse, i tre anni più sereni della loro vita insieme.&lt;br /&gt;Io ci sono cresciuta, circondata da quelle foto ingiallite in bianco e nero. I miei, che non sono mai stati felici nel loro matrimonio, sorridevano sempre in quelle foto. I racconti dei colleghi, delle gite fuori porta. Delle spiagge bellissime, il mediterraneo blu scuro. Mi parlano di una città multiculturale, dove tre religioni convivono pacificamente. Mio padre racconta che il laboratorio in cui lavorava aveva tre giorni di festività ogni settimana, il venerdì per i musulmani, il sabato per gli ebrei e la domenica per i cristiani. Ognuno decideva in quei tre giorni quando prendersi il giorno di riposo, secondo la sua coscienza. E mia madre mi racconta della famiglia ebrea di origine italiana ai cui bambini dava ripetizioni private. &lt;em&gt;Certo erano ricchi&lt;/em&gt; mi racconta sempre&lt;em&gt;&amp;nbsp;ma così generosi, mi riempivano di regalini. E così gentili.&lt;/em&gt;&amp;nbsp; E i vicini di casa libici, che avevano sempre il tè pronto per chiunque passasse da loro, il tè arabo alla menta, quello forte &lt;em&gt;che a berlo ti fa venire un attacco di gastrite.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Poi mia madre rimane incinta, lì in quel paese dove era sempre estate. Il primo figlio, lo perde, nonostante le cure mediche che lei definisce &lt;em&gt;eccezionali&lt;/em&gt;. Lo perde perché mia madre ha problemi ad avere figli, il fatto che io sia figlia unica ne è la prova. Dopo un anno, arrivo io. Concepita in Libia, mia madre non sa che fare. E' a un bivio. Nonostante il ginecologo locale fidato, all'ottavo mese avanzato&amp;nbsp;di gravidanza si fa prendere da una crisi di panico e si imbarca su una nave diretta in Sicilia, verso la casa di sua madre (in restrospettiva, lo farei anch'io). Ovviamente seguita da mio padre. Nasco lì, e mi ricordo che da ragazzina protestavo a questa scelta, allora mi sembrava una cosa esotica avere &lt;em&gt;Tripoli&lt;/em&gt; come luogo di nascita sul passaporto anziché il postaccio in cui decise di farmi nascere. Purtroppo annovero concittadini di cui mi vergogno di pronunciare in pubblico il nome.&lt;br /&gt;Adesso ovviamente, dopo tutti questi anni, mi rendo conto che avere Tripoli sul passaporto non sarebbe più così divertente. Immaginatevi i controlli negli aeroporti britannici.&amp;nbsp;O americani. &lt;em&gt;Excuse me, ma'am, whatddoyoumean you were born in ... Tripoli? Libya? Would you mind stepping aside, ma'am?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Meglio riderci. Meglio ricordare&amp;nbsp;il cous cous e il pane arabo riempito di tonno e &lt;em&gt;fefel&lt;/em&gt;&amp;nbsp;di cui&amp;nbsp;mia madre mi racconta aveva voglie incontrollabili durante la gravidanza. Sarà per questo che conservo una passione per la cucina piccante? Per le sue golosità durante i miei mesi di vita prenatale?&lt;br /&gt;Sono cresciuta con questi racconti, con le foto delle domeniche nel deserto, con gli oggettini, le poche cose che si erano portati dietro. I tappeti &lt;em&gt;Misuratini&lt;/em&gt;, due scendiletto e un tappeto grande, comprati per poche lire al mercato arabo,&amp;nbsp;che mia madre insistette io avessi quando comprai casa in Irlanda. Gli scendiletto adesso sono uno in camera di mia figlia e uno in camera mia. Il tappeto grande è rimasto nella casa infame e finirà nel soggiorno&amp;nbsp;della nuova casa in cui comincerò presto il resto della mia vita, in Italia. Quei tappeti me li ricordo da sempre, ci sono sempre stati nella mia vita.&lt;br /&gt;Io in Libia ci volevo andare. Avevo quasi organizzato un viaggio con un'amica, qualche tempo fa. Anche i miei sarebbero voluti tornare, dopo quasi 46 anni.&lt;br /&gt;Ci pensavo a questo viaggio anche vent'anni fa, quando mi trasferii a Dublino e frequentavo una scuola serale per perfezionare il mio inglese. Uno dei compagni di corso era un ragazzo libico. Gentile e cortese, seppe che ero italiana e si incuriosì, e un giorno mi invitò a pranzo fuori, a mangiare una pizza. Nessun secondo fine, per la sua religione credeva nel rispetto assoluto delle donne e non&amp;nbsp;ne avrebbe neppure sfiorata una&amp;nbsp;prima di metterle un anello al dito. Era amicizia, voleva dirmi che nonostante il passato, lui amava gli italiani. Gli raccontai la storia dei miei. Ne fu estasiato. Mi raccontò la sua storia, di come avrebbe voluto andare a studiare letteratura inglese a Cambridge. &lt;em&gt;Ma figurati se mi danno il visto per entrare in Gran Bretagna.&lt;/em&gt; Lo diceva con tristezza, erano passati solo tre anni da &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Volo_Pan_Am_103" target="_blank"&gt;Lockerbie&lt;/a&gt;&amp;nbsp;e i britannici non avevano perdonato.&lt;br /&gt;Allora mi azzardai, "Cosa ne pensi di Gheddafi"?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Gheddafi è un pazzo&lt;/em&gt;, mi rispose e poi si fermò per un secondo. C'era un però.&lt;em&gt; Sai, lo gente lo supporta perché... da quando c'è lui non ci sono poveri, nel mio paese. &lt;/em&gt;Mi raccontò della sua famiglia. Di suo padre che era un meccanico e aveva la sua umile officina. Poi, pochi anni dopo l'avvento di Gheddafi e la nazionalizzazione del petrolio, improvvisamente arrivarono soldi per tutti. Tanti. Suo padre aprì una concessionaria di automobili, si espanse e si arricchì. Con umiltà, quasi con imbarazzo aggiuse &lt;em&gt;così abbiamo tutti potuto studiare e viaggiare.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La perversione delle dinamiche economiche. Sono loro che decidono per noi, per loro. &lt;em&gt;Così abbiamo tutti potuto studiare&lt;/em&gt;, e chissà come era felice quel padre che pensava di aver dato finalmente a tutti i suoi figli un futuro dignitoso. Chissà com'era grato al colonnello.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Però è pazzo, eh, si è fatto troppi nemici&lt;/em&gt; si affrettò ad aggiungere &lt;em&gt;io ad esempio vorrei tanto che gli italiani venissero in vacanza da noi. Sai, il mio è un paese bellissimo.&lt;/em&gt; E gli luccicavano gli occhi. Certo, me le ricordo le foto ingiallite. E ora quelle bombe.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Magari, invece di andare in Inghilterra, vado in America a studiare. Ti piace Bruce Springsteen? Mi fa impazzire.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Già. Non sapevamo che in meno di un decennio sarebbe successo l'inimmaginabile e lui non avrebbe più avuto alcuna speranza di entrare in quel paese.&lt;br /&gt;Lui che era così gentile e voleva solo studiare Shakespeare e Chaucer e l'unico paese in cui l'avevano fatto entrare era l'Irlanda. Perché quel dittatore che aveva dato al padre la possibilità di &lt;em&gt;farlo studiare&lt;/em&gt; gli aveva negato la possibilità di seguire i suoi sogni e di viaggiare libero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardando i bombardamenti alla tv ho subito pensato a questo simpatico studente, ieri sera. Mi chiedo dove sia adesso, e dire che non mi ricordo neanche il suo nome. Mi chiedo se sia tra quella gente che ha protestato, che si è rivoltata, che ha chiesto aiuto disperato a quegli stati che hanno baciato la mano al loro dittatore. O se alla fine è riuscito in qualche modo a dedicarsi alla letteratura che amava. Magari è rimasto a Dublino.&lt;br /&gt;Magari.&lt;br /&gt;E pensando alla spirale di violenza e terrorismo che ne seguirà, penso anche agli unici anni felici dei miei genitori, ai panini al &lt;em&gt;tonno e fefel,&lt;/em&gt; ai tè alla menta, ai miei scendiletto, alle foto ingiallite con i cammelli e i sorrisi.&lt;br /&gt;Questo è un mondo ingiusto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-3665925943862896281?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/3665925943862896281/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=3665925943862896281' title='12 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/3665925943862896281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/3665925943862896281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/03/unaltra-libia.html' title='Un&apos;altra Libia'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-268492416654066452</id><published>2011-03-17T21:04:00.001+01:00</published><updated>2011-03-17T21:06:41.555+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Ti ho sempre soltanto veduta</title><content type='html'>Ho notato, con disappunto, che su tutti i blog su cui bazzico ultimamente (incluso il mio) si parla di dolore. Di depressione. Di problemi esistenziali, Di quanto sia difficile la vita. Di quanto sia impossibile la vita.&lt;br /&gt;E&amp;nbsp;non riusciamo a parlare di amore. Ci cazzeggiamo, a volte. Parliamo di sesso. Ci nascondiamo dietro &lt;em&gt;cliché&lt;/em&gt;. Falso machismo. Paure.&lt;br /&gt;Poi, l'altro giorno, sul blog di Dreaming &amp;amp; Running, trovo&amp;nbsp;&lt;a href="http://dreamingandrunning.blogspot.com/2011/03/riempi-il-mare.html" target="_blank"&gt;questo post&lt;/a&gt;. Che parlava d'amore. Di quell'amore che ci fa paura. Che ci toglie il respiro. Che ci fa annegare.&lt;br /&gt;Quell'amore inevitabile. Che ci rifiutiamo di accettare. Che evitiamo perché è sofferenza. &lt;br /&gt;Non sto parlando delle cretinate di San Valentino. Sto parlando di quella passione che ti prende dentro. Ti stringe lo stomaco. Quella passione che ti impedisce di mangiare, di dormire, di respirare.&lt;br /&gt;E mentre penso a tutto questo, trovo questa poesia di Pavese. Io che già considero Pavese un genio, davanti a queste parole mi sono disintegrata:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ti ho sempre soltanto veduta&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ti ho sempre soltanto veduta,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;senza parlarti mai,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;nei tuoi istanti più belli.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ma ho l'anima ormai tanto tesa,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;schiantata dalla tua figura,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che non trovo più pace&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;al suo brivido atroce.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E non posso parlarti,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;nemmeno avvicinarmi,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ché cadrebbero tutti i miei sogni.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Oh se tale è il tremore orribile&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che ho nell'anima questa notte,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e non ti conoscerò mai,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che cosa diverrebbe il mio povero cuore&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;sotto l'urto del sangue,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;alla sublimità di te?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Se ora mi par di morire,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che vertigine folle,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che palpiti moribondi,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che urli di voluttà e languore&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;mi darebbe la tua realtà?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ma io non posso parlarti,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e nemmeno avvicinarmi:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;nei tuoi istanti più belli&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ti ho sempre soltanto veduta,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;sempre soltanto sognata.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cesare Pavese&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ineluttabilità della passione. Quella che non dà pace. Quella che ci fa vivere in un immaginario parallelo perché la realtà è troppo forte da affrontare. Quell'amore che ci dà le crisi di panico. Perché amare significherebbe &lt;em&gt;vivere. &lt;/em&gt;Significherebbe abbassare la corazza, le barriere, oltrepassare i fossati, le difese ad armamenti nucleari. Ammettere di essere deboli, vulnerabili. Inseguire colori proibiti, come nella canzone-ricordo di momenti particolari della mia giovinezza che vi propongo qui sotto. Colonna sonora ai vostri pensieri sull'amore. Perché ne avrete. Oh sì se ne avrete. Farete finta di ignorarli, dapprima. Ci riderete su un po'. Verrà fuori qualche battutina a stampo sessuale. Poi un tarlo, piccolo e fastidioso, vi perseguiterà per un po'.&lt;br /&gt;Chiedetevi perché non avete amato tutto questo tempo. Perché non &lt;em&gt;abbiamo &lt;/em&gt;amato. Paura di soffrire? Dell'ignoto?&amp;nbsp;Paura, e basta? Paura di cedere e concedere. Paura di disintegrarsi e spezzettarsi. Di dare quel&amp;nbsp;braccio necessario e poi crescerne uno nuovo. Paura di non trovare più pace &lt;em&gt;al suo brivido atroce. &lt;/em&gt;Terrore di &lt;em&gt;che cosa diverrebbe il mio povero cuore sotto l'urto del sangue&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Io ho avuto questa paura per decenni.&lt;br /&gt;Ora basta.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Vivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/O9m_dIWPe1o" title="YouTube video player" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-268492416654066452?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/268492416654066452/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=268492416654066452' title='13 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/268492416654066452'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/268492416654066452'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/03/ti-ho-sempre-soltanto-veduta.html' title='Ti ho sempre soltanto veduta'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/O9m_dIWPe1o/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-3336220041854871289</id><published>2011-03-14T12:29:00.002+01:00</published><updated>2011-03-14T16:49:04.686+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><title type='text'>Volo alto</title><content type='html'>&lt;a href="http://tkfiles.storage.live.com/y1pDgbw96TDS6_3RgsWXjkreqpIPdfhM2YTGHXcWBKdi3xZtqj0dVeOLeYeVOnVle3a_SHEVR7K6pA" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" q6="true" src="http://tkfiles.storage.live.com/y1pDgbw96TDS6_3RgsWXjkreqpIPdfhM2YTGHXcWBKdi3xZtqj0dVeOLeYeVOnVle3a_SHEVR7K6pA" width="282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E se le notti sono più buie del buio, si disse, allora cercherò il sole. E se il sole è invisibile oltre quella coltre di nubi allora camminerò nell'ombra. E se la vita è un'accozzaglia di sogni irrealizzati allora vivrò di immaginazione. Coprirò gli specchi se l'immagine riflessa non mi aggrada. Se la tua voce non mi arriva, allora cercherò di ricordarla. Se il cuore non batte allora lo lascerò riposare. E se batte troppo forte lo lascerò sfogare. Ne ascolterò il rimbombante suono. Se la felicità non è uno stato costante allora ne assaporerò gli attimi scarsi,&amp;nbsp;quando riuscirò ad afferrarli.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vola più in alto&lt;/em&gt; le disse la voce, &lt;em&gt;vola più in alto.&lt;/em&gt;&amp;nbsp;Ma io non so volare, protestò lei impotente, non ho le ali! C&lt;em&gt;oncentrati &lt;/em&gt;ripetè insistente &lt;em&gt;concentrati e falle crescere.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;Ma io non ho concentrazione. Non riesco neppure a concentrarmi sulla vita, sul lavoro, sul mio arrancare quotidiano. Come potrei realizzare un'opera di tale enormità? Un paio di ali!&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Eppure ti riuscirebbe bene. Vedo in te un'eleganza aerodinamica.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ma chi è che parla? Chi sei? Questa voce non mi appartiene.&lt;br /&gt;Si guardò intorno e la stanza era vuota. Fuori albeggiava e l'unica fonte di comunicazione era lo schermo del computer, su cui giaceva un lavoro a cui non riusciva a dedicarsi. Quel computer&amp;nbsp;dentro cui giaceva la sua vita.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Esci e spicca il volo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Sei tu che parli, accozzaglia di circuiti e di algoritmi? Cosa ne sai tu di vita, di ali, di desideri?&lt;br /&gt;Si alzò e andò alla finestra, si sentiva debole e stanca.&lt;br /&gt;E se questo sole non sorge, si disse, allora ne cercherò un altro,&amp;nbsp;posso sempre cambiare&amp;nbsp;pianeta.&lt;br /&gt;Si girò, la luce del monitor emanava una luce artificiale e vibrante.&lt;br /&gt;Capì che era ora di iniziare a vivere.&lt;br /&gt;Ma quel dolore, era vita?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-3336220041854871289?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/3336220041854871289/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=3336220041854871289' title='19 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/3336220041854871289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/3336220041854871289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/03/volo-alto.html' title='Volo alto'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-8647487898452536047</id><published>2011-03-12T10:21:00.002+01:00</published><updated>2011-03-12T10:43:54.217+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Capolinea</title><content type='html'>&lt;a href="http://lnx.contro-mano.net/wp-content/uploads/mezzepenne/Capolinea.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" q6="true" src="http://lnx.contro-mano.net/wp-content/uploads/mezzepenne/Capolinea.jpg" width="266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' successo. Inevitabile. Gli psicologi mi avevano avvertita. Ancora prima degli psicologi, gli amici che avevano capito. &lt;br /&gt;Persino mio padre, che è emotivamente staccato dal resto dell'universo, ha capito e me l'ha detto con preoccupazione.&lt;br /&gt;Tutti quelli con il buon senso. Solo io non capivo. E finalmente ho capito, la consapevolezza mi è caduta addosso come la proverbiale incudine di Wilcoyote, come una montagna d'acqua che non mi fa respirare.&lt;br /&gt;Ho bisogno di staccarmi dai miei figli. Ho bisogno di rendermi indipendente da loro. E loro, hanno bisogno della loro indipendenza. Fisicamente. Emotivamente.&lt;br /&gt;Tutti questi anni abbiamo vissuto in un'insana simbiosi. Sono cresciuti in una situazione innaturale di totale mancanza di influenze esterne. Nessun parente, familiare, amico. Mio figlio non ha seguito un percorso scolastico normale, che gli concedesse uno sviluppo di indipendenza e si è ritrovato con me tutto il tempo. Un padre assente psicologicamente che adesso si è dileguato praticamente del tutto, anche fisicamente.&lt;br /&gt;Mio figlio mi detesta. E' normale. Io a 15 anni non passavo tutto il tempo con mia madre, la vedevo sì e no un'ora al giorno, per cena. Non ha amici, familiari, cugini, zii, nessuno. Solo me, e mi detesta. Mia figlia va a scuola, ma si è attaccata a me come una ventosa. Se non ci sono, se cerco di lavorare, se cerco di delegare, somatizza e cominciano i crampi allo stomaco e il vomito. A me cominciano i sensi di colpa che mi divorano.&lt;br /&gt;Entrambi i ragazzi cercano il padre, ma il padre si nega. Ha detto chiaro a tutti, a me, a loro, al mondo intero che &lt;em&gt;ha un lavoro impegnativo che lo occupa moltissimo&lt;/em&gt; e che &lt;em&gt;non ha tempo per loro&lt;/em&gt;. Ah, e che, ovviamente,&lt;em&gt; al di fuori del lavoro si sta anche ricostruendo una vita. &lt;/em&gt;La solita vecchia storia, nulla di nuovo, ma adesso diventa ancora più drammatica. Mio figlio ha la rabbia in corpo degli adolescenti frustrati, non può sfogarla sul padre e allora la sfoga su d me.&lt;br /&gt;E io voglio la mia vita indietro. Voglio delegare. Non ce la faccio più a essere quella che prende tutte le decisioni. Perché a prenderle tutte, si fanno errori. Se ne fanno eccome. Non ce la faccio più a essere l'unico &lt;em&gt;esempio guida, &lt;/em&gt;l'unico &lt;em&gt;modello&lt;/em&gt; per i miei figli. Perché sono un modello danneggiato, non esattamente un faro che li possa guidare lungo la strada della vita.&lt;br /&gt;Ieri, ancora una volta, le solite richieste. In genere sono una dietro l'altra, non lasciano respiro. Volevano andare al cinema. Siamo andati, ho fatto i biglietti. Siamo entrati in sala. Io mi sono guardata intorno, li ho guardati e ho detto &lt;em&gt;non ce la faccio. Voi state qui, io torno a casa.&lt;/em&gt; Me ne sono andata, loro hanno guardato il film.&lt;br /&gt;Il cinema è a duecento metri da casa mia, in caso vi chiedeste se sono impazzita. Non è quello il punto. Il punto è che dovrebbero avere la loro vita. Uscire con i propri amici. Andare a pranzo la domenica dai nonni. Farsi le vacanze&amp;nbsp;con gli scout/colonie/campi estivi/zii, quello che volete.&lt;br /&gt;Sempre con me, minuto per minuto, ora per ora, giorno per giorno.&lt;br /&gt;L'anormalità di questa situazione che va avanti da quando sono nati è finalmente esplosa, e sono al capolinea.&lt;br /&gt;Ho bisogno di vivere. Di lavorare. Di seguire un &lt;em&gt;progetto di vita&lt;/em&gt; che non sia questo arrancare quotidiano. &lt;br /&gt;Ti mancano ancora tre mesi, direte voi. Forse, ma quando torneremo in Italia loro si avvinghieranno ancora di più all'unica certezza che hanno nella loro vita, ovvero la sottoscritta. Almeno per i primi tempi.&lt;br /&gt;Ed io ho bisogno di una pausa subito, perché mi mancano le forze, perché reagisco a loro come non dovrei reagire, perché faccio cose che non dovrei fare, dico cose che non dovrei dire. Perché li sto danneggiando più di quanto lo siano già.&lt;br /&gt;Mi sono presa cinque giorni a fine mese &lt;em&gt;da sola&lt;/em&gt;, già prenotato gli aerei. Ho comunicato le date al padre, che non mi ha ancora risposto. Allora ho preparato i ragazzi, mia figlia che in modo errato e innaturale comincia a &lt;em&gt;farmi da madre&lt;/em&gt; mi ha risposto di non preoccuparmi, che ci pensa lei, che invita le amiche a casa, che il fratello si adatterà. Che si terranno compagnia l'uno con l'altra anche se si ritroveranno da soli. &lt;em&gt;Mamma tu riempici il frigo, al resto pensiamo noi. &lt;/em&gt;Ah, il frigo è quello a casa del padre, per intenderci. Che&amp;nbsp;è sempre vuoto per via del suddetto lavoro impegnativo che non gli consente di fare la spesa.&lt;br /&gt;Mi sento impotente, incapace. A volte furiosa.&lt;br /&gt;Vorrei prepararmi una misera borsa da viaggio e andarmene per un mese. Chiudere la porta alle spalle e andarmene. Passare un mese senza dover costantemente preoccuparmi di tutto. Dei debiti, della loro educazione, della loro sicurezza, della loro salute.&lt;br /&gt;Poi tornare. E il giorno dopo, svegliarmi la mattina e andare al &lt;em&gt;lavoro.&lt;/em&gt; Sapendo che loro sono a scuola. Che vivono le loro esperienze indipendenti, che &lt;em&gt;non mi raccontano tutto. &lt;/em&gt;Che hanno finalmente conquistato quell'angolo di vita privata e indipendente che ci consenta di prendere piccole distanze gli uni dagli altri e di stare insieme, finalmente, &lt;em&gt;perché si vuole stare insieme e non perché si è costretti.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Forse è solo stanchezza, ma non ho mai avuto così paura per il loro futuro come in questo momento.&lt;br /&gt;Perché è tutto così difficile?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-8647487898452536047?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/8647487898452536047/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=8647487898452536047' title='20 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/8647487898452536047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/8647487898452536047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/03/capolinea.html' title='Capolinea'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-609383926819149426</id><published>2011-03-09T20:49:00.000+01:00</published><updated>2011-03-09T20:49:52.986+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Donne e no</title><content type='html'>&lt;a href="http://homepages.pavilion.co.uk/lincreasey/womansun.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" q6="true" src="http://homepages.pavilion.co.uk/lincreasey/womansun.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Donne che si affannano, donne che gioiscono. Donne che piangono in silenzio, che corrono maratone, che educano, istruiscono, lavano, accompagnano. Abbandonano.&lt;br /&gt;Donne che fuggono, spesso e volentieri. Donne che affrontano, convinte, decise. Confuse, sperdute. &lt;br /&gt;Donne che crollano esauste, donne che dormono, non dormono, si risvegliano più esauste di prima. Donne che si affamano e che si ingozzano, donne che autopuniscono. Sempre.&lt;br /&gt;Donne che affogano nei sensi di colpa, altre che riescono ad affrontare la corrente. In qualche modo.&lt;br /&gt;Donne che vogliono figli, donne che si pentono di averli avuti. E poi si pentono di essersi pentite. Donne ormonali, in sindrome premestruale, in depressione post-partum. Donne che si spezzano e si riattaccano col bostik e vanno avanti. Donne con dottorati, donne che&amp;nbsp;a cui non è stato neppure consentito di imparare a scrivere il proprio nome. Donne col burqa, donne in minigonna. Donne in carriera, donne ai fornelli, donne che lavorano. Sempre. Donne che non sanno cosa sia l'inattività. Donne che si sentono in colpa se sono inattive. Donne che vogliono viaggiare e&amp;nbsp;non hanno le ali, donne che invece viaggiano sempre e vogliono mettere radici.&lt;br /&gt;Donne che &lt;em&gt;non trovano definizione. &lt;/em&gt;Nasciamo donne, viviamo donne eppure non sappiamo chi siamo. La nostra identità, confusa. Le nostre mille identità.&lt;br /&gt;E' curioso&amp;nbsp;ciò che&amp;nbsp;avviene ogni anno attorno all'otto marzo. Miriadi di donne, online, su carta stampata, sugli schermi che cercano di &lt;em&gt;definirsi. &lt;/em&gt;Che cercano di &lt;em&gt;trovare un ruolo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Perché diciamocelo, abbiamo paura di essere ciò che siamo. Abbiamo paura perché non siamo uomini. Abbiamo paura perché siamo sempre quelle che piangono ai film, che hanno gli sbalzi di umore, i cali di zuccheri. Quelle che non sanno essere razionali verso i nostri figli. Quelle che agiscono di impulso, poi si pentono, poi lo rifanno ancora. Quelle che si innamorano, sempre e maledettamente. Quelle che si vergognano della propria solitudine. Quelle che hanno l'orologio biologico. Quelle che soffocano i desideri, reprimono propria sessualità perché ci è stato inculcato che è sbagliato provare piacere, che ci dobbiamo sentire in colpa anche per quello.&lt;br /&gt;Abbiamo paura delle nostre rughe e delle nostre smagliature. Perché la società dei consumi e dell'apparire non ci vuole per quello che siamo: donne. Donne con pelle, ossa, muscoli, carne. Fragili e a volte deboli. Ci vergognamo di dire &lt;em&gt;è troppo, basta.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Questa è la nostra definizione: siamo donne. Non l'altra metà del cielo: il Cielo. La Terra, l'Utero, la Madre. Ciò che facciamo lo facciamo perché è la nostra vita. Possiamo fare tutto. E niente. Siamo tutto e l'opposto di tutto.&lt;br /&gt;Non voglio passare il resto della mia vita a cercare un'identità, una &lt;em&gt;giustificazione&lt;/em&gt; per le mie azioni. Non voglio più dover giustificare il fatto che sono stanca. Che voglio vivere. Non voglio più trovare scuse per le mie differenze. Per il fatto che ho due cromosomi X. Sono quello che sono. Siamo quello che siamo. Non voglio essere costretta a bruciare reggiseni in piazza per far capire alla gente che i &lt;em&gt;bunga bunga &lt;/em&gt;non mi interessano. Non voglio più essere costretta a manifestare, a scendere in piazza, a scrivere proclami.&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Sono donna. E non cambio. Non voglio più cambiare. Modificarmi, plasmarmi, trasformarmi, adattarmi annullarmi. No. &lt;br /&gt;Non più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Anna Magnani&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-609383926819149426?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/609383926819149426/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=609383926819149426' title='18 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/609383926819149426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/609383926819149426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/03/donne-e-no.html' title='Donne e no'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-3720231561723903044</id><published>2011-03-08T01:31:00.000+01:00</published><updated>2011-03-08T01:31:53.161+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bóthar'/><title type='text'>Martedì grasso</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.artinthepicture.com/artists/Frida_Kahlo/floweroflife.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" q6="true" src="http://www.artinthepicture.com/artists/Frida_Kahlo/floweroflife.jpeg" width="225" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Non celebro l'8 marzo da due decenni. In Irlanda non si celebra. Non mi sorprende, alcuni di voi penseranno. In un paese in cui qualsiasi forma di contraccezione era contro la legge fino a vent'anni fa, non c'è stato divorzio fino al 2005, l'aborto è ancora illegale (ma non è illegale andare ad abortire in Gran Bretagna, giudicate un po' voi questa schizofrenia) e le donne &lt;em&gt;per legge &lt;/em&gt;dovevano smettere di lavorare non appena si sposavano fino alla fine degli anni '70, c'è ben poco da celebrare.&amp;nbsp;E non&amp;nbsp;voglio neppure&amp;nbsp;discutere le &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Case_Magdalene" target="_blank"&gt;Magdalene Laundries&lt;/a&gt;, giusto per non gettare ulteriore benzina sul focolaio.&lt;br /&gt;Ma anche senza prendere questi casi estremi, chiediamocelo con amarezza: cosa abbiamo da celebrare?&lt;br /&gt;Non&amp;nbsp;è neppure una questione di immagine (quella allegramente propagandata dai media italiani) o di dignità personale (quella che la Minetti, ad esempio, dimentica sul comodino ogni mattina).&lt;br /&gt;E' una questione di &lt;em&gt;genetica&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Culturalmente, certo, non c'è niente che ci differenzi dagli uomini. Non c'è lavoro che facciano loro che noi non possiamo fare. Pilotiamo aerei, andiamo in guerra (scelta comunque discutibile), diventiamo astronaute, cardiochirurghi, minatori, docenti universitari. Eccetera.&lt;br /&gt;Ma di nascita siamo predestinate all'annullamento dei nostri bisogni per quelli degli altri. In una parola, siamo &lt;em&gt;madri. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Essere madri, badate bene, non significa necessariamente avere figli. E' uno stato mentale. E' il nostro perenne cercare modi di renderci utili, procrastinare, rinunciare, sacrificare, curare, accudire. E' la nostra, irrimediabile, &lt;em&gt;sindrome da crocerossina&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ho vissuto così per 45 anni. Tutta la mia vita. Il mio autoannullamento in realtà non era altro che una stampella, un alibi, una scusa per la paura congenita di prendere la vita in mano ed essere &lt;em&gt;me stessa&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Cosa c'è da celebrare, dunque? Che conquiste abbiamo fatto? Usciamo ancora sconfitte dai divorzi. La casistica mondiale è devastante. La maggior parte di noi, che ha rinunciato a carriera e lavoro per la famiglia, in caso di divorzio esce con le pezze sul culo (un po' che non mi dedicavo al dolce stil novo, scusate). In tutto il mondo occidentale, le donne guadagnano una media del 7% in meno degli uomini. A parità di qualifiche ed esperienza, ovviamente. Le donne si prendono carico quasi totalmente della cura dei figli. Non protestate cari uomini lettori e padri amorevoli, voi siete delle &lt;em&gt;eccezioni&lt;/em&gt;. Altrimenti non leggereste il mio blog...&lt;br /&gt;Il lavoro di cura è incessante. Dopo i figli, arrivano poi i genitori che inevitabilmente si ammalano. Poi il partner che si ammala sempre prima di noi. Spesso ci sono i nipoti, ci prendiamo cura anche di loro. Una cura continua.&lt;br /&gt;Mentre gli uomini fanno carriera.&lt;br /&gt;Cinica? Sì. Ferita? Certamente. Punta sul vivo? Potete giurarci. Non vedo comunque motivi di celebrazione. Certo non dopo che mi è stato ricordato, di continuo e in tutte le salse, il &lt;em&gt;non-valore&lt;/em&gt; del mio lavoro di cura. Un valore non produttivo. Non ho prodotto capitale, dunque era un non-lavoro. Ridicolizzato.&lt;br /&gt;Ne abbiamo di strada da fare. Ne abbiamo da evolvere. Ci sono anora troppe religioni che ci dicono che siamo &lt;em&gt;impure&lt;/em&gt;, che ci dobbiamo mettere il burqa o non possiamo fare i preti. Siamo ancora corrose dai sensi di colpa, in continuazione. Perché pensiamo di non amare abbastanza, o di non aver sacrificato abbastanza. Ci sentiamo in colpa se abbiamo desideri sessuali. Se vogliamo prenderci una giornata tutta per noi. Se vogliamo lavorare. Se prendiamo decisioni (potrebbero rivelarsi sbagliate). Se non scendiamo a compromessi. Se vogliamo gestire il nostro corpo. Se non vogliamo soccombere alle leggi mediatiche dell'apparire.&lt;br /&gt;Ci sentiamo in colpa.&lt;br /&gt;Cosa celebriamo oggi? A parte le vittime sul lavoro, qualche altra cosa che mi sfugge?&lt;br /&gt;Comunque a queste latitudini le mimose non ci sono. Fa troppo freddo. Problema risolto.&lt;br /&gt;E non si festeggia neppure martedì grasso.&lt;br /&gt;Almeno voi oggi mangiatevi una tonnellata di chiacchere (o come le chiamate voi a seconda della regione) alla faccia mia. Che me ne mangerei volentieri un vassoio intero, in questo momento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-3720231561723903044?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/3720231561723903044/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=3720231561723903044' title='38 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/3720231561723903044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/3720231561723903044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/03/martedi-grasso.html' title='Martedì grasso'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>38</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-8651852790204723725</id><published>2011-03-03T20:16:00.001+01:00</published><updated>2011-03-03T20:19:51.790+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bóthar'/><title type='text'>100 giorni</title><content type='html'>&lt;a href="http://mela-argentata.it/wp-content/uploads/2010/10/calendario1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="211" l6="true" src="http://mela-argentata.it/wp-content/uploads/2010/10/calendario1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Me ne sono accorta ieri come per caso. Mancano esattamente cento giorni al momento in cui prenderò quell'aereo per l'Italia senza viaggio di ritorno. Via da Cork. Verso casa. Per la prima volta in vent'anni. Senza viaggio di ritorno.&lt;br /&gt;Ovviamente non passerò tutti questi cento giorni in Irlanda. Una ventina di questi e forse più saranno, appunto, oltre le Alpi. Le ultime cose da organizzare. Ma cento sono i giorni prima che chiuda definitivamente questo posto e consegni le chiavi al padrone di casa.&lt;br /&gt;Ammetto che un po' di ansia mi è venuta. Mi sono talmente concentrata in questi ultimi mesi a organizzare il mio arrivo da &lt;em&gt;quelle&lt;/em&gt; parti che mi sono improvvisamente resa conto che ho ancora tutto da fare in &lt;em&gt;queste&lt;/em&gt; lande. Il trasloco da organizzare. La vecchia fida macchina da vendere (sarà l'unica rimpianta). Le ultime bollette da pagare. Un po' di varia burocrazia, che includerà un paio di viaggi a Dublino all'ambasciata (e avere a che fare con gli impiegati della Farnesina non è MAI un prospetto divertente). Eccetera.&lt;br /&gt;Già, eccetera.&lt;br /&gt;Piccolezze.&lt;br /&gt;Nel frattempo, la primavera che arriva. Con il suo sole ancora freddo, le sue brezze oceaniche.&lt;br /&gt;Gli ultimi cento giorni.&lt;br /&gt;Non so se mi mancherà questa terra. Non mi mancherà questa cittadina ingrata. Dovrà passare molto tempo prima che riesca a riconciliarmi con il duro passato, il presente difficile. L'isolamento, gli avvocati. La violenza verbale, il dolore. Il sistema scolastico che ha discriminato mio figlio per dieci lunghi anni e ne ha fatto un emarginato.&lt;br /&gt;Queste cose non mi mancheranno, mai.&lt;br /&gt;I lunghi tramonti, forse. Forse verrà un giorno in cui me li ricorderò. Ma saranno già stati sostituiti dai tramonti improvvisi e infuocati della mia terra di origine. Dovunque sarò nel suo territorio. Le brezze oceaniche forse. Ma così poco ho potuto godermele.&lt;br /&gt;Dovrà passare del tempo. Oltre a questi cento giorni, che voleranno in una folata. Dovranno passarne altri cento, e poi altri cento, e altri cento ancora.&lt;br /&gt;E allora ritornerò un giorno. Tra uno, due, tre anni ritornerò, per un weekend. Mi prenderò un low cost. Da sola. Noleggerò una macchina e me ne andrò su una spiaggia oceanica. Fisserò l'Atlantico e cercherò riconciliazione. Cercherò nella natura quella pace che gli esseri umani non hanno saputo darmi.&lt;br /&gt;Non avrò fretta, allora. Non ci saranno corse folli da fare nel traffico, figli da andare a prendere a scuola, conti in banca in rosso su cui perdere il sonno.&lt;br /&gt;Solo l'oceano.&lt;br /&gt;Solo allora, forse, concederò il perdono. E accetterò finalmente il fatto che i miei figli sono anche irlandesi.&lt;br /&gt;Ma non in questi cento giorni. Non adesso.&lt;br /&gt;Non ci riesco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-8651852790204723725?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/8651852790204723725/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=8651852790204723725' title='15 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/8651852790204723725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/8651852790204723725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/03/100-giorni.html' title='100 giorni'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-6749746974357225808</id><published>2011-02-28T12:24:00.000+01:00</published><updated>2011-02-28T12:24:13.098+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bóthar'/><title type='text'>La vita non è un percorso di petali di rose</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-U5GnaJ49eY/TQSuNs0sdYI/AAAAAAAAAJs/5AcGucB0x7Q/s1600/strada.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" l6="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_-U5GnaJ49eY/TQSuNs0sdYI/AAAAAAAAAJs/5AcGucB0x7Q/s400/strada.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Eppure di tanto in tanto un piccolo fiore ci vuole. Fermarsi, annusarlo, notarne i colori. E tirare un respiro. Riposare le gambe. Convincersi che tutto andrà bene. Dirselo, ripeterselo. Capire che tutto è andato com'è andato e non si può tornare indietro. Che proprio in virtù di questi anni distorti si è finalmente in grado di vedere la strada giusta.&lt;br /&gt;Tutto andrà bene. E' necessario ripeterselo, come un mantra. Tutto andrà bene anche se le cose non andranno esattamente come si vorrebbe. Anche se alla fine non ci sarà la famiglia che si è immaginato.&lt;br /&gt;Come un mantra, convincersi che ci sarà almeno giustizia, dato che nessun crimine ho commesso.&lt;br /&gt;Domai ho il solito aereo che non voglio prendere. Qui lascio tutto, scuole, casa, lavoro, assistenza, tutto pronto a partire in modo finalmente irrefrenabile. Lì, nulla. Un nulla potente, che ci tiene in pugno. E cercando di trovare un filo logico per una situazione altamente illogica, cerco di tramutare una speranza in una certezza.&lt;br /&gt;Rivoglio le mie notti di sonno. Rivoglio la mia sana stanchezza a fine giornata. Rivoglio la mia dignità, la mia vita.&lt;br /&gt;A pensarci bene, basterebbe una vacanza. Staccare la spina e allontanarmi da tutto e da tutti per una settimana. Mi basterebbe una settimana per ritrovare le forze, per ritrovare la direzione. Allontanarmi dai cocci e fermarmi ad annusare i fiori. Vivere di libri e di passeggiate per qualche giorno. Senza nessuno che mi ricordi ogni momento i miei errori, nessuno che chieda, richieda, esiga.&lt;br /&gt;Una vacanza.&lt;br /&gt;So che ormai manca poco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-6749746974357225808?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/6749746974357225808/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=6749746974357225808' title='14 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6749746974357225808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6749746974357225808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/02/la-vita-non-e-un-percorso-di-petali-di.html' title='La vita non è un percorso di petali di rose'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_-U5GnaJ49eY/TQSuNs0sdYI/AAAAAAAAAJs/5AcGucB0x7Q/s72-c/strada.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-7971205471222980315</id><published>2011-02-26T20:19:00.001+01:00</published><updated>2011-02-26T20:20:58.070+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Ciao Yara</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20101204_yara.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" l6="true" src="http://www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20101204_yara.jpg" width="245" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non si può commentare la follia umana.&lt;br /&gt;Sapevo che te ne eri già andata da tempo. Purtroppo le casistiche delle persone scomparse non sbagliano. E non lasciano speranze.&lt;br /&gt;Siccome so che hai sofferto e hai avuto tanta paura, spero solo che sofferenza e paura siano state brevi.&lt;br /&gt;Lo stesso sorriso pieno di vita di mia figlia, la stessa età.&lt;br /&gt;Io non credo nell'inferno ma stavolta&amp;nbsp;mi auguro&amp;nbsp;ne esista uno,&amp;nbsp;dove spero i tuoi assassini siano già.&amp;nbsp;E stiano soffrendo in modo&amp;nbsp;indescrivibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-7971205471222980315?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/7971205471222980315/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=7971205471222980315' title='7 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7971205471222980315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7971205471222980315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/02/ciao-yara.html' title='Ciao Yara'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-681947144391380154</id><published>2011-02-22T22:10:00.004+01:00</published><updated>2011-02-23T17:56:57.828+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>L'arrosto di mamma</title><content type='html'>&lt;a href="http://farm3.static.flickr.com/2557/3999972715_1d7603fa27.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" j6="true" src="http://farm3.static.flickr.com/2557/3999972715_1d7603fa27.jpg" width="350" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sentore l'aveva avuto, a dire la verità, e non era l'assenza di romanticherie, fiori, smancerie durante il loro troppo breve fidanzamento, non era il leggere sempre il giornale a tavola, il non mangiare quello che cucinava lei perché non gli piaceva, il dimenticarsi già di tutti gli anniversari e compleanni, il passare le domeniche con i postumi di sbornia eccetera,&amp;nbsp;non era quello perché alla fine di tutto si era troppro presi tra lavoro&amp;nbsp;e la casa nuova da sistemare,&amp;nbsp;ci si vedeva poco e la vita era frenetica, no, non era neanche quello, le cose miglioreranno si diceva, non appena troviamo casa e facciamo famiglia. No, non era quello. Era&amp;nbsp;quella frase buttata lì&amp;nbsp;dopo qualche settimana dal matrimonio, quelle nozze stressanti in cui avevano dovuto far contenti tutti e quelle foto in cui non sorridevano mai, neanche quello, no era stata quella volta in cui all'improvviso lui se ne uscì con il famoso (anzi, famigerato) &lt;em&gt;mia madre non ha mai contraddetto mio padre, mai una volta&lt;/em&gt;. Solo perché lei aveva detto che quell'automobile non era poi così male, a lui non piaceva e la trovava difficile da guidare, ma lei l'aveva provata e l'aveva trovata comoda, gliel'aveva detto e lui &lt;em&gt;non contraddirmi così, mia madre non l'ha mai fatto con mio padre&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ecco un po' si era sentita a disagio ma che fare, si erano appena sposati, forse lui si doveva abituare a lei. Ecco, &lt;em&gt;abituare&lt;/em&gt;. Lei era un po' diversa da sua madre, più piccola, sottile e fragile mentre la suocera era quel donnone, sembrava un po' una giumenca e uno se la sarebbe aspettata forte ma invece era così remissiva. Non &lt;em&gt;contraddiceva mai nessuno&lt;/em&gt;. Non &lt;em&gt;aveva le sue opinioni, che erano irrilevanti.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Poi arrivò la questione della cucina. Ecco lei ci teneva al cibo sano e alla cucina del paese da cui proveniva ma a lui non piaceva, diceva, &lt;em&gt;perché non impari a fare l'arrosto di agnello come mia madre? perché non friggi niente, perché non usi burro? &lt;/em&gt;e lei che voleva compiacerlo ci provò a cimentarsi in quella cucina aliena, innaturale, che proprio non le piaceva. Ma qualcuno doveva cedere no?&lt;br /&gt;Si accorse&amp;nbsp;a poco a poco, soprattutto dopo che arrivarono i bambini, che a lui non stava bene che lei si occupasse totalmente di quei due&amp;nbsp;figli che non avevano nessun altro. Anche lui voleva essere accudito. Si vergognava della sua fragilità, fisica e mentale. Si vegonava di dirgli che era stanca e in casa non ci voleva stare, che voleva lavorare.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Perché non cerchi un po' di essere come mia madre?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La paura di&amp;nbsp;non compiacerlo, di non essere in grado abbastanza. E lo accontentò.&lt;br /&gt;Lui si sistemò nella bella camera da letto di sopra e lei,&amp;nbsp;la nuova madre, nella brandina&amp;nbsp;al piano di sotto, con i bambini. Non si&amp;nbsp;divide un talamo di sensualità&amp;nbsp;con la madre, vero?&amp;nbsp;Smise di esistere. Diventò invisibile.&amp;nbsp;&lt;em&gt;Perché non hai pulito questa stanza oggi? &lt;/em&gt;Perché ho risposto all'inserzione di lavoro, perché stavo leggendo... &lt;em&gt;Non perdere tempo con il lavoro, mia madre non lavorava, non c'è nessun altro qui che può aiutarti, pulisci piustosto e impara a fare quell'arrosto.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Forse forse... se avesse cercato di assomigliare a sua madre anche fisicamente lui l'avrebbe notata.&amp;nbsp;L'avrebbe rispettata. Era piccola, fragile, allora mise su peso, tanto peso. Ecco, guarda, sto diventando una giumenca anch'io...&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Guarda come ti sei ridotta&lt;/em&gt; e quella fu l'unica volta che la notò perché lei da sola non si notava, non si guardava allo specchio perché la sua immagine riflessa le faceva orrore, perché non era lei quell'estranea&amp;nbsp;dai vestiti dimessi e logori sul corpo informe, dalle occhiaie sul volto gonfio, dai capelli trascurati. Eppure voleva essere come&amp;nbsp;quella madre. Voleva essere &lt;em&gt;la madre&lt;/em&gt;. Forse l'avrebbe amata. Certo non come un'amante, la madre non è un'amante. Ma qualsiasi tipo di amore sarebbe andato bene.&lt;br /&gt;Era l'arrosto. Ecco, era colpa sua come al solito, non aveva imparato a fare l'arrosto a dovere. Ecco perché lui non la notava, ecco perché nonostante la mole era diventata trasparente. Beh lo era sempre stata. Anche i figli erano trasparenti. Perché papà non gioca mai con noi? Perché è impegnato. Perché lavora. Perché quando torna dal lavoro è stanco e vuole leggere il giornale.&lt;br /&gt;Magari con l'arrosto... e ci si mise di buzzo buono. Sperimentò, un'intero gregge di agnelli ne pagò le conseguenze. Lui assaggiava distratto, da dietro il giornale. &lt;em&gt;La salsa non è buona. E le patate... non hanno la consistenza giusta.&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Mia madre le fa meglio.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E allora migliorò la salsa. Con quell'ingrediente speciale. Lui non se ne accorse, giorno dopo giorno assaggiava i tentativi e le diceva che sì, finalmente cominciava un po' a cucinare &lt;em&gt;come sua madre.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Si compiacque. Aspettava che l'arsenico che aggiungeva alla ricetta a piccole dosi&amp;nbsp;incrementali&amp;nbsp;cominciasse a fare effetto. Certo che si era data da fare per trovare quell'ingrediente speciale, e lui che pensava che passasse tutto quel tempo su Internet a cercare nuove ricette. &lt;br /&gt;Di lì a poco la trasformazione sarebbe stata perfetta. E mentre da dietro il giornale gustava l'arrosto e le patate lei pensava che, ogni giorno di più, lui assomigliava sempre di più al suocero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-681947144391380154?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/681947144391380154/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=681947144391380154' title='16 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/681947144391380154'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/681947144391380154'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/02/larrosto-di-mamma.html' title='L&apos;arrosto di mamma'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2557/3999972715_1d7603fa27_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-3742513377614341276</id><published>2011-02-19T00:23:00.002+01:00</published><updated>2011-02-19T00:37:17.347+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><title type='text'>Caos</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.bovefelice.it/public/image/caos1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" j6="true" src="http://www.bovefelice.it/public/image/caos1.jpg" width="340" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi aggiro tra le strade di questa cittadina di questo paese governato dal puttaniere e dalle veline, e dovrei sentirmi incazzata ma non lo sono. Tra un vortice di scuole e presidi e colloqui di lavoro e agenzie immobiliari cerco di ritrovare il bandolo di una matassa aggrovigliata, ovvero la mia esistenza. I telegiornali non li guardo anche perché non ho tempo e i giornali li apro solo per gli annunci di lavoro. Il cielo si è schiarito e ho anche dormito la notte scorsa. Senza incubi.&amp;nbsp;La mia mente è ancora governata dal caos e dall'incertezza. Dormire qualche ora è già un privilegio. Non ho più forze per l'ira, la rabbia e l'incazzatura. Sono troppo esausta e tengo le mie forze per cercare un'uscita dal labirinto.&lt;br /&gt;Per cominciare a dare una parvenza di ordine al caos. Prima che diventi un maelstrom, uno tsunami. Disperatamente riparare i miei errori, se ancora c'è possibilità di riparazione.&lt;br /&gt;Guardo di sfuggita le risse alla TV e vedo che chi non ha coscienza va avanti tranquillo come uno schiacciasassi. Questa coscienza maledetta, che ci rende le notti insonni e ci toglie l'appetito. Chi non ha sensi di colpa governa il mondo. Noi, quelli con la gastrite, ci entusiasmamo per una serata libera al mese. Per un attimo di serenità a ogni cambio di stagione.&lt;br /&gt;Eppure vorrei solo accucciarmi in un angolo e dormire ancora. Non voglio molto in questo momento. Sonno, e ritrovare il bandolo di questo caos.&lt;br /&gt;Si perde la prospettiva, a volte, e si scrivono post incoerenti come questo.&lt;br /&gt;Ma tale scrivere è uno specchio della mente.&lt;br /&gt;Una mente stanca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-3742513377614341276?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/3742513377614341276/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=3742513377614341276' title='12 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/3742513377614341276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/3742513377614341276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/02/caos.html' title='Caos'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-2085430060819547531</id><published>2011-02-13T10:37:00.004+01:00</published><updated>2011-02-13T18:11:14.452+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Lessico emotivo</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_E27IpGGKLp8/TNHWDSuDzdI/AAAAAAAAKXw/ZvLMRlAMTus/s1600/scrivere-stilografica1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" h5="true" height="270" src="http://2.bp.blogspot.com/_E27IpGGKLp8/TNHWDSuDzdI/AAAAAAAAKXw/ZvLMRlAMTus/s400/scrivere-stilografica1.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A me le parole provocano emozioni. Vivo di parole. Lette, scritte, pronunciate. Se ci pensate, la realtà è un enorme tabellone di parole crociate. Le parole non solo definiscono, esprimono, insultano, accarezzano. Le parole &lt;em&gt;ci costruiscono&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Il grande compianto Frank McCourt scriveva, in &lt;em&gt;Angela's Ashes (Le ceneri di Angela)&lt;/em&gt; che pronunciare le parole di Shakespeare è come avere dei gioielli in bocca. La bellezza delle parole. Ce la dimentichiamo nel nostro quotidiano arrancare. Quando siamo bloccati nel traffico o sepolti in un ufficio o devastati dalla stanchezza. Ci dimentichiamo quanto siano belle le parole e le emozioni che nascondono.&lt;br /&gt;Io ho le mie parole preferite, in entrambe le lingue. Parole che mi suscitano sensazioni, mi fanno vedere colori, sentire suoni. Forse perché con le parole ho una sorta di feticismo, gioisco a scriverle, gioisco a leggerle. A pronunciarle (sì, parlo tanto, e insegnare è uno dei lavori dei miei sogni, perché mi &lt;em&gt;pagherebbero&lt;/em&gt; per parlare quasi ininterrottamente per ore intere). Ad ascoltarle.&lt;br /&gt;Cominciamo.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Crepuscolo&lt;/em&gt; è una delle mie parole preferite in assoluto. Ruota in bocca quando la si pronuncia, rievoca quel bellissimo momento della giornata in cui il cielo si divide in due. Come nell'Inglese &lt;em&gt;Twilight&lt;/em&gt;, le due luci.&lt;br /&gt;Parole che evocano immagini, come &lt;em&gt;Moon&lt;/em&gt;, la preferisco all'equivalente &lt;em&gt;Luna. &lt;/em&gt;Moon è una parola tonda, di luce bianca, rende la rotondità e le forme del satellite. Poi dico &lt;em&gt;Oceano&lt;/em&gt; e mi arriva&amp;nbsp;il vento e la salsedine&amp;nbsp;ma se penso a &lt;em&gt;Mare&lt;/em&gt; sento il calore del sole sulla pelle, il blu del Mediterraneo. La pace, il riposo. Bellissime le assonanze di &lt;em&gt;Sorgere del sole&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Freedom&lt;/em&gt;&amp;nbsp; si presta più a essere gridata rispetto alla mite &lt;em&gt;Libertà&lt;/em&gt;, che incita invece allo scritto filosofico. Ma lasciatemi divertire con il lessico di puro diletto: &lt;em&gt;Ciliegia&lt;/em&gt;, che si arrota in bocca e la spettacolare &lt;em&gt;Pipistrello&lt;/em&gt;, che causa sempre un sorriso ilare sul volto di mia figlia. Anche Tolkien si divertiva con il suono delle parole. Gli piaceva pronunciare &lt;em&gt;Cellar door&lt;/em&gt; per nessun motivo in particolare, se non per il suono. Come a me piace dire &lt;em&gt;Regalino, Passeggiata, Malinconico.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La parola &lt;em&gt;Sesso&lt;/em&gt; è troppo breve per quello che racchiude, ancora più breve e arido è l'equivalente &lt;em&gt;Sex&lt;/em&gt; che forse dice qualcosa sulla valenza culturale che i britannici danno al concetto. Preferisco &lt;em&gt;Carezza&lt;/em&gt;, ancora meglio al plurale. Così come &lt;em&gt;Bacio&lt;/em&gt; suona meglio se multiplo e aggettivato, &lt;em&gt;Baci appassionati&lt;/em&gt; ha l'assonanza di cento &lt;em&gt;Cellar doors. &lt;/em&gt;Parole pronunciate &lt;em&gt;Deliziosamente&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Preferisco &lt;em&gt;Dream&lt;/em&gt; a &lt;em&gt;Sogno. &lt;/em&gt;E' più etereo, impalpabile, &lt;em&gt;Life is a dream within a dream&lt;/em&gt; è un poema in una frase. Infine le parole che ti perseguitano, &lt;em&gt;Viaggio &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;Attesa, &lt;/em&gt;non le tollero e mi inaridiscono la bocca.&lt;br /&gt;Questo mio lessico emotivo potrebbe andare avanti per dieci post. Un dizionario esistenziale, la descrizione del mio mondo in aggettivi e avverbi.&lt;br /&gt;Le vostre parole? Quelle che vi rattristano, rendono allegri, vi danno piacere, sconforto o lasciano l'amaro sotto la lingua?&lt;br /&gt;Sono sicura che ne avete. Fermatevi ad ascoltarvi, fateci caso. Oggi si parla troppo e a vanvera. Ci si è dimenticati della bellezza delle parole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-2085430060819547531?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/2085430060819547531/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=2085430060819547531' title='17 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/2085430060819547531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/2085430060819547531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/02/lessico-emotivo.html' title='Lessico emotivo'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_E27IpGGKLp8/TNHWDSuDzdI/AAAAAAAAKXw/ZvLMRlAMTus/s72-c/scrivere-stilografica1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-6415430722325474150</id><published>2011-02-05T16:17:00.002+01:00</published><updated>2011-02-05T16:27:45.889+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antigone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><title type='text'>Antigone, ovvero della disobbedienza civile</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2FbesAcySpE/ShcS7jakzgI/AAAAAAAAAJA/FklZJGvW_A8/s400/2_ANTIGONE.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" h5="true" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_2FbesAcySpE/ShcS7jakzgI/AAAAAAAAAJA/FklZJGvW_A8/s320/2_ANTIGONE.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quand'ero giovane e piena di ideali (e non sto a raccontarvi quanti anni fa), firmavo i miei scritti, poetici, in prosa e anche sotto forma di articoli, con lo pseudonimo di &lt;em&gt;Antigone. &lt;/em&gt;Era una scelta ovvia per un'adolescente che si era letta l'opera omnia di quell'allegrone di Camus (quello che affermava la totale assurdità dell'esistenza umana, ricordate?) e che che trovava persino Sartre un tantino troppo ottimista per i suoi gusti.&lt;br /&gt;Per cui, Antigone. La storia di Sofocle sulla prigionia fisica e esistenziale. Antigone come la prigioniera &lt;em&gt;per eccellenza&lt;/em&gt;, quella che sfida le leggi umane per seguire ciecacamente i suoi principi etici e morali. E poi, riconoscetemelo, io un po' la tendenza alla tragedia greca ce l'ho. Saranno i miei geni, non dubito (il cui fenotipo mediterraneo si manifesta nel mio famoso &lt;em&gt;didietro&lt;/em&gt;), e anche l'ambiente in cui sono cresciuta. Mia madre e la sua famiglia hanno sempre avuto una tendenza spiccata verso la &lt;em&gt;teatralità&lt;/em&gt; della vita quotidiana, condita di fughe, tradimenti, scenate e via dicendo. Senza contare il mio nonno paterno che era un donnaiolo e fece cinque figli tra due famiglie diverse. Eredità della Magna Grecia, che ci volete fare.&lt;br /&gt;Torniamo ad Antigone, che, poverella, non è esattamente &lt;em&gt;partita con il piede giusto&lt;/em&gt; nella sua esperienza di vita. Difatti i suoi genitori erano Edipo e Giocasta. Adesso, non per fare discriminazioni facili ma aver per padre niente di meno che &lt;em&gt;Edipo &lt;/em&gt;(sì, proprio quello che si acceca dopo aver scoperto di aver fatto sesso con la madre e dopo aver ammazzato il padre, e su cui Freud si è sbizzarrito a destra&amp;nbsp;e a manca) non è decisamente un'assicurazione per un'infanzia&amp;nbsp;equilibrata. Non esattamente un padre modello da prendere come esempio, diciamo. Difatti i suoi due figli maschi (fratelli di Antigone) Eteocle e Polinice non vengono su esattamente stabili mentalmente e decidono di ammazzarsi a vicenda in battaglia. L'antitesi di una famiglia da Mulino Bianco, insomma.&lt;br /&gt;Tanto per peggiorare il tutto, al momento dei funerali (e sapete quanto i greci fossero ossessionati con 'sta storia dei "funerali etici") viene fuori che Eteocle, tra i due fratelli, era quello che stava simpatico a tutti a Tebe, mentre Polinice era quello sfigato. Sempre così tra fratelli, anche duemila e cinquecento anni fa. Per cui il re di Tebe Creonte (che si facesse i fatti suoi questo, no eh?) dichiara che Eteocle riceverà una sepoltura degna di un eroe mentre Polinice verrà lasciato decomporre agli elementi.&lt;br /&gt;Vabbé avere favoritismi, ma una decisione del genere mi sembra eccessiva anche per i canoni della tragedia greca.&lt;br /&gt;A questo punto arriva Antigone che dice, no anche il mio fratello sfigato ha diritto a sepoltura e, udite bene, &lt;em&gt;s'infuria&lt;/em&gt;.&amp;nbsp;La piccola, fragile Antigone diventa&lt;em&gt; furiosa&lt;/em&gt;,&amp;nbsp;va contro a tutte le decisioni alla sanfasò di giudici e re tebani un tantinello parziali, si reca sul campo di&amp;nbsp;battaglia in cui giace il corpo del povero Polinice, lo ricopre di sabbia ed esegue i riti sacri della sepoltura.&lt;br /&gt;Siccome è una tragedia greca, Antigone viene arrestata, e &lt;em&gt;non oppone resistenza&lt;/em&gt;. Sa che ha disobbedito alle leggi ma lo ha fatto con la coscienza delle conseguenze. Al processo davanti a Creonte&amp;nbsp;è fiera, potente, risponde a tono.&amp;nbsp;Afferma che ha obbedito alle leggi &lt;em&gt;della sua coscienza&lt;/em&gt;, non a quelle fallaci degli uomini di potere. Creonte, sbigottito che una donna osi parlare così al suo cospetto, la sbatte in carcere e la condanna a morte. Ah, visto che c'è condanna a morte pure la sorella di Antigone, Ismene, non perché abbia fatto qualcosa di particolare, ma giusto per togliersi di mezzo un'altra donna che non si sa mai. Alla fine però cambia idea su Ismene (magari era più carina) e&amp;nbsp;trascina Antigone in una caverna fuori Tebe dove la poverina viene lasciata da sola in attesa della sua morte.&lt;br /&gt;Ma questa è una tragedia greca. L'indovino Tiresia avverte Creonte che si è comportato da&amp;nbsp;gran cialtrone &lt;em&gt;e gli dei non sono esattamente contenti. &lt;/em&gt;Ops. Creonte si affretta a lavare il corpo di Polinice, a dargli degna sepoltura con onore e corre a liberare Antigone.&lt;br /&gt;Troppo tardi. Antigone si è impiccata. Creonte apre la porta della caverna e&amp;nbsp;vi trova il corpo di lei penzolante dal soffitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antigone mi segue dunque sin dalla mia adolescenza. Sofocle la descrive piccola, fragile fisicamente. Fortissima e fiera psicologicamente. Antigone che sfida le leggi. Che sfida la morte. Che non sopporta la prigionia, sia quella fisica che quella dell'esistenza.&lt;br /&gt;Adesso, non fraintendete. Non voglio fare analogie forzate. Io non sono certo &lt;em&gt;forte e fiera&lt;/em&gt;, difatti l'opposto. A diciott'anni mi pareva molto romantico firmare poemi e sproloqui esistenziali con il nome di quest'eroina greca. Mi sentivo anch'io prigioniera, esattamente come tutti gli adolescenti, il tema della disobbedienza, della fuga, della ribellione alle autorità. Insomma, ci siamo passati tutti. Gli &lt;em&gt;Smiths&lt;/em&gt; ci si sono arricchiti sulle agonie adolescenziali di una generazione.&lt;br /&gt;Quasi trent'anni dopo però, ed è questa la parte della storia che più mi fa accapponare la pelle, il problema si ripresenta all'ennesima potenza. Mi ritrovo di fronte a leggi &lt;em&gt;inique&lt;/em&gt;, in uno stato che non tutela o rispetta i minori (e le donne). Senza pensare alle conseguenze, ho deciso di ignorare tali leggi. Seguo la mia coscienza.&lt;br /&gt;Mi sono ricordata l'altro giorno, improvvisamente, di questo pseudonimo. Forse sono nata Antigone.&lt;br /&gt;Ma voglio riscrivere il finale. Antigone uscirà dalla prigione, dalla caverna, &lt;em&gt;intatta&lt;/em&gt;. Vabbé, magari un po' malconcia. Ma tutta di un pezzo. Ha seguito le leggi&amp;nbsp;della propria coscienza e ha deciso che i figli vengono prima dei soldi e delle proprietà. Ha deciso disobbedire e di cominciare a costruire un futuro per se' e i suoi figli, ignorando le leggi che le dicevano di &lt;em&gt;aspettare&lt;/em&gt;. Aspettare che cosa? Ha aspettato 15 anni.&lt;br /&gt;Questa Antigone sopravvive, non c'è Creonte irlandese che tenga. E per fortuna la mia famiglia di origine, per quanto disastrata e magna greca che sia, non ha combinato i papocchi psicotici di Edipo. E cerca redenzione e riconciliazione.&lt;br /&gt;L'ultima differenza, sostanziale. L'Antigone di Sofocle è sola contro tutto e tutti. Questa Antigone invece è circondata da una catena di solidarietà che non mi sarei mai immaginata (ovviamente neanche un briciolo di tale solidarietà contiene geni di tipo irlandese, ma questo lo sapete già). La gratitudine generata da questa solidarietà si è tramutata in un potente carburante per andare avanti quotidianamente. Siete la mia forza, la mia speranza.&lt;br /&gt;Antigone non sarà più la firma&amp;nbsp;immatura&amp;nbsp;a scritti di stampo esistenzialista. Rimane lì, un ricordo bello e romantico, ma un ricordo. Un giorno ritroverò la raccolta di tutti quegli scritti che è andata smarrita in tutti questi traslochi internazionali, in tutti questi anni di caos. Magari li riproporrò anche al vostro scrutinio e giudizio. Magari vi farete due risate. Nel frattempo vado a organizzare il mio ennesimo trasloco, stavolta l'ultimo.&lt;br /&gt;Ah, e per fortuna non ho fratelli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-6415430722325474150?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/6415430722325474150/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=6415430722325474150' title='23 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6415430722325474150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6415430722325474150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/02/antigone-ovvero-della-disobbedienza.html' title='Antigone, ovvero della disobbedienza civile'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2FbesAcySpE/ShcS7jakzgI/AAAAAAAAAJA/FklZJGvW_A8/s72-c/2_ANTIGONE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-7717319112175874986</id><published>2011-02-01T14:00:00.006+01:00</published><updated>2011-02-01T14:28:26.541+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Voodoo Woman</title><content type='html'>&lt;a href="http://elenatorresaniblog.files.wordpress.com/2011/01/voodoo_1000x625.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" s5="true" src="http://elenatorresaniblog.files.wordpress.com/2011/01/voodoo_1000x625.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt; Erano un po' di giorni che si svegliava strana, non una stranezza negativa, le angosce erano scomparse e quella mattina aveva pure deciso di andare dal parrucchiere a farsi tingere la ricrescita, a farsi togliere quel grigiore che le circondava il viso. Grazie anche a quei pochi spiccioli che le erano avanzati in tasca dopo aver trovato il lavoro nelle cucine, quel lavoro che nessuno voleva, a rimuovere avanzi dal pavimento, ad affettare vegetali e ingredienti tutta sera, tutte le sere con quel coltello in mano e quella scopa e quel sudore che le colava e nessuno che la notava perché erano tutti così presi, così di fretta, il ristorante grande e affollato, l'avevano assunta perché erano disperati. Disperata tra disperati.&lt;br /&gt;Così tra un debito e l'altro quasi ripagato si era ritrovata gli spiccioli e la parrucchiera le aveva fatto pure i complimenti per come sembrava più giovane dei suoi anni. E si era guardata allo specchio notandosi quello sguardo strano, quegli occhi strani, quella luce strana, non sapeva cosa fosse. I capelli ora le scendevano lunghi e folti, non se li ricordava così folti. Si era anche messa quel trucco attorno agli occhi e quella maglietta attillata, quando mai si sarebbe comprata un indumento del genere in passato. &lt;em&gt;Guarda che aspetto hai, sei brutta, sei sciatta, non sei presentabile. Non mi meraviglia che non trovi lavoro.&lt;/em&gt; Entrò nella cucina già frenetica e lo chef si voltò al suo passaggio, lei lo notò e non disse niente, andò dritta in bagno e si raccolse i capelli che ancora profumavano di salone e si mise la cuffia in testa. Poi tirò fuori la matita nera dalla borsa e se la ripassò sotto gli occhi, Non sapeva perché faceva quei gesti. &lt;em&gt;Non troverai nessun altro uomo disposto a sopportarti, sei isterica e guarda in che stato sei&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Evelina, l'assistente di cucina gridava a destra e a manca. Subitò la squadrò: "Brava, dieci minuti in anticipo, mettiti ad affettare le cipolle e le zucchine, forza".&lt;br /&gt;Il coltello affilato tra le mani le si muoveva con insolita maestria e velocità. Quello sguardo, quella luce negli occhi, Evelina la guardò quasi con sorpresa e non aggiunse nessuno dei soliti abusi verbali con cui condiva i suoi ordini. Tagliuzzava e tranciava e qualcosa la prendeva allo stomaco. &lt;em&gt;Fai pure schifo a letto, me ne sto cercando un'altra.&lt;/em&gt; Tagliava, tagliava. Arrivò alle zucchine. Le fissò per un lungo, intenso attimo. Forse? Si disse, quel calore che la prendeva e veniva su dalle anche formose che mai si era notata prima. Ma no... Cominciò ad affettare con foga. Lo chef la sfiorò passando, "Ti chiami&amp;nbsp;Rebecca... vero?" Non le aveva mai rivolto la parola prima, cosa stava succedendo?&lt;br /&gt;Qualcuno le diede la scopa in mano per raccogliere ciò che era caduto sul pavimento. La strinse, una vecchia ramazza. Evelina la squadrò e per un attimo parve intimorita. Rebecca si drizzò con fierezza e continuò il lavoro. &lt;em&gt;Vattene, non sopporto più la tua vista, questa non è casa tua, non ti appartiene. Non ti appartiene niente.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;"La trippa, qualcuno ha tagliuzzato la trippa?!" Evelina, forsennata come un'erinni le mise di fronte il vassoio delle interiora di un bianco quasi candeggiato. "Taglia" le intimò e poi si ritrasse prontamente non appena le vide il coltello in mano. &lt;em&gt;Vattene puttana, non ti voglio più davanti al mio sguardo che mi fai ribrezzo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Guardò l'enorme stomaco di animale che le stava di fronte. Sorrise con piacere. Un fuoco intenso le salì dall'inguine, le pervase il corpo e le avvolse il viso. Una ciocca di capelli sfuggì dalla cuffia e le cadde sulla fronte. Sì, pensò. Una sola, diabolica parola. Sì. Affondò il coltello nello stomaco. Cominciò ad incidere, con precisione e costanza. Accoltellò ancora e ancora e ancora. Lacerò, tagliò, affettò sminuzzò. Colpi esperti, sciabolate, le sue dita si scostavano con destrezza, il sudore le si imperlava sulla pelle. Si fermò. &lt;em&gt;Basta così.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;"Brava" le disse lo chef raccogliendo il vassoio&amp;nbsp;"Stai diventando un'esperta". Lei lo guardò&amp;nbsp;senza timore, con quel sorriso. Quel sorriso nuovo.&lt;br /&gt;E tra grida, vapori, trambusto e rumore di pentole e padelle arrivò l'ora della chiusura. Dopo aver lavato, asciugato, spazzato, rassettato, Rebecca si diresse verso i bagni. Si tolse la cuffia, lasciò che i capelli le si divincolassero sulle spalle. Si tolse il grambiule, lasciò che le forme risorgessero dalla sua pelle umida. All'uscita notò lo chef che la aspettava. Nella calda serata estiva, lui aveva ancora il sudore sulla fronte e sul corpo. Sentì di nuovo quel calore emergerle dall'interno.&lt;br /&gt;"Com'è che non ti avevo notata prima?" le disse. Fumava, le offrì una sigaretta. Lei ne aveva quasi dimenticato il sapore, la accettò e lo perforò con lo sguardo, ne notò le braccia forti, la maglietta appiccicata alla pelle che ancora odorava di sughi e di carne alla brace. Lui le sorrise di ritorno e abbassò gli occhi su quella scollatura, su quel seno che aveva riacquistato vita e quei fianchi che non aveva più vergogna di nascondere.&lt;br /&gt;"Spero che tu non sia troppo stanca, stasera." Lei esalò il fumo e si passò una mano tra i capelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sole del mattino invadeva la camera da letto. Lui aveva ancora le mani sul suo corpo. A poco a poco ritornarono i sensi e lui la baciò sul collo fino ad arrivare languidamente all'orecchio.&lt;br /&gt;"Buongiorno" le sussurrò. "Sei incredibile. Da anni non passavo una notte così. Sei sprecata ad affettare verdure." Lei sorrise, si stirò e si abbandonò languidamente tra le sue braccia. "Non ti muovere. Faccio il caffé e te lo porto qui. Restiamo a letto". Lei si rigirò tra le lenzuola, verso il comodino. Aveva messo il cellulare su vibrato la sera prima, non voleva essere interrotta da nessuno. Notò che c'era un messaggio, proveniva dalla&amp;nbsp;sua ex-cognata. &lt;em&gt;L'abbiamo portato d'urgenza all'ospedale ieri sera. E' in terapia intensiva con un'ulcera perforante emorragica. Dicono che è fuori pericolo ma è conciato male.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Sentì il profumo di caffé dalla cucina. Cancellò il messaggio e spense il telefono.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-7717319112175874986?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/7717319112175874986/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=7717319112175874986' title='23 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7717319112175874986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7717319112175874986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/02/voodoo-woman.html' title='Voodoo Woman'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-7038733790640776775</id><published>2011-01-24T00:33:00.002+01:00</published><updated>2011-01-24T00:38:52.739+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Solitudinologia(Scienza coniata da un bloggista svolazzante)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.poiein.it/images/VGogh2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="251" s5="true" src="http://www.poiein.it/images/VGogh2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ecco, come ho premesso, questa definizione l'ho rubata da un commento del post precedente. Mi ha intrigato, perché ne sono diventata un'esperta anch'io. So che ce ne sono tanti là fuori. Tanti esperti.&amp;nbsp;E studiosi. Persone che addirittura ci si stanno prendendo un dottorato in materia.&lt;br /&gt;E sapete qual è la caratteristica che ci accomuna tutti? Noi solitudinologi siamo tutti &lt;em&gt;perdenti.&lt;/em&gt; Per quanto ci arrabbattiamo nelle nostre scalate quotidiane, nel nostro arrampicarci sui vetri, non siamo abbastanza &lt;em&gt;bastardi&lt;/em&gt; per conqustarci il rispetto dovuto. E finiamo polverizzati.&lt;br /&gt;Beh io oggi ho gettato la spugna. Ho capito che i miei eroismi eclatanti non portano da nessuna parte. Tanto non gliene frega niente a nessuno. Ho capito che questo PhD in solitudinologia mi è stato imposto con crudeltà, e non lo voglio. &lt;br /&gt;Sono crollata, nella lampante e dolorosa&amp;nbsp;&lt;em&gt;peak experience&lt;/em&gt; della consapevolezza di non farcela più a tirare su due figli da sola. Di non esserne in grado. Che non è naturale, è malato. Per chi non avesse capito, quando dico &lt;em&gt;da sola&lt;/em&gt; intendo, letteralmente, &lt;em&gt;da sola&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;Ho ripreso i cocci, li ho riappiccicati alla bell'è meglio. Ho contattato la mia psicologa e le ho chiesto di chiamare i servizi sociali. Proprio lei che mi aveva detto di prendere il primo aereo il mese prossimo, con i miei figli, e di non tornare. Lei che mi ha detto che a giugno potrebbe essere troppo tardi. Ignara del sistema legale di questo paese, che non difende neanche minimamente i minori e tratta le donne come governanti proprietà dei mariti, anche quando non sono più mariti da anni. Ma questo è tema per un altro post.&lt;br /&gt;Adesso sono sola, in attesa. Ho mandato i figli a casa del padre, dove saranno ovviamente soli e con il frigo vuoto&amp;nbsp;finché io o qualcun altro interverrà. Purtroppo non so chi. Forse nessuno. Poiché a nessuno sembra interessare della loro salute, del loro benessere, della loro istruzione. Ma non potevo fare altrimenti. Non ero più in grado di fare nulla, avevo bisogno di sonno. Avevo bisogno di ricompormi.&lt;br /&gt;Ma sono ancora esausta. "Vivere" così anche un solo giorno in più è inconcepibile. Una vita di minacce quotidiane, di sopravvivenza senza qualità.&amp;nbsp;E non ho vie d'uscita, non mi è permesso di andarmene, la legge tutela il più forte e non ci consente, a noi tre, quelli &lt;em&gt;perdenti&lt;/em&gt;,&lt;em&gt; &lt;/em&gt;di ricostruirci una vita.&lt;br /&gt;Questo è un paese crudele.&lt;br /&gt;Mi appello, a chi ci vive ancora, di andarsene. Ma soprattutto, di non azzardarsi a mettere al mondo figli su questo territorio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-7038733790640776775?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/7038733790640776775/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=7038733790640776775' title='47 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7038733790640776775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7038733790640776775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/01/solitudinologia-scienza-coniata-da-un.html' title='Solitudinologia&lt;br&gt;&lt;small&gt;(Scienza coniata da un bloggista svolazzante)&lt;/small&gt;'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>47</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-4301912133034761654</id><published>2011-01-16T03:04:00.005+01:00</published><updated>2011-01-17T00:38:24.970+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><title type='text'>Occhi di cane</title><content type='html'>&lt;a ?="" _yxnwdgoytpu="" aaaaaaaagro="" d3pshcupwtm="" domenica+in+cascina+solo+noi...+marzo+2010+264.jpg?="" href="http://draft.blogger.com/%202.bp.blogspot.com=" imageanchor="1" s660="" s7jejaliqgi="" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" n4="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_yXNWdGOyTPU/S7jEJaliQGI/AAAAAAAAGRo/d3PshcUpWtM/S660/domenica+in+cascina+solo+noi...+marzo+2010+264.JPG" width="212" /&gt;&lt;/a&gt; L'inverno è un silenzio freddo e da quando&amp;nbsp;se ne era&amp;nbsp;andata&amp;nbsp;il mondo circostante&amp;nbsp;era diventato una steppa solitaria. &lt;em&gt;Tutto, aveva lasciato. &lt;/em&gt;La crudeltà degli abbandoni. Anni e anni. E una sola valigia.&lt;br /&gt;Il figlio sulla soglia, per l'ultima volta. Ne aveva sostenuto&amp;nbsp;lo sguardo adulto&amp;nbsp;da uomo che ancora uomo non era e gli aveva detto &lt;em&gt;me ne devo andare&lt;/em&gt;. Lui aveva socchiuso gli occhi tristi e aveva annuito.&lt;br /&gt;"Non tornerai più, vero?"&lt;br /&gt;Lupo la guardava, occhi di alsaziano che fin troppo capiva. Espressione ansiosa da cane. Le orecchie puntate. Percerpiva il dolore. Il vecchio Lupo.&amp;nbsp;Accucciato in silenzio assorbiva quell'ultima percezione di un mondo che finiva. Il suo mondo fatto di fedeltà e sicurezze.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;C'è un limite al dolore?&lt;/em&gt; Quegli occhi di cane erano stati l'ultima immagine di un mondo passato che non aveva più voluto. Povero Lupo. Ne era parte involontaria. Cosa poteva farci?&lt;br /&gt;Troppa violenza. Troppo dolore. Ma lui, Lupo, l'aveva sempre adorata. Sicuramente era amore. Incondizionato. Non si aspettava nulla da lei. Solo che ci fosse, solo la sua presenza.&lt;br /&gt;Il&amp;nbsp;bar era caldo, fuori aveva cominciato a piovere. &lt;br /&gt;Quell'uomo la guardava. E' un po' che l'aveva notato.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ci risiamo. Questo mi segue.&lt;/em&gt; Una donna sola non è socialmente accettabile. Una donna sola è un relitto abbandonato. Una donna sola deve sempre aspettare qualcuno. Una donna sola è sicuramente disposta a dividere un letto.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Le solite cose. &lt;/em&gt;Adesso la fissava.&lt;br /&gt;Aveva mandato un messaggio al figlio, la settimana prima. Uno dei rari messaggi, di pochissime parole in anni, le parole di quando non si ha che dirsi, quando non si ha di che raccontarsi. Sperava lui stesse bene.&lt;br /&gt;Gli aveva chiesto del cane. Chissà perché le era tornato in mente.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Lupo è scomparso il giorno stesso in cui tu te ne sei andata. E' da anni che non lo vedo. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Lesse e rilesse quelle parole. Se n'era andato per cercarla. Ne era sicura. Anche se, ormai, sicuramente sarà morto. Non si sopravvive da soli così a lungo. Specialmente se sei un animale da branco.&lt;br /&gt;E quell'uomo la guardava.&lt;br /&gt;Occhi strani. Nella penombra non li capiva bene. Non erano aggressivi. Predatori. No, erano quasi imploranti. Grandi occhi, non capiva il colore. Scuri. Occhi strani.&lt;br /&gt;Uscì nella pioggia, a disagio. Le macchine passavano rare. Silenziose. Camminava cauta.&lt;br /&gt;Lo sentiva dietro di se'. Una presenza familiare. Ma era... si voltò. L'uomo. La guardava. Occhi strani. Ora che era più vicino ne notò le iridi, enormi. Quasi non c'era traccia di bianco.&lt;br /&gt;"Chi sei?"&lt;br /&gt;Non parlava. Quasi facesse fatica a trovare le parole. Abbassò quegli occhi.&lt;br /&gt;"Perché te ne se andata?". Un suono rauco, affaticato, le sillabe scandite. "Perché? Io ti ho cercata per anni".&lt;br /&gt;"Chi sei??"&lt;br /&gt;La domanda era quasi un grido.&lt;br /&gt;"Devo andare ora" ed era quasi un&amp;nbsp;rantolo.&lt;br /&gt;Abbassò gli occhi sul telefonino, doveva chiamare qualcuno. Li rialzò, confusa, e lui già più non c'era.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Aspetta. &lt;/em&gt;Non le uscì un filo di voce: a chi parlava? Si affrettò verso quella direzione, c'era un angolo, lo voltò.&lt;br /&gt;Un'ombra, familiare. Fuggevole. La presenza familiare. Poi più nulla.&lt;br /&gt;Tremava. Troppo silenzio. Guardò il telefono. Le dita confuse, ansiose. Trovò il numero.&lt;br /&gt;"Sì?"&lt;br /&gt;"E' passato troppo tempo".&lt;br /&gt;Il figlio rimase in silenzio, dall'altra parte. Poi un sospiro.&lt;br /&gt;"Come stai?"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-4301912133034761654?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/4301912133034761654/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=4301912133034761654' title='19 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4301912133034761654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4301912133034761654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/01/occhi-di-cane.html' title='Occhi di cane'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yXNWdGOyTPU/S7jEJaliQGI/AAAAAAAAGRo/d3PshcUpWtM/s72-c/domenica+in+cascina+solo+noi...+marzo+2010+264.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-910728541580512364</id><published>2011-01-09T14:31:00.003+01:00</published><updated>2011-01-09T14:38:43.830+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bóthar'/><title type='text'>Uno di quei giorni</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.scrivere.info/images/users/6519/136711.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; height: 254px; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; width: 279px;"&gt;&lt;img border="0" n4="true" src="http://www.scrivere.info/images/users/6519/136711.jpg" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Uno di quei giorni che avevo previsto, ma non così duro, non così arido. Non è che le cose cambino così, improvvisamente. Sapevo che sarebbe stato difficile, difficilissimo, soprattutto questi ultimi mesi che mi separano dalla finale libertà.&lt;br /&gt;Ma ho finalmente raggiunto una consapevolezza sostanziale. Quella di trovarmi in un paese retrogrado,&amp;nbsp;che non tutela le donne e i minori. Un paese che non ha la prassi dei diritti civili instaurata nel suo stato di diritto e consente ad un uomo arrogante di prendersi tutto e di manipolare i figli a suo piacimento. Un paese che non considera l'istruzione un diritto. Un paese dove il più forte vince e non lascia briciole al perdente.&lt;br /&gt;Sono qui a cercare di rimarginare un'influenza: per quella basterà un'aspirina e un po' di riposo. Per gli altri acciacchi, beh... in questo momento non vedo medicine immediate.&lt;br /&gt;E' una giornata un po' così. Forse avrei dovuto pubblicare qualcosa di creativo. Difficile, quando ci si trova continuamente a combattere contro i mulini a vento. Difficile quando ti senti depredata e umiliata. Continuamente.&lt;br /&gt;Non vi preoccupate, ho bisogno di un paio di giorni per rimettermi in sesto, e poi pubblicherò un raccontino. Riprenderò le mie battaglie, io che non vorrei mai scendere in guerra, io che non impugnerei mai un'arma.&lt;br /&gt;Perché non dovrebbe essere così faticoso ruiscire a strappare dei momenti di dolcezza da un quotidiano acido e amaro, che sa di medicinale cattivo. Perché non dovrebbe essere così difficile carpire con l'angolo dell'occhio un po' di bellezza in mezzo a tanto &lt;em&gt;brutto.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;Da anni vivo una vita brutta e amara. Ho&amp;nbsp;assaggiato finalmente il buon sapore di una vita serena. Piccoli assaggi fugaci, ma mi sono rimasti in bocca. Non voglio dimenticare questo sapore, non voglio lasciarlo andare. Ma è così difficile.&lt;br /&gt;Solo uno di quei giorni. Uno dei tanti.&lt;br /&gt;Forse, è solo stanchezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-910728541580512364?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/910728541580512364/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=910728541580512364' title='14 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/910728541580512364'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/910728541580512364'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/01/uno-di-quei-giorni.html' title='Uno di quei giorni'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-8831363090531963647</id><published>2011-01-04T15:59:00.000+01:00</published><updated>2011-01-04T15:59:16.430+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><title type='text'>L'anno che verrà</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.toffsworld.com/art_artists_painters/images/claude_monet_sunrise.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="227" n4="true" src="http://www.toffsworld.com/art_artists_painters/images/claude_monet_sunrise.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cara &lt;a href="http://ilmondodifigenia.wordpress.com/2010/12/31/il-male-oscuro/" target="_blank"&gt;amica&lt;/a&gt; ti scrivo. Non per distrarmi. Ma perché le tue parole mi calzano a pennello. Perché quest'anno appena passato e' stato doloroso, per molti di noi. Per quelli di noi che sono rimasti soli a sbattere contro i muri.&lt;br /&gt;Io non faccio propositi per il nuovo anno, lo sai. Non ne faccio mai. E per quest'anno nuovo, ci mancherebbe. Non mi sognerei neppure. Ormai si vive alla giornata, altro che propositi. Pura sopravvivenza quotidiana.&lt;br /&gt;Pero' ho molti desideri. Te lo dico forte: stringiti ai tuoi desideri. Perché questi giorni duri e crudi passeranno. Perché questo&amp;nbsp;giornaliero arrampicarsi sui vetri passera'. Perché questo senso di soffocamento passera' e ci saranno giorni nuovi di aria azzurra e di cieli limpidi.&lt;br /&gt;Perché ritroveremo la tenerezza che ci spetta. Perché riusciremo a sconfiggere i &lt;em&gt;mostri&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Perché vivere cosi' non ci appartiene. &lt;br /&gt;Stringiti ai tuoi desideri. Li ritroverai un giorno, quando il freddo passera'. Te li ritroverai in tasca, mentre frughi per cercare le chiavi della tua prigione. I desideri ti si impiglieranno alle dita. E allora sara' il momento di viverli.&lt;br /&gt;Una cosa positiva: le &lt;em&gt;feste &lt;/em&gt;sono finite. Non siamo piu' costretti a fingerci felici. Non siamo piu' costretti a vergognarci della nostra solitudine. Il solstizio pure e' gia' passato. Ci sono due minuti in piu' di luce ogni giorno.&amp;nbsp;Tra un po' sara' primavera. &lt;br /&gt;Vedi, non tutto rimarra' scuro e buio.&lt;br /&gt;Come ho detto, io non faccio propositi. Pero' il nuovo anno sara' di inevitabili cambiamenti. Ho speranze. Spero di lavorare, di tornare a sorridere, di portare il sorriso ai miei figli. Spero di avere una casa che possa chiamare &lt;em&gt;home&lt;/em&gt;. Un posto piccolo, decente, caldo. Dove possa cucinare tante cose. Dove i miei ragazzi possano lamentarsi perché non vogliono studiare. Dove possa mettere radici. La normalita'.&lt;br /&gt;Non succedera' tutto quest'anno. Ci vorra' tempo.&lt;br /&gt;Lo dico anche a te: ci vuole tempo. Le solitudini si radicano ed e' difficile estirparle. Il primo passo comunque e' &lt;em&gt;decidere di non voler essere piu' soli. &lt;/em&gt;In quel preciso momento, in cui la decisione e' presa, per disperazione o per matura volonta', si innesta un'irrefrenabile catena di eventi.&lt;br /&gt;Quando si rifiuta la solitudine, ci si apre al mondo. E il mondo entra, inevitabile, nelle nostre vite silenziose.&lt;br /&gt;A poco a poco dunque aumenta il rumore. Te ne accorgi in modo impercettibile. Te ne ne accorgi quando ridi, e qualcuno ride con te. Quando piangi, e c'e'improvvisamente una spalla. Quando ti senti solo, e'&amp;nbsp;perché rimpiangi la presenza di qualcuno.&lt;br /&gt;I nostri figli capiranno. Capiranno il motivo per cui gli abbiamo chiesto di lasciarci dello spazio per respirare. Capiranno il motivo per cui, dopo avergli dato tutto per cosi' tanto tempo, gli abbiamo chiesto qualcosa in cambio.&lt;br /&gt;Capiranno un giorno, che la felicità personale non puo' prescindere da quella di chi ti sta accanto. Che la serenità e' fatta anche di compromessi.&lt;br /&gt;Che poi, alla fine, tutto passa, e questi&amp;nbsp;sono periodi dolorosi che forse, ma solo se vorremo, ricorderemo un giorno con sollievo, al caldo&amp;nbsp;durante una serata invernale, stanchi dopo un giorno di lavoro, circondati da chi ci ama, stanchi dopo aver lavato i piatti e fatto il bucato. Forse anche un po' stufi&amp;nbsp;di tutta questa serena quotidianità.&lt;br /&gt;Dobbiamo crederci, sai. Dobbiamo tutti crederci.&lt;br /&gt;Buon anno nuovo, dunque. Buon anno a tutti noi che ci crediamo a questo stupido sogno.&amp;nbsp;A tutti noi che vogliamo &lt;em&gt;annoiarci&lt;/em&gt; di normalità.&lt;br /&gt;Teniamo duro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E se quest'anno poi passasse in un istante, vedi amico mio, come diventa importante, che in quest'istante ci sia anch'io&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rr7rwYA8WBI?fs=1&amp;amp;hl=en_GB"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/rr7rwYA8WBI?fs=1&amp;amp;hl=en_GB" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-8831363090531963647?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/8831363090531963647/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=8831363090531963647' title='19 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/8831363090531963647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/8831363090531963647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2011/01/lanno-che-verra.html' title='L&apos;anno che verrà'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-7116145907042081031</id><published>2010-12-29T14:28:00.001+01:00</published><updated>2010-12-29T14:30:24.933+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><title type='text'>Io pero' questa cosa la vorrei dire</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; FLOAT: left; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em; cssfloat: left" href="http://www.ildireeilfare.it/wp-content/uploads/2009/10/bu-nebbia.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.ildireeilfare.it/wp-content/uploads/2009/10/bu-nebbia.jpg" width="262" height="400" n4="true" /&gt;&lt;/a&gt;Nonostante Milano sia brutta e cattiva. Nonostante  ci siano i milanesi, anche loro brutti e cattivi, che lavorano troppo, che ti suonano il clacson se ritardi di due millisecondi la partenza al semaforo verde e se sei targato Como (ah come ci mancano le vecchie targhe) ti strombazzano anche se parti quando e' ancora rosso. Giusto per principio.&lt;br /&gt;Nonostante faccia freddo -ma venendo quest'anno dalla steppa proprio non dovrei parlare-, proprio di un freddo cane e cavallo, di quelli che ti intirizziscono il midollo.&lt;br /&gt;Nonostante il duomo tutto illuminato di sera sia, lasciatemelo dire, un po' una pacchianata.&lt;br /&gt;Nonostante Arcore.&lt;br /&gt;Nonostante i ritmi che ti macinano. Nonostante il cemento e Quarto Oggiaro, e la Bovisa, e la Gallaratese, e tutti gli altri ridenti quartieri di periferia.&lt;br /&gt;Ecco, nonostante tutto.&lt;br /&gt;Uscita dalla metropolitana brutta e cattiva, ieri ho avuto, nonostante tutto, un tic involontario. Non mi capita spesso e a volte lo confondo con uno spasmo, una sorta di riflesso ai muscoli ai lati della bocca. Sempre dovuto a cause fisiche e metereologiche.&lt;br /&gt;Stavolta, mi sono ritrovata a sorridere. Me ne sono accorta dopo pochi secondi. Ho escluso dunque una reazione al freddo, una di quelle contrazioni della faccia per reagire al rischio di ipotermia, dato che ho avuto settimane di freddo ben piu' intenso e questa bocca sempre nella sua mesta espressione e' rimasta. Ho escluso problemi di digestione, dato che da un paio di giorni mangio meglio del mio solito, e problemi dentistici, dato che vanto zanne ancora intatte.&lt;br /&gt;Era proprio un sorriso.&lt;br /&gt;Vedete, tre vecchie amiche mi aspettavano tra la folla brutta e cattiva. Loro erano belle, con tutte le nostre rughe, i nostri decenni di ricordi in comune, i nostri capelli grigi. E presto la smorfia di un sorriso accennato si e' trasformata in risata. Per ore. Con le lacrime agli occhi.&lt;br /&gt;Ho capito che ci sono posti brutti e cattivi che ti possono dare un sorriso. E posti belli e incantati che invece riescono solo a darti dolore. Ho cercato posti incantati per decenni e ho trovato il gelo. Sono ritornata, mesta e sconfitta, al grigiore che avevo rifuggito: ho ritrovato il calore per riscaldarmi il cuore.&lt;br /&gt;Ho sbagliato tutto, cari lettori. Ho cercato pentole d'oro e arcobaleni che si scolorivano ai primi lavaggi. Quest'anno difficile finisce con la consapevolezza che questa mia ricerca altro non e' stata che una costante fuga da me stessa. Perché ero &lt;em&gt;brutta e cattiva&lt;/em&gt;. Perché rifiutavo di guardarmi dentro ed ho cercato prati piu' verdi. Ho trovato mille scuse per la mia codardía, per la mia incapacita' di vivere. Volevo il paese perfetto. Volevo un uomo perfetto, una famiglia perfetta. Volevo la vita perfetta. Non avevo capito che solo nella sublime imperfezione di un quotidiano &lt;em&gt;brutto e cattivo&lt;/em&gt;, scavando sotto tutta la fuliggine e la melma, si trovano i tanto anelati attimi di felicita' che ci salvano la vita.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Da i diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Buon anno a tutti, godetevelo tra lo smog, la televisione spazzatura, la cassa integrazione, il precariato, i problemi politici e le eterne polemiche.&lt;br /&gt;Godetevelo tra le persone che vi amano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-7116145907042081031?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/7116145907042081031/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=7116145907042081031' title='22 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7116145907042081031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7116145907042081031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/12/io-pero-questa-cosa-la-vorrei-dire.html' title='Io pero&apos; questa cosa la vorrei dire'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-8180902225563639798</id><published>2010-12-23T21:20:00.000+01:00</published><updated>2010-12-23T21:20:48.473+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Buon Non-Natale</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ilgirasole.monza.net/Aurora%20boreale.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="218" n4="true" src="http://www.ilgirasole.monza.net/Aurora%20boreale.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutti quelli che sono rimasti ai blocchi di partenza.&lt;br /&gt;A tutti quelli che credevano ad una vita da Mulino Bianco e adesso sono pure intolleranti ai derivati del grano.&lt;br /&gt;A tutti quelli hanno sbagliato, sbagliano e sbaglieranno ancora.&amp;nbsp;E non possono farne a meno.&lt;br /&gt;A tutti quelli che si sentono in colpa perché sono convinti di essere la causa di tutto, incluso il riscaldamento globale planetario e l'estinzione del dodo e della tigre siberiana.&lt;br /&gt;A tutti quelli che, come me, ci credevano, ci credevano davvero, ci volevano disperatamente credere e adesso si ritrovano agnostici.&lt;br /&gt;A tutti quelli che sono rimasti cosi' scottati che adesso ci vanno cauti anche con l'acqua fredda.&lt;br /&gt;A tutti quelli che hanno paura. Che hanno provato a essere coraggiosi ma sono stati travolti dalla tempesta.&amp;nbsp;E continuano ad avere una paralizzante paura.&lt;br /&gt;A tutti quelli che hanno provato ad essere forti ma si sono spezzati una, due, tre e piu' volte. E si sono ricostruiti. Sempre.&lt;br /&gt;A tutti quelli che vivono tra le macerie, quelle dei palazzi costruiti sui &lt;em&gt;si'&lt;/em&gt; e demoliti dai bulldozer dei &lt;em&gt;no&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;A tutti quelli che hanno preso una carta dal mazzo delle &lt;em&gt;Probabilita'&lt;/em&gt;, hanno beccato quella che ti fa andare a Viale dei Giardini senza passare dal Via, ovviamente non possedevano Viale dei Giardini e l'avversario ci aveva costruito sopra pure un albergo.&lt;br /&gt;A tutti quelli che hanno sbattuto contro troppi muri perché guardavano all'insu' per rincorrere i propri sogni.&amp;nbsp;E si sono fatti male.&lt;br /&gt;A tutti quelli che hanno perso tutti i treni, autobus, aerei e gli si e' pure fuso il motore dell'auto.&amp;nbsp;E si sono attaccati al tram.&lt;br /&gt;A chi e' partito vent'anni fa con una valigia e si e' ritrovato vent'anni dopo con la stessa valigia e solo qualche pila di libri in piu'.&lt;br /&gt;A tutti quelli che vorrebbero espatriare, emigrare, ritornare e&amp;nbsp;sono ancora senza radici.&lt;br /&gt;A tutti quelli che, pur essendo pacifisti, si ritrovano loro malgrado coinvolti in guerre.&lt;br /&gt;A tutti quelli che come cretini piangono ancora davanti ai film che le televisioni ci propinano in questo periodo.&lt;br /&gt;A tutti quelli che riescono ancora a piangere. E a sorridere. A volte.&lt;br /&gt;A tutti quelli che dormono soli.&amp;nbsp;E non perché russano.&lt;br /&gt;A tutti quelli che hanno scritto, scrivono e scriveranno. Perché scrivere ci salva la vita.&lt;br /&gt;A tutti voi.&amp;nbsp;A tutti noi, che non compriamo, non consumiamo, non cuciniamo, non addobbiamo, non sorridiamo a tutti in modo ipocrita.&lt;br /&gt;Tenete duro, le &lt;em&gt;festivita'&lt;/em&gt; finiranno tra pochi giorni. Poi, altri dodici mesi verranno, altalenanti tra speranze e scommesse. Peccato che non vinciamo mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon Non-Natale. Questo giorno tanto non ci appartiene. Regaliamoci la liberta' di detestarlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-8180902225563639798?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/8180902225563639798/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=8180902225563639798' title='11 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/8180902225563639798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/8180902225563639798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/12/buon-non-natale.html' title='Buon Non-Natale'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-7364227547314651978</id><published>2010-12-20T18:43:00.001+01:00</published><updated>2010-12-20T18:43:49.562+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bóthar'/><title type='text'>Ignominia</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.consiglio.regione.toscana.it/news-ed-eventi/convegni-incontri-e-ricerche/2007-convegni/Mario_1.gif" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" n4="true" src="http://www.consiglio.regione.toscana.it/news-ed-eventi/convegni-incontri-e-ricerche/2007-convegni/Mario_1.gif" width="226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Muore ignominiosamente la repubblica.&lt;br /&gt;Ignominiosamente la spiano&lt;br /&gt;i suoi molti bastardi nei suoi ultimi tormenti.&lt;br /&gt;Arrotano ignominiosamente il becco i corvi nella stanza accanto.&lt;br /&gt;Ignominiosamente si azzuffano i suoi orfani,&lt;br /&gt;si sbranano ignominiosamente tra di loro i suoi sciacalli.&lt;br /&gt;Tutto accade ignominiosamente, tutto&lt;br /&gt;meno la morte medesima - cerco di farmi intendere&lt;br /&gt;dinanzi a non so che tribunale&lt;br /&gt;di che sognata equità. E l’udienza è tolta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mario Luzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Versi annotati esattamente dodici mesi fa in un mio vecchio taccuino di viaggio, trovato per caso oggi in una pila di libri.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vedo che molte cose non cambiano.&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-7364227547314651978?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/7364227547314651978/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=7364227547314651978' title='6 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7364227547314651978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7364227547314651978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/12/ignominia.html' title='Ignominia'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-354216047483781050</id><published>2010-12-16T20:31:00.009+01:00</published><updated>2010-12-16T22:58:43.759+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Vita a encefalogramma piatto</title><content type='html'>&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AuHOxwO4xKg?fs=1&amp;amp;hl=en_GB&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/AuHOxwO4xKg?fs=1&amp;amp;hl=en_GB&amp;amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su quel bazaar virtuale chiamato Facebook, qualcuno mi segnalava stamattina questo video. L'ho subito condiviso perché l'ho trovato molto poetico, sebbene un po' sdolcinato, e perché amo visceralmente Benigni.&lt;br /&gt;Poi, ho deciso di scriverci un post.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per piu' di un decennio ho vissuto una vita che avevo denominato &lt;em&gt;a encefalogramma piatto&lt;/em&gt;. In pratica, ero &lt;em&gt;morta dentro. &lt;/em&gt;Morta perché non solo non sapevo piu' amare ma perché, per riprendere Benigni, non sapevo piu' soffrire. &lt;em&gt;Avevo paura di soffrire&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ne ho parlato spesso di questo periodo della mia vita. Ma oggi, questa frase mi ha colpito come un'accettata.&lt;br /&gt;Perché ho tollerato questa vita per cosi' a lungo? Chi mi conosce da decenni, sa come ero &lt;em&gt;prima&lt;/em&gt;. Mi sono sempre crogiolata nella sofferenza. Me le andavo a cercare. Vivevo di passioni eccessive. La politica, gli ideali, la scrittura. L'amore. Non avevo paura delle conseguenze. Me le prendevo in faccia senza proteggermi. Vivevo.&lt;br /&gt;Vedo i miei figli. Gli dico sempre: il giorno in cui tornerete a casa sbattendo la porta e vi chiuderete in camera a piangere perché un ragazzo/una ragazza vi ha spezzato il cuore allora tirero' un sospiro di sollievo. Perché vuol dire che &lt;em&gt;state vivendo&lt;/em&gt;. Il giorno in cui griderete a pieni polmoni la vostra rabbia perché vi hanno fatto un sopruso e nonostante tutto tornerete, cocciuti, a sbattere la testa sullo stesso muro allora saro' fiera di voi. Perché state vivendo.&lt;br /&gt;Perché la vita non e' una strada cosparsa di petali di rose. Chi non se ne accorge, avvolto dalle false sicurezze di una vita anestetizzata, non sta vivendo.&lt;br /&gt;Perché la felicita' scaturisce &lt;em&gt;sempre&lt;/em&gt; dalla sofferenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure io per piu' di un decennio sono rimasta anestetizzata. Qualcosa deve essere successo e voglio capire che cosa. Perché non deve succedere piu', &lt;em&gt;mai piu'&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Era una vita da piccoloborghese. Non ricca, perché ho sempre vissuto con poco, non compravo vestiti, non andavo dal parrucchiere, non facevo vacanze e guidavo scassumi di terza mano. Non era neppure una vita particolarmente facile, non c'erano feste, festini, figli che andavano tranquillamente a scuola senza problemi.&lt;br /&gt;Eppure era una vita comoda. Perché non mi ero accorta del "particolare" fondamentale di quel trascinarsi quotidiano: &lt;em&gt;non c'erano emozioni.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ultime fortissime emozioni che ricordo sono state quelle della nascita dei miei figli. Probabilmente emozioni cosi' forti non le provero' piu'. Improvvisamente, la mia vita acquisto' una dimensione di pienezza. La famiglia che avevo sempre desiderato, che avevo sempre voluto, si concretizzava. Un incredibile atto &lt;em&gt;creativo&lt;/em&gt;. Un atto poetico, direbbe Benigni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, la paura. Subentro' strisciante, mica tutta di un colpo. Forse una difesa dalle difficolta' quotidiane.&lt;br /&gt;Come, avevo scardinato equilibri in passato, avevo cambiato paese, vita, linguaggio, avevo messo a dura prova il mio fisico con due gravidanze, lo avevo fatto con convinzione, sofferenza, felicita'. Improvvisamente dimentica di cio' che avevo fatto, &lt;em&gt;smisi di vivere&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;E ne venne a seguire l'infame decennio.&lt;br /&gt;Ho avuto paura di tutto. Di cambiare, di prendere la vita in mano e di vivere. Di reagire ai soprusi. Di amare. Non ho preteso l'amore perché avevo anche paura di pretenderlo. Ho perso occasioni. Ho buttato via gli anni piu' belli dei miei figli, quelli delle prime gioie, delle emozioni della crescita. Non c'ero. C'era un &lt;em&gt;clone&lt;/em&gt; al mio posto, che li osservava senza reagire. Senza soffrire. Senza gioire.&lt;br /&gt;Se potessi, rifarei tutto. Se avessi avuto allora la coscienza degli eventi che ho adesso, non avrei buttato via un decennio. Avrei vissuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma attenzione. Non e' una vita da Indiana Jones quella che rimpiango. Tutt'altro.&lt;br /&gt;Benigni dice &lt;em&gt;non esiste una cosa piu' poetica di un'altra&lt;/em&gt;. Scrivete di un termosifone, di un tram che arriva in ritardo, aggiunge.&lt;br /&gt;Quella che rimpiango e' &lt;em&gt;l'emozione del quotidiano&lt;/em&gt;. L'amore che si prova negli atti semplici, nei gesti di ogni giorno che pero' non riescono mai a diventare routine. &lt;em&gt;Accorgersi&lt;/em&gt; degli atti umili di una colazione insieme al mattino, di una recita a scuola, di una passeggiata nel parco la domenica. &lt;em&gt;Carpe diem&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi sono accorta. Ho disimparato ad amare perché avevo paura. Perché amare avrebbe comportato anche sofferenza. Il dolore di dire basta, di dare un taglio alla disperazione dei giorni morfinizzati.&lt;br /&gt;Poi, un giorno, il tracollo. C'e' un limite alla quantita' di &lt;em&gt;niente&lt;/em&gt; che si puo' sopportare, e quel limite lo avevo oltrepassato gia' da tempo. Ho deciso di vivere.&lt;br /&gt;Furono attacchi di panico a non finire. Le mie sinapsi che si risvegliavano, dopo lungo coma profondo. Ricominciavo a prendere decisioni. A sfidare il quotidiano. A soffrire.&lt;br /&gt;Ho cominciato a sentirmi in colpa, a dismisura. Mi chiedevo e mi continuo a chiedere: mi e' concessa tutta questa vita? Me la merito? E tutte queste decisioni, porteranno a degli errori?&lt;br /&gt;Certo, nessuno vive senza errori. Chi non commette errori, non vive. Quello e' l'errore piu' grande.&lt;br /&gt;La nostra umanita' si riassume inequivocabilmente nella nostra fallibilita'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avete paura? Chiedo spesso ai miei ragazzi. &lt;em&gt;Avete paura di questo enorme cambiamento?&lt;/em&gt; Dicono di no, non sanno. Sara' difficile, aggiungo sempre. Faticoso e difficile. Ci saranno gioie, ma anche dolori.&lt;br /&gt;Ci sara' felicita' ma anche sofferenza.&lt;br /&gt;Non vedo l'ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E prima che qualcuno reclami i diritti di autore, si', ammetto che anche &lt;/em&gt;&lt;a href="http://aquilanonvedente.wordpress.com/2010/12/05/il-barone-di-sigognac/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;questo scritto&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; mi ha ispirato ;).&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-354216047483781050?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/354216047483781050/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=354216047483781050' title='18 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/354216047483781050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/354216047483781050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/12/vita-encefalogramma-piatto.html' title='Vita a encefalogramma piatto'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-5161975641895614661</id><published>2010-12-13T01:30:00.005+01:00</published><updated>2010-12-13T11:00:36.066+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dusty bookshelves'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>I giorni perduti</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; FLOAT: left; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em; cssfloat: left" href="http://files.splinder.com/fe52659fb18bd7793471bacc87871d36.jpeg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://files.splinder.com/fe52659fb18bd7793471bacc87871d36.jpeg" width="320" height="240" n4="true" /&gt;&lt;/a&gt;Nella massa caotica e sparsa dei miei libri - ne posseggo a dozzine e non ho una libreria, vivo in una piccolissima casa ed i miei preziosi tesori cartacei sono ormai distribuiti in tutti i possibili angoli e davanzali, incluso l'ignaro ufficio del mio dipartimento universitario - ho recentemente ritrovato un libro (un libro che &lt;em&gt;volevo&lt;/em&gt; trovare, non e' stato un caso), &lt;em&gt;Le notti difficili &lt;/em&gt;di&lt;em&gt; &lt;/em&gt;Dino Buzzati, una raccolta di brevi racconti -uno dei suoi generi preferiti- l'ultimo libro che scrisse. Premetto che Buzzati e' uno dei miei autori preferiti in assoluto, un genio dell'immaginario e del racconto fantastico che ha interpretato la realta' in un modo sognante che mi calza spesso a pennello.&lt;br /&gt;Buzzati termino' la sua fin troppo breve vita il 28 gennaio del 1972, dopo aver lottato per mesi con un cancro terminale. Per tutto il tempo della sua malattia lui sapeva che doveva morire: la sua consapevolezza genero' questi racconti, velati di buio, di nebbie milanesi, di notti, di solitudine. Le notti difficili della coscienza che, appunto, tutto dovesse finire.&lt;br /&gt;Questo libro che avra' piu' di vent'anni, e' un tascabile degli Oscar Mondadori. Ritrovarlo mi ha portato tanti ricordi. Nel rileggerlo, ho annusato vecchie malinconie. L'odore della mia vecchia libreria nel vecchio appartamento dei miei, dove ho vissuto per anni. Ma ho anche ritrovato un antico sapore, un sapore buono, che non voglio piu' far andare via.&lt;br /&gt;Ve ne regalo un assaggio. Consideratelo quasi un invito a cena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;I giorni perduti&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche giorno dopo aver preso possesso della sontuosa villa, Ernst Kazirra, rincasando, avvistò da lontano un uomo che con una cassa sulle spalle usciva da una porticina secondaria del muro di cinta, e caricava la cassa sul camion.&lt;br /&gt;Non fece in tempo a raggiungerlo prima che fosse partito. Allora lo inseguì in auto. E il camion fece una lunga strada, fino all'estrema periferia della città fermandosi sul ciglio di un vallone.&lt;br /&gt;Kazirra scese dall'auto ed andò a vedere. Lo sconosciuto scaricò la cassa dal camion e, fatti pochi passi, la scaraventò nel botro; che era ingombro di migliaia e migliaia di altre casse uguali.&lt;br /&gt;Si avvicinò all'uomo e gli chiese: "Ti ho visto portar fuori quella cassa dal mio parco. Cosa c'era dentro? E cosa sono tutte queste casse?".&lt;br /&gt;Quello lo guardò e sorrise: "Ne ho ancora sul camion da buttare. Non sai? Sono i giorni".&lt;br /&gt;"Che giorni?"&lt;br /&gt;"I giorni tuoi."&lt;br /&gt;"I miei giorni?"&lt;br /&gt;"I tuoi giorni perduti. I giorni che hai perso. Li aspettavi, vero? Sono venuti. Che ne hai fatto? Guardali, intatti, ancora gonfi. E adesso..."&lt;br /&gt;Kazirra guardò. Formavano un mucchio immenso. Scese giù per la scarpata e ne aprì uno.&lt;br /&gt;C'era dentro una strada d'autunno, e in fondo Graziella, la sua fidanzata che se ne andava per sempre. E lui neppure la chiamava.&lt;br /&gt;Ne aprì un secondo. C'era una camera d'ospedale, e sul letto suo fratello Giosuè che stava male e lo aspettava. Ma lui era in giro per affari.&lt;br /&gt;Ne aprì un terzo. Al cancelletto della vecchia misera casa stava Duk il fedele mastino che lo attendeva da due anni, ridotto pelle e ossa. E lui non si sognava di tornare.&lt;br /&gt;Si sentì prendere da una certa cosa qui, alla bocca dello stomaco. Lo scaricatore stava dritto sul ciglio del vallone, immobile come un giustiziere.&lt;br /&gt;"Signore!" gridò Kazirra. "Mi ascolti. Lasci che mi porti via almeno questi tre giorni. La supplico. Almeno questi tre. Io sono ricco. Le darò tutto quello che vuole."&lt;br /&gt;Lo scaricatore fece un gesto con la destra, come per indicare un punto irraggiungibile, come per dire che era troppo tardi e che nessun rimedio era più possibile. Poi svanì nell'aria, e all'istante scomparve anche il gigantesco cumulo di casse misteriose. E l'ombra della notte scendeva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dino Buzzati&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-5161975641895614661?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/5161975641895614661/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=5161975641895614661' title='18 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/5161975641895614661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/5161975641895614661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/12/i-giorni-perduti.html' title='I giorni perduti'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-323397482995574119</id><published>2010-12-08T18:13:00.002+01:00</published><updated>2010-12-08T18:18:54.062+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Trent'anni fa</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em" href="http://images.eonline.com/eol_images/Entire_Site/20090626/425.lennon.john.062609.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://images.eonline.com/eol_images/Entire_Site/20090626/425.lennon.john.062609.jpg" width="320" height="237" n4="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Avresti settant'anni adesso. Coi capelli bianchi, un saggio anziano che avrebbe le sue cose da dire al mondo. I suoi messaggi datati e fuori moda. I suoi messaggi di amore. Chissa' cosa diresti della globalizzazione. Della recessione mondiale. Di tutte le guerre che si sono aggiunte in questi tre decenni. Avresti stretto la mano a Obama, ne sono sicura. Avresti pianto su &lt;em&gt;ground zero&lt;/em&gt; con i concittadini di quella citta' che ti ha ucciso.&lt;br /&gt;Hai vissuto e hai convissuto con i tuoi errori. In gioventu' il successo ti diede alla testa. Alcolizzato, hai trovato una donna che ti ha portato via dall'establishment e ti ha ridato una vita. Gli sei stato eternamente grato. Ma non sei riuscito a invecchiare con lei, come avresti voluto. Come le avevi promesso.&lt;br /&gt;Quel giorno di inverno del 1980. Avevo 15 anni, ingenua e piena di ideali. L'eta' di mio figlio adesso.&lt;br /&gt;La mia adolescenza fragile fatta di miti e di poster alle pareti. Suonavo le tue canzoni alla chitarra.&lt;br /&gt;Ed un amico mi disse "John Lennon e' morto".&lt;br /&gt;Non lui, pensai. Non cosi'.&lt;br /&gt;Non dimentichero' mai.&lt;br /&gt;Non avresti voluto morire per opera di uno psicopatico. Non cosi', per niente. Non con tutte le battaglie che avevi in mente di fare. Non dopo tutto quello che avevi passato.&lt;br /&gt;E ci hai lasciato cosi'. Involontaria icona nel tempo. Ci hai lasciato con le tue parole e la tua musica. Ti hanno anche dedicato un aeroporto.&lt;br /&gt;Non basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=-b7qaSxuZUg&amp;amp;feature=related" target="_blank"&gt;Tu ci credevi davvero.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci credo anch'io, sai?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao, John.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2GmVajkqLNU?fs=1&amp;amp;hl=en_GB&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/2GmVajkqLNU?fs=1&amp;amp;hl=en_GB&amp;amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Love is asking to be loved"&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-323397482995574119?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/323397482995574119/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=323397482995574119' title='9 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/323397482995574119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/323397482995574119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/12/trentanni-fa.html' title='Trent&apos;anni fa'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-492005675061513027</id><published>2010-12-04T10:51:00.004+01:00</published><updated>2010-12-04T10:59:38.115+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><title type='text'>Qui fa freddo, come stai?</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em" href="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:qThElDJLuuhkDM:http://image1.masterfile.com/getImage/NjAwLTAxMTIzNzMybi4wMDAwMDAwMA=AGqbAh/600-01123732n.jpg&amp;amp;t=1" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:qThElDJLuuhkDM:http://image1.masterfile.com/getImage/NjAwLTAxMTIzNzMybi4wMDAwMDAwMA=AGqbAh/600-01123732n.jpg&amp;amp;t=1" width="400" height="265" ox="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4 Dicembre, 2020&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cara M.&lt;br /&gt;e' un po' che volevo scriverti ma con l'approssimarsi del solstizio d'inverno le temperature si fanno piu' rigide e l'elettricita' va e viene. Colgo adesso l'occasione per mandarti due righe: non potrebbe piu' presentarsi per i prossimi due mesi.&lt;br /&gt;Da quando la Corrente del Golfo si e' spostata verso sud, circa dieci anni fa, a queste latitudini il clima e' peggiorato a dismisura. Siamo ormai diventati, a tutti gli effetti, subpolari.&lt;br /&gt;E' passato tanto tempo dall'ultima volta che ci siamo viste, ci siamo parlate. Tu te ne sei andata quando il clima ha cominciato ha cambiare: hai fatto bene. Sei andata verso sud con i tuoi figli. Saranno grandi ormai, un uomo e una donna. Mi piacerebbe tanto rivederli.&lt;br /&gt;I climatologi avevano ragione. La Groenlandia si scioglieva a vista d'occhio e le acque fredde del Nord Atlantico spingevano la Corrente verso sud. Nessuno ci credeva. E' successo. Quella corrente che ci portava piogge tiepide e temperature miti. Ora non c'e' piu'. La rimpiangiamo cosi' tanto.&lt;br /&gt;Un paio di inverni fa abbiamo visto i primi iceberg a largo della costa ad ovest. Ormai sono diventati una costante di quel paesaggio. E gli inverni sono sempre piu' lunghi. Intollerabili.&lt;br /&gt;Io, a differenza tua, sono rimasta. I miei figli una volta raggiunti i vent'anni se ne sono andati pure loro verso latitudini piu' miti. Ma lo sai, hanno la stessa eta' dei tuoi. Sono rimasta sola dunque. Ho tagliato i contatti con il resto del mondo. Mi chiedi il perché, nella tua ultima missiva della scorsa estate. Mi sembravi cosi' felice. Sbaglio? Mi hai detto che anche tu avevi tanta paura quando te ne sei andata. Ma non potevi tollerare questi cambiamenti climatici, non riuscivi piu' a tollerare l'isolamento e il freddo. Mi hai chiesto di seguirti, me lo ricordo bene. Mi dicesti che ci saremmo aiutate, i nostri figli avrebbero potuto crescere insieme.&lt;br /&gt;Non ti ho ascoltata. Sono rimasta. Forse un'autopunizione per tutti gli errori che ho fatto.&lt;br /&gt;Mi sono punita? Ho espiato?&lt;br /&gt;Non saprei.&lt;br /&gt;Mi fa piacere sentirti cosi' contenta, comunque. Contenta del tuo quotidiano, della tua tranquillita'. Mi dici che non soffri piu' di insonnia e che con allegria ti sei data alla cucina. Non sembri neanche la stessa persona. Mi racconti del tuo lavoro, delle soddisfazioni che ti da'. Dei tuoi vecchi e nuovi amici. Dell'amore che ti riempie la vita. Mi dici che a volte e' dura, con i genitori molto anziani che richiedono attenzione. Ma che e' una stanchezza positiva. Una stanchezza contenta.&lt;br /&gt;Capisco cosa vuoi dire, almeno ci provo. La stanchezza contenta, intendo. La mia stanchezza invece e' sempre esausta. Di quel tipo che non si riesce a curare con una buona nottata di sonno, quella che non conosce riposo. Anche se qui non c'e' molto da fare. Le aziende si sono trasferite tutte in paesi dai climi piu' miti. Tutte le attivita' hanno chiuso. Non preoccuparti per me, comunque, l'esercito passa regolarmente a rifornirci di beni essenziali, vivande, medicinali e carburante per il riscaldamento, anche se le scorte di quest'ultimo durano sempre troppo poco. I soldati sono gentili, mi chiedono sempre come sto, ogni tanto mi portano qualche libro. La loro visita settimanale e' l'unico contatto umano che ho durante questi lunghi inverni.&lt;br /&gt;Ti lascio adesso. La luce di questo breve pomeriggio si sta affievolendo e mi sono rimaste poche candele.&lt;br /&gt;Magari verro' a trovarti con la bella stagione, quando riapriranno l'aeroporto. So che mi chiederai di rimanere con te, non so se lo faro'. Devo terminare la mia espiazione.&lt;br /&gt;Rimarro' qui a rimpiangere le piogge tiepide e la brezza atlantica. Un giorno forse torneranno a riscaldarci il corpo e lo spirito. Oppure non torneranno piu'.&lt;br /&gt;Ti abbraccio. Continua il tuo percorso, ti meriti il calore che ti circonda. E ti prego, non preoccuparti per me: i miei inverni sono una scelta.&lt;br /&gt;Con affetto, tua sorella.&lt;br /&gt;A.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-492005675061513027?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/492005675061513027/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=492005675061513027' title='10 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/492005675061513027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/492005675061513027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/12/qui-fa-freddo-come-stai.html' title='Qui fa freddo, come stai?'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-1787842632911576813</id><published>2010-11-26T21:10:00.002+01:00</published><updated>2010-11-26T21:14:48.059+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bóthar'/><title type='text'>Io ci credevo</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; FLOAT: left; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em; cssfloat: left" href="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ-wumi3LZJOnKTbbsuzmALyLNLElA-c6TLjvjmXQ_XFi8WQM2q" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ-wumi3LZJOnKTbbsuzmALyLNLElA-c6TLjvjmXQ_XFi8WQM2q" width="320" height="256" ox="true" /&gt;&lt;/a&gt; Ho passato anni all'universita', in due paesi diversi. Mi sono districata negli atenei milanesi degli anni '80 senza grandi risultati: due facolta', iniziate con passione, trascinate nel fuori corso della massa degli studenti lavoratori. Abbandonate entrambe.&lt;br /&gt;Poi in Irlanda vari corsi, prima a Dublino, quindi online, infine a Cork, la laurea, presa studiando nei ritagli di tempo, di notte, con passione e convinzione. Infine l'illusione di una carriera accademica, il lavoro di ricercatore, assistente universitario, un dottorato mai finito. Sottopagata, ho passato le mie notti a studiare, a ricercare, a scrivere. I giorni ad insegnare, a correggere compiti, esercizi, tesine. Ci credevo in questi studenti impauriti, che arrivavano sgrammaticati e irregimentati da un sistema scolastico fatiscente (quello di stampo anglosassone), che non lasciava spazio alla cultura ed allo &lt;em&gt;spirito critico&lt;/em&gt;. Docenti ed assistenti, rassegnati, ci si tirava su le maniche e si iniziava, sulle timide e spaventate matricole, il meticoloso lavoro di formazione dello &lt;em&gt;spirito di pensiero libero&lt;/em&gt; che dovrebbe caratterizzare ogni studente universitario di questo mondo.&lt;br /&gt;Io ci credevo. A questo irrinunciabile anelito all'apprendimento. Al diritto ad un'universita' libera e senza tasse o balzelli. Alla lettura e comprensione critica del mondo. Non attaccatevi ai voti, gli si diceva. Non siete piu' alle superiori. Imparate a pensare.&lt;br /&gt;Imparate ad essere &lt;em&gt;dissidenti&lt;/em&gt;. A non credere a nulla di quello che vi viene detto. A non farvi &lt;em&gt;imboccare&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Le stesse cose che dico tutti i giorni ai miei figli. L'insegnamento come una vocazione, io ci credevo. A quei ragazzi dicevo le stesse cose che dicevo ai miei figli. &lt;em&gt;Interpretate. Criticate. Formatevi un'opinione.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Poi i tagli all'istruzione, alla ricerca. Un'accettata che ci tolse il respiro. Ridusse il personale. Gambizzo' noi assistenti e ricercatori, senza piu' soldi per pagarci le bollette o l'affitto. Finii a lavorare in un &lt;em&gt;call centre&lt;/em&gt;. Mentre l'universita' si sgretolava, gli studenti si ritiravano, le tasse universitarie raddoppiavano.&lt;br /&gt;Sto parlando dell'Irlanda. Un paese in disgregazione. Sto parlando del Regno Unito. Della Francia, della Spagna.&lt;br /&gt;Dell'Italia.&lt;br /&gt;La globalizzazione della disgregazione del sapere.&lt;br /&gt;E gli studenti universitari ed i ricercatori irlandesi sono finiti in piazza, a protestare contro questa disgregazione. Hanno mostrato spirito critico. Quello che abbiamo cercato di insegnargli. Sono stati picchiati.&lt;br /&gt;E gli studenti universitari ed i ricercatori inglesi sono finiti in piazza a protestare contro gli insulti alle loro menti libere. Hanno mostrato spirito critico. Sono stati picchiati.&lt;br /&gt;E gli studenti universitari ed i ricercatori italiani sono finiti in piazza e sui tetti a protestare contro l'ignoranza ed il pressapochismo di chi li governa. Hanno mostrato spirito critico, hanno mostrato che c'e' ancora speranza di cambiamento perché le universita', nonostante tutto, &lt;em&gt;pensano ancora.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Sono stati picchiati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Universitatem: il complesso di tutte le cose. &lt;/em&gt;Il comprendimento di tutte le cose. L'analisi del tutto che ci circonda. Senza certezze, perché lo studioso, lo scolaro, non ha certezze: apprende.&lt;br /&gt;La Gelmini non le sa queste cose.&lt;br /&gt;Non ha capito che la disgregazione del sapere e dello spirito critico coincide con la disgregazione delle speranze di un futuro di crescita.&lt;br /&gt;Gli studenti universitari di tutta Europa l'hanno capito.&lt;br /&gt;Bravi, ragazzi, sono fiera di voi. Al punto che ho ricominciato a crederci anch'io.&lt;br /&gt;Fossi li', sarei sui tetti con voi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-1787842632911576813?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/1787842632911576813/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=1787842632911576813' title='36 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1787842632911576813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1787842632911576813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/11/io-ci-credevo.html' title='Io ci credevo'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>36</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-5860894531637531525</id><published>2010-11-23T16:42:00.001+01:00</published><updated>2010-11-23T16:43:11.624+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Voglio raccontarvi di lei...</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; FLOAT: left; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em; cssfloat: left" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3f/Aer.lingus.a320-200.ei-den.arp.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3f/Aer.lingus.a320-200.ei-den.arp.jpg" width="320" height="211" ox="true" /&gt;&lt;/a&gt; Salve, sono un aereo di linea. Sono bianco e verde, con un trifoglio sulla coda e due potenti motori jet a turbina. Devo ammettere con un po' di civetteria che quando mi guardo riflesso nelle vetrate degli aeroporti mi piaccio davvero. Insomma, non sono per nulla male.&lt;br /&gt;Faccio sempre la stessa tratta e porto M. avanti e indietro dal suo paese d'origine. La porto via da un luogo che ha cominciato a detestare e la deposito in un luogo che ha ricominciato ad amare. E' il mio dovere. Spero di farlo bene.&lt;br /&gt;Oddio, non e' che sia sempre io quello che deposita questa piccola passeggera da un'estremita' all'altra dell'Europa. Ho altri fratelli e sorelle gemelle, agghindati dei medesimi colori (anche se, ribadisco, io penso proprio di essere il piu' avvenente), che mi aiutano in questo suo doveroso pendolarismo. Ci raccontiamo le nostre esperienze e le nostre storie riguardanti M., per cui penso di poter affermare con certezza che sto parlando anche per loro.&lt;br /&gt;Devo ammettere che M. e' una passeggera ideale. Pesa poco ed occupa poco posto, magari fossero tutti come lei farei meno fatica. Ha sempre quel piccolo trolley rosso, lo vedo un po' logoro ultimamente. Non viaggia sempre sola, a volta la vedo coi suoi figli, un ragazzo un po' scontroso ed una ragazzina frizzante. Quando e' con loro e' piu' sorridente, non ha il solito sguardo malinconico ed un po' triste, soprattutto quando la riporto a Dublino.&lt;br /&gt;M. ha viaggiato per anni con noi. Ho visto i suoi figli crescere. Li conoscevamo quando erano neonati. Cosi' tranquilli, in viaggio: non avete idea quanto detesti i bambini urlanti, davvero mi disturbano gli alettoni. Mi ricordo che era spesso stanca. Ancora piu' spesso sola, con questi bambini che poi sono diventati ragazzi. Non l'ho mai vista con un... insomma, qualcuno che sembrasse &lt;em&gt;in intimita'&lt;/em&gt; con lei. Non per farmi i fatti suoi, ma mi sarebbe piaciuto vederla andare per una vacanza spensierata, di tanto in tanto, con qualcuno che la facesse sorridere.&lt;br /&gt;Ho intuito che non le piace volare, anche se io, come ho detto, ho sempre fatto il mio dovere impeccabile. L'ho sempre protetta da brutte turbolenze, ho sempre cercato di atterrare in modo morbido e senza troppi scossoni e mi sono sempre tenuto in forma, in modo da non riservarle mai brutte sorprese. Cerco di coccolarla un po', insomma, a volte mi sembra proprio che ne abbia bisogno.&lt;br /&gt;Non fa molto quando e' mia passeggera. Legge, scrive. Beve un té. L'ho vista dormire e rilassarsi solo una volta. E' spesso tesa.&lt;br /&gt;Pero' recentemente, devo dire, e' diversa. Non so come spiegare. Sorride, addirittura durante il nostro ultimo viaggio l'ho sentita sghignazzare mentre leggeva un libro. Mi chiedo che libro fosse, ma mi ha fatto piacere sentirla allegra. Ogni tanto si asciuga anche qualche lacrima furtiva. Ma nella mia consumata esperienza a contatto con questi goffi esseri umani, ho imparato a distinguere le lacrime di dolore, quelle degli addii brutali e della sofferenza, da quelle della nostalgia dolce e contenta. Sono sicuro che le sue piccole lacrime appartengano alla seconda categoria.&lt;br /&gt;Da qualche mese la vedo spesso tra le mie ali. Mi fa piacere, come ho detto, con lei viaggio bene. Ho come il sospetto che tra pochissimo la vedro', invece, molto raramente.&lt;br /&gt;Certo, mi dispiacera'. Ma allo stesso tempo saro' felice per lei. Vorra' dire che avra' finalmente trovato il "suo" posto.&lt;br /&gt;Io appartengo ai cieli. Persone come lei appartengono alla Terra e devono mettere radici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. so che e' fuori contesto, ma vorrei precisare che io ho un nome nobile ed altisonante. Invece per qualche motivo lei mi chiama scherzosamente &lt;em&gt;AerTagliatelle&lt;/em&gt;. Ammetto che un po' di fastidio mi da', insomma dopo averla trattata cosi' bene. Mi chiama cosi' e se la ride di gusto. Vabbé, se la fa contenta glielo perdono. Ma chissa' da dove spunta fuori questo nomignolo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Questo post e' stato "incentivato" dalla cara &lt;/em&gt;&lt;a href="http://ilmondodifigenia.wordpress.com/2010/11/20/diamo-voce-a-un-oggetto/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Ifigenia&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;, in un piacevole tentativo di far parlare gli oggetti che piu' ci accompagnano nella vita.&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-5860894531637531525?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/5860894531637531525/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=5860894531637531525' title='16 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/5860894531637531525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/5860894531637531525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/11/voglio-raccontarvi-di-lei.html' title='Voglio raccontarvi di lei...'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-752025004616343132</id><published>2010-11-22T10:36:00.000+01:00</published><updated>2010-11-22T10:36:39.476+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><title type='text'>Dipartita</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.vam.ac.uk/images/image/18368-large.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="253" ox="true" src="http://www.vam.ac.uk/images/image/18368-large.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pianura uggiosa di acquitrini e risaie e fango di terra bruciata si dipanava dal finestrino del treno.&lt;br /&gt;Grigio di cielo, grigio di case, grigio di asfalto, grigio di binari e di alberi spogli.&lt;br /&gt;Dentro, lei aveva l'arcobaleno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-752025004616343132?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/752025004616343132/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=752025004616343132' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/752025004616343132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/752025004616343132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/11/dipartita.html' title='Dipartita'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-7412503657087341737</id><published>2010-11-20T20:22:00.002+01:00</published><updated>2010-11-20T20:39:17.478+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><title type='text'>La cognizione del dolore</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em" href="http://3.bp.blogspot.com/_yYzxBDSbDZ0/TH0eBFzHKbI/AAAAAAAAAiU/piKfLwSZ6MY/s1600/dolore.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_yYzxBDSbDZ0/TH0eBFzHKbI/AAAAAAAAAiU/piKfLwSZ6MY/s320/dolore.jpg" width="320" height="240" ox="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva gettato via il telefono. Un volo lungo e alto, dal settimo piano. Dovunque fosse atterrato, sfracellato, non le importava. Aveva spento il computer. Perché nessuno potesse contattarla, presumere, assumere, intuire. Aveva chiuso le finestre, le tapparelle, le tende, affinché nessuno potesse vederla.&lt;br /&gt;Era rimasta al buio. In quel buio voleva capire. Ore, giorni, non le importava quanto ci sarebbe voluto.&lt;br /&gt;Voleva capire il dolore. Le motivazioni, la necessita' del suo esistere. Il perché ogni essere umano ci dovesse passare attraverso.&lt;br /&gt;Voleva sentire il dolore. Non in modo passivo, voleva respirarlo. Girarselo attorno al corpo dimesso, come un lenzuolo di seta. Toccarlo, farsi toccare dalla sofferenza.&lt;br /&gt;Voleva definire il dolore. Era stufa di percepirlo come un concetto indefinito, generico. Come una scusa per l'inappetenza, un pretesto per l'insonnia. Il dolore necessitava di un nome. Che si potesse additare, accusare, insultare.&lt;br /&gt;Era il dolore della mancanza? Quello che si soffre per cio' che non c'e', per i desideri rinnegati?&lt;br /&gt;O forse era il dolore dell'affronto. Quello dell'ennesima ferita, dell'enesima palata di melma in faccia, dell'ennesimo rifiuto.&lt;br /&gt;Il dolore dell'abbandono? Quello della solitudine non desiderata, dell'isolamento imposto, della prigionia esistenziale?&lt;br /&gt;Oppure &lt;em&gt;semplicemente&lt;/em&gt; il dolore della perdita. Dei lutti, veri o metaforici. Di chi prima c'era e poi non c'e' piu'. Di chi si vorrebbe sostituire ma non si puo', perché ha lasciato un vuoto.&lt;br /&gt;Non riusciva a definire, forse era un compendio. Un dolore composito, complesso. Forse era indefinibile. La sua operazione cognitiva, la compulsione alla riduzione logica di un concetto inafferrabile era probabilmente futile.&lt;br /&gt;Come tutto il resto d'altronde.&lt;br /&gt;Rimase immobile nel letto un tempo indefinibile. Non capiva piu' lo scorrere delle ore. Percepiva i rumori familiari dei vicini: un programma televisivo ed un rumore di stoviglie, allora era sera. Le auto si sovrapponevano all'asfalto umido di pioggia e poi silenzio: era la notte. Le ore si sprecavano e lei sapeva che doveva metabolizzare. Che doveva capire, una chiarificazione era necessaria. Il suo essere fragilmente emotivo aveva bisogno di forza. Se dolore ci doveva essere, allora che fosse comprensibile.&lt;br /&gt;Si appisolo' forse. Senti' i bambini del vicinato che si preparavano per la scuola. Gia' mattino? Forse aveva dormito. Tutte quelle ore sprecate ed ancora non aveva capito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, il campanello della porta. Accidenti. A quello non ci aveva pensato. Telefono, computer, tapparelle. Alla porta non ci aveva pensato. Non passava mai nessuno, non le era venuto in mente che sarebbe potuto accadere. Il campanello, una seconda volta. Si alzo' a malincuore. Barcollando, vacillo' verso l'entrata. Apri'.&lt;br /&gt;L'amica la seziono', dalla testa ai piedi e la vide nella sua magrezza, nel suo scompiglio, nei suoi vestiti stropicciati. Non disse niente per un lungo momento.&lt;br /&gt;"E' un po' che cerco di contattarti. Non dirmi che hai di nuovo buttato via il telefono?"&lt;br /&gt;Lei non rispose. Non la guardava. Respirava a malapena nel suo silenzio contrito.&lt;br /&gt;L'amica entro' a forza e si fece strada tra le camere. Tiro' su le tapparelle, apri' le tende, le finestre: c'era il sole. Uno squillante sole invernale.&lt;br /&gt;Poi si diresse in cucina, e dalla porta le chiese "caffé?". Non disse altro, sapeva che qualsiasi altra parola sarebbe stata ridondante.&lt;br /&gt;Ed allora lei, senza rispondere, senti' le lacrime improvvise scenderle sulle guance. Un nodo che si era sciolto senza possibilita' d'errore. L'amica la raggiunse e l'abbraccio' forte. Non disse nulla. Qualsiasi cosa sarebbe stata superflua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora lei non aveva capito il dolore. Ma ne aveva compreso appieno il suo opposto. E quello era abbastanza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-7412503657087341737?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/7412503657087341737/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=7412503657087341737' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7412503657087341737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7412503657087341737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/11/la-cognizione-del-dolore.html' title='La cognizione del dolore'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yYzxBDSbDZ0/TH0eBFzHKbI/AAAAAAAAAiU/piKfLwSZ6MY/s72-c/dolore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-1572895076111525743</id><published>2010-11-16T14:55:00.000+01:00</published><updated>2010-11-16T14:55:26.966+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bóthar'/><title type='text'>Miscredente</title><content type='html'>&lt;a href="http://saints.sqpn.com/wp-content/gallery/holy-innocents/holy-innocents-04.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="247" px="true" src="http://saints.sqpn.com/wp-content/gallery/holy-innocents/holy-innocents-04.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I miei figli sanno benissimo quali siano le mie posizioni nei confronti della religione. Non gliene ho mai fatto mistero, ho sempre lasciato loro la liberta' assoluta di scelta, Che ovviamente, in un paese cattolico in cui tutte le scuole sono ancora gestite dalla chiesa, non e' esattamente una scelta.&lt;br /&gt;Per cui mia figlia ha deciso di fare la cresima. La fara' a maggio.&lt;br /&gt;Ieri sera mi poge il modulo per la cresima che le ha dato la scuola, da far firmare da almeno un genitore.&lt;br /&gt;Diceva alla fine &lt;em&gt;Io, genitore di.... mi impegno a far crescere mio figlio/a come un devoto cattolico nel rispetto della santa romana chiesa cattolica.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Lo do' indietro a mia figlia. "Non posso firmarlo, lo sai che sono atea", le dico "Non posso mantenere questa promessa. Fallo firmare a tuo padre".&lt;br /&gt;Lei con tutta tranquillita' annuisce e fa per riprendersi il foglio di carta. Ma prima di ridarlo mi accorgo di una nota a calce, ben scritta in neretto in modo che non possa sfuggire a nessuno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pregasi allegare 30 euro di contributo obbligatorio &lt;/strong&gt;(bello l'ossimoro, eh?) &lt;strong&gt;per spese di preparazione alla cresima.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Contributo che ovviamente non include spese per l'affitto della tunica, ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa e' la stessa scuola che, 6 anni fa, voleva impedire a mio figlio di fare la comunione con i suoi compagni di classe, perché &lt;em&gt;avrebbe potuto rovinare la bella festa a tutti&lt;/em&gt; (traduzione letterale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ti chiedi perché uno compra i libri di Richard Dawkins.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-1572895076111525743?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/1572895076111525743/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=1572895076111525743' title='18 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1572895076111525743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1572895076111525743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/11/miscredente.html' title='Miscredente'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-7271620068997239487</id><published>2010-11-14T15:06:00.000+01:00</published><updated>2010-11-14T15:06:57.582+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Selvatica</title><content type='html'>&lt;a href="http://iamshallow.files.wordpress.com/2009/07/alice-in-wonderland-tim-burton.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" px="true" src="http://iamshallow.files.wordpress.com/2009/07/alice-in-wonderland-tim-burton.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Avrebbe voluto essere uno di quei bambini selvatici. Di quelli che vengono abbandonati nei boschi e crescono coi lupi ed i cervi. Che imparano a nutrirsi di bacche e pesci crudi. Che imparano la vita da soli.&lt;br /&gt;Chiusa in quella camera dalle mura azzurre, l'adolescenza era come una ferita. &lt;em&gt;The Smiths&lt;/em&gt; suonavano dolorosi sul giradischi scassato. Avrebbe voluto essere come Alice. Perdersi nella foresta della sua immaginazione. Selvatica e curiosa, perché lo era gia'.&lt;br /&gt;Se solo il padre le avesse parlato. Se solo la madre non avesse passato tutto il tempo a dormire, anestetizzata da una vita che non riusciva a gioire. Se solo quel &lt;em&gt;bastardo &lt;/em&gt;l'avesse chiamata. &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tutti tu te li trovi, eh?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il lamento di Morrissey dalle casse del giradischi. Esiste il gatto del Cheshire? O una pozione che la facesse allungare a dismisura? Le sarebbe piaciuto&amp;nbsp;guardare tutti dall'alto in basso. Chissa' cosa si prova. Invece di sentirsi schiacciare tutti i momenti.&lt;br /&gt;Nel bosco incantato, dove non esistono principi azzurri. Si sarebbe innamorata del cappellaio matto lei, che si innamorava in continuazione. &amp;nbsp;Lui l'avrebbe chiamata, perché era matto appunto, e solo un pazzo avrebbe potuto ricambiare il suo amore.&lt;br /&gt;Voleva una favola. Voleva che la&amp;nbsp;madre uscisse dal letto e le preparasse una torta. Voleva che il padre le sorridesse. Voleva che &lt;em&gt;quel bastardo&lt;/em&gt; le telefonasse.&lt;br /&gt;Voleva andare via.&lt;br /&gt;In quel bosco selvatico dove la meraviglia e' uno stato costante.&lt;br /&gt;Il cappellaio matto le avrebbe dato un fiore e l'avrebbe fatta ridere, ridere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-7271620068997239487?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/7271620068997239487/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=7271620068997239487' title='11 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7271620068997239487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7271620068997239487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/11/selvatica.html' title='Selvatica'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-1765619845624849596</id><published>2010-11-09T10:26:00.007+01:00</published><updated>2010-11-09T10:43:08.880+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bóthar'/><title type='text'>L'erba piu' verde</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em" href="http://www.bekkoame.ne.jp/~toisa/wp/az-66-2-SS.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.bekkoame.ne.jp/~toisa/wp/az-66-2-SS.jpg" width="380" px="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei fare alcune precisazioni. Sulla mia decisione di tornare in Italia. Alcuni sono rimasti perplessi, anche amici di vecchia data. Altri ancora dicono &lt;em&gt;torna, ma aspettati un paese disastrato&lt;/em&gt;. Altri mi raccomandano di pensarci bene. Che l'Irlanda tutto sommato non e' cosi' male.&lt;br /&gt;E allora, mi sono detta, scriviamoci sopra un post. Che mi serva anche a schiarirmi le idee e a mettere le mie posizioni in chiaro una volta per tutte. Posizioni che scateneranno polemiche, lo so, ma a questo punto me ne importa poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione personale. &lt;em&gt;Attenta a non fare un gesto dettato dalla disperazione &lt;/em&gt;mi e' stato raccomandato con arguta saggezza. Arguta, gia'. Perché la mia &lt;em&gt;disperazione&lt;/em&gt; ve la spiego in poche parole. Madre single, senza supporto ne' monetario ne' psicologico ne' materiale da nessuno, tantomeno dal padre dei figli che continua a perpretare dinamiche di abuso e di controllo nei miei confronti. Disoccupata, dopo tutta una serie di lavori temporanei ed occasionali. Come dite da quelle parti? &lt;em&gt;Precari&lt;/em&gt;. Senza uno schema pensionistico alla veneranda eta' di 45 anni. Putroppo anni fa feci la scelta azzardata di rinunciare per ben tre volte ad una carriera avviata con conseguenze che paghero' per sempre. Disoccupata per scelta, mi sono licenziata dall'ultimo lavoro dopo settimane di turni dalle tre a mezzanotte, perché mia figlia stava finendo in ospedale per problemi psicosomatici -non aveva nessun altro che la supportasse, purtroppo vivono in uno stato di isolamento sociale- e mio figlio non va a scuola. Perché non si trovano scuole. Perché lui a scuola ci funziona male. Perché da queste parti se sei adolescente ed hai tratti autistici della personalita', te ne stai a casa.&lt;br /&gt;Ah, dimenticavo, senza una casa (ho un appartamento in affitto che doro' comunque lasciare l'anno prossimo e poi probabilmente finiro' in una stanza in subaffitto perché non posso permettermi nient'altro).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho fatto proprio un sunto, perché i dettagli dei passati 15 anni di &lt;em&gt;disperazione&lt;/em&gt; i miei lettori fedeli li conoscono gia'. Ma vediamo altre obiezioni.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non hai idea di come siano conciate le scuole in Italia.&lt;/em&gt; Questo e' un punto controverso. Paradossalmente, persone che hanno &lt;em&gt;effettivamente&lt;/em&gt; figli a scuola in Italia mi hanno invece detto &lt;em&gt;beh pero' tutto sommato qui e' facile mandare i figli a scuola.&lt;/em&gt; Persone che si sono trasferite in Italia dall'Irlanda, dopo aver avuto a che fare con il sistema scolastico irlandese mi hanno addirittura rivelato, sottovoce,&lt;em&gt; qui in Italia e' come un sogno.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Vi spiego, per farvi capire come l'erba del vicino non e' sempre piu' verde, anzi e' spesso ingiallita e parecchio. Qui in Irlanda' il concetto di istruzione e' molto diverso da altri stati europei. Non e' un diritto. Appena un figlio nasce, devi immediatamente mettere il nome in lista nelle scuole. Sia elementari che superiori. Si, avete letto bene, &lt;em&gt;bisogna pre-iscrivere i figli al momento della nascita&lt;/em&gt;. I genitori italiani rimarranno adesso esterefatti. Come, non e' il comune di residenza che ti manda la lettera per iscrivere i bambini alla scuola elementare locale? No. Come, non si passa direttamente dalle elementari alle medie locali? No, qui non esistono neppure le scuole medie. Come, non si sceglie la scuola superiore secondo le capacita' e le inclinazioni del ragazzo, alla fine della sua istruzione primaria? No, qui le scuole superiori non sono differenziate, programma unico per tutti, posti limitati, dificile entrarvi a meno che non sei un residente del luogo da generazioni.&lt;br /&gt;Qualcuno definirebbe questa mentalita' &lt;em&gt;leghista&lt;/em&gt;. Lo e', effettivamente.&lt;br /&gt;Poi le scuole. Classi sovraffollate. Obbligo in tutte le scuole di indossare uniformi che &lt;em&gt;costano una fortuna&lt;/em&gt;. Taglio dappertutto degli insegnanti di supporto. Eh si. Anche qui. Mancanza di edifici per le scuole pubbliche. Mia figlia va da 5 anni a scuola in un prefabbricato. Cosi' accade al 50% dei ragazzi irlandesi. Scuole in prefabbricati. Freddi d'inverno, roventi d'estate. Programmi scolastici carenti. I ragazzi arrivano all'universita' con la capacita' grammaticale e sintattica di un ragazzino di terza media. E' un problema atavico di cui i docenti universitari di tutto il paese hanno dolorosa coscienza.&lt;br /&gt;Ah com'e' verde l'erba del vicino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La situazione politica in Italia e' un disastro&lt;/em&gt;. Grazie per l'avvertimento. Davvero. Ma che sono, sorda e cieca? Certo che lo vedo. Berlusconi. Allora, parliamoci chiaro, quanto avra' da vivere ancora quel puttaniere? Per carita', non auguro la morte a nessuno, parlo principalmente di longevita' politica. Sinceramente, non molto. L'Italia ha toccato &lt;em&gt;finalmente&lt;/em&gt; il fondo che di piu' non si puo'. Ora e' risalita.&lt;br /&gt;Invece in Irlanda ci si diverte. Un governo incapace. Per carita', non corrotto, non ci sono veline, escort, festini ecc. Solo un primo ministro che partecipa a programmi radiofonici mattutini con evidenti segni di postumi di sbronza. Politici incapaci, &lt;em&gt;uno dopo l'altro&lt;/em&gt;, incapaci di fare riforme istituzionali (come ad esempio quella di togliere una volta per tutte il sistema scolastico dalle mani della chiesa cattolica e &lt;em&gt;statalizzarlo&lt;/em&gt;, come in tutti gli altri paesi democratici). Incapaci di gestire la situazione economica che, ahimé, al 14% di disoccupazione non ha ancora toccato il fondo. Incapaci di gestire un paese di soli 4 milioni di abitanti. Un paese in cui la parola "bambino" non e' menzionata nella costituzione. Un paese che non riesce a vedere il futuro, con enormi problemi di alcol e di stabilita' familiare.&lt;br /&gt;Ah com'e' verde l'erba del vicino.&lt;br /&gt;Ah, dimenticavo, qui i medici di famiglia si pagano. Una media di 50 euro a visita. Si', avete letto bene. Hai bisogno di una ricetta perché hai la laringite, paghi cinquanta euro. Tuo figlio ha la tonsillite o il mal di pancia, paghi 50 euro.&lt;br /&gt;Tra le altre complicazioni c'e' quella di avere un figlio che ha bisogno di supporto psicologico. Ho cercato disperatamente terapisti per anni. Ho trovato sempre soluzioni temporanee, costosissime, private. Qui nella ridente cittadina di Cork dove evidentemente nessuno ha problemi psicologici, non ho trovato un terapista per mio figlio nenache a pagarlo d'oro. Sono finita con l'andare a Dublino avanti ed indietro (250 km da Cork) per una psicologa. Americana.&lt;br /&gt;In Italia mi e' bastata una telefonata per trovare uno psicologo disposto a vedere mio figlio. Probabilmente era il mio giorno fortunato... che dire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vivo nella seconda citta' d'Irlanda. E' grande come Parma (senza offesa ai parmensi). Campanilista. Chiusa in se stessa, avversa alle infiltrazioni esterne. Dopo aver vissuto dieci anni a Dublino, una citta' internazionale in cui si respira aria giovane, di cultura, di laicita' e vitalita', venire a Cork e' stato come rinchiudermi in una tomba. Vorrei precisare che non ci sono venuta di mia scelta. Sono stata rifiutata in quanto &lt;em&gt;non di Cork&lt;/em&gt;. Non fraintendetemi, neanche perché ero straniera o dall'accento strano. proprio &lt;em&gt;perché non sono di Cork&lt;/em&gt;. Vi lascio immaginare la collezione di barzellette che il resto degli abitanti di quest'isola possiede su questa citta' isolazionista.&lt;br /&gt;Il succo e' che nessuno ha mai teso una mano. Ho dovuto pagare un'avvocato per cercare aiuto e supporto. Non esiste supporto pubblico per le madri separate con figli. La gente &lt;em&gt;ha paura&lt;/em&gt; dei contatti sociali troppo "ravvicinati". Ed alla fine della fiera se non ti piace andare al pub, sei tagliato fuori. A me non piace andare al pub.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'erba del vicino e' sempre piu' verde. Se qualcuno se n'e' venuto fuori con questo detto, ci sara' pure una ragione. L'italiano medio si crogiola nella lamentazione dei propri mali.&lt;br /&gt;Qualche tempo fa ho sentito una donna (conoscenza dai tempi del liceo) che si lamentava. Separata, aveva un esaurimento nervoso. Come mai chiedo io, situazione di abuso? No, mi e' stato risposto. L'ex marito se n'e' andato in pace, lasciandole la casa, la gestione libera della figlia (che tra l'altro e' stata cresciuta dalla nonna). L'ha aiutata a trovare un lavoro e la ricopre di soldi di mantenimento. Era appena tornata da un mese di ferie al mare. L'esaurimento era dovuto dallo &lt;em&gt;stress della situazione&lt;/em&gt;, cosi' rivelava il suo nuovo compagno che nel frattempo la venerava e riempiva di attenzioni.&lt;br /&gt;Ho dovuto frenare l'istinto di ricorrere alla violenza fisica e verbale e sono andata a farmi un caffé. Al bar, perché qui in Irlanda un caffé al bar costa 2 euro e sinceramente non e' che me lo possa permettere sempre, per cui in Italia mi rifaccio. Perché, dimenticavo, comunque fare la spesa in Italia costa una media del 30% in meno che in Irlanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scatenatevi, Italiani, con le vostre lamentazioni. Mi ci metto anch'io nel mucchio, perché per decenni mi sono unita al coro del &lt;em&gt;ma quanto e' orribile il nostro paese.&lt;/em&gt; Fino a che mi sono ritrovata con il culo per terra (ancora non avevo avuto un momento di dolce stil novo, concedetemelo). Ed allora, questi &lt;em&gt;orribili italiani&lt;/em&gt; mi hanno circondato di affetto, attenzioni, supporto per me e per i miei figli, constante quotidiano contatto per sentire come sto, aiuti pratici di tutti i tipi. Questi &lt;em&gt;orribili italiani&lt;/em&gt;, sia quelli che vivono qui in Irlanda, sia quelli che vivono nell'odiata madrepatria. Non un irlandese, non uno, in contrasto, ha teso una mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quand'e' che finiremo di farci del male, di criticarci l'uno con l'altro all'eccesso, di sminuirci, di cercare sempre prati nuovi e rinsecchiti? Non cerchiamo i paradisi, quelli non esistono. L'Italia sara' sempre un luogo problematico, di contraddizioni, di corruzioni, di destre irrisolte, di sinistre incapaci.&lt;br /&gt;Un luogo dove, ogni volta che arrivo, sia io che i miei figli riscopriamo il significato di un abbraccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora sapete perché torno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-1765619845624849596?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/1765619845624849596/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=1765619845624849596' title='40 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1765619845624849596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1765619845624849596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/11/lerba-piu-verde.html' title='L&apos;erba piu&apos; verde'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>40</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-1450979212513977992</id><published>2010-11-03T15:32:00.003+01:00</published><updated>2010-11-03T15:38:00.281+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>L'ora del freddo</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em" href="http://www.coolhdwallpapers.com/download/flying_bird_over_the_sea-2560x1600.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.coolhdwallpapers.com/download/flying_bird_over_the_sea-2560x1600.jpg" width="320" height="200" px="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' la vita che reclama. Sente che sto per non essere più in suo dominio e si spazienta. Anche questa notte non ha pazienza. Preme sul mio corpo e mi desidera, mi vuole nel suo letto.&lt;br /&gt;Devo scegliere. La vita fa promesse solo nel momento in cui si sente tradita. Proprio come gli esseri umani.&lt;br /&gt;Ma io soffro davvero. E adesso sto singhiozzando come un bambino accasciato su questo parapetto. Devo mettermi in piedi.&lt;br /&gt;Se solo riuscissi a smettere di pensare, chiuderei gli occhi e mi lascerei cadere. Il più sarebbe fatto. Poi ci penserebbe l'acqua scura a trascinarmi lontano dalla sofferenza. Guardare in basso mi rende più sereno; e questo che si prova prima?&lt;br /&gt;Non ho rimpianti, non lascio niente dietro di me. Chissà come la prenderanno gli altri. Non sapranno spiegarsi. E' sempre stato un tipo strano, commenteranno. Un depresso. Uno psicopatico. Stava male? Ultimamente aveva il vizio dell'alcool e delle droghe. Forse è stato quello...&lt;br /&gt;Vorrei lasciare un biglietto, dire che l'ho voluto io! Ma in fondo, che importanza ha? La mia solitudine mi è sempre accanto.&lt;br /&gt;Non voglio nient'altro.&lt;br /&gt;Nulla.&lt;br /&gt;Fa sempre più freddo. E c'è un grande silenzio. Questa singhiozzante sofferenza mi corrode il cuore e la notte mi spinge alle spalle. Barcollo. Ho lasciato la presa, e neanche il lampione mi può più aiutare. Mi gira la testa, un'estrema eccitazione.&lt;br /&gt;Sta succedendo qualcosa. Perché non cado? Perché l'impatto con l'acqua gelida ci mette cosi' tanto? Una sensazione di leggerezza mi pervade. Dappertutto. Non sento piu' il mio peso, la forza di gravita'. Scivolo nella brezza: giro la testa di lato. Tra lo stupore e lo sgomento vedo un'ala. Giro lo sguardo, un'altra ala. La gerarchia delle sensazioni e' mutata. Sulla mia pelle, non piu' freddo: un languido calore. Sento le mie penne, le mie piume. Sento la mia nuova identita'. &lt;em&gt;Sento. &lt;/em&gt;L'aria mi scivola sul viso. &lt;em&gt;Sul becco. &lt;/em&gt;Non c'e' piu' stupore, non c'e' piu' sgomento. Non mi faccio domande.&lt;br /&gt;La vita mi ha reclamato. Non mi ha dato scelta. In questo nuovo corpo, rinasco.&lt;br /&gt;E volo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Milano, 1986. Rimaneggiato in Irlanda, 2010.&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-1450979212513977992?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/1450979212513977992/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=1450979212513977992' title='27 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1450979212513977992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1450979212513977992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/11/lora-del-freddo.html' title='L&apos;ora del freddo'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-7987495087492722379</id><published>2010-11-02T17:32:00.003+01:00</published><updated>2010-11-02T17:36:37.788+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Unconditional love</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em" href="http://www.dnaactivation.org/sitebuilder/images/Light_Ascension-848x253.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.dnaactivation.org/sitebuilder/images/Light_Ascension-848x253.jpg" width="560" height="188" nx="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sai cosa vuol dire &lt;em&gt;incondizionato&lt;/em&gt;?"&lt;br /&gt;Guardava con gli stanchi occhi grigi. Sembrava non ascoltasse. Ma ascoltava.&lt;br /&gt;"Questa parola la so. Ma spiegamela meglio".&lt;br /&gt;"Vuol dire &lt;em&gt;senza condizioni&lt;/em&gt;. Vuol dire che ti amo e ti amero' sempre qualunque cosa tu faccia. Significa che non devi meritarti il mio amore".&lt;br /&gt;Lo sguardo si fece perplesso. Voleva altre spiegazioni.&lt;br /&gt;"Ti amerei anche se finissi in carcere. Non devi fare nulla o niente per aumentare il mio amore".&lt;br /&gt;"Davvero? Anche Se scopri che sono l'&lt;em&gt;anticristo&lt;/em&gt;? Come in quel film, &lt;em&gt;Damien&lt;/em&gt;?"&lt;br /&gt;"Si'. Non c'e' niente che possa cambiare questo dato di fatto".&lt;br /&gt;Finalmente ne conquistai lo sguardo. Tolse gli occhi dallo schermo del computer.&lt;br /&gt;"Ma com'e' possibile?"&lt;br /&gt;"Sono tua madre. E' quello che fanno le madri".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-7987495087492722379?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/7987495087492722379/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=7987495087492722379' title='11 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7987495087492722379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7987495087492722379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/11/unconditional-love.html' title='Unconditional love'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-7839119225340206948</id><published>2010-10-31T11:09:00.003+01:00</published><updated>2010-10-31T21:25:28.179+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><title type='text'>Amore di lupo</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.wallpaperbase.com/wallpapers/animals/wolves/wolf_1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" nx="true" src="http://www.wallpaperbase.com/wallpapers/animals/wolves/wolf_1.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non ho nome: ho olfatto. In questo mondo mi aggiro a naso. Mi aggiro a sensi. Riconosco i miei compagni con l'odore. Ognuno di noi e' un odore, una presenza. Ed in questo giorno strano mi aggiro come sempre tra gli odori del mio mondo. Lo sento strano, non capisco. Eppure e' mio dovere capire. Sono un lupo alfa. Ho la responsabilita' del mio branco, della mia gente, della mia famiglia. Devo capire per loro. Questa responsabilita' mi onora. Me la sono conquistata, certo anche a colpi di zanne. Ma anche con il mio senso di lupo. Non ho ucciso ne' tantomeno ferito nessuno per avere il mio onore. Tra di noi i denti si mostrano solo. Siamo troppo impegnati a fuggire, a spostarci in continuazione. Non possiamo farci violenza tra di noi.&amp;nbsp;E poi sono fiero del mio branco. Della mia compagna. Anche lei ha coraggio e forti zanne. E ci ha dato bellissima progenie. Quei piccoli lupi sono l'orgoglio del branco. &lt;br /&gt;Darei la vita per loro. Darei la vita per il mio branco. So che e' il mio dovere, il mio onore. E' sempre piu' rischioso, la' fuori. Gli uomini ci tolgono il cibo, la possibilita' di nutrire i nostri piccoli. Ci sparano addosso, e' una lotta impari. Gli uomini non hanno onore, non hanno zanne.&lt;br /&gt;I nostri vecchi dicevano che pero' ai loro tempi era peggio. Adesso un po' ci lasciano in pace. Il cibo non e' molto e la caccia e' difficile, ma almeno non ti uccidono piu' a vista.&lt;br /&gt;Devo capire il perché di questo sentore di stranezza nell'aria. Sono sicuro che e' qualcosa che ha a che fare con gli uomini. Chi altri? Non abbiamo altri nemici. Siamo grati anche alle nostre prede, al nostro cibo. Ci onorano dandoci la loro vita per la nostra vita. Senza di loro non potremmo nutrire i nostri piccoli. Noi, prima degli uomini, non eravamo preda di nessuno. Gli altri predatori ci rispettavano. Dividevamo la foresta con loro, coscienti che questa foresta era per tutti. Eravamo temuti ma anche rispettati. Non era paura, era timore da rispetto. Ma queste sono storie tramandate dai nostri vecchi. Adesso e' tutto cosi' diverso. Nonostante cio', ancora siamo fieri delle nostre tradizioni, della nostra vita. Non lasciamo andare cio' che ci spetta. Credo ancora a cio' che e' giusto. So e sono convinto che la giustizia porti equilibrio e benessere. Condividere il nostro cibo, condividere la nostra foresta. Crescere i nostri piccoli. Questa e' armonia. E' tutto cio' che voglio per il mio branco. Quest'armonia che ci spetta.&lt;br /&gt;Sento un rumore. E' lontano. Un rumore diverso. Devo chiamare i compagni, metterli all'erta. Ululo, rispondono. Sento le loro voci dappertutto. Siamo dappertutto. La foresta e' impregnata di noi, del nostro odore. Della nostra presenza. Corro. Verso il rumore, un rumore costante, penetrante. Corro. Sempre piu' vicino. I compagni ululano, chiamano. Si proteggono a vicenda. Sono fiero del mio branco. Sanno cosa fare. Proteggere i piccoli. Che si mettano tutti al riparo. Il rumore e' sempre piu' asssordante. Mi ferisce le orecchie. Ora e' insostenibile. Mi fermo, vedo davanti a me un albero vacillare. Cade, improvvisamente, con un fragore di sconfitta. Respingo la paura, non me la posso permettere. Mi avvicino, scorgo da dietro una pila di alberi abbattuti quelli che posso solo definire mostri. So che gli uomini usano dei marchingegni per muoversi da un luogo all'altro, spesso per inseguirci, delle costruzioni semoventi e rumorose. Ma questi sono enormi, seppur simili. Non li ho mai visti prima. Costruzioni metalliche che si muovono con fragore. Distruggono al loro passaggio. E li', gli uomini ovviamente. Con degli attrezzi taglienti feriscono gli alberi, ecco da dove proviene il rumore continuo. Non mi hanno notato. Mi ereggo sulla pila dei tronchi. So che se voglio posso essere minaccioso. Posso fare paura. Voglio fargli paura. &lt;br /&gt;Mi vedono. Interrompono la loro distruzione. Improvvisamente, silenzio. Mi guardano, impietriti. Qualcuno di loro grida qualcosa. Mostro le zanne. Vedete? Ho zanne, ho odore, ho forza. Sono un lupo alfa. Non ho paura di voi. Voi che state distruggendo il mio equilibrio, la mia armonia. Adesso andate pure a prendere le vostre armi. Non vi&amp;nbsp;daro' tempo di spararmi, me ne andro' prima, nulla posso fare contro i vostri marchingengni di distruzione.&amp;nbsp;Tornero' a proteggere il mio branco. E' il mio dovere. Gli uomini mi guardano. Ancora non si muovono. Indietreggio, con tutta la mia dignita' possibile. Indietreggio ma non e' una sconfitta. Sostengo lo sguardo. Ci sposteremo ancora,&amp;nbsp;cercheremo una nuova casa, e' il nostro destino itinerante.&lt;br /&gt;Stanotte ululero' alla luna, al cielo, agli alberi feriti, alle nostre prede, all'acqua dei ruscelli, al mondo circostante. Che ci aiutino, che ci diano forza, coraggio, speranza. Con tutto il mio dolore, il mio amore di lupo. La vita continua, deve continuare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-7839119225340206948?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/7839119225340206948/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=7839119225340206948' title='13 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7839119225340206948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7839119225340206948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/10/amore-di-lupo.html' title='Amore di lupo'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-7989762136332213414</id><published>2010-10-25T21:53:00.002+02:00</published><updated>2010-10-26T09:37:32.621+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Vita di un commesso viaggiatore</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em" href="http://static.guim.co.uk/sys-images/Guardian/Pix/pictures/2010/6/14/1276508862411/An-airplane-in-the-sky-006.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://static.guim.co.uk/sys-images/Guardian/Pix/pictures/2010/6/14/1276508862411/An-airplane-in-the-sky-006.jpg" width="320" height="192" nx="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Del cielo ne ho pieni gli occhi, e le scatole. La mia valigia, il mio piccolo &lt;em&gt;trolley&lt;/em&gt; e' logoro. Gli aeroporti sono la mia casa e sono rassegnato a questa vita senza fissa dimora. E' da anni che vivo &lt;em&gt;in between&lt;/em&gt;, tra aeroporti, vite e culture. Non so cosa sia la routine. Un'erratica quotidianita'? Le stanze di hotel sono la mia casa. I sedili degli aerei il mio salotto. Posseggo il minimo. Nessun immobile, non guido. Tengo le certezze al minimo.&lt;br /&gt;E' stata una scelta. Avrei potuto fare un'altra vita. Avrei potuto lavorare in banca. Farmi una famiglia. Amare qualcuno. Tra una partenza ed un arrivo non c'e' spazio per amare. Le file dei check-in non consentono emozioni. I controlli di sicurezza garantiscono solo diffidenza.&lt;br /&gt;E difatti nella mia vita ho diffidato di tutti. Di tutto. Sono sempre stato di fretta e la fretta non da' spazio alla fiducia. Vivere cosi' e' stato a volte interessante. Vuoto, alla fine. Alla fine di tutto, non e' rimasto niente.&lt;br /&gt;Ogni viaggio lascia un senso di incompletezza. Fossi piu' vecchio mi metterei in pensione. Non cerco neppure un altro tipo di vita. Oramai e' inerzia. Fino alla fine. E quando questo viaggiare finira' mi sentiro' forse irrequieto. Non sono abituato alla stasi. Al dolce far niente. Al piacere del riposo. Al languore della compagnia improduttiva. Quella che chiamano amicizia. Ecco, non so come funzioni.&lt;br /&gt;Tanta gente mi gira attorno. Eppure sono solo. A questa solitudine ci sono abituato. Leggo un libro, dormo solo. Mangio da solo. Non devo negoziare, fare compromessi.&lt;br /&gt;Ho poco tempo libero, scelgo di non averne. Tutto sommato meglio cosi', non saprei cosa farne dei miei momenti senza attivita'. Non saprei come occupare la mia mente. Oddio, qualche passatempo ce l'ho. Leggo, giornali, libri, di tutto. Quando non scrivo email sul mio netbook. Nelle sale d'attesa degli aeroporti mi devo tenere occupato. Quando mi stufo di leggere mi piace osservare la gente. Gli altri passeggeri. Gli altri viaggiatori. Queste altre anime come me, sono sicuro che molte siano senza fissa dimora. Alcuni li vedi, tornano a casa. Hanno una casa. Telefonano sorridenti a chi li aspetta, a chi li ama. Si riconoscono le persone che amano e sono amate. Hanno visi diversi. Hanno espressioni senza ombra di disillusione. Hanno occhi vivi, di speranza.&lt;br /&gt;Noi commessi viaggiatori della vita invece teniamo gli occhi bassi. Come quella donna, l'ho gia' notata prima. Stessa rotta, stesso aeroporto. Sembra una pendolare. L'ho notata per quello sguardo stanco. Ha sempre lo stesso bagaglio a mano. Una piccola borsa rossa. Si', e' lei, ne sono sicuro. Quanti anni potra' avere? Forse la mia stessa eta', e' difficile dirlo. E' difficile stabilirlo, noi senzatetto siamo tutti senza eta' fissa. Abbiamo tutti le stesse rughe, le stesse ombre grigie sotto gli occhi.&lt;br /&gt;Lei non guarda in giro. Cerca di comporre nervosamente un numero e mai nessuno risponde. Mette sempre via il telefonino con tristezza. Non so se definirla bella. Ha un fisico minuto. Le mani piccole. Le labbra nervose, sono labbra che non baciano da anni. Ci potrei scommettere.&lt;br /&gt;Beh non e' che io dovrei parlare. Dopo vari fallimenti ho deciso che c'era troppo da investire sulle donne. E le prostitute costano. Eppoi non baciano. Lei comunque, parlavo di lei. Lo sguardo stanco. I capelli sempre disordinati, anche le altre volte li aveva cosi'. E' proprio lei, sono sicuro adesso. La sto fissando. Spero che non si volti, che non se ne accorga. Non ho intenzione di scoprirmi, giustificare. E poi devo prendere un aereo. Che sia lo stesso? Sembra di si'. Devo assolutamente interrompere questo comportamento assurdo. Devo cambiare posto, darle le spalle. Mi alzo, di scatto, afferro il mio misero bagaglio e con passo affrettato faccio per andarmene. Ma per uscire dall'area di attesa le devo passare davanti. Lo faccio troppo convulsamente. Mi cade il libro che avevo sottobraccio, non me ne accorgo quasi.&lt;br /&gt;Le cade proprio ai piedi.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L'uomo duplicato.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Lei si china, lo raccoglie. Si alza. Vedo tutto come in una sequenza rallentata di un film. Me lo porge.&lt;br /&gt;"L'ho letto anch'io". Mi sorride.&lt;br /&gt;Ricambio il sorriso, per la prima volta da tempo immemorabile. Ed e' una sensazione strana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-7989762136332213414?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/7989762136332213414/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=7989762136332213414' title='17 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7989762136332213414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7989762136332213414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/10/vita-di-un-commesso-viaggiatore.html' title='Vita di un commesso viaggiatore'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-293465846794767685</id><published>2010-10-21T18:30:00.002+02:00</published><updated>2010-10-21T18:37:26.143+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>In viaggio</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em" href="http://www.absolutvision.com/gallery/gallery/th/2N8024.preview.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.absolutvision.com/gallery/gallery/th/2N8024.preview.jpg" nx="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La vita e' un viaggio, dite? Ancora una volta? Domani mi accingo al mio primo viaggio autunnale. In genere sono un paio a stagione, ma quest'anno ho l'impressione che ne faro' di piu'. Non ho ancora preparato la mia consunta valigia, non ho avuto tempo. Piu' tardi, forse stasera. Poi un treno, ed un aereo. Non esattamente una vacanza. Non esattamente un lavoro pero'.&lt;br /&gt;I miei ritorni sono sempre erratici. Ora si fanno piu' distinti. Piu' stanchi. Non c'e' piu' l'entusiasmo di qualche mese fa. C'e' il desiderio di arrivare. E di non tornare.&lt;br /&gt;Passero' un inverno tra viaggi e avvocati. Dietro al volante negli intervalli tra le udienze. &lt;em&gt;Bisogna giocare la carta della salute&lt;/em&gt; dice l'avvocata ingioiellata nel tailleur. &lt;em&gt;La salute tua e dei tuoi ragazzi. Parla coi medici.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ma io non voglio dottori. Voglio una vita.&lt;br /&gt;Desiderio di normalita'. Di sonni costanti. E di mettere via la valigia, un giorno.&lt;br /&gt;Beh non del tutto. Comincero' un giorno a viaggiare per il piacere di viaggiare. Per vedere posti nuovi. Per fare delle vacanze.&lt;br /&gt;Nel frattempo preparo le mie valigie stanche. Il mio bagaglio di disillusioni. A poco a poco, senza troppa fretta. senza neanche troppa convinzione.&lt;br /&gt;Questo fine settimana so che le notti non porteranno ansia.&lt;br /&gt;Finalmente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-293465846794767685?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/293465846794767685/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=293465846794767685' title='7 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/293465846794767685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/293465846794767685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/10/in-viaggio.html' title='In viaggio'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-1089400747218556619</id><published>2010-10-18T22:20:00.004+02:00</published><updated>2010-10-18T22:26:55.403+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><title type='text'>Zen</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; FLOAT: left; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em; cssfloat: left" href="http://www.enlightened-spirituality.org/images/Taoism--yin_yang_blue_black1.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.enlightened-spirituality.org/images/Taoism--yin_yang_blue_black1.jpg" width="270" ex="true" /&gt;&lt;/a&gt;Equilibrio. Dopo decenni di rancori. Si era quasi convinta che al rancore non ci fosse fine, rimedio, medicina. Aveva bisogno di equilibrio. Fissava la pagina vuota. Tutte quelle parole che avrebbe voluto scrivere ma non trovava.&lt;br /&gt;Capi'. Lo schermo bianco era la sua nuova vita che doveva riempire. E non ci riusciva. Perché tutti i rancori le trattenevano le parole.&lt;br /&gt;Le paure le trattenevano le azioni.&lt;br /&gt;Cosi' tante volte aveva sbagliato che non riusciva ad immaginarsi una vita senza errori. Tanti passi falsi aveva fatto che aveva paura del baratro.&lt;br /&gt;Il suo futuro una pagina bianca? Il presente un monitor vuoto e tremolante?&lt;br /&gt;Abbasso' lo sguardo. Quante cose avrebbe voluto dire, ai suoi figli, ai pochi amici rimasti, agli anziani genitori. Non aveva nient'altro che rancori.&lt;br /&gt;Di fianco al computer, la stampa della prenotazione aerea. La strinse tra le dita, la assaporo'. Chiuse gli occhi. Penso' a tutte le responsabilita'. Ai risentimenti. Ai rancori. Capi'. Comprese.&lt;br /&gt;E si rese conto che l'equilibrio non era possibile se prima non spegneva quel fuoco alimentato dall'odio.&lt;br /&gt;Scrisse quell'email. Poche righe. Anche quelle, vuote. Tutto avrebbe avuto senso, un giorno. Tutto avrebbe trovato una connessione, un filo logico. In quel momento no. Regnava solo il caos.&lt;br /&gt;Premette &lt;em&gt;Send&lt;/em&gt;. Sapeva che non avrebbero capito. Non le importava. Spense il computer, si alzo'.&lt;br /&gt;Gesti semplici. Prese la prenotazione, raccolse la piccola borsa da viaggio e se la mise sulla spalla. Non si guardo' indietro, non guardo' il caos che si lasciava alle spalle. Fuori da quella porta c'era l'equilibrio.&lt;br /&gt;Andava a scrivere un capitolo necessario. Sapeva che le parole sarebbero venute.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-1089400747218556619?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/1089400747218556619/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=1089400747218556619' title='6 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1089400747218556619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1089400747218556619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/10/zen.html' title='Zen'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-4557144450637320142</id><published>2010-10-14T22:32:00.005+02:00</published><updated>2010-10-14T22:43:51.693+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><title type='text'>La favola della stanchezza</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em" href="http://blaine.org/jules/insomnia1.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://blaine.org/jules/insomnia1.jpg" width="400" height="292" ex="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C'era una volta ma c'e' anche adesso e forse non c'era ne' allora ne' adesso una principessa che non sapeva dormire. Non si ricordava neppure se era nata principessa. Non le risultava di avere genitori di sangue blu. Infatti, non si ricordava neppure dei suoi genitori. Erano ricordi lontani, indistinti, tasselli di un'infanzia di insonnie ed insoddisfazioni, di dolore e di buio. Si ricordava pero' dei medici che le davano le vitamine perché non riusciva a dormire. Le principesse prendono le vitamine? I medici erano gentili con lei. Si ricordava solo le persone che erano state gentili con lei. I medici lo erano spesso. Quelli delle vitamine. &lt;em&gt;Sono buone, ti fanno dormire&lt;/em&gt;, le dicevano. E lei dormiva per un po'. Poi c'era quella donna gentile. Forse una duchessa. Perché non era proprio un dottore. O forse si'. Le parlava soltanto. Non faceva domande, le parlava. A lei piaceva quando la duchessa le parlava. Le sue parole la rilassavano, piu' delle vitamine. Come una ninna nanna. Era lei che la chiamava principessa. &lt;em&gt;Principessa stai tranquilla,&lt;/em&gt; le diceva. &lt;em&gt;Sei al sicuro qui. Questa e' la tua corte.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Beh, non e' che fosse proprio una corte, ora ne aveva il sospetto. Ma le piaceva pensarlo.&lt;br /&gt;Non sapeva dormire. Non capiva perché. Non le piacevano le notti. Anche adesso che era cresciuta. Le notti non le piacevano. Le associava al dolore fisico. Non ricordava tutto. Ricordava con la duchessa a volte. Ma adesso la duchessa non c'era piu'. La memoria le si era fatta difficile. Erano solo sprazzi brevi. E chissa' se veritieri. Magari si era immaginata tutto. Magari non era neppure una principessa.&lt;br /&gt;Usciva poco. Non le piaceva lasciare la sua corte. Guardava sempre fuori dalla finestra, la notte. Guardava le stelle, la luna quando c'era. Guardava tra i buchi del reticolato di ferro. &lt;em&gt;E' per proteggerti,&lt;/em&gt; dicevano le dame di compagnia. &lt;em&gt;Perché nessuno possa piu' farti del male.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Le offrivano sempre le vitamine, poi.&lt;br /&gt;Le vitamine le facevano fare quei sogni. La duchessa le chiedeva di raccontarglieli, la mattina. Lei spesso non voleva raccontare. E allora le chiedeva di disegnarglieli. Disegnava quell'uomo tutto nero. Nient'altro.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vuoi disegnare qualcos'altro?&lt;/em&gt; Si', rispondeva lei. E disegnava castelli fatati pieni di fiori. &lt;em&gt;Hai sognato anche questo?&lt;/em&gt; No, rispondeva. Questo e' il mio castello.&lt;br /&gt;Le dame la portavano nel giardino del castello, a passeggiare. Lei era sempre stanca, dopo un po' si fermava. Allora si sedevano sull'erba. Le dicevano che era proprio bella. Che avrebbe trovato un principe, un giorno.&lt;br /&gt;Lei guardava attraverso il reticolato, socchiudeva gli occhi ed aspettava il principe. Cominciava a pensare che non ci fossero principi, la' fuori. Ma c'erano le stelle.&lt;br /&gt;Era cresciuta, era diventata una principessa piu' grande. Il suo corpo era rimasto magro. Guardava le dame, loro avevano forme diverse. Ed altre piccole donne, piccole come lei andavano e venivano. Ma lei non parlava con nessuno. Ed ora che anche la duchessa se n'era andata, non disegnava neppure.&lt;br /&gt;Qualcun altro le faceva domande. Un uomo di eta' indefinita, all'inizio aveva immaginato fosse il principe. Si disilluse presto. Non la chiamava principessa. La chiamava per nome. Le diceva cose strane, come &lt;em&gt;devi tornare a vivere.&lt;/em&gt; Oppure &lt;em&gt;riconosci la realta'?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Che intendeva dire? Quella era la realta'. Certo non i sogni.&lt;br /&gt;Dormiva sempre meno, perché quei sogni si facevano sempre piu' orribili. Era colpa di quell'uomo. Le faceva venire strani pensieri. Pensieri di dolore, di sangue. Forse era un soldato, da un regno lontano. Forse stava complottando di carpirle i segreti della corte. Di rapirla, anche.&lt;br /&gt;Un giorno glielo disse, rabbiosa. Sei peggio dell'uomo nero. Il soldato tacque all'improvviso. &lt;em&gt;L'uomo nero dei disegni?&lt;/em&gt; le chiese alla fine. Lei annuí. E si rifiuto' di dirgli altro.&lt;br /&gt;Pero' quella notte i sogni si fecero piu' intensi. Senti' il dolore sul suo corpo. si sveglio' gridando. La dama di turno era accanto a lei. Le accarezzava il volto. &lt;em&gt;Non ti preoccupare principessa, e' solo un sogno.&lt;/em&gt; Ho paura, le disse, e' colpa del soldato che mi fa le domande la mattina.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il soldato e' qui per difenderti&lt;/em&gt;, disse la dama.&lt;br /&gt;E cominciarono i dubbi. Comincio' a piangere senza motivo, lei che mai piangeva.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vuoi raccontarmi una storia?&lt;/em&gt; le chiedeva il soldato. Lei scuoteva la testa. Diceva che non voleva quel dolore. Che non aveva storie.&lt;br /&gt;Le pillole di vitamine si intensificarono. Giorno dopo giorno. Guardava fuori dalla finestra. Non capiva. Forse il soldato aveva ragione. Non capiva la realta'. La notte l'uomo nero tornava nei suoi sogni e le faceva male.&lt;br /&gt;Una notte prese quel coltello. E mentre l'uomo nero le faceva male proprio li' sotto, tra le gambe gracili di bambina, gli taglio' la gola con disperazione. Il sangue dappertutto sul suo piccolo corpo. Le grida. E si sveglio' gridando pero' senza sangue, tra le lenzuola pulite dei suoi appartamenti. La dama le teneva la testa, le calmava i sighiozzi. Alzo' lo sguardo, e tra le lacrime vide il soldato. Aveva gli occhi rassicuranti, il volto tranquillo&lt;em&gt;. Principessa stai tranquilla, qui sei al sicuro&lt;/em&gt;, le disse.&lt;br /&gt;Adesso passava le giornate passeggiando nel parco. Perché sapeva che un principe sarebbe passato di la', un giorno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-4557144450637320142?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/4557144450637320142/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=4557144450637320142' title='19 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4557144450637320142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4557144450637320142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/10/la-favola-della-stanchezza.html' title='La favola della stanchezza'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-6705926833352796716</id><published>2010-10-09T23:32:00.004+02:00</published><updated>2010-10-10T00:04:01.110+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><title type='text'>Lei, che appendeva i silenzi alla finestra.</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em" href="http://artgallery.com.ua/pics/56/inet/002.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://artgallery.com.ua/pics/56/inet/002.jpg" width="400" height="265" ex="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C'era un silenzio per ogni momento della sua vita. Un silenzio per ogni occasione d'amare perduta, erano silenzi bianchi. Un silenzio per ogni ruga, quelli erano di colore scialbo. Un silenzio per ogni livido, ognuno di questi era violaceo. Li appendeva alla finestra, come panni. Sperava che qualcuno li vedesse. Ma i silenzi erano invisibili. Solo lei li notava.&lt;br /&gt;Non le importava. Li appendeva al vento comunque e li guardava svolazzare. Il silenzio di quando si guardava allo specchio con disgusto. Quello ad esempio non aveva neanche un colore. O il silenzio di quando riempiva il suo vuoto con il cibo ingozzato a caso ed in piedi, dato che ormai non si sedeva piu' a tavola. Aveva un colore rosso e sguaiato. C'era anche il silenzio dei suoi digiuni, quello dal colore acido e sabbioso.&lt;br /&gt;Il silenzio nero delle notti buie e solitarie. Anche quello appendeva ogni mattina, nella speranza che si schiarisse al sole. Ma sempre nero appariva.&lt;br /&gt;Poi c'era il silenzio vero. Quello che ti circonda dovunque quando non hai nessuno con cui parlare. Quello era un silenzio multicolore e totalizzante.&lt;br /&gt;Per ogni decennio di solitudine sulle sue spalle, c'era un altro silenzio. Quelli erano i silenzi permanenti ed avevano colori spenti.&lt;br /&gt;Si guardava attorno camminando da sola per le strade e vedeva tutti questi silenzi appesi ad ogni finestra. Le strade le apparivano multicolori. I silenzi delle lacrime, notava, erano spesso azzurri. Erano quelli piu' comuni: grandi fogli azzurri ad ogni finestra. Interessanti erano i silenzi dei rancori. Quelli erano mutevoli e cambiavano colore a seconda della finestra a cui appartenevano.&lt;br /&gt;I silenzi delle rinunce erano a colori sgargianti. I silenzi della sofferenza fisica, invece, grigi e tristi.&lt;br /&gt;Penso' di tornare a casa e di appendere altri silenzi prima di andare a dormire nel suo letto vuoto. Il silenzio delle parole mai pronunciate, che aveva una sfumatura dorata. Il silenzio dei telefoni che non suonavano, quello era blu scuro. Il silenzio della nausea che la perseguitava, giallastro. Avrebbe appeso anche il silenzio dei desideri repressi: un silenzio verde scuro ed amaro.&lt;br /&gt;Ogni momento di ogni giornata si dilettava a decorare la sua finestra, Ma nessuno li vedeva, questi teli colorati che si agitavano alla brezza degli inganni. Solo lei aveva questo dono. Solo lei vedeva che tutti avevano questi panni da appendere. E non poteva farci nulla. Perché i silenzi non comunicano. Perché i silenzi sono, alla fine, solo silenzi.&lt;br /&gt;Appoggio' la testa sul cuscino e si lascio' andare all'illusione che qualcuno potesse amarla, un giorno.&lt;br /&gt;Quello era il silenzio piu' grande di tutti, di un colore indefinibile. Il silenzio che non aveva il coraggio di appendere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L'ispirazione per questo scritto e' arrivata da un post di &lt;a href="http://aquilanonvedente.wordpress.com/2010/10/09/luomo-senza-amici/" target="_blank"&gt;Aquila non vedente&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-6705926833352796716?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/6705926833352796716/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=6705926833352796716' title='20 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6705926833352796716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6705926833352796716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/10/lei-che-appendeva-i-silenzi-alla.html' title='Lei, che appendeva i silenzi alla finestra.'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-1996296556139367894</id><published>2010-10-03T02:26:00.001+02:00</published><updated>2010-10-03T02:27:16.876+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Eppure senza di loro che faremmo...</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; FLOAT: left; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em; cssfloat: left" href="http://www.artns.us/frida/painting-art_nouveau_shiva.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.artns.us/frida/painting-art_nouveau_shiva.jpg" width="237" height="320" px="true" /&gt;&lt;/a&gt;Consentitemi lo sfogo. Un post estemporaneo, non programmato, non scribacchiato prima su foglietti, senza alcuna velleita' letteraria.&lt;br /&gt;Semplicemente il post di una madre stanca.&lt;br /&gt;Per carita', non stanchezza fisica. Quella non me la potrei permettere. A volte c'e', ma tiro avanti e non mi lamento, dato che non ho sostituti. Stanchezza esistenziale. La pazienza che sta per terminare. La certezza ormai raggiunta che i sensi di colpa non sono il carburante necessario per portare avanti questa situazione.&lt;br /&gt;In due parole, lo scrivo di getto: ho come l'impressione che i miei figli pretendano &lt;em&gt;troppo&lt;/em&gt; da me.&lt;br /&gt;Stasera, l'illuminazione. Mia figlia che chiedeva attenzione costante. Lo fa sempre, ma stasera per qualche strano motivo i suoi capricci mi hanno acceso una piccola luce improvvisa.&lt;br /&gt;Mi sono sentita manipolata.&lt;br /&gt;Per carita', i figli manipolano noi genitori. E' la loro arte di sopravvivenza. Non hanno scelta, e' evoluzione. Una di quelle cose che si e' sviluppata nelle caverne, &lt;em&gt;mamma mamma stammi vicino senno' la tigre dai denti a sciabola mi fa a fettine&lt;/em&gt;. Adesso pero' la tigre da denti a sciabola si e' estinta. Certo qui in Irlanda ci sono i preti che sono anche piu' pericolosi, ma per fortuna si stanno estinguendo anche quelli.&lt;br /&gt;Mia figlia, dicevo. Le sue richieste costanti, il suo bisogno di me. Da quindici anni mi dedico ai miei figli incessantemente. Le motivazioni per cui questo e' stato assolutamente necessario le ho gia' narrate &lt;a href="http://killercat.blogspot.com/2010/06/dear-baby.html" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://killercat.blogspot.com/2010/03/quattordicesima-primavera.html" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt; ed in altri numerosi post che i vecchi lettori del mio blog forse ricordano.&lt;br /&gt;Nulla da obiettare. Ci sono necessita' primarie che non e' possibile ignorare.&lt;br /&gt;Da sola, pero', e' difficile, e presto dovro' fare delle scelte. Perché non posso e non voglio terminare la mia vita in solitudine.&lt;br /&gt;Mi sento spesso come la dea induista Shiva, quella con sei braccia per intenderci. In continuazione al lavoro per loro. In continuazione in colpa, perché a causa delle mie scelte mio figlio ha peggiorato la sua scostanza ed il suo difficile carattere, e mia figlia si e' addirittura ammalata.&lt;br /&gt;Pero' stasera all'ennesimo capriccio di mia figlia mi sono irritata. Un po' le ho tenuto il muso, so che non dovevo farlo. Le ho detto &lt;em&gt;e se una sera invece di passarla con te volessi passarla con un amico&lt;/em&gt;?&lt;br /&gt;Si e' pentita. Ha cercato di farsi carina con me, ma io ero giu'. Poi se n'e' andata a letto ed io mi sono sentita una merda. E qui il francesismo ci sta bene, consentitemi.&lt;br /&gt;Per loro ho rinunciato al lavoro. Alla vita sociale (di qualsiasi tipo) o a qualsiasi tipo di semplice divertimento. Per loro vivo in una cittadina che detesto. Tutte cose che andavano fatte, non contesto. A tornare indietro rifarei tutto. Li ho cresciuti da sola, non c'era scelta.&lt;br /&gt;Ma ora sento che e' troppo. Le ultime settimane soprattutto, a perdere il sonno per la salute di mia figlia, a rincorrere mulini a vento per l'istruzione di mio figlio. E nel frattempo cercavo di racimolargli dei soldi per le spese primarie. Chenneso', la cena, dei vestiti, i libri di scuola.&lt;br /&gt;Mi chiedo, &lt;em&gt;sto facendo troppo&lt;/em&gt;?&lt;br /&gt;Mi chiedo con orrore, &lt;em&gt;cosa sto cercando di provare? E a chi?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Forse ho solo bisogno di una vacanza. Forse davvero ho solo bisogno di passare una serata con degli amici.&lt;br /&gt;Forse ho solo bisogno di sganciarmi dal mio passato, incenerire i sensi di colpa.&lt;br /&gt;Forse davvero il mondo va avanti anche senza di me.&lt;br /&gt;Dopo un po' mia figlia e' riapparsa dalla sua camera, doveva andare in bagno. L'ho abbracciata forte, le ho chiesto scusa. Le ho detto che era stato un momento di debolezza. Lei mi ha risposto di non preoccuparmi, che era anche colpa sua. E poi si e' illuminata di sollievo, con un &lt;em&gt;cosa mi fai domani a colazione?&lt;/em&gt; Sollievo. La paura di rimanere sola che svaniva.&lt;br /&gt;Certo che sono una scema.&lt;br /&gt;Domani pero' ho il pomeriggio e la serata liberi. E per la prima volta, non mi sento in colpa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-1996296556139367894?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/1996296556139367894/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=1996296556139367894' title='39 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1996296556139367894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1996296556139367894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/10/eppure-senza-di-loro-che-faremmo.html' title='Eppure senza di loro che faremmo...'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>39</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-4624401279546500976</id><published>2010-09-27T00:33:00.003+02:00</published><updated>2010-09-27T00:40:23.408+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Not_an_illness'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><title type='text'>The Hours</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em" href="http://fineartamerica.com/images-medium/summer-river-susan-jenkins.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://fineartamerica.com/images-medium/summer-river-susan-jenkins.jpg" width="380" px="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Strano come le ore passino. Lentissime, quando si vorrebbe annullare invece il tempo. Le ore del dolore non passano mai. Veloci d'altro canto, che crudelta', quando sono decorate da gioia e felicita'. E' un ingiustizia. Ecco, oggi non passano mai. Il mostro e' tornato. Quando il mostro mi si posa sulle spalle il tempo diventa ingrato. Gioisce della mia sofferenza.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Islands of light are swimming on the grass.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Camminava con fatica. La fatica di tutte quelle ore trascorse a cercare le parole. Perché viveva di parole. Camminava lungo il fiume che cresceva a poco a poco ingrossato dall'alta marea. Le sponde alternavano erba, asfalto, alberi ed erba ancora. In realta', non sapeva dove andare.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I am for ever sleeping and waking. Now I sleep; now I wake.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Giorno e notte non faceva piu' differenza. Strano come le ore passino. Una vita e' passata ed ora mi ritrovo a contemplare i miei capelli grigi, le mie forme spente. Nulla e' stato dato, nulla e' stato preso. Tutto sommato, la vita ha trovato un equilibrio.&lt;br /&gt;E aveva in mano il suo libro. Quel libro da cui non si separava mai. Quella rassegna di parole. Cercava di schermarsi dal mostro. Con le parole. Da quell'ombra nera sulle sue spalle, l'ombra che le oscurava il passaggio.&lt;br /&gt;Non c'era piu' disperazione. Solo l'accettazione di quel desiderio di fine. L'unico desiderio rimastole. Erano state le sue azioni? Era stata la sua malattia? Ma non aveva piu' domande. Solo le parole che la ricoprivano, il suo cilicio di incertezze.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;The sun was sinking. The hard stone of the day was cracked and light poured through its splinters.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Questa era dunque la vita alla fin della fiera? Una risma di parole scritte senza capo ne' coda? Non c'erano piu' neppure velleita' orali. La gente non parlava, non si sbilanciava. Impaurita dalla sua follía. Alienata dalle sue differenze. La logica comune non trova spiegazione alle scelte radicali. La logica comune non segue logica. Non segue pieta'.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Up here my eyes are green leaves, unseeing.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Solo parole scritte. Cosi' il passato. Non ricordava i desideri. Solo la concupiscenza del mostro. Lui solo era stato il suo amante indesiderato, ma l'aveva presa a forza, in quelle notti di insopportabile solitudine. Lui solo era presente ai piedi del suo letto freddo.&lt;br /&gt;Cos'era il desiderio? Parole scritte, ancora, quell'impalpabile realta' senza tatto.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Now the agony begins; now the horror has seized me with its fangs.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il mostro l'aveva soffocata per tutti quegli anni. Il respiro che mancava nel pieno della notte, nelle ore piu' buie. L'impossibilita' del sonno e tutta quella violenza. La paura di quell'oscurita' che la riportava indietro, come una risacca lancinante. Non c'era aria, non sapeva nuotare in quella corrente. Avrebbe dovuto abbandornarvisi anni ed anni fa. Prima che arrivassero tutte quelle parole.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Now begins to rise in me the familiar rhythm; words that have lain dormant now lift, now toss their crests, and fall and rise, and falls again. I am a poet, yes. Surely I am a great poet.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Le parole, la sua maledizione. Lo scudo ottuso verso lo stupro del tempo che passava. Voglio una vita tattile! gridava. Ma l'urlo non usciva. Solo il silenzioso frusciare delle foglie. Neppure il fiume le parlava. Nella sua ostinata direzione. Il fiume l'aveva, una direzione. Sempre quella, costante, ossessiva, ostinata, dura. Di quello non si capacitava. Qualla mancanza di flessibilita'. Non come le canne ai margini, che si piegavano, si facevano dolci e disponibili. Non si spezzavano mai. Non avevano ombre. Non temevano mostri. Non fuggivano perché non avevano nulla da cui fuggire.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I am sick of the body, I am sick of my own craft, industry and cunning.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La riva si fece ampia e quieta. La sera scendeva, le ore, inquiete, si srotolavano nella brezza. L'ombra la seguiva e si faceva piu' opprimente. Tutta la vita. Tutta la vita l'aveva abusata tenendola all'oscuro. Schiava di quelle parole scritte. Schiava dei suoi desideri irrisolti. Quella vita senza carezze che le era passata accanto, incoinvolgente. La mente le si svuoto' di tutto ed ebbe un rarissimo momento di chiarezza. Capi' che il suo desiderio le stava di fronte, cio' a cui piu' anelava, il suo migliore amante. Il fiume, nella sua incorruttibile intransigenza, Nell'integrita' dei suoi propositi, nella ferocia delle sue inondazioni.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;It is strange that we, who are capable of so much suffering, should inflict so much suffering.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il mostro non la segui'. Rimase alla sponda, mentre lei procedeva un passo dopo l'altro nell'acqua gelida. Si senti' libera dalla tirannide della malattia, per la prima volta in vita sua. Le parole di dissolsero, l'ombra si dissipo'. Lascio' che il fiume la invadesse, divento' canna flessibile. Le ore si fermarono ad un alt improvviso e senza possibilita' di ritorno. Per la prima volta si senti' padrona di se stessa.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;And in me too the wave rises. It swells; it arches its back. I am aware once more of a new desire, something rising beneath me like the proud horse whose rider first spurs and then pulls him back. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Nel crepuscolo tutto si quieto' e finalmente l'imbrunire porto' via tutte le ombre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-4624401279546500976?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/4624401279546500976/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=4624401279546500976' title='18 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4624401279546500976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4624401279546500976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/09/hours.html' title='The Hours'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-7982135145090871060</id><published>2010-09-20T01:02:00.007+02:00</published><updated>2010-09-20T09:01:47.896+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Decalogo per fare felice una donna</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em" href="http://www.artunframed.com/images/samples7/modigliani.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.artunframed.com/images/samples7/modigliani.jpg" width="400" height="236" qx="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, insomma, non proprio di felicita' assoluta voglio parlare. Di felicita' relativa, insomma, sapete come la penso. Una sorta di gioco, nato da un post degli &lt;a href="http://splendidiquarantenni.wordpress.com/2010/09/18/le-crude-regole-per-tenersi-un-uomo/" target="_blank"&gt;Splendidi quarantenni&lt;/a&gt; che mi ha proprio stuzzicato il decalogo che non facevo da una vita. Lo Splendido ha elencato nel suo post sette suggerimenti per far contento un uomo. Uomini creature semplici, questo e' il presupposto generico da cui lui parte, soddisfateci i bisogni primari e noi soddisferemo tutti i vostri complicati bisogni femminili. Adesso, non e' il primo membro (mi si perdoni l'involontario trabocchetto lessicale) dell'altra meta' del cielo che rivela l'irrinunciabile fisicita' visiva e tattile del mondo maschile. Ho avuto in passato e nel presente interessanti discussioni con amici uomini che reputo di fine intelligenza che confessavano l'ineluttabilita' del fatto: messi davanti ad un &lt;i&gt;decolleté&lt;/i&gt; di tette stravolgenti, i suddetti di dimenticavano immediatamente della seppure interessante disquisizione sulla natura della verita' kantiana che proveniva dalla proprietaria delle suddette tette.&lt;br /&gt;Nulla da dire su questo fatto, millenni di evoluzione biologica non si possono e non si devono soffocare, e' necessario che sia cosi'. Pero' le differenze tra i due generi dell'umanita' sono piu' sottili di quanto si immagini.&lt;br /&gt;Per cui, in risposta e corollario allo Splendido quarantenne, provvedo anch'io alcuni umili punti come suggerimento ai nostri amati uomini per generare benessere nelle nostre disastrate coppie. Tutto cio' che, appunto, non e' successo nella mia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Stabilita'. L'uomo ama le fughe, ci informa lo Splendido, ma non solo lui, molti uomini mi hanno confermato. Fuggite e vi inseguiremo. Invece una donna ha bisogno di fermarsi da qualche parte. Non fateci fuggire. Non vogliamo essere preda, non vogliamo farci inseguire in continuazione. E' stancante. Soprattutto arrivate agli &lt;em&gt;anta&lt;/em&gt; c'e' bisogno di un posto in cui fermarsi a meditare. Fateci sentire a casa, dovunque siamo. Non necessariamentente sotto lo stesso tetto. Ma che ogni momento condiviso non sia provvisorio. Noi siamo qui, non andiamo da nessuna parte. Inseguite il vostro pallone, poi lasciate la clava a casa. La caccia e' finita. Fermatevi e condividete con noi una fetta di torta al cioccolato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Si', siamo fin troppo cerebrali. L'uomo e' visivo, come ho anticipato, per sua stessa ammissione. Nulla pote' piu' di un vestitino attillato che delineava un bel posteriore. Tutte noi hanno esperienza di interlocutori maschili che durante le conversazioni abbassano lo guardo circa una spanna sotto il tuo mento, dimenticandosi dove sono gli occhi. O che ti esaminano centimetro per centimetro non appena ti alzi dalla sedia, cominciando dalle cosce (andando verso l'alto, ovviamente). E' cromosoma Y, biologia spicciola, nulla da dire qui. A volte fa piacere, lo dico con vergogna femminista. Cercate di venirci incontro. Noi donne vi perdoniamo la pancetta, anzi spesso ci attira pure. Vi guardiamo gli occhi, vi vogliamo sentire parlare. Astenetevi dal parlare di calcio o di quanto sia buono il pranzo della domenica della mamma, almeno non tutto il tempo. Parlateci di voi, attirerete la nostra attenzione. Soprattutto, parlateci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Certo che siamo diversi. Chi lo nega? Bruciare i reggiseni? Ma siamo pazzi, con quello che costano? Il mio femminismo e' espressione della mia femminilita'. Voglio essere donna, non voglio essere uomo. Mai avuto invidia del pene. Mi piace truccarmi. Mi piace un rossetto nuovo. Leggo Sartre ed indosso minigonne, e con l'ultimo libro di Roth sottobraccio mi perdo nei negozi di scarpe ad amminare tacchi che non riusciro' mai a permettermi (finanziariamente, ovviamente, dato che la volonta' d'acquisto c'e').&lt;br /&gt;Pero', pure voi, siate uomini. Sono stufa di uomini che si piangono addosso in continuazione, che hanno paura di vivere. Che hanno attacchi di panico. E' inutile girarci attorno. E' ora che gli uomini tornino ad avere le palle. Scusate il dolce stil novo. Non mi vengono altre espressioni. Penso che il punto sia chiaro. La nostra femminilita' in cambio della vostra mascolinita'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Mascolinita' non vuol dire ovviamente rutto libero. Lo Splendido contesta la sciattezza femminile. Concordo. Amare un uomo per me significa continua seduzione. Non dico passare l'aspirapolvere in tacchi a spillo (anche perché l'aspirapolvere potete anche passarlo voi), ma sicuramente cercherei di piacere ad una persona che mi piace. Ed e' ovviamente reciproco. Tornare a casa dopo una lunga giornata e trovare lui sul divano semisdraiato con una birra in mano (probabilmente la terza) ed agghindato della sua camicia preferita - quella logora vecchia di dieci anni aperta con arte sulla pancia rigonfia della suddetta birra - che mentre guarda la partita si lascia andare all'emissione di gas di varia provenienza, puo' generare eventi incontrollabili nel futuro della coppia. Uno a caso: corna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Onorate il nostro desiderio. Lo Splendido racconta della predilezione degli uomini di pratiche sessuali dalla denominazione latineggiante. Vi assicuro che le donne non disdegnano. La nostra sessualita' e' meno convoluta di quanto gli uomini sembrino immaginare. La differenza e' una sola, fondamentale: il desiderio di contatto fisico. Vedete, noi donne siamo strutturate geneticamente al contatto fisico, alle carezze, ai baci. Siamo strutturate a diventare madri. Ad anelare la pelle e la carne dei nostri neonati. Trasferiamo questa predisposizione nel modo in cui cerchiamo il piacere. Si chiama tenerezza. Non ci accontentiamo degli orgasmi, il nostro orgasmo non e' e non puo' essere solo genitale. Per questo chiediamo carezze, contatto, baci. Chiediamo di addormentarci nelle vostre braccia. Chiediamo di piangere sulle vostre spalle quando vediamo un film strappalacrime. Chiediamo l'erotismo e non la pornografia. Corteggiamento ed insistenza. Diteci che siamo belle, ricordateci che ci desiderate.&lt;br /&gt;Certo, richiede sforzo e dedizione. E' per questo che a volte e' neccessario essere innamorati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Imparate a cucinare. Tornare a casa e trovare la tavola pronta e la cena sul fuoco, di tanto in tanto, vale piu' di mille gioielli (e senz'altro vi costa di meno). Non dimenticate il cioccolato. Ed i fiori. Quelli non devono mai mancare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Non siamo oggetti da mettere in gabbia e da trattare come governanti. L'indifferenza e' la prima omicida di un rapporto. Noi donne necessitiamo di socialita' e supporto, in tutte le sue manifestazioni. L'isolamento non ci protegge: ci aliena. Portateci con voi nel vostro mondo, vi porteremo nel nostro. Rispettate le nostre serate passate con le nostre neccesarie amiche a guardare intere puntate di &lt;em&gt;Sex and the City&lt;/em&gt; ed a commentare le prestazioni dei nostri partner. Si', lo facciamo, e' inutile negarvelo, e' una necessita' irrinunciabile, fatevene una ragione. Accettatelo e nel frattempo andate pure a guardarvi la partita con gli amici. Senza gelosia, senza desideri di possesso esclusivo. Abbiamo bisogno di sentirci vive, di lavorare, di vivere la relazione con indipendenza e dedizione allo stesso tempo.&lt;br /&gt;La vita' e serena quando e' circondata da affetti. Vi amiamo, ma amiamo anche le persone che ci sono state vicine nei momenti difficili per decenni. Non dimenticatelo mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Cuciniamo meglio delle vostre madri, fatevene una ragione. Siamo anche genitori migliori. Leggiamo di piu' e vi trattiamo sicuramente meglio. Essere paragonati in continuazione ad una suocera invadente ed uscirne perdenti vi assicurera' unicamente notti in bianco e probabilmente un futuro di solitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. E per rimanere in tema, siamo le vostre amanti, non il sostituto delle vostre madri. Questo necessita una scrittura piu' chiara. &lt;em&gt;Amante,&lt;/em&gt; NON &lt;em&gt;madre&lt;/em&gt;. Non vi vogliamo per prepararvi biberon e cambiare pannolini. Per rassicurarvi quando avete il mal di pancia. Per organizzarvi la giornata dalla colazione alla storia della buonanotte, per ricordarvi di lavarvi i denti dopo i pasti e fare i compiti dopo cena. No. Come da punto &lt;em&gt;3.&lt;/em&gt;, vogliamo un uomo. Non un bambino. Non vi vogliamo plasmare, educare, crescere secondo i nostri principi. No. Scelgo un uomo perché mi piace com'e'. Perché ammiro la sua integrita'. Perché sa stare sui suoi piedi senza il supporto della mia stampella. La colonna portante di cio' che un giorno potrebbe diventare una famiglia felice. L'esempio per i miei figli.&lt;br /&gt;Se l'uomo confonde i due ruoli e si lascia trasportare da aneliti freudiani di sostituti materni e fissazioni su fasi orali, allora la coppia e' disintegrata alla partenza, irrimediabilmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. Amateci. Non chiediamo altro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-7982135145090871060?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/7982135145090871060/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=7982135145090871060' title='57 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7982135145090871060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7982135145090871060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/09/decalogo-per-fare-felice-una-donna.html' title='Decalogo per fare felice una donna'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>57</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-7824616399329982683</id><published>2010-09-09T02:36:00.000+02:00</published><updated>2010-09-09T02:36:41.157+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Notturno autunnale</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.myroyaltyfreehd.com/assets/images/beautiful_night_time_pan_on_the_ocean_in_bc.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="226" ox="true" src="http://www.myroyaltyfreehd.com/assets/images/beautiful_night_time_pan_on_the_ocean_in_bc.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quest'estate lunghissima e' alla fine. Non ho molto tempo per scrivere ma annoto diligentemente tutte le mie scintille creative su taccuini sparsi, a mano, ancora il mio metodo preferito di scrittura che e' sopravvissuto all'evoluzione dei word processor degli ultimi 25 anni. Ho deciso, in attesa di trovare il tempo di mettere insieme qualcosa di decentemente leggibile, di aggiornare comunque il blog con qualche riflessione. Notturna, appunto.&lt;br /&gt;Con tutti i miei compagni di blog che discutono di nostalgia e rimpianti, decisamente i miei temi di vita preferiti, non potevo stare solo a guardare seppur commentando abbondantemente.&lt;br /&gt;Oltretutto ultimamente finisco di lavorare a mezzanotte. Un turno spaccaossa, dato che comunque la mattina sempre alle sette mi devo alzare e le mie magre sei ore di sonno non portano molto riposo. Cammino piano al ritorno dal lavoro, in una citta' ancora piena di vita tutte&amp;nbsp;le sere&amp;nbsp;della settimana. Che strano. In tutti questi anni di isolamento non mi ero mai resa conto che anche questa piccola cittadina tranquilla in realta' soffre di insonnia. Il clima e' ancora mite e la mia passeggiata notturna, breve, un misero quarto d'ora, in realta' e' un benvenuto sollievo dopo otto ore passate davanti ad uno schermo di computer. E come sempre, la notte mi spinge alle riflessioni.&lt;br /&gt;Di rimpianti, dunque, si parlava. Ne ho scritto anche troppo in questo blog. Il regno dei &lt;em&gt;se&lt;/em&gt;&amp;nbsp;e dei condizionali. Ne ho avuti troppi, troppi ne ho usati.&lt;br /&gt;Per la prima volta, ebbene si', non mi sento di usarne. &lt;a ;="" href="http://laltrametadelcielo.wordpress.com/" target="_blank"&gt;Due cari amici&lt;/a&gt;&amp;nbsp;parlano di macchine del tempo e di incontri fortunati. Di corsi e ricorsi storici. &lt;a href="http://ilmondodifigenia.wordpress.com/" target="_blank"&gt;Un'altra amica&lt;/a&gt; fa la differenza tra nostalgia e rimpianto. Ed ancora, parla di occasioni mancate.&lt;br /&gt;Le mie nostalgie sono minime. I miei rimpianti, vendicativi. Non li sopporto piu', non voglio piu' gestirli. Ho deciso di chiuderli in un cassetto.&lt;br /&gt;Perché i rimpianti mi hanno fatto per anni sognare di un mondo che non esiste. In realta' era il mio mondo immaginario che proiettavo all'esterno di una prigione che si' mi era stata imposta, ma che mi ero anche costruita con le mie mani.&lt;br /&gt;Mi ritengo ancora,&amp;nbsp;&lt;em&gt;á la Sartre, &lt;/em&gt;responsabile del mio destino. Nonostante tutto.&lt;br /&gt;Mi sono stufata di incolpare circostanze malefiche e persone odiose. Certo, queste ci sono state. Ma io me le sono cercate. Circostanze e persone.&lt;br /&gt;Sono sempre stata una persona irrequieta. Insonne, dalla mente vagante, costantemente iperattiva. Cercavo una vita che&amp;nbsp;mi soddisfacesse, non la trovai e lasciai&amp;nbsp;l'Italia. Cercai di ricostruirmi la famiglia che, ancora una volta rimpiangevo&amp;nbsp;di non aver avuto, e&amp;nbsp;volli ricostuirmela con l'uomo sbagliato, l'uomo che non aveva idea di cosa fosse una famiglia. Un uomo che mi sono cercata&amp;nbsp;io. Poi, un figlio non bastava. Facciamone un altro, mi dissi, nonostante&amp;nbsp;fosse gia' chiaro che il suddetto uomo non era in grado di&amp;nbsp;essere padre. Chiaro, chiarissimo, sin dalle prime settimane di vita del mio primogenito.&lt;br /&gt;Nella mia scandalosa irrazionalita' speravo che lui -che entrambi, in realta'- potessimo imparare ad essere una famiglia se questa fosse stata piu' numerosa. Ma non c'era neppure una relazione, come ci poteva essere una famiglia?&lt;br /&gt;I rimpianti mi hanno fregato. Non posso continuare a viverci. Non posso continuare con i &lt;em&gt;se&amp;nbsp;&lt;/em&gt;ed i&amp;nbsp;&lt;em&gt;magari.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Sono quello che sono. Sono il mio vissuto, le mie esperienze. Sono il mio struggimento quotidiano. Sono questa cosa piccolina e minuta che ha l'iperattivita' di una quattordicenne ma la stanchezza esistenziale di una&amp;nbsp;ultraquarantenne.&lt;br /&gt;Sono io, con i miei fallimenti ed errori alle spalle. Non sarei io se non li avessi. Non ho avuto gioia, non ho avuto amore. Punto. Cosa posso farci? La macchina del tempo e' un gioco di immaginazione. Non e' possibile nella nostra presente tecnologia. In un futuro, chissa'. Ma vorrei davvero usarla?&amp;nbsp;Forse avrei rifatto gli stessi errori, perché io sono testarda, cocciuta, irrazionale, emotiva. Perché mi si dice &lt;em&gt;A e' giusto &lt;/em&gt;ed io faccio &lt;em&gt;B&lt;/em&gt; invece per partito preso. Anche se so che e' sbagliato.&lt;br /&gt;Perché sono cosi'.&lt;br /&gt;Imparero' mai la lezione? Non so. Forse non voglio impararla. Sono una calamita vivente per le catastrofi.&lt;br /&gt;Ma il giorno in cui la vita si trasformera' in una calma piatta allora forse mi annoiero'.&lt;br /&gt;Perché la mia e' un'irrequietezza &lt;em&gt;creativa&lt;/em&gt;, che ha generato due esseri meravigliosi, i miei figli. Che mi ha fatto vivere all'estero in un paese che amo ed odio allo stesso tempo ma che ormai e' destinato a rimanere dentro di me fino alla morte, dovunque decidero' di vivere in futuro.&amp;nbsp;Che mi ha consentito di conoscere un mondo di persone fantastiche, ed anche qualche stronzo. Ne incontrero' ancora, di entrambe le categorie. Non ne si puo' fare a meno.&lt;br /&gt;I rimpianti, dunque. Cercano di evadere dal cassetto sopratutto la mattina, quando mi guardo allo specchio e vedo le rughe. Mi dico &lt;em&gt;cazzo, quindicianni&lt;/em&gt;. Dovrei mettere un lucchetto a quel cassetto. Robusto, impossibile da forzare. Quel lucchetto si chiama amore. Entrera' nella mia vita un giorno, ci spero, dopo 45 anni. Arrivera', lo so, inaspettato. Di qualsiasi tipo, erotico, dalle gioie quotidiane dei cari amici, da&amp;nbsp;una famiglia che mi si radunera' attorno la domenica, dalla serenita' di un quotidiano stabile.&amp;nbsp;Ed allora il cassetto rimarra' chiuso per sempre. Non mi spaventeranno piu' le rughe, non rimarro' piu' insonne per paura di sbagliare ancora.&lt;br /&gt;E' la chiave di tutto, no?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;All you need is love&lt;/em&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-7824616399329982683?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/7824616399329982683/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=7824616399329982683' title='15 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7824616399329982683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/7824616399329982683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/09/notturno-autunnale.html' title='Notturno autunnale'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-4842549594452796376</id><published>2010-08-27T22:58:00.003+02:00</published><updated>2010-08-28T21:38:28.710+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Che settembre ci porti la quiete che abbiamo cercato</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.poster.net/seurat-georges/seurat-georges-seine-grande-jatte-2602499.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="318" ox="true" src="http://www.poster.net/seurat-georges/seurat-georges-seine-grande-jatte-2602499.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C'e' una quiete intrinseca nei corsi d'acqua e di questa quiete si nutrono le zone intermedie della giornata, alba e crepuscolo, che a queste latitudini si estendono lunghissime e senza fretta. La quiete dell'aspettativa della giornata a venire ed il torpore della giornata che finisce, quella che segue le lunghe ombre del sole che sempre di piu' si inclina all'orizzonte, perché settembre e' alle porte.&lt;br /&gt;Un tempo lo desideravo settembre, in modo ansioso e morboso, perché non sapevo &lt;em&gt;vivere i miei figli&lt;/em&gt;, perché non sapevo &lt;em&gt;vivere me stessa,&lt;/em&gt; perché l'estate era per me una prigionía ancora piu' grande da sopportare e non c'era nessuno a cui mandare le mie lettere che si facevano sempre piu' fitte e polverose, una volta che anche le porte del povero mondo che mi spettava si chiudevano in due mesi privi di vacanze e di capacita' di gioire.&lt;br /&gt;Stavolta l'estate e' stata diversa. E' stato un lungo apprendimento di vita. Il fiume che scorre e che e' diventata la mia metafora. Quella che mi porto in tasca, il mio punto di riferimento.&lt;br /&gt;Stavolta il settembre, anelato negli anni passati, mi da' quasi fastidio. L'idea di tornare a tutte quelle lotte quotidiane per il diritto all'istruzione di mio figlio mi ripugna. L'idea di tornare agli inverni senza luce. Alle festivita' senza feste. Ai mattini senza albe.&lt;br /&gt;A dirla piu' velocemente, l'idea della lotta e del contrastro mi ripugna.&lt;br /&gt;Ma forse stavolta l'inverno sara' diverso.&lt;br /&gt;Io &lt;em&gt;sono&lt;/em&gt; il fiume, adesso, coi suoi meandi e la sua studiata lentezza. C'e' stata la piena e la violenza si e' riversata nell'estuario e nell'oceano. Poi la quiete. Le ombre lunghe. Gli interminabili pomeriggi che si rispecchiano nell'azzurro del cielo. L'arancione ed il fuchsia delle albe. Le nuvole stracciate sull'orizzonte. Ed il fiume.&lt;br /&gt;Le sbarre si sono dissolte. Non mi ci sono aggrappata guardando fuori senza forza. Lo sguardo spento senza desideri o tenacia.&lt;br /&gt;Il fiume ci ha accompagnato, le nostre passeggiate quotidiane. Non c'e' stata vacanza, ma questa non c'e' da anni, quella tradizionale coi fiocchetti dei villaggi turistici e delle famiglie pseudocontente che si districano tra suocere sovrappeso e bambini strillanti in spiagge affollate. La mia vacanza e' stata l'apprendimento della vita.&lt;br /&gt;La gente che pesca. Le lunghe lenze tese alla corrente. I cigni, in gruppi, costellavano la piena. Ed il lento scorrere dei giorni.&lt;br /&gt;Un'estate lunghissima. L'inizio, non me lo ricordo. Non mi ricordo com'e' iniziato tutto questo sole, questa familiarita'. Travagliata, a volte, questa corrente. Travaglio seppure desiderato. L'interesse per la vita che riemergeva. Che si faceva irrinunciabile. Questo fiume in piena si e' calmato. Ci ha messo una vita, un'estate intera.&lt;br /&gt;No, non e' calma piatta. E' la quiete della liquidita' dell'esistenza che ha capito. Il fatto che non c'e' perfezione o romanzi d'amore e d'avventura. Finalmente capito. Che la vita non puo' essere fatta di tempeste. Che il mondo non puo' essere salvato perché alla fine della fiera non c'e' salvezza. Che la vita e' fatta di quella quotidianita' dei lunedi' mattina che nessuno ti puo' togliere. Che la vita e' il diritto di sbagliare senza che nessuno ti rinchiuda in una gabbia e butti via le chiavi.&lt;br /&gt;Il fiume delle mie imperfezioni. E' sfociato nel mare che ora ammiro. Attonita.&lt;br /&gt;La vita e' tutta qui. Chi l'avrebbe detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pU00jvfCUJk?fs=1&amp;amp;hl=en_US&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/pU00jvfCUJk?fs=1&amp;amp;hl=en_US&amp;amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="400" height="305"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;These things you keep&lt;br /&gt;you better throw them away&lt;br /&gt;you want to turn your back&lt;br /&gt;on your souless days&lt;br /&gt;once you were tethered&lt;br /&gt;now you are free&lt;br /&gt;once you were tethered&lt;br /&gt;now you are free&lt;br /&gt;that was the river&lt;br /&gt;this is the sea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;now if you are feeling weary&lt;br /&gt;if you've been alone too long&lt;br /&gt;or maybe you been suffering from&lt;br /&gt;a few too many plans that have gone wrong&lt;br /&gt;and you're tryin' to remember&lt;br /&gt;how fine your life used to be&lt;br /&gt;running around banging your drum&lt;br /&gt;like it's ninteeen seventy three&lt;br /&gt;well that was the river&lt;br /&gt;this is the sea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;now you say you got trouble&lt;br /&gt;you say you got pain&lt;br /&gt;you say you got nothin' left to believe in&lt;br /&gt;nothin' to hold on to&lt;br /&gt;nothin' to trust&lt;br /&gt;nothin' but chains&lt;br /&gt;you've been scouring your conscience&lt;br /&gt;raking through your memory&lt;br /&gt;scouring your conscience&lt;br /&gt;raking through your memory&lt;br /&gt;that was the river&lt;br /&gt;this is the sea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;now i can see you're waverin'&lt;br /&gt;as you try to decide&lt;br /&gt;you've got a war in your head&lt;br /&gt;and it's tearing you up inside&lt;br /&gt;you're tryin' to make sense&lt;br /&gt;of something that you just don't see&lt;br /&gt;tryin' to make sense now&lt;br /&gt;and you know that you once held the key&lt;br /&gt;but that was the river&lt;br /&gt;and this is the sea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;now here is a train&lt;br /&gt;it's comin' on down the line&lt;br /&gt;you realise if you hurry&lt;br /&gt;you got still enough time&lt;br /&gt;and you don't need no ticket&lt;br /&gt;and you dont pay no fee&lt;br /&gt;because that was the river&lt;br /&gt;and this is the sea&lt;br /&gt;that was the river&lt;br /&gt;this is the sea&lt;br /&gt;the river, the river, the river, the river&lt;br /&gt;the river, the river, the river&lt;br /&gt;and this is the sea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;behold the sea&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-4842549594452796376?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/4842549594452796376/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=4842549594452796376' title='21 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4842549594452796376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4842549594452796376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/08/che-settembre-ci-porti-la-quiete-che.html' title='Che settembre ci porti la quiete che abbiamo cercato'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-8421211973581603669</id><published>2010-08-16T23:41:00.002+02:00</published><updated>2010-08-17T07:11:47.303+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Lettere dal carcere</title><content type='html'>&lt;a href="http://static.guim.co.uk/sys-images/Guardian/Pix/pictures/2008/09/18/460art.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" ox="true" src="http://static.guim.co.uk/sys-images/Guardian/Pix/pictures/2008/09/18/460art.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cara amica&lt;br /&gt;non ti spiace se ti chiamo amica, vero? Grazie per aver risposto alle mie lettere. So che lo fai per volontariato. Perché ti hanno chiesto di scegliere uno di noi e di iniziare una corrispondenza. Ma ti ringrazio lo stesso per avermi scritto e per avermi letto. Non mi capita spesso. Non mi e' rimasto molto la' fuori. Quasi nessuno, tanto meno qualcuno a cui scrivere. Per cui, cara amica. Anche se non ti conoscero ' mai di presenza. Mi fai molte domande ed io non so come risponderti. Non sono molto abituato ad una conversazione normale con qualcuno che sta dall'altra parte delle sbarre. Con il mio avvocato, forse l'unico. I familiari hanno smesso di farmi visita. Amici non ne ho. Certamente non voglio averne dalla mia vita passata. Ne ho fatti alcuni qui tra le celle. Anche se comunque sono un privilegiato. Da tempo ho la mia cella personale. L'anzianita', dicono. L'unico privilegio. Da' un po' di privacy, soprattutto la notte. Ma queste cose non te le dovrei raccontare. Scusa, sono abituato alle rozzezze dei compagni di pena. Tu mi sembri cosi' gentile. Cosi' impegnata, dedicata. Onesta.&lt;br /&gt;Non mi parli molto di te e molto non voglio sapere. Rispetto il tuo relativo anonimato. Io anonimato non ne ho molto. Il mio caso era sui giornali. Ti allego un ritaglio. Quello ero io, nella foto, un paio di decenni fa. Non ero male, penso. Certo, adesso ho i capelli grigi. Mi tengo in forma pero', non ho messo su peso. Qui ci incoraggiano a fare esercizio fisico. L'hanno sempre fatto. Abbiamo la nostra squadra di calcio. Molto lavoro manuale. Mi piacciono i turni nelle cucine. Mi e' sempre piaciuto cucinare. Farlo per 200 persone non e' esattamente haute cousine ma e' meglio del turno in lavanderia. Quello davvero ti rompe la schiena. Ma non dovrei lamentarmi. C'e' chi lo fa per lavoro, per mantenersi la famiglia.&lt;br /&gt;Faccio anche altre cose. Ti ho gia' detto della piccola biblioteca che gestisco. Non molti libri, infatti se te ne capitano sottomano, anche usati e maltrattati, ti sarei grato se potessi mandarceli. Qualsiasi cosa. Insomma mi tengo impegnato. Anche perché e' quasi finita. Non ci voglio esattamente pensare a quando usciro' il prossimo anno. Qui ci ho passato una vita. A febbraio sono vent'anni. Mi hanno tolto un anno, per buona condotta. Per la mia "accertata volonta' di riabilitarmi". Per cui usciro' prima. Mi fa piacere scriverti comunque, anche se non ci vedremo mai. Mi rimette in contatto con la realta'. Anche se ancora non ho capito cosa sia la realta'.&lt;br /&gt;Vuoi sapere della mia storia. Lo fai in modo delicato, ti ringrazio, ma io non ho pudori. Qui dentro i pudori te li tolgono subito, alle prime perquisizioni quando entri. Ti tolgono tutto, abiti, identita' e vita. Non mi imbarazzo certo. Eccoli i miei dettagli. Ho fatto un errore vent'anni e passa fa. Ho pagato, sto ancora pagando. Me lo merito, non cerco scusanti. All'inizio certo davo la colpa alla cocaina, agli eccessi. Pensa che adesso non fumo neanche. Infatti sono diventato un fanatico del salutismo. Sono pure vegetariano. E' un po' un'ossessione. Ma tutte queste ossessioni mi hanno aiutato a sopravvivere in questo isolamento. Mi hanno dato un punto focale. Come la laurea che ho preso, te ne ho parlato? L'anno scorso, ne vado un po' fiero. Una cosa inutile, in filosofia. Ho fatto una tesi su Sartre. Magari ti piacerebbe leggerla. Forse non e' cosi' eccezionale, ma da lui ho imparato a farmi carico delle mie responsabilita'. A farmi carico delle conseguenze delle mie scelte. Ma divago. E' stata una scelta allora? Quella di premere il grilletto? Anche al processo mi hanno dato il colposo. Erano otto ore che sniffavo, prima di quella rapina a mano armata. Un miracolo che non mi fosse venuto un infarto. Forse sarebbe stato meglio, quell'uomo sarebbe ancora vivo.&lt;br /&gt;Non voglio scusanti. Ho fatto un errore. La mia incapacita' di vivere l'ho pagata. Pensavo di essere stato trascinato in quella banda armata. Invece adesso &lt;em&gt;so&lt;/em&gt; che vi ero destinato.&lt;br /&gt;Ma ti sto tediando. Ho ucciso un uomo con un'arma che non sapevo neppure usare. Una di quelle cose, che un colpo sparato a caso da una mano tremante attaccata ad un ragazzo che non sa neppure se sia giorno o notte sia andato dritto al cuore.&lt;br /&gt;Aveva due figli quell'uomo, lo sai no? Avevano cinque e sette anni, allora. Ho cercato di scrivere anche a loro. Gli ho detto che non volevo ne' perdono ne' comprensione. Gli ho scritto che mi prendevo le mie responsabilita'. Non mi hanno mai risposto. Posso biasimarli? Era andato a comprare il gelato ai figli, quell'uomo. Un commercialista, lavorava in banca. E si era fermato a comprare il gelato in quel supermercato, sulla via di casa. Non sapevo neanche fosse carica quell'arma.&lt;br /&gt;Per cui me la sono cavata con vent'anni. Quell'uomo non c'e' piu'.&lt;br /&gt;Qui mi dicono che succede di peggio in guerra. Che tirano le bombe a grappolo in Iraq. Che c'e' chi ne ammazza a centinaia premendo un pulsantino. E di proposito. Cio' non giustifica. Come direbbe Sartre.&lt;br /&gt;Pero' ho scontato la mia pena. La scontero' finché vivo, penso, Tra qualche mese esco e non so neppure che aspetto abbia il mondo. Il mondo degli ultimi vent'anni l'ho letto sui libri e sui giornali. L'ho ascoltato alla radio. Non so piu' che aspetto abbia un tramonto su una scogliera o che sensazione dia la sabbia calda sotto i piedi. Non mi ricordo piu' cosa si provi a viaggiare in aereo. Ho preso l'aereo solo due volte in vita mia. Mi dicono che adesso costa proprio poco. Se mai mi ridaranno il passaporto, mi piacerebbe farmi qualche viaggio. Se davvero costa poco come dicono.&lt;br /&gt;Non ricordo piu' la sensazione delle mani sulla pelle di una donna. O sfiorarne i capelli. Non ricordo neppure piu' cosa sia un bacio. Ma perché ti scrivo queste cose? Scusa, non ho altre intenzioni se non di corrispondenza. Non fraintendere. Mi sto solo raccontando.&lt;br /&gt;Non ho fatto molti errori nella mia vita. Qui in carcere non mi e' stato consentito. Qui in carcere mi e' stata data struttura, disciplina. Palate di tempo per pensare. Non molti errori. Infatti solo uno, quel grilletto premuto.&lt;br /&gt;Mi sono chiesto molte volte se per un solo errore un uomo debba pagare per vent'anni. Ed anche piu', non e' che esco di qui e mi ritrovo un tappeto di rose e fiori davanti. Saranno cocci e spine sotto i piedi. Certo, ho tolto una vita. Ho pagato con la mia. Le dicevo spesso queste cose in passato, infatti mi hanno mandato subito lo psicologo. Pensavano che avessi tendenze suicide. Ma non le avevo. Mi consideravo gia' morto. Da dietro le sbarre non si vede molta vita. Che senso avrebbe togliersi una vita che non c'e'?&lt;br /&gt;Eppure molti mi hanno detto che sono stato &lt;em&gt;fortunato&lt;/em&gt;. Che questo e' un carcere &lt;em&gt;di lusso.&lt;/em&gt; Che mi sarebbe potuta andare peggio. Un carcere in cui credono nella riabilitazione, un carcere modello. Non posso lamentarmi dunque. Come ti ho detto, ho preso pure una laurea. Ho imparato qualche mestiere, so gestire una biblioteca e cucinare in una mensa. Forse dovrei piantarla con i vittimismi, perché non portano da nessuna parte.&lt;br /&gt;Ho quasi finito dunque di guardare la vita dalle sbarre. Mi fa paura uscire. Certo, mi guideranno. Ci sara' un agente di controllo, un assistente sociale. Cosi' mi guideranno verso il resto della mia vita. Niente vittimismi. Mi rimbocchero' le maniche. Non voglio cose impossibili. Ogni tanto qui sognavo di farmi una famiglia. Adesso so che e' un'assurdita'. Non troverei mai una donna sana di mente disposta a fare compromessi con il mio passato. E poi non sarei un buon padre. Che modello potrei dare a mio figlio? Comunque mi sento troppo vecchio. Gli anni della paternita' sono passati. Non che mi importi. Quel desiderio non ce l'ho piu'. Poi, come ti ho scritto, non saprei neppure da dove cominciare. Non saprei neppure corteggiarla, una donna.&lt;br /&gt;Un giorno magari trovero' un lavoro in una biblioteca. Non mi dispiacerebbe. Avere tanti libri a disposizione, mi sentirei a casa. Un po' come qui. Quello che mi rimane della mia vita, lo passerei a leggere. Un po' come qui. Perché della nostra lunga prigionia non ci si libera, anche quando ti aprono le gabbie. Perché bisogna trovare la propria chiave, bisogna trovare la combinazione da soli. Io forse non la trovero' mai.&lt;br /&gt;Grazie per avermi scritto, continua ancora se ti va. Adesso devo andare, tra poco comincia il mio turno in cucina. Spero di non averti tediato con la storia della mia vita che proprio vita non potrei definirla.&lt;br /&gt;Un saluto.&lt;br /&gt;M.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-8421211973581603669?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/8421211973581603669/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=8421211973581603669' title='17 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/8421211973581603669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/8421211973581603669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/08/lettere-dal-carcere.html' title='Lettere dal carcere'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-8630012393401549978</id><published>2010-08-14T21:37:00.000+02:00</published><updated>2010-08-14T21:37:23.904+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>E' Ferragosto, ed io non sono al mare</title><content type='html'>&lt;a href="http://popartmachine.com/machine/daily/2009-06-09/american-painters/Beach-Bucket-Painting-art-Rhapsody_wallpaper.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ox="true" src="http://popartmachine.com/machine/daily/2009-06-09/american-painters/Beach-Bucket-Painting-art-Rhapsody_wallpaper.jpg" width="420" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E meno male. Oddio, non e' che mi dispiacerebbe cosi' tanto poi una vacanza al mare. Non e' il Ferragosto in se'. Saranno vent'anni che non passo un Ferragosto al mare. In passato (decenni fa) quando facevo ancora vacanze, cercavo itinerari e mesi alternativi.&amp;nbsp;E poi in queste lande nordoccidentali ad agosto e' gia' autunno. Non proprio quest'anno, il clima e' ancora bello e l'estate e' lunga come non ce la si ricordava da anni. Pero' metereologicamente in pratica e' gia' autunno. Tra due settimane ricominciano le scuole. Angoscia. Oh no, torniamo a parlare di agosto e di vacanze al mare.&lt;br /&gt;Allora, Ferragosto si diceva. Ho ricordi vaghi di quand'ero bambina e di lunghe tavolate in agosti assolati siciliani con mia zia e la sua estesissima famiglia. Giusto per&amp;nbsp;mia madre, fosse stato per mio padre lui Ferragosto lo avrebbe volentieri passato da solo. Lui e la sua allergia congenita a tutto cio' che e' famiglia e convivialita'. Poi cambio' con gli anni, ma era ormai troppo tardi. Le scelte di solitudine fatte in vita si pagano con una vecchiaia di solitudine. &lt;br /&gt;Ma i Ferragosti, dicevamo. Quelli delle spiagge assolate e dei pranzi in famiglia. Quelli appartengono ad un passato remoto. Anche un po' indigesto, io quei pranzi a quaranta gradi all'ombra me li ricordo un po' angoscianti. Meglio un'insalata, meglio forse un'isoletta lontano da tutto e tutti.&lt;br /&gt;Pero' una spiaggia mi piacerebbe. Senza ombrelloni e sedie a sdraio, senza la calca degli stabilimenti balneari. Una spiaggia calda per me ed i miei figli. Gli spiegherei che Ferragosto era quella festa strana, indigesta e soffocante che celebravo quand'ero bambina. Ma non per noi. Noi ce ne staremmo alla brezza marina e celebreremmo con frutta fresca ed un bagno nel mare.&lt;br /&gt;Il senso di questo post? Nessuno forse. Un piccolo deliro e soprattutto un desiderio. Un lieve anelito di normalita', senza neppure sapere cosa questa parola voglia dire. E' da anni che voglio andare in vacanza con i miei figli. Una vacanza vera, indipendente, dove ci si possa alzare la mattina senza chiedersi minimamente cosa ci sia da fare. Senza dovere assistere o curare persone malate. Senza dover rendere conto a nessuno, senza dover far piacere a nessuno.&lt;br /&gt;Un paio di settimane in cui l'unica preoccupazione appena svegliati sia su che libro portarsi in spiaggia da leggere. La sabbia bianca sotto i piedi. Sentire i figli che si lamentano perché fa troppo caldo. Vederli con la pelle abbronzata e la testa priva di preoccupazioni. Vederli crollare la sera di stanchezza. Vederli cercare sguardi furtivi ed amicizie impacciate con altri coetanei. Non era questo che succedeva quando eravamo noi adolescenti? I nostri amori estivi, le nostre insolazioni, le nostre scottature.&lt;br /&gt;Gliel'ho promesso ed ormai come principio esistenziale mantengo tutte le promesse, costi quel che costi. L'estate prossima andiamo in vacanza. Una vacanza di quelle con tutti i crismi. Con una spiaggia. Un posto tutto nostro, ognuno con il suo letto in cui dormire. Un piccolo balcone o una veranda in cui fare colazione, con il sole che ti abbaglia.&amp;nbsp;Una di quelle cose che cominci a girare l'Internet a gennaio per cercare la destinazione. Una di quelle cose che cominci a giugno a fare il conto alla rovescia dei giorni sul calendario.&lt;br /&gt;Una vacanza&amp;nbsp;cosi' con i miei figli non l'ho mai fatta. Direi che dopo&amp;nbsp;quattordici e passa anni e' di dovere.&lt;br /&gt;Qui lo scrivo, che voi tutti miei lettori possiate farmi da testimoni. Il prossimo Ferragosto saro' al mare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-8630012393401549978?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/8630012393401549978/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=8630012393401549978' title='18 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/8630012393401549978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/8630012393401549978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/08/e-ferragosto-ed-io-non-sono-al-mare.html' title='E&apos; Ferragosto, ed io non sono al mare'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-6497418963779363011</id><published>2010-08-06T14:22:00.002+02:00</published><updated>2010-08-06T14:27:15.153+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><title type='text'>On dreams</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em" href="http://www.shafferfineart.com/Dockside-Dreams-Wally-REV-c.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.shafferfineart.com/Dockside-Dreams-Wally-REV-c.jpg" width="360" bx="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nella bufera degli ultimi 12 e piu' mesi, era questione di sopravvivenza. Letteralmente. Giorno dopo giorno, vivevo neppure alla giornata, vivevo all'ora. Era un incessante, quotidiano affannarsi ricamato di preoccupazioni ed ansie, su come trovare i soldi per l'affitto, per la cena dei figli, su come dargli un'istruzione decente ed un minimo di stabilita' psicologica futura. Il tutto condito dalla solita domanda, &lt;em&gt;li amo abbastanza&lt;/em&gt;?&lt;br /&gt;Non ho fatto alcun progetto per mesi, come ho scritto in passato, ma ad una cosa mi sono aggrappata con disperazione e determinazione: i miei sogni. Non li ho mai lasciati andare, non mi sono mai azzardata a tradirli.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Carpe diem &lt;/em&gt;si' certo ma poi, nella semi oscurita' delle mie notti che mai totalmente oscure erano, affioravano questi spiragli che mi trascinavano verso la vita. E mi immaginavo, senza fare piani o progetti, un futuro fatto di cose serene, semplici, tranquille. Tempo di qualita' coi miei figli. Una vacanza al sole. Una minuscola casetta con un patio dove mettere i miei vasi di fiori. La mia ossessione coi fiori, che in questo momento riempiono qualsiasi contenitore del mio vecchio appartamento in affitto. Una libreria con tanti scaffali dove mettere tutti i miei libri che ormai ricoprono tutti i davanzali e gli angoli nascosti di questo rifugio di emergenza. Le stampe alle pareti. Il lusso di una notte senza insonnia, in cui l'addormentarsi arriva dolce sulle pagine di un libro e le preoccupazioni non ti corrodono fino alle ore piccole.&lt;br /&gt;Questi sogni mi hanno tenuto in vita.&lt;br /&gt;Poi, improvvisamente, un secondo umile lavoro si e' materializzato dal nulla. Un lavoro che mi corrodera' ogni minuto libero che mi e' rimasto ma che mi ha dato una possibilita' d'oro: quella di assumere un avvocato.&lt;br /&gt;Un'&lt;em&gt;avvocata&lt;/em&gt; per la precisione. Determinata e senza mezzi termini.&lt;br /&gt;La nostra seduta preliminare e' stata dolorosa. Un lungo escursus durato un'ora e mezza sugli ultimi miei 15 anni di vissuto. Una seduta terapeutica interminabile. Ma lei doveva sapere tutto. Non le ho neppure detto tutto. Un paio di &lt;em&gt;chicche&lt;/em&gt; me le sono tenute come assi nella manica, in caso si finisca davvero in tribunale.&lt;br /&gt;Piu' raccontavo, piu' sgranava gli occhi. &lt;em&gt;Lui e' completamente fuori legge, lo sai, vero? &lt;/em&gt;No, non lo sapevo. &lt;em&gt;Non puo' tenersi tutto, neppure se tu glielo donassi. E' contro il diritto di famiglia. Deve contribuire al mantenimento dei figli, che gli piaccia o no.&lt;/em&gt; No, io sono fessa, non lo sapevo. &lt;em&gt;Hai il diritto di vivere una vita decente e serena dopo tutti questi anni. Dopo tutto quello che hai sofferto, dopo quanto hai lavorato e guadagnato. &lt;/em&gt;Gia', senza vedere un centesimo. &lt;em&gt;I tuoi figli hanno diritto di condividere questa felicita' con te. Gli hai dato tutto, ora e' il momento di prendere.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Perché queste perle di saggezza devono venire da un'avvocato, componente di una categoria che tanto ho detestato?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Andiamo direttamente per il divorzio. Sei gia' separata di fatto da dieci anni. Aggiungerne tre sarebbe un ulteriore abuso nei tuoi confronti. Il giudice lo convinco senza problemi.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Avrei voluto abbracciarla. Improvvisamente tutti i sogni, in genere relegati alle notti tormentate, mi si affollano in testa attorno a quel tavolo di legno tirato a lucido. Ma li comprano tutti dallo stesso fornitore, negli uffici legali?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vedrai che tra sei mesi al massimo e' tutto finito. Torni libera di vivere la tua vita in serenita'.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La casetta nel mezzo di questa citta' che non mi appartiene. La intestero' dunque ai miei figli&lt;em&gt;. Sarai in grado di comprargliela in contanti se vuoi&lt;/em&gt; mi sorride complice. Una scuola superiore decente per mia figlia. Supporto psicologico adeguato per mio figlio. Tutti questi sogni si verbalizzano davanti a lei senza pudore, di fronte a quella che era nonostante tutto solo un'estranea fino ad un'ora e mezza fa. Lei annuisce, continua a prendere appunti &lt;em&gt;certo certo, questo ed altro, ad esempio ti fai anche una pensione per te, eh, comincia a pensare un po' a te, finisci il tuo PhD in tranquillita',&lt;/em&gt; ma io continuo, imperterrita, il mio flusso di coscienza, il mio desiderio di normalita' come una marea in piena, e poi, aggiungo, una vacanza, si' portare i miei figli in vacanza. Lei si ferma, posa la penna e mi guarda. E' uno sguardo di pieta', lo so, lei probabilmente mia coetanea nel suo tailleur da 200 euro ed io nel mio cardigan comprato da Penneys a 5 euro. &lt;em&gt;Tra sei mesi e' tutto finito&lt;/em&gt; conclude &lt;em&gt;e' una promessa.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Un sogno pero' me lo sono tenuto per me, piccola delizia privata. Me lo ripasso in testa da qualche giorno, in continuazione. La mia piccola libreria in Italia, con un caffé annesso, dove giovani scrittori possano venire a promuovere le proprie pubblicazioni, un sito web collegato su cui si incentivino nuove pubblicazioni, si promuovano traduzioni e si colleghino blog e siti di scrittori non pubblicati. Sorrido spesso, da qualche giorno. Ogni sorriso e' questo sogno che ripassa nella mente. Tornare ai miei affetti. A chi mi e' stato vicino nonostante la distanza. Trovare finalmente radici, appartenenza. E' una vita che rincorro il concetto di appartenenza. Non lo comprendo appieno. Finalmente ho l'occasione di impararlo.&lt;br /&gt;I miei figli lo sanno. Continuo a parlargliene. Mia figlia come al solito ha accolto l'idea con entusiasmo. Vuole diventare stilista, e' un'ossessione. &lt;em&gt;Cosi' vengo a studiare fashion design in Italia!&lt;/em&gt; Mio figlio e'piu' apprensivo, piu' cauto. Non sa, ma dice &lt;em&gt;e' bello ogni volta che andiamo in Italia. Magari ci provo. &lt;/em&gt;A lui i cambiamenti non piacciono ma mi vede contenta. &lt;em&gt;Nulla potra' essere peggio di cio' che ho passato&lt;/em&gt; mi ripete.&lt;br /&gt;Gia', la scuola della vita. Ci spezza, ci prende a calci, ci toglie il respiro. E poi, inaspettatamente, ci apre una finestra, ci fa vedere il sole.&lt;br /&gt;Ho pagato la mia prima rata all'avvocato ieri. Mai  assegno fu staccato con piu' gioia.&lt;br /&gt;La rata alla vita, beh quella e' gia' stata pagata con gli interessi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-6497418963779363011?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/6497418963779363011/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=6497418963779363011' title='49 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6497418963779363011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6497418963779363011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/08/on-dreams.html' title='On dreams'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>49</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-1501789590470749940</id><published>2010-07-31T18:29:00.006+02:00</published><updated>2010-08-03T09:56:31.365+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eu thanathós'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Tra le donne</title><content type='html'>&lt;a href="http://blogs.princeton.edu/wri152-3/f05/cargyros/images/picasso_demoiselles.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" bx="true" height="320" src="http://blogs.princeton.edu/wri152-3/f05/cargyros/images/picasso_demoiselles.jpg" width="304" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardava l’urna. Jane l’aveva messa lì a tavola, dove lui si sedeva sempre. La guardava con tenerezza ma non vedeva più l’oggetto. Era trasceso, simbolizzato. Quello che lui non era più. Quando ancora riusciva a sedersi a tavola con lei, con loro. Lo fece fino all’ultimo, anche sulla sedia a rotelle. Perché gli piaceva quella convivialità. Quella famiglia in cui lui aveva investito così tanto. Anima e corpo. Completamente.&lt;br /&gt;Fino a che perse anche la mobilità delle braccia. Fino al giorno in cui chiamarono l’avvocato perché lui voleva sottoscrivere quella volontà. La sua volontà di morire da uomo. “Lo faccio perché credo nella vita” le disse. Perché lui alla vita ci aveva sempre creduto. Con coraggio.&lt;br /&gt;Claire, sua figlia, rideva a tavola. Stava raccontando qualcosa a Jane, la figlia di lui. Sicuramente un fatterello sul suo ex-marito. Dopo tanto soffrire ora se la rideva. Meno male. In realtà erano sorelle. Erano cresciute insieme, avevano condiviso più di vent’anni di vita. Ventidue per la precisione. Le distinzioni di sangue e di genetica in quella famiglia atipica non esistevano. Esistevano solo loro e quella vita che valeva la pena vivere nonostante tutto.&lt;br /&gt;L’aveva incontrato ventidue anni prima, appunto. Lei con due figli ed un passato di fallimenti alle spalle. Lui invece che aveva amato e si portava dietro una figlia come ricordo di quell’amore. Voleva amare ancora. Vivere non lo spaventava, non lo spaventavano le emozioni, le gioie ed i dolori. Quello la incuriosì di lui: la sua propensione all’amore. Lei che invece ne era spaventata, terrorizzata dalle emozioni e dalla paura di soffrire ancora. Non capiva, perché dell’amore non aveva esperienza.&lt;br /&gt;I tre ragazzini si incontrarono in quel parco, sull’erba umida di quel giorno di fine estate. Si divisero subito il pallone, senza le formalità che solo gli adulti sanno inventare per complicarsi la vita. Lei, sulla panchina leggeva un libro, se lo ricordava ancora, &lt;em&gt;Revolutionary Road&lt;/em&gt;. Le si sedette accanto, quelle formalità sulle relazioni interpersonali, appunto, non lo avevano mai interessato. Si accese una sigaretta, le porse il pacchetto. Lei rifiutò con cortesia. “Ho smesso”. Lui sorrise e fu proprio in quel preciso momento che gli notò la propensione all’amore, non se lo seppe mai spiegare perché proprio in quel frangente. Perché così subito, senza un’apparente spiegazione? Come se una spiegazione fosse necessaria.&lt;br /&gt;“Dovrei smettere anch’io, vero?” ed era già una promessa perché tre anni dopo smise davvero. Poi le scrutò la copertina del libro. “Spero che non sia la storia della tua vita”.&lt;br /&gt;Lei abbassò gli occhi e non disse nulla. Da quel momento non si persero più di vista.&lt;br /&gt;L’urna, lì di fronte. Le voci serene dei commensali. Aveva passato le ultime quarantotto ore in un doloroso pellegrinaggio tra aeroporti ed ospedali. I due giorni più struggenti della sua vita. Due giorni di enorme intensità e di dolore, di quel dolore di cui non aveva più paura perché lui gliel’aveva insegnato che anche quella è vita e la vita aveva finalmente preso il sopravvento. La vita aveva rivelato il suo segreto.&lt;br /&gt;Le due sorelle acquisite erano state con lei tutto il tempo, Jane perché voleva stare con il padre fino alla fine, Claire perché lo aveva sempre considerato un padre. Perché era facile amarlo. Era stato semplice, dal quel pomeriggio sulla panchina del parco, lei china sul libro di Yates.&lt;br /&gt;“Come in tutti i libri, puoi riscrivere un finale diverso, sai?”. Le aveva detto. Aveva gli occhi pieni di vita, non aveva paure. Lei non ci era abituata agli uomini senza timori. Guardava i ragazzi che correvano sull’erba in riva al fiume, sorrideva. “Pensi che diventeranno amici?”&lt;br /&gt;Lei finalmente alzò gli occhi dal libro “Sono già amici”.&lt;br /&gt;Sarebbero diventati inseparabili, i tre ragazzi. Claire e Jack, i suoi due figli che aveva tirato su da sola, fino a quel momento. Jack, il figlio che non trovava fissa dimora e che avrebbe vissuto un decennio in giro per il pianeta in cerca di un qualcosa che non riusciva neppure a definire. E Jane, la dolce ed adorata figlia di lui. Gli assomigliava in modo incredibile. La guardava adesso mentre chiaccherava ridacchiando, aveva sempre sperato in modo molto egoistico e divertito che lei avesse un figlio maschio un giorno, che diventasse per qualche inverosimile giochino genetico la copia perfetta del nonno. Se lo sarebbe guardato crescere, avrebbe immaginato com’era da giovane. Perché lui era attraente, oh sì se lo era. Non una bellezza classica. Non era uno che le donne si giravano per strada quando passava, no certo. Ma lì su quella panchina al parco già l’attraeva. Il modo con cui le parlava, il modo con cui sbeffeggiava le convenzioni. Ed ebbe un sussulto quando lui gli tese la mano alla fine. “Mi chiamo Maurice, giusto per la cronaca. E visto che i nostri figli sono già diventati amici, penso che dovremmo diventarlo anche noi”.&lt;br /&gt;Lo diventarono. La chiamava spesso per sentire come stava. Impararono a conoscere i loro gusti reciproci, le loro idiosicrasie, le loro passioni, i loro ideali giorno dopo giorno. Portavano i figli al mare e per musei, insieme, “così ci diamo una mano a vicenda”. Lei sperava, oh come sperava che lui non incontrasse un’altra donna. Non voleva ammetterlo, ma lei continuava a mettere barriere. Continuava a combattere con le sue paure.&lt;br /&gt;Maurice lo sapeva. La leggeva in trasparenza e già la amava. Ma aspettava. Sapeva che doveva aspettare, sapeva che non poteva entrare come un bulldozer tra le macerie della sua vita.&lt;br /&gt;Un giorno di novembre. Camminavano piano, tornando dal lavoro. Facevano la strada spesso assieme, i figli li aspettavano con Charlotte, la sorella di lui che dava una mano. Claire e Jack già la chiamavano zia. Il cielo era gonfio di nubi, una brezza gelida proveniva da nord-est e congelava i pensieri. Improvvisamente cominciò a nevicare. Si fermarono, non se lo aspettavano. Lui sorrise, lei mise le palme all’insù per raccogliere i fiocchi di quell’inaspettata precipitazione. “Non è possibile, non è possibile!” rideva come una ragazzina. La guardava, non diceva niente, continuava a guardarla. Le cercava gli occhi. Lei quasi si intimorì, perché la guardava così? Con quello sguardo così intenso, perché?&lt;br /&gt;“Sei così bella” ed il cuore le cominciò a battere all’impazzata, non farlo Maurice, non farlo non rovinare tutto. Ma lui non poteva fermarsi. “Voglio imprimermi nella memoria questo momento per sempre”, il respiro di lei, affannoso, voleva fuggire.&lt;br /&gt;“Ti amo, lo sai, vero?”. Sentì il panico possederla ma lui non le lasciò tempo di soccombervi. La prese tra le braccia e la baciò.&lt;br /&gt;“Mamma?” erano sull’aereo che li stava portando ad Amsterdam. Guardava fuori dal finestrino. Era appena riemerso dal torpore della morfina. La guardava, lei gli prese la mano. Lui non riusciva più a stringerla ormai da tempo ma la seguiva con gli occhi ed abbozzava un sorriso ogni volta che lei lo faceva. Si era assentata coi pensieri per un attimo. La hostess premurosa le aveva portato un caffé. Avevano messo una tenda per isolare la barella nella parte anteriore dell’aereo. Il personale di bordo sapeva bene cosa andavano a fare in Olanda. Quell’uomo senza movimenti su quel lettino e tutte quelle donne di tre generazioni. Non dicevano niente ma erano tutti così premurosi. E quella hostess aveva sempre gli occhi lucidi quando si avvicinava. Claire si era portata dietro anche la piccola Cathy, di quattro anni. Voleva stare con il &lt;em&gt;nonno&lt;/em&gt;. Oh come lo odiava lui quando lo chiamava così. “Il tuo nonno fa ancora sesso con la tua nonna, sai?”. Claire si irritava sempre a quella sua totale mancanza di convenzioni. “Piantala”, lo implorava “ha solo quattro anni!”. Lui se la rideva, ed anche la piccola bimba senza padre scoppiava in risate cristalline. Non le mancava, quel padre che era fuggito ancora prima che nascesse. Lui se la metteva sulle spalle e se la portava in riva al mare a guardare le onde ed i gabbiani. “Diventa grande e ti insegno a nuotare nell’oceano” le prometteva. Non sarebbe successo. Una promessa che non era riuscito a mantenere.&lt;br /&gt;Jack non era venuto. Aveva scritto quella lettera: &lt;em&gt;Non posso. Voi fate quel cazzo che volete io non posso vederlo morire. E' come un padre, capisci? E' mio padre!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Si ricordò improvvisamente di quando li aveva sorpresi entrambi in bagno, lui che gli insegnava a radersi davanti allo specchio. Il figlio la cacciò irritato, “vai via, è una cosa da uomini”. E quel giorno che lui lo soprese in salotto con quella ragazza, non che avesse voluto era stata un’imbarazzante coincidenza dato che era rientrato prima del previsto e loro sinceramente un po' di privacy se la sarebbero potuta cercare, insomma erano seminudi ed avevano sedici anni tutto sommato.&amp;nbsp;L'indomani gli diede una scatola di preservativi sussurrandogli &lt;em&gt;non fare cazzate&lt;/em&gt;. Jack ancora se la rideva per il predicozzo che seguì sul rispetto del corpo della donna.&lt;br /&gt;Gli stringeva la mano. Quanto lo aveva amato. Quanto lo amava. Pensò a come lui sapeva accarezzarla. Le diceva sempre &lt;em&gt;farò l’amore con te fino al giorno in cui muoio. Perché fare l’amore con te è una necessità&lt;/em&gt;. Un’altra promessa tradita. Ma non per colpa sua.&lt;br /&gt;Quel giorno in cui gli cadde il bicchiere di mano, si frantumò immediatamente sul pavimento della cucina. Lei corse a vedere che era successo, era lì appoggiato al tavolo che si osservava la mano tremante. &lt;em&gt;Da quanto tempo hai questi sintomi? Da mesi.&lt;/em&gt; Non le aveva detto niente per non preoccuparla.&lt;br /&gt;Il neurologo li guardava triste. Erano seduti tutti e tre attorno a quella scrivania, lui con tutti i risultati davanti. Non sapeva da dove iniziare.&lt;br /&gt;“E' recidivante.” Silenzio, abbassarono gli occhi.&lt;br /&gt;“Quanto mi rimane?” chiese lui. “Non sappiamo di preciso. Sarà molto graduale” Il neurologo respirava profondamente. “Possiamo fare qualcosa per i sintomi. Qualche palliativo. Possiamo migliorare la qualità della vita.”&lt;br /&gt;Maurice si mise a ridere “Vuoi dire che posso finalmente farmi le canne in pace?”. Ruppe il ghiaccio, cominciarono a ridere tutti e tre. Lei si asciugò le lacrime che le erano appena affiorate con sollievo. Ma lui aveva già deciso. Non avrebbe lasciato che la sclerosi multipla gli portasse via la sua dignità di uomo. Perché la vita era vita e non si poteva trasformare in un surrogato.&lt;br /&gt;L’aereo atterrò. Subito fuori c’era un’ambulanza ad attenderli. Che organizzazione. E poi quell’ospedale. Non sembrava neanche un ospedale. Aveva cancellato tutti i dettagli. Una nebbia di confuse emozioni e di rabbia. Avrebbe voluto gridare ed insultare il mondo e chiedere perché, perché proprio lui? Ma lui non gliel’avrebbe permesso. Le avrebbe detto, anche questa è vita. La morte è una componente inevitabile della vita, è per questo che dobbiamo morire con dignità.&amp;nbsp;E' un imperativo morale. Affanculo gli imperativi morali, ti rivoglio tra le mie braccia, ti rivoglio a danzare con me sulla spiaggia, rivoglio le tue mani sul mio corpo, la tua pelle sulla mia pelle, ti rivoglio.&lt;br /&gt;Vengo anch’io con te, gli aveva detto in un’ultima notte di disperazione. Voglio farla finita anch’io. No, tu devi restare, e già le braccia perdevano la forza ma l’aveva tenuta ferma e l’aveva guardata negli occhi e le aveva detto “devi restare per loro perché qui c’è vita e c’è amore e tu devi restare dove c’è l’amore”.&lt;br /&gt;Respirava a fatica, su quel letto dalle lenzuola profumate. Non sembrava neanche un ospedale. L’infezione alle vie respiratorie era recidiva ed era peggiorata in maniera esponenziale. Quella dottoressa dallo sguardo così dolce. Perché faceva quel lavoro? Come faceva a fare quel lavoro?&lt;br /&gt;“Non soffrirà, vero?”&lt;br /&gt;“No. Nessuna sofferenza. Non è qui per soffrire.”&lt;br /&gt;Charlotte piangeva, alle spalle. Erano tutte nella stanza. Lei, Charlotte, Jane, Claire e la piccola Cathy, che non capiva. Claire la stringeva.&lt;br /&gt;Lei fece un cenno con gli occhi e trattenne il fiato, guardando il medico che svuotava quella siringa nella flebo. “Vi lascio soli”, aveva la voce rotta.&lt;br /&gt;Lui la guardava. Riusciva ancora a muovere gli occhi. Voleva dire qualcosa. Il respiro gli si era calmato. Sussurrò. Lei gli si fece vicinissima, lo avvolse con il suo corpo. Sussurrava, era sicura che fosse quella parola. Che le avesse detto &lt;em&gt;vivi&lt;/em&gt;. Ora lui sorrideva. Il cuore gli batteva ancora, lei lo sentiva, se lo sentiva addosso. Poi non lo sentì più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano tornati con l’urna, le ceneri di quel corpo che era stato cremato lì in Olanda. “Liberami da questo peso” le aveva detto, “il prima possibile. Mi ha solo tradito.”&lt;br /&gt;Si era ritrovata Jack, a casa. Le aspettava, tornato all’improvviso non si sa neppure da quale paese. Guardò l’urna, impaurito. Non voleva accettare. Lei gliela mise in mano. “Devi farlo tu. Maurice avrebbe voluto così”. Ed andarono in cima a quella scogliera, la sua preferita, dove lui la portava a guardare gli interminabili crepuscoli estivi, dove le notti d’inverno andavano a riconoscere le costellazioni e si riscaldavano a vicenda tremanti al vento dell’Atlantico. Jack aprì l’urna. “Forse dovrei dire qualcosa, ma non ho nulla da dire. Era mio padre”. Lasciò andare le ceneri al vento. Cathy era abbracciata alla madre, non capiva. “Dov’è nonno?” Jane le sorrise. "E' qui, è dappertutto adesso”.&lt;br /&gt;Tornarono a casa. “Siediti mamma”, cominciarono a preparare la cena, tutti insieme. Come facevano sempre alle celebrazioni, ai compleanni. Jane mise l’urna al posto dove Maurice si sedeva sempre, di fronte alla sua compagna di vita, perché gli piaceva tenere la mano alla sua donna, quand’era a tavola. Jack entrò con i calici e lo champagne, lei sorrise. Non mancava mai di sorprenderla. “Brindiamo”, disse, e le riempì il bicchiere. “Brindiamo a lui. Che ci ha tenuto tutti insieme nel caos delle nostre vite.”&lt;br /&gt;Mangiavano, cominciarono a chiaccherare e le voci si fecero più fitte, sovrapponendosi ad ondate. Lei non ascoltava più, era stanca e stupefatta dagli avvenimenti. Jack le si sedette accando, le fece piacere. “Sei con noi a Natale?” gli chiese dubbiosa. Non sapeva mai dove sarebbe stato il mese successivo.&lt;br /&gt;“Sì, vorrei proprio stavolta”. Lei sorrise contenta. Le piaceva averli tutti assieme. Non lo pretendeva, ma le faceva piacere.&lt;br /&gt;“Anne?” Non l’aveva mai chiamata mamma, l’aveva sempre chiamata per nome. A lei andava bene così. Ma aveva un tono solenne che la preoccupava. “Sì?”&lt;br /&gt;“Ecco... ti spiace se, insomma, se porto un amica?”.&lt;br /&gt;Improvvisamente tutte le conversazioni a tavola si interruppero. L’avevano sentito. Claire cominciò a sghignazzare, era già al terzo bicchiere di champagne. “Jack che porta un’amica per Natale? Questa non me la posso perdere!”. Il fratello le lanciò uno sguardo d’odio.&lt;br /&gt;“Certo che puoi portare chi vuoi, ma non devi neanche chiedere. Questa è anche casa tua ricordalo”. “Ma allora non ti dispiace?”, “Ma che dici, non vedo l’ora di conoscerla!”.&lt;br /&gt;Si alzò da tavola con il telefonino già in mano “Bene se non ti spiace glielo dico subito, così prenota il volo”, era esultante. La sorella aveva la bocca spalancata dallo stordimento, quel fratello ultratrentenne scapolo incallito che ora se ne veniva fuori con una cosa del genere.&lt;br /&gt;Anne sorrise. Maurice aveva ragione, devi restare dove c’è l’amore. Ed in quella famiglia che lui aveva voluto con tanta passione, ce n’era da vendere.&lt;br /&gt;Quella propensione, adesso la capiva appieno. Quel coraggio di vivere, nonostante tutto. La vita che prendeva il sopravvento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-1501789590470749940?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/1501789590470749940/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=1501789590470749940' title='22 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1501789590470749940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1501789590470749940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/07/tra-le-donne.html' title='Tra le donne'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-6542755384664187746</id><published>2010-07-22T20:25:00.003+02:00</published><updated>2010-07-22T20:29:17.288+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><title type='text'>Troppo in fretta</title><content type='html'>&lt;a href="http://image.guardian.co.uk/sys-images/Arts/Arts_/Pictures/2007/08/03/kahlo460.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="208" hw="true" src="http://image.guardian.co.uk/sys-images/Arts/Arts_/Pictures/2007/08/03/kahlo460.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi sono resa conto con orrore che sono passati ben dieci giorni dal mio ultimo post. Dieci giorni.&amp;nbsp;E non li ho visti. Non ricordo neppure cosa sia successo. Una vorticosa routine. Ho concluso poco. Ho speso un mare di tempo con i miei figli. E comincio a farmi molte domande.&lt;br /&gt;Questo tempo che fugge così in fretta mi spaventa un po'. Ogni anno, attorno al mio compleanno (data che detesto), mi pongo sempre lo stesso quesito. Dopo tutti questi anni, cosa mi è rimasto in mano?&lt;br /&gt;Del turbinío degli ultimi mesi, molto poco. A parte un oceano di debiti e la fortissima sensazione di essere stata abbindolata e fregata come una ragazzina sprovveduta per decenni da persone senza scrupoli. Queste giornate di 24 ore non mi soddisfano. Troppo poco. Troppo limitate. C'è una macchina del tempo? È possibile tornare indietro di dieci anni e rifare tutto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi mi sono sentita vecchia. Non mi capita spesso. Anche perché la mia figlia&amp;nbsp;di 11 anni&amp;nbsp;ultimamente è in grado di sollevarmi da terra mettendomi le&amp;nbsp;braccia attorno ai fianchi (è alta come me e ci scambiamo i vestiti). È difficile sentirsi vecchia quando tua figlia non ancora dodicenne ha la tua stessa taglia di vestiti ed un numero di scarpe in più. Però mi è capitato. Mi sono detta, devo fare qualcosa per loro. Il secondo lavoro che non arriva, mi sta angosciando. Il fatto di dipendere dalla carità del governo (sto facendo domanda per il benefit di single-parent o, come lo chiamano qui in modo molto &lt;em&gt;politically correct&lt;/em&gt;, one-parent family benefit) alla mia veneranda età mi da' molto fastidio. Sento di miei colleghi coetanei che hanno lavorato con me in passato che adesso hanno stipendi enormi. Proprietà. Cose da lasciare ai propri figli. Un presente solido. Possono finalmente rilassarsi un po' e farsi qualche vacanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so dove posizionarmi in questo contesto. La proprietà e lo stipendio enorme non la voglio ma allo stesso tempo sento la necessità pressante di fare qualcosa per loro. Di lasciargli una sicurezza futura. Nella mia ansiosa certezza di essere l'unica persona su cui possono contare. Per adesso, finché non troveranno i loro affetti indipendenti nella vita, le loro certezze, le loro radici.&lt;br /&gt;Lo dico senza vergogna, è un peso a volte insopportabile, su queste fragili spalle. So che lo posso condividere con dei carissimi amici che mi sono stati (e mi sono tutt'ora) accanto, anche se non fisicamente per problemi geografici, almeno virtualmente e sicuramente spiritualmente. Ma a volte guardo i miei figli e li vedo così isolati. Vorrei che la loro vita fosse popolata di affetti. Quella famiglia ideale che ho inseguito per decenni e non ho mai trovato. Cugini, zie, nonni. Esistenti solo nel nostro immaginario. Guardo altre famiglie, con invidia. Genitori non necessariamente insieme, anche separati. Ma i figli circondati da un oceano di affetti.&lt;br /&gt;Mi do' la colpa di tutto ciò. Non importa quanto cercherete di dissuadermi ma me ne prendo la totale responsabilità. Sono stata cieca ed ingenua, irresponsabile, folle. Vorrei essere solo io a pagare per questi errori, loro non dovrebbero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi ho chiesto ai miei figli se erano felici. Mio figlio non ha risposto. È la sua solita reazione quando si parla di felicità e di vita. Mia figlia invece mi ha preso la mano e mi ha detto &lt;em&gt;certo che sono felice, sono con te&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Per quanto tempo resisterà la tua mamma, baby?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cercherò di bloccare il tempo, di non farlo più fuggire. Anelo radici, appartenenza, notti di sonni tranquilli. Tutte quelle cose che ho sempre desiderato, inseguito così tanto e così irrazionalmente che ho fatto una cazzata dietro l'altra nella smania di trovarle. Desidero la luna? Anelo queste cose per i miei figli. &lt;em&gt;Ogni famiglia è diversa&lt;/em&gt;, gli ho detto, portando come esempio altre famiglie separate che conosciamo. Mi sono soffermata, certo, quei bambini, quei ragazzi di queste &lt;em&gt;altre&lt;/em&gt; famiglie sono circondati di affetti e di attenzioni.&lt;br /&gt;Lo so, sono corrosa dai sensi di colpa. So che tra un paio d'anni sarà tutto a posto. Lo continuo a ripetere anche ai miei ragazzi.&lt;em&gt; Ve lo prometto, saremo felici&lt;/em&gt;. Con mia figlia che ripete, &lt;em&gt;mum lo sono anche adesso&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Potessi essere come lei. La felicità negli attimi. Lo so che la felicità non è uno stato costante, è composta da attimi e bisogna coglierli ed assaporarli. Lei lo ha capito. Io ancora sogno i principi azzurri.&lt;br /&gt;Lei farà strada nella vita. Io mi sono ancorata ai rimpianti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma almeno sono riuscita a ri-postare il mio dipinto preferito di Frida Kahlo.&lt;br /&gt;Alla prossima, spero stavolta senza tutte queste angoscie esistenziali.&lt;br /&gt;Lo sapevo, luglio non è mai stato tra i miei mesi preferiti. Meno male che è quasi finito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-6542755384664187746?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/6542755384664187746/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=6542755384664187746' title='23 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6542755384664187746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/6542755384664187746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/07/troppo-in-fretta.html' title='Troppo in fretta'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-1905063281459302835</id><published>2010-07-12T02:24:00.008+02:00</published><updated>2010-07-12T13:05:19.448+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Whalewatcher'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scribble pad'/><title type='text'>Too bright to sleep</title><content type='html'>&lt;a href="http://homepage.hispeed.ch/Gu01/layer/bilder/Gogh-3.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="261" rw="true" src="http://homepage.hispeed.ch/Gu01/layer/bilder/Gogh-3.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;Era stanco. Ma il sonno non veniva. La finestra accanto al letto, le tende spalancate sulla notte chiara. Sulla notte estiva che mai rabbuiava.&lt;br /&gt;E lei che gli dormiva accanto. Il respiro lieve, tranquillo. I capelli sparsi sul cuscino e sulla guancia. Com'era bella. La voleva toccare ma non voleva svegliarla. La sfioro'. Quella pelle morbida. Lei ebbe un fremito, ma non si sveglio'. Non era &lt;em&gt;lei&lt;/em&gt; che soffriva di insonnia? Almeno così gli continuava a dire. Stanotte invece lui stava sveglio. Lui che era quello che in genere toccava il cuscino e si addormentava immediatamente. Stanotte no. La sua vita tranquilla. La sua vita senza responsabilità. La sua vita senza mete. Non aveva mai avuto problemi di sonno.&lt;br /&gt;Poi lei lo aveva travolto. Un treno in corsa. La sua vita di insonnie, di affanni, di sogni irrealizzati, di femminilità frustrata. Senza routine. Senza mai riposo. Era così bella e lui ne aveva avuto paura all'inizio. Aveva avuto paura di tutti i suoi dolori passati. Aveva paura che lei potesse chiedergli qualcosa che lui non poteva dare. Ma il pensiero di lei lo tormentava. Non riusciva a credere che avessero la stessa eta'. Quella vitalita', quel corpo. Quella pelle. Lui invece con i suoi capelli grigi, con le sue giunture scricchiolanti. Da non credere che fossero coetanei. La guardava. Aveva un abbozzo di sorriso sulle labbra. L'aveva tenuta tra le braccia mentre si addormentava. Glielo aveva chiesto lei: voglio sentire la tua pelle sulla mia. Adesso era indeciso se svegliarla, se cercarla ancora. Oppure cercare di dormire. Avrebbe dovuto dormire un po'. Un lungo viaggio, l'indomani. Non glielo aveva ancora detto. Voleva dirglielo. Ma quella notte di sensualita' disperata lo aveva travolto. Ancora non capiva se era solo sesso. All'inizio pensava di si'. Ma cosi' intenso non se lo ricordava da anni. Forse con la sua ex moglie, forse agli inizi. Ma era diverso. Lui era cosi' giovane, allora. Cosi' impacciato. Le sue donne erano state tutte cosi' giovani. Aveva buttato via il matrimonio per una ragazzina. Quindici anni piu' giovane di lui. A letto, decisamente inesperta, quasi impaurita. Emotivamente, decisamente instabile, insicura. Dopo pochi anni anche quella stupida storia era finita. In lacrime, ovviamente, e lui era il &lt;em&gt;bastardo&lt;/em&gt;. E adesso questa donna lo aveva travolto. Matura, coetanea. Che aveva perso lo stupore per la vita ormai da tempo, tutte quelle palate di palta in faccia. Che aveva perso l'aspettativa.&lt;br /&gt;Com'era bella. Quella notte, tutta quella passione. Lei si era messa pure a piangere dopo il primo orgasmo. La teneva stretta, non sapeva che dire, lei si scusava, diceva era &lt;em&gt;l'anticlimax&lt;/em&gt; ma non lo era, lo sapevano bene tutti e due. Lui continuo' a baciarla con tenerezza, voleva che lei si tranquillizzasse, le asciugava le lacrime. Non capiva cosa stesse succedendo. Non voleva capire. Poi fecero l'amore una seconda volta. Stavolta non era solo sesso. Era &lt;em&gt;fare l'amore&lt;/em&gt;. Lo sentiva. Dentro di se', dentro di lei. Mentre lei fremeva tra le sue braccia. Lo sentiva che la cosa gli stava sfuggendo di mano. Per questo non riusciva a dormire.&lt;br /&gt;E avrebbe dovuto, con il viaggio che aveva. Non gliel'aveva detto ancora. Non gliel'aveva detto che aveva accettato quel lavoro, dall'altra parte dell'Atlantico. Che gli ci sarebbero voluti almeno cinque ore di volo per vedersi. Le avrebbe preparato la colazione, l'indomani mattina. L'avrebbe svegliata con il caffé. E le avrebbe parlato, con tutta la sua codardía e tutti i suoi timori. Sapeva che lei non avrebbe reagito. Perché era gia' stata spezzata tante volte dalla vita e tante volte si era ricostruita. Nulla poteva piu' spezzarla. Avrebbe annuito. Forse un attimo di silenzio scomodo. Gli avrebbe augurato buona fortuna ed avrebbe telefonato ai figli per organizzare la giornata, per sapere se avevano bisogno di una passaggio, di un pasto, di conforto e di aiuto.&lt;br /&gt;Non lo avrebbe seguito. Non avrebbe rinunciato al suo lavoro, che aveva tanto faticato a mettere insieme dal nulla, mattone su mattone. Non avrebbe lasciato i figli. Lui che di figli non ne aveva mai voluti non riusciva a capirle, queste dinamiche. L'avrebbe guardato con la sua solita intensita', trattenendo le lacrime e forse ringraziandolo perché era stato cosi' generoso la notte prima.&lt;br /&gt;Almeno lui sperava andasse cosi'. Non sapeva se sentirsi in colpa o darsi dello stronzo. Ma lei era stata chiara, nessun legame. Solo sesso. Era stufa di notti solitarie, ed anche lui lo era. Avrebbe dovuto dirglielo che partiva. Ma non voleva restare solo anche quella notte. Il pensiero di lei era diventato un'ossessione. Per cui l'aveva baciata la sera prima, dandole un passaggio a casa. Quei baci erano stati piu' di cio' che si immaginava. Irrefrenabili. E le aveva chiesto se poteva rimanere. Lei gli disse che certo che poteva rimanere, che tutti e due ne avevano bisogno.&lt;br /&gt;La luce della luna si aggiunse a quella di un albedo nordico lontano. No, non chiuse le tende. Quella luminosita' si rifletteva sul viso di lei e la rendeva ancora piu' bella. La bacio', prima sulla fronte, poi sulle labbra. Lei si giro' verso di lui ma non si sveglio' del tutto, una sorta di sensuale dormiveglia. Lo avvolse con le braccia ma non apri' gli occhi. Sorrideva, forse pensava fosse un sogno. Lui la strinse a se'. Senti' le lacrime che gli salivano, le respinse. Aveva gia' le valigie pronte, a casa sua. Doveva solo dirglielo. Il mattino dopo. Con il caffé.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-1905063281459302835?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/1905063281459302835/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=1905063281459302835' title='14 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1905063281459302835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1905063281459302835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/07/too-bright-to-sleep.html' title='Too bright to sleep'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-4378094190274562352</id><published>2010-06-30T21:42:00.002+02:00</published><updated>2010-06-30T21:44:41.897+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morning Poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><title type='text'>Transgression</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-BOTTOM: 1em; FLOAT: left; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em; cssfloat: left" href="http://mocoloco.com/art/upload/2007/06/firm_position/cohen_grecian_woman_jun_07.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://mocoloco.com/art/upload/2007/06/firm_position/cohen_grecian_woman_jun_07.jpg" width="272" height="320" ru="true" /&gt;&lt;/a&gt; Il cielo era gonfio di nubi. Grigie e splendidamente estive. Era un vento atlantico quello che soffiava. Morbido, sensuale e tiepido. Sapeva di oceano. In quel &lt;em&gt;beer garden &lt;/em&gt;si parlava di progetti lavorativi. Si parlava delle nuvole, non volute. Un tradimento a tutto quel sole. Si sentiva leggera, la leggerezza dei presentimenti e delle aspettative. Un pomeriggio ed una serata tutti per lei, il primo dopo una lunga serie di faticose ed intense giornate. Le riunioni nei pub sono sempre semiserie, si sa. Il senso di &lt;em&gt;relax &lt;/em&gt;era come un fresco lenzuolo sui quattro colleghi di lavoro. Pensava al divenire della sua vita ed a quello che sarebbe stato. Agli impegni accademici e lavorativi. Non penso' neppure un attimo ai debiti, ai problemi. Si salutarono alla fine. C'era da tornare in ufficio, a finire un paio di cose. Lei gia' pregustava la serata tutta per lei, un lusso inconsueto. Senza dover cucinare o lavare. Un po' di musica, giusta. Un libro di poesie. Un paio di telefonate a persone care che non sentiva da tempo. Qualche sogno.&lt;br /&gt;Rimase indietro, saluto' i colleghi, il convenzionale &lt;em&gt;ci vediamo piu' tardi&lt;/em&gt;. Un desiderio di trasgressione adolescenscenziale la prese. Una cazzata. Lentamente si avvio' verso il distributore automatico di sigarette. Non lo faceva da quindici anni. Non aveva idea di come funzionasse. Un miscuglio di imbarazzo e ilarita' la sopraffece. Non sapeva neppure il prezzo. Comincio' a premere i pulsanti a caso. Fece attenzione che nessuno la notasse, per fortuna il distributore era nascosto in un angolo buio. Un tempo fumava le &lt;em&gt;Camel&lt;/em&gt;, quelle leggere. Come si chiamano adesso? Ah, Camel Blue. Otto euro e cinquanta. &lt;em&gt;Cazzo. Fuck.&lt;/em&gt; Non le vennero in mente altre lingue. Sorrise. Ma si'. Ci vuole il token. Ando' al banco, chiese al barman anche di cambiarle l'ultima banconota da dieci euro rimastale. Fece due tentativi. Non sapeva che prima andava infilato il token, poi le monete. Che stupida. Se la rideva.&lt;br /&gt;Si avvio' con il pacchetto -blu, appunto- nella borsa verso casa. Con lentezza, un passo dietro l'altro sotto le nuvole scure, lungo il fiume, la brezza esilarante e marina. Non ebbe fretta a casa. Prese un cd a caso. Leonard Cohen. Si accese la prima sigaretta. Riconobbe il sapore. Si senti' come quand'era adolescente a fumare nei bagni della scuola. Apri' la finestra per prudenza, non voleva lasciare l'odore. &lt;em&gt;Ma che stai facendo? Questa e' casa tua.&lt;/em&gt; Se la rise. Il benessere di una piccola trasgressione.&lt;br /&gt;Fuori comincio' a piovere. Grosse gocce estive imperlavano i vetri. Quella trasgressione le piaceva. Aspirava lentamente il fumo. Non aveva fretta. Sapeva che cosa cercare tra i libri disseminati dappertutto in ogni scaffale e davanzale disponibile. In quel momento di zen malsano si ricordo' di quelle parole, e le desidero'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;The Book of Longing&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;I can't make the hills&lt;br /&gt;The system is shot&lt;br /&gt;I'm living on pills&lt;br /&gt;For which I thank G-d&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I followed the course&lt;br /&gt;From chaos to art&lt;br /&gt;Desire the horse&lt;br /&gt;Depression the cart&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sailed like a swan&lt;br /&gt;I sank like a rock&lt;br /&gt;But time is long gone&lt;br /&gt;Past my laughing stock&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;My page was too white&lt;br /&gt;My ink was too thin&lt;br /&gt;The day wouldn't write&lt;br /&gt;What the night pencilled in&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;My animal howls&lt;br /&gt;My angel's upset&lt;br /&gt;But I'm not allowed&lt;br /&gt;A trace of regret&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;For someone will use&lt;br /&gt;What I couldn't be&lt;br /&gt;My heart will be hers&lt;br /&gt;Impersonally&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;She'll step on the path&lt;br /&gt;She'll see what I mean&lt;br /&gt;My will cut in half&lt;br /&gt;And freedom between&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;For less than a second&lt;br /&gt;Our lives will collide&lt;br /&gt;The endless suspended&lt;br /&gt;The door open wide&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Then she will be born&lt;br /&gt;To someone like you&lt;br /&gt;What no one has done&lt;br /&gt;She'll continue to do&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I know she is coming&lt;br /&gt;I know she will look&lt;br /&gt;And that is the longing&lt;br /&gt;And this is the book&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si accese un'altra sigaretta. Ma questa non aveva lo stesso sapore della prima. Perché la trasgressione e' un momento. Dopo perde il sapore. La spense a meta'. Fuori la pioggia era cessata, l'aria era fresca. Fin troppo, chiuse la finestra. Penso' a quei quindici anni trascorsi e le sembro' un attimo, che le era sfuggito e non aveva neppure fatto in tempo ad odiarlo. E non trovava astio nel suo cuore. Non c'era piu' tempo per l'irrazionalita' dell'incomprensione umana.&lt;br /&gt;Sorrise, chiuse gli occhi e si lascio' andare alla musica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Per una traduzione italiana della poesia di Leonard Cohen, andate &lt;a href="http://killercat.blogspot.com/p/traduzioni.html"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-4378094190274562352?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/4378094190274562352/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=4378094190274562352' title='17 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4378094190274562352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/4378094190274562352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/06/transgression.html' title='Transgression'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-1646029093544205540</id><published>2010-06-27T22:06:00.002+02:00</published><updated>2010-06-27T22:09:25.895+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Climatologia esistenziale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><title type='text'>Midsummer gone</title><content type='html'>&lt;a style="MARGIN-LEFT: 0em; MARGIN-RIGHT: 1em" href="http://www.irishartpaintings.com/library/inventory/Colin-Carruthers-Midsummer-Landscape.JPG" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.irishartpaintings.com/library/inventory/Colin-Carruthers-Midsummer-Landscape.JPG" width="420" ru="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Odio quando il tempo passa cosi' veloce. Davvero. Passata la boa del solstizio, le giornate di nuovo di accorciano. Millimetro per millimetro. Minuto per minuto. Un'estate gloriosa. Un clima cosi' non lo faceva da anni. Un'estate intensa. Una tale intensita' di vita non la vivevo da anni. Anche giugno e' finito. I giorni si sono susseguiti assolati. Una catena di cieli azzurri. Un altalenarsi di sorrisi e lacrime. Vita. La vita scorre veloce, pero'. Passa tra le dita come sabbia. Non si fa a tempo a fermarla. Tutta una bobina di momenti. Fotogrammi che scorrono veloci, si vorrebbe fermarne uno. Si vorrebbe afferrarlo.&lt;br /&gt;Ma allora il tempo esiste davvero. Io che pensavo che fosse tutto un paradosso di anni che scorrevano uguali. La mancanza di batticuori. Un'illusione esistenziale. Invece il tempo esiste davvero e non e' sufficiente. Gli ultimi sei mesi, un soffio.&lt;br /&gt;Adesso basta. Voglio fermarmi a guardare i lunghi crepuscoli. Voglio soffermarmi sui miei sorrisi. Assaggiare le mie lacrime. Respirare il dolore della rabbia. Afferrare il cuore quando batte all'impazzata. Languire delle mie malinconie. Inebriarmi delle mie gioie.&lt;br /&gt;Non posso piu' aspettare. Mi e' stato detto: aspetta. La vita passera' da quelle parti prima o poi. Ma io non posso piu' aspettare. Mi e' stato detto: non puoi volere tutto e subito. Ma io rispondo, con impazienza infantile, voglio tutto e adesso. Mi sono accorta del tempo. Lo vedo sulla mia pelle, lo osservo nel cielo estivo. Mi sono accorta che i giorni non bastano.&lt;br /&gt;Non voglio farli bastare. Voglio che la vita straripi dagli argini. Che travolga i miei figli e chi mi sta accanto. Chi mi ha voluto bene e chi continua a volermene. Che la mia esistenza sia acqua alta e tracimazione. Che la corrente mi porti da qualche parte, lontano dal mio passato remoto e prossimo. Che la corrente mi dia una direzione impetuosa, verso un luogo di ricostruzione. Lontano dalle macerie.&lt;br /&gt;Ed io che odiavo le estati. I miei vecchi scritti su questo blog troppo lungo. La sopportazione del tempo. Ed io che odiavo i solstizi. Odiavo il tempo sopportato coi miei figli. Tutto quel tempo immobile.&lt;br /&gt;Lasciatemi in questo fiume, senza zavorre. Lasciatemi in questa leggerezza esistenzale, sostenibilissima. Adesso che il tempo non e' piu' sopportato. A vivere come se non ci fosse domani, allo stesso tempo con la certezza che ogni domani sara' bellissimo.&lt;br /&gt;Faro' errori, l'atto di vivere non puo' prescindere dal commettere errori. Amo la gente che sbaglia. Che si ferma, imperfetta. Riparte. Rimette in marcia. Non si piange addosso. Verso un nuovo errore. Un nuovo atto di vita.&lt;br /&gt;Sbagliero' dunque. Ed imparero' dai miei errori. E diro' chiaro a chi mi ama ed ai miei figli: ho sbagliato. Non ne ho vergogna. Ho vissuto.&lt;br /&gt;Se solo riuscissi ad afferrare un fotogramma. A raddoppiare le ore del giorno. Per vivere di piu'. Perché non c'e' abbastanza tempo per questa droga da cui non voglio disintossicarmi. Per questa vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-1646029093544205540?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/1646029093544205540/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=1646029093544205540' title='12 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1646029093544205540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/1646029093544205540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/06/midsummer-gone.html' title='Midsummer gone'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-9219105557469628642</id><published>2010-06-18T11:21:00.005+02:00</published><updated>2010-06-18T17:49:12.783+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carta straccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yin and Yang'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Of mice and men</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.urbanjunkie.co.uk/shopimages/large_images/toilet%20seats%20money.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 350px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.urbanjunkie.co.uk/shopimages/large_images/toilet%20seats%20money.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il mio atteggiamento verso il denaro ed i beni materiali infastidisce molti. Anzi, &lt;em&gt;innervosisce&lt;/em&gt; è la parola migliore. Nessun attaccamento. Mi basta solo pagare l'affitto, e qualche timida bolletta dato che i miei consumi sono minimi. Il frigo è spesso semivuoto, compro solo cibo necessario ai miei figli. Se solo da sola, non compro. Come ho detto, consumo poco.&lt;br /&gt;Vestiti, men che meno. Grande cliente di Penneys e Dunnes Stores, che hanno salvato la gente del mio genere "&lt;em&gt;I don't give a shit"&lt;/em&gt; con le loro magliette a 2 euro e le fenomenali scarpe a 10 euro. I miei rari viaggi avvengono grazie alla rivoluzione del low cost. Ho preso un volo per Manchester l'altro giorno per 10 euro. Me la ridevo mentre inserivo i miei dati sul sito della Ryanair. Grazie, recessione. Grazie, vulcano islandese dal nome impronunciabile.&lt;br /&gt;Non me ne frega niente dei soldi. Se non ci sono, faccio qualcos'altro. Passeggio nel parco, sul lungofiume, leggo un libro. Ho un'attitudine liberale ai debiti. Sono solo numeri su un estratto conto. Dovrei farmi dei sensi morali verso le banche che cerco puntualmente di fregare? Non penso proprio.&lt;br /&gt;Aborrisco il possesso. Non posseggo proprietà di alcun tipo, sto per vendere il mio catorcio di automobile (agosto è il mese prefissato). Mi comprerò una bella bicicletta con parte del ricavato, quello sarà il mio unico lusso. Il resto verrà dedicato a pagare le ripetizioni e le spese scolastiche dei figli.&lt;br /&gt;Questo mio atteggiamento fa perdere la pazienza ad amici e familiari. Non capiscono, spesso. Non capiscono perché io mi sia rifiutata di trasformare la mia vita in una lotta all'accumulo. Non capiscono perché io mi rifiuti di perdere il sonno per i debiti. Già lo perdo per le preoccupazioni sul futuro dei figli.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Hai lasciato tutto a lui&lt;/em&gt; mi dicono, &lt;em&gt;non è giusto.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;È proprio questo il punto che cerco di spiegare. Non gli ho lasciato tutto. Posseggo me stessa, la mia libertà ritrovata. I miei principi che finalmente non cedono a compromessi, e non vi cederanno mai più. Le mie speranze.&lt;br /&gt;Per cui, perdo la pazienza. Quando devo buttare via il mio tempo prezioso a cercare avvocati (servizio gratuito, ovviamente) che mi aiutino in questa guerra che non voglio. Che non ho cercato. Come spiegargli a questi burocrati che non me ne frega niente? Ma proprio niente?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non puoi rinunciare così al tuo 50%,&lt;/em&gt; mi guardano sospetti alzando lo sguardo dalle scartoffie.&lt;em&gt; Non ho rinunciato. L'ho dato ai miei figli. &lt;/em&gt;Segue il solito sospiro di incomprensione.&lt;br /&gt;E vorrei tanto che loro, i figli, un giorno lo capissero questo mio atteggiamento. Che smettessero di chiedere e cominciassero invece a &lt;em&gt;vivere&lt;/em&gt;. Questa parola strana.&lt;br /&gt;Ce la dimentichiamo nelle nostre corse quotidiane all'accumulo, nelle nostre orge consumistiche. Vivere. Senza il peso di un mutuo sulle spalle. Senza l'aspettativa del profitto e della speculazione. La libertà di dire &lt;em&gt;sono quello che sono&lt;/em&gt;, senza appariscenti facciate. La libertà di dire &lt;em&gt;sto bene come sono&lt;/em&gt;. Finalmente.&lt;br /&gt;Perché vedete, l'umanità è divisa tra uomini e roditori. Per uomini intendo il genere, ovvio, uomini e donne insieme. I roditori invece sono solo ratti e topi. Furiosi accumulatori. Che mettono via ogni briciola trovata, possibilmente fregata ad altre persone che ne hanno effettivamente bisogno. Vivono dei loro redditi sproporzionati, delle loro auto comprate a rate, delle loro enormi proprietà svalutate. Dall'altra parte ci siamo noi, uomini e donne, che ancora ci concediamo sogni e ideali. Che ancora viviamo come ragazzini perché tutto sommato, dentro, conserviamo quello stupore per il nuovo chela vita ha cercato di estirparci una volta passato il sedicesimo compleanno. Noi che ancora crediamo che un giorno il mondo possa dare a tutti una possibilità, senza discriminazioni perché sei povero, diverso, su una sedia a rotelle, con una carnagione di colore differente. Chi più ne ha più ne metta.&lt;br /&gt;Mi sto riappacificando con questo paese, a poco a poco, ma seguirà un altro post più intimo su questo tema. Per ora accenno al fatto che prima pensavo di avere tutto e non cercavo le cose essenziali. Non tendevo una mano perché pensavo di non aver nulla da chiedere, mi ero isolata. Ed invece non avevo nulla.&lt;br /&gt;Adesso invece non ho nulla e mi sono resa conto di avere tutto. Ho teso una mano e questa gente me l'ha afferrata, generosa. Perché nonostante anni di &lt;em&gt;Celtic Tiger&lt;/em&gt;, l'esercito rampante &lt;em&gt;di nouveau riches&lt;/em&gt; armati di SUV, abbronzature alla lampada e capelli mechati si è finalmente ridotto ad una minoranza. E l'irlandese medio si è finalmente ricordato di ciò che era. I roditori sono tornati uomini.&lt;br /&gt;È bello vedere la gente che ricomincia a sorriderti per strada.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8916226-9219105557469628642?l=killercat.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://killercat.blogspot.com/feeds/9219105557469628642/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8916226&amp;postID=9219105557469628642' title='33 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/9219105557469628642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8916226/posts/default/9219105557469628642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://killercat.blogspot.com/2010/06/of-mice-and-men.html' title='Of mice and men'/><author><name>Martina D.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07236770235996017117</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_G8XviVsaUKo/S2tGgrPGyVI/AAAAAAAAASs/X4decRL1HZU/S220/whale.jpg'/></author><thr:total>33</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8916226.post-6478579326919167105</id><published>2010-06-09T12:56:00.004+02:00</published><updated>2010-06-09T14:19:56.332+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempus fugit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soul food'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Uncommon sense'/><title type='text'>Dear baby</title><content type='html'>&lt;a href="http://fineartamerica.com/images-medium/mother-and-daughter-natalia-tejera.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 356px; CURSOR: hand" alt="" src="http://fineartamerica.com/images-medium/mother-and-daughter-natalia-tejera.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;È un po' che volevo scriverti. Rimando in continuazione, c'è sempre qualcos'altro da fare. Qualcosa di importante, qualcosa di urgente. Ma com'è possibile che ci siano cose più importanti di te? Com'è possibile che ci siano cose più urgenti della tua felicità?&lt;br /&gt;Per cui, ti scrivo. Vorrei che un giorno la leggessi davvero questa lettera. Quando sarai più grande, quando sarai donna. Per ora la tengo in questo cassetto pubblico, in caso vada perduta. Perché rimanga nella memoria di altri, quell'enorme cassaforte collettiva di cui ci siamo privati per così tanto tempo. La cassaforte delle relazioni umane, della condivisione degli affetti.&lt;br /&gt;Mi accingo alla pagina con timore. Perché ho davvero paura che tu non possa perdonarmi. Te lo chiedo spesso di capire, ma sei ancora così giovane. Il tuo corpo urge la femminilità del divenire donna ma il tuo sguardo è di bambina. Te lo chiedo ugualmente con la certezza di non essere stata compresa. So che non capisci appieno, ti turba il fatto che tua madre se ne sia andata. Vedi, non ho potuto spiegarti tutto. A tuo fratello ho detto di più, ma tra noi due c'è quell'incomprensibile connessione che anche tu non riesci a giustificare razionalmente. Sono cose di madri e figli. Le cose tra madri e figlie, invece, sono diverse. Non è pancia e amore irrazionale, è complicità. È protezione. È intelletto. È anche quell'istinto che non ti vuole ferita. Che non ti vuole vedere infelice, mai.&lt;br /&gt;Per cui ti scrivo. Non ti chiedo perdono, no. Se non vorrai perdonare, quando sarai più grande, capirò. Capirò perché ti ho voluta, dodici anni fa, non per avere la tua comprensione ma la tua presenza su questa Terra. Che adesso è un posto più ricco perché tu ci sei.&lt;br /&gt;Non parliamo spesso del tuo arrivo, io e te. La tua gravidanza passò quasi inosservata, con tutti i problemi che c'erano. Tuo fratello, tuo padre, mia madre. All'ultimo mese mi resi conto che non sentivo i tuoi movimenti. Abituata come ero a tuo fratello, con lui sembrava di avere in pancia una centrifuga. Tu invece eri quieta. Il medico cominciò a monitorarti il battito cardiaco giusto per farmi contenta e mi disse di tenere il conto dei movimenti. Una dozzina al giorno erano sufficienti. In realtà era il mio primo senso di colpa nei tuoi confronti. Perché così tanta attenzione, anche allora, andava già al primogenito. Ed ero così convinta che tu fossi un altro maschio. Avevo preparato il nome e tutto. Quel nome che adesso è andato a finire al protagonista di un mio romanzo incompiuto.&lt;br /&gt;Chissà perché. Una fissazione isterica, di quelle che vengono solo alle donne incinte. Non avevo voluto sapere il sesso. Alle ecografie chiedevo alle ostetriche di non dirmelo. Ma avrei dovuto intuirlo che eri femmina. C'era già quella complicità, quella comprensione. Gran parte della gravidanza la passammo solo io e te. Già ci tenevamo solo misteriosa e silenziosa compagnia. Gran parte del travaglio fummo solo io e te, ed una generosa infermiera che mi reggeva il capo mentre vomitavo. Le gioie femminili del parto. Queste cose non te le ho mai raccontate perché non volevo spaventarti. Tu che vivi il tuo corpo come una novità, come una cosa segreta.&lt;br /&gt;Il ricordo di quella camera d'ospedale, quei cinque giorni soli, io e te, quei silenzi e quella pacata armonia, è forse il ricordo più sereno dei miei ultimi quindici anni. Eri la neonata più tranquilla. Dormivi, mentre tuo fratello stava sveglio. Cominciasti a camminare prestissimo, a dieci mesi già correvi. Volevi seguirmi, volevi seguire quel fratello che hai sempre adorato nonostante tutto. Non volevi essere lasciata indietro. Eri precoce anche nel parlare, iniziasti presto. Eri socievole, vedi, io a tutte queste cose non ci ero abituata perché la mia prima esperienza di madre si era scontrata contro il muro dell'autismo ed ancora non lo sapevo. Eri la mia piccola bimba che adoravo ma dovevo tenere in secondo piano perché c'erano così tanti problemi. Così tanti, insormontabili. Tutta quella solitudine.&lt;br /&gt;Me lo perdonerai mai? Quando persi la salute, tu ancora fosti quella che pagò di più. Perché eri la &lt;em&gt;più semplice&lt;/em&gt; da gestire. Le mie poche forze, ancora una volta, andarono tutte al fratello, complicato, ed a tuo padre, esigente e danneggiato. Tu sola continuasti ad amarmi in modo incondizionato. Amavi la tua mamma malata e la trovavi bellissima, anche quando bellissima non era. Te ne sarò sempre riconoscente.&lt;br /&gt;Poi qualcosa accadde. Cercherò di spiegartelo ma non pretendo che tu capisca. Con tanto, troppo ritardo sono diventata donna. Sono guarita. È per questo che me ne sono andata, perché volevo essere una donna. Questo vorrei che tu capissi. Non è stata colpa tua. Non c'è stato un attimo, neppure un attimo remoto in cui io mi sia pentita di averti avuto.&lt;br /&gt;Non sono brava ad insegnare principi o a portare esempi di integrità. Non ti farò mai prediche su come essere donna con dignità, perché io non sono riuscita ad esserlo per lunghi decenni. Il mio desiderio è che tu ci riesca. Che tu non ti lasci abusare. Non voglio che gli altri si prendano gioco di te. Ho questa paura irrazionale e materna che tu un giorno ripeta le dinamiche perverse che hai avuto come esempio sbagliato nella tua famiglia danneggiata. Perché voglio vederti felice, ed è una preoccupazione talmente forte che spesso mi lascia insonne.&lt;br /&gt;Mi sento impotente, spesso, ti vedo in balía di dinamiche e di persone che vorrei non fossero nella tua vita. Sei così bella e intelligente, mi dico spesso, meriti di più.&lt;br /&gt;Ma questo è straparlare materno. Sappi che ti appoggerò in tutto quello che tu vorrai essere. Perché ti devo quel supporto incondizionato che tu hai saputo offrirmi con la tua innocenza di bambina. Unica sola condizione: ti voglio felice. Voglio vedere lo scintillío nei tuoi occhi nocciola, i miei stessi occhi, forse l'unico tratto che hai ereditato dalla tua mamma arabo/borbonica. Voglio continuare a vedere quella tua curiosità per la vita, quell'entusiasmo per il quotidiano che non smetti mai di avere, nonostante tutto.&lt;br /&gt;So che hai sofferto. So che hai passato notti tristi, anche se non me lo dici. Quando sei da me cerchi sempre le mie braccia. Inventi scuse per giustificare insonnie che non esistono, solo per condividere il mio letto e la mia vicinanza. Sei la mia bimba e ti guardo spesso e vedo che stai per non esserlo più. So che con quel fisico e con quell'intelligenza tra qualche anno i ragazzi ti si getteranno addosso. Ancora mi sorprende la tua ingenuità, quel rossore che noto quando, camminando per strada, vedi una coppia che si bacia. Ti dico sempre che è una cosa 
